Protocolli operativi igiene dentale e procedure cliniche

Obiettivo di ogni trattamento l’arresto della malattia e il mantenimento della salute orale, della sua funzione, l’estetica del sorriso con trattamenti minimamente invasivi e il confort per il paziente. Il mantenimento è, indubbiamente, la fase della terapia di prevenzione più difficoltosa, poiché il paziente deve prendere coscienza di un suo impegno a collaborare in modo continuo con procedure di igiene orale domiciliare e professionale.

Importanza del controllo del biofilm e della motivazione del paziente

Il successo della terapia dipende quindi anche dalla comprensione del paziente dell’importanza delle procedure del mantenimento. Monitorare i cambiamenti educativi e il comportamento è importante quanto monitorare i segni clinici di salute e malattia, sia per la salute del parodonto che per i denti. La placca dentale è un biofilm che si forma nel cavo orale. Il biofilm è un aggregato di microrganismi che si deposita su una superficie (denti, lingua, gengive, ecc) e nel tempo la danneggia. Per tenerla sotto controllo, bisogna rimuoverla quotidianamente lavando i denti 2-3 volte al giorno e sottoponendosi a periodiche sedute di igiene orale dal dentista.

Localizzazione biofilm: mediante l’utilizzo di un rilevatore di placca, vengono evidenziate le zone in cui è presente la placca dentale. Motivazione paziente: l'odontoiatra, intanto, fornisce al paziente tutte le istruzioni per una corretta igiene orale domestica perché informare e sensibilizzare il paziente sull’importanza della prevenzione è fondamentale. Il rilevatore ci permette di evidenziare dove ci sono i maggiori accumuli di placca batterica; questo è fondamentale perché ci permette di educare i nostri pazienti al corretto utilizzo dei presidi domiciliari (motivazione).

Schema: ciclo del biofilm e punti critici di accumulo

Guided Biofilm Therapy (GBT): protocollo operativo professionale

Il nuovo protocollo di igiene orale professionale adottato da Dental Future si chiama GBT (Guided Biofilm Therapy) ed è il frutto di una collaborazione specialistica tra università e odontoiatri. Prevede il trattamento del biofilm batterico (la placca) in maniera capillare, allo scopo di preservare più a lungo la salute dei denti e della bocca. Il metodo è innanzitutto poco invasivo grazie all’utilizzo di strumentazione ad azione delicata. Le fasi del protocollo GBT sono rigorose e si basano su azioni che coniugano l’azione di pulizia dei denti effettuata nello studio dentistico con le buone prassi di igiene orale da effettuare a casa.

Rimozione: con l’utilizzo di strumentazione e tecniche specifiche si procede con la rimozione di placca, macchie e tartaro da denti, gengive, lingua e palato. In sintesi, aiutiamo a prevenire. Il processo è poco doloroso perché per eliminare la placca batterica utilizziamo l’airflow (un mix di acqua che possiamo riscaldare fino a 40°), aria ed eritritolo minimamente invasivo perché una volta eliminata la placca abbiamo la possibilità di vedere dove realmente c’è tartaro.

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Foto: Airflow e strumenti GBT in azione

Fasi pratiche del GBT

  • Analisi della situazione del paziente: l’igienista effettua un semplice esame visivo per identificare i depositi di placca e tartaro e gli eventuali processi cariosi in atto.
  • Localizzazione biofilm con agente rilevatore: con l’applicazione di uno speciale agente rilevatore di placca colorato si rendono visibili gli accumuli batterici sulla superficie dentale.
  • Rimozione e decontaminazione: individuata la placca e il tartaro si passa alla fase di rimozione con la strumentazione specialistica.
  • Controllo finale e programmazione: gli ultimi minuti della seduta sono dedicati al controllo finale e alla programmazione del prossimo appuntamento.

Strumenti e tecnologie complementari

Per lo screening del rischio al processo carioso possiamo utilizzare tecnologie efficaci quali la videocamera o tecnologie che usano le fluorescenze. È stata rivalutata la storia clinica del paziente con osservazione e registrazione degli indici clinici avvalendoci della fotocamera SoproCare (Acteon Group) che, in modalità Perio, ha evidenziato la presenza di placca dentale e infiammazioni gengivali.

Sono disponibili strumenti sonici e ultrasonici che frammentano il tartaro e distruggono i batteri che formano la placca, il cui uso consente di operare negli spazi interdentali e sotto la gengiva. Con l’utilizzo di strumenti sonici e ultrasonici che frammentano il tartaro e distruggono i batteri che formano la placca, il dentista opera negli spazi interdentali e sotto la gengiva.

Infografica: confronto tra ablatori tradizionali e ablatori GBT

Terapie avanzate: fotodinamica e decontaminazione

Si è passati quindi alla decontaminazione del cavo orale con uno scaling con utilizzo di ablatore (Multipiezo Pro, Mectron), con modalità soft mode e irrigazione di soluzione di clorexidina al 0,2% senza alcol inserita nei flaconi dell’ablatore. L’igiene professionale e l’uso di soluzioni antimicrobiche non sono sufficienti a eliminare i batteri del biofilm sottogengivale. Anche la somministrazione di antibiotici è risultata efficace solo nelle parodontiti aggressive.

