
La normativa in materia di assistenza odontoiatrica è costituita principalmente dal D. Lgs n. 502/1992 e succ modifiche, che definisce i criteri per i livelli essenziali di assistenza (LEA), e dal DPCM 29.11.2001 che definisce i livelli essenziali di assistenza. Tali disposizioni prevedono che l’assistenza odontoiatrica a carico del Servizio Sanitario sia limitata a programmi di tutela della salute odontoiatrica nell’età evolutiva (0-14 anni) di cittadini lombardi. L’accesso alle prestazioni odontoiatriche in regime SSR avviene esclusivamente tramite prescrizione medica con indicazione del codice di esenzione E11.
Le prestazioni garantite in esenzione totale includono: prima visita, visita di controllo o follow-up, otturazioni fino a due superfici per i denti decidui, otturazioni fino a tre o più superfici per i denti permanenti, sigillatura dei solchi e delle fossette, ablazione del tartaro. Le prestazioni per le quali è richiesto un contributo economico comprendono apparecchi ortodontici fissi e mobili con indice IOTN pari 4° o 5° grado, nonché assistenza odontoiatrica e protesica per soggetti in condizioni di vulnerabilità sanitaria o socio-economica. L’accesso alle prestazioni per questi soggetti avviene tramite prescrizione medica di “Visita di controllo” con indicazione di un codice di esenzione per patologia.
Il medico prescrittore, in base a una valutazione clinica, può indicare sull’impegnativa l’esistenza di una correlazione tra la prestazione prescritta e la patologia in essere, consentendo al paziente di usufruire del servizio in regime di esenzione totale, o meno. L’accesso in forma diretta prevede che le strutture siano collegate telematicamente al FASI (Fondo di Assistenza per le Prestazioni Odontoiatriche) 24/7, con aggiornamenti continui e gestione telematica delle pratiche.
Nell’ambito dell’assistenza diretta, il piano di cure, concordato tra odontoiatra e paziente, viene trasmesso digitalmente al FASI insieme alla documentazione pre-cure. La valutazione di rimborsabilità delle prestazioni dipende dalle prestazioni già liquidate al momento dell’esame del Piano di Cure e non può tener conto di prestazioni ancora non liquidate. L’esito del Piano di Cure non costituisce impegno al pagamento da parte del FASI. In caso di integrazione di prestazioni non vincolate ad obblighi, l’iscritto può aggiungerle come prestazioni “FUORI PIANO DI CURE” nella sezione apposita della Richiesta Trimestrale di Rimborso.
Il rimborso può avvenire in forma diretta o indiretta. Se si procede in forma diretta, le prestazioni devono rientrare nel Nomenclatore-Tariffario in vigore e la radiografia, la diagnostica e la documentazione devono essere completate e inviate. Alcune prestazioni non sono rimborsabili dal Fondo. È fondamentale che la fattura sia intestata al professionista che ha eseguito le cure; non è possibile presentare giustificativi di spesa relativi a prestazioni eseguite da più familiari/assistiti in una singola richiesta.
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Per le terapie complesse che includono implantologia, protesi fisse o ortodonzia, è obbligatorio allegare al Piano di Cure gli accertamenti radiografici eseguiti prima dell’inizio delle relative cure. Al termine delle prestazioni, sempre limitatamente a quelle previste dai codici tariffari indicati, vanno inviati al Fondo i giustificativi di spesa originali e i moduli necessari per la richiesta di rimborso trimestrale. Se l’integrazione di prestazioni rientra nel migliorare l’offerta di cure ortodontiche, l’iscritto ha la possibilità di includerle in modo controllato e verificabile dal punto di vista amministrativo.
La normativa regionale, tra cui la Delibera di Giunta regionale n. 2678/2004 e circolari collegate, definisce i criteri di accesso alle cure odontoiatriche e protesiche gratuite o a tariffa agevolata per le persone con condizioni di salute particolari o reddito basso. Le fasce di reddito determinano la compartecipazione o la copertura integrale del costo delle prestazioni, e la Regione può prevedere esenzioni diverse da regione a regione.
1) Contatto e prescrizione: consultazione con medico di medicina generale o odontoiatra di riferimento per ottenere una prescrizione medica che indichi la necessità di cure ortodontiche e il codice di esenzione, se presente. 2) Valutazione clinica: l’odontoiatra, concordando con il paziente le cure da eseguire, stila un Piano di Cure e lo trasmette telematicamente al FASI completo di documentazione pre-cure. 3) Verifica telematica: il FASI verifica la compatibilità dei codici inseriti nel Piano di Cure e fornisce l’esito entro 7 giorni lavorativi (o 12 per inoltro cartaceo). 4) Comunicazione al paziente: la Struttura Sanitaria informa l’assistito degli obblighi pre/post cure, della possibilità di rimborso e delle eventuali limitazioni derivanti dal Nomenclatore-Tariffario. 5) Erogazione delle cure: l’odontoiatra esegue le cure concordate, rispettando i limiti tariffari e le condizioni di rimborso.
La procedura prevede, in caso di integrazione di prestazioni o di “Fuori Piano di Cure”, l’invio di nuove richieste di rimborso o l’aggiunta di voci nel piano di cure, con verifica di compatibilità al momento della liquidazione. Le radiografie e gli elementi radiografici devono contenere nome, cognome, data e riferimenti, e, se inoltrate in formato cartaceo, devono essere copie leggibili per evitare perdite di documentazione.
Per i cittadini in condizioni di vulnerabilità sanitaria o sociale, l’accesso alle prestazioni ortodontiche e protesiche è stabilito su prescrizione medica con codice di esenzione. In Lombardia, è previsto che determinate prestazioni siano a carico del paziente o abbiano una compartecipazione, in base alle soglie di reddito e alle condizioni cliniche certificate. Le Regioni specificano i criteri di esenzione per età evolutiva e vulnerabilità, e i cittadini possono consultare portali regionali come Er-Salute per i requisiti esatti di accesso.
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È fondamentale che ogni paziente richieda una fattura intestata al professionista che ha eseguito le cure e conservi la documentazione necessaria per la rimborso. In caso di dubbi su condizioni di esenzione o su quali prestazioni siano coperte, è consigliabile rivolgersi agli enti regionali o alla Centrele Informativa Odontoiatrica per chiarimenti e riferimenti normativi.
Un aspetto pratico riguarda il fascicolo relativo ai costi: per l’ortodonzia, i codici tariffari e i relativi limiti temporali hanno un ruolo chiave. Per evitare sorprese, è utile verificare in anticipo se esistano limiti di ripetibilità delle prestazioni e se la Regione prevede esenzioni specifiche per reddito ISEE o condizioni di salute che comportano necessità ortodontiche o protesiche.
Se compare una situazione di “vulnerabilità economica” è possibile che la gestione delle pratiche sia semplificata dall’ente sanitario convenzionato, riducendo le complicazioni amministrative per il paziente. Ricordarsi sempre di chiedere preventivi chiari e di ottenere la disponibilità dell’odontoiatra a fornire la documentazione necessaria per il rimborso, nonché di conservare tutte le ricevute e attestazioni necessarie.
Nel caso di preventivi molto elevati per devitalizzazioni e corone, è consigliabile confrontare le condizioni di rimborso, verificare quali elementi non rimborsabili dal Fondo e valutare eventuali soluzioni alternative (piani di cura a fasi, trattamenti meno costosi o accessi a programmi di prevenzione). L’odontoiatra deve fornire una chiara definizione delle prestazioni incluse nel Piano di Cure e spiegare le condizioni di rimborso previste dal Nomenclatore-Tariffario.
In conclusione, la prescrizione medica per cure ortodontiche richiede una stretta interazione tra paziente, medico prescrittore, odontoiatra e Fondo di assistenza, con attenzione alle esenzioni regionali, ai codici di tariffazione e alle tempistiche di rimborso. Una gestione trasparente delle pratiche e una documentazione accurata sono fondamentali per ottenere l’accesso alle cure senza sopravvalutazioni o sorprese economiche.
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