Al fine di poter decontaminare in modo approfondito e minimamente invasivo queste due zone impervie da raggiungere con strumenti tradizionali, abbiamo preferito optare per una seduta di terapia fotodinamica Helbo (Bredent Medical). Questo sistema consta di: un fotosensibilizzatore Helbo Blue, un laser a bassa intensità con una lunghezza d’onda di 660 nm, una potenza dei diodi di 100 mW e una potenza delle fibre ottiche di circa 40 mW. La fibra ottica viene inserita nel solco gengivale con facilità grazie al suo esiguo spessore. Tutta la superficie radicolare o implantare viene irradiata dal raggio laser mantenendo la sonda per 10 secondi in ciascuno dei 6 punti classici del sondaggio parodontale.

La terapia fotodinamica è un ideale ausilio nel trattamento parodontale non chirurgico e nel mantenimento del paziente impiantare. Nella maggior parte dei casi l’infezione rappresenta la causa fondamentale di insuccesso terapeutico e i pazienti che controllano il biofilm batterico mediante una buona decontaminazione domiciliare e professionale tendono a mantenere la salute perimplantare più a lungo. Studi clinici hanno dimostrato la somiglianza tra microflora associata alle perimplantiti e microflora associata alla malattia parodontale.

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Schema: terapia fotodinamica Helbo - componenti e applicazione nel solco gengivale

Prevenzione primaria e sigillature

La sigillatura è una pratica clinica di prevenzione primaria che serve ad evitare l’insorgenza delle lesioni cariose, poiché forma una barriera contro batteri e nutrienti, dati dai residui alimentari che si accumulano nei solchi e nelle fossette di denti sani. Inoltre questa metodica è efficace in prevenzione secondaria per arrestare la progressione delle lesioni di demineralizzazione in assenza di segni di cavitazione.

Decidiamo di eseguire la sigillatura sulla superficie occlusale del 47. Abbiamo scelto di usare il nuovo sigillante della Voco, il Control Seal, un prodotto altamente riempito e contenente fluoro, la cui caratteristica è la trasparenza, che permette un controllo costante del sigillo. Con un contenuto di riempitivi del 55% in peso, Control Seal è l’unico sigillante per fessure che combina la trasparenza con la stabilità di un sigillante opaco.

Dopo l’attenta decontaminazione con air polishing e polvere di bicarbonato si sciacqua la superficie allo scopo di evitare che l’alcalinità dei residui di polvere possano contrastare l’acidità del mordenzante. Il sigillante scelto ha il vantaggio di poter essere applicato in ambiente umido. Asciugate le superfici abbiamo applicato il gel mordenzante Vococid e lasciato agire per 15-30 secondi, risciacquato con abbondante getto d’acqua e infine asciugato. La superficie appare con il tipico aspetto gessoso della mordenzatura.

Abbiamo applicato il sigillante Control Seal nella cavità. Sono stati rimossi gli eccessi con una spugnetta e si è passati alla polimerizzazione con la lampada fotopolimerizzante in uso per per 20 secondi dopo aver sigillato la superficie dell’elemento. Abbiamo ritenuto opportuno applicare uno strato di Voco Profluorid, vernice a base di fluoro, per sigillare i tubuli dentinali e per desensibilizzare l’area trattata.

Sequenza fotografica: applicazione sigillante occlusale e polimerizzazione

Gestione dell’ipersensibilità dentinale

L’ipersensibilità dentinale è una condizione clinica molto comune e comporta problemi sia per il paziente che per il professionista. Oltre a causare disagio e dolore, la condizione può impedire a un individuo di mantenere adeguate procedure di igiene orale, complicando ulteriormente la salute orale. L’incapacità di esercitare un controllo della placca soddisfacente ha conseguenze ben consolidate non solo sulla salute dentale ma soprattutto su quella parodontale; si instaura un circolo vizioso che porta a un accumulo di placca, all’aumento del rischio di malattia parodontale e di recessioni.

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Decidiamo di trattare il paziente con due sedute di ionoforesi. La ionoforesi è una pratica clinica che attraverso la somministrazione di un farmaco allo stato ionico, utilizza una corrente continua galvanica di bassa intensità. Dopo la fase di igiene orale professionale, al paziente viene chiesto di togliere orologio e monili metallici. Si procede a bagnare le spugnette con acqua deionizzata, quindi riempiamo la spugnetta umida con il gel al fluoro e poniamo la stessa sull’arcata da trattare. Al paziente si è chiesto di stringere in mano l’elettrodo. Successivamente si inserisce il portaimpronte munito di placchetta metallica nel cavo orale e viene collegato l’elettrodo. Attivato l’apparecchio con polarità positiva, viene portata gradualmente l’intensità fino a 2,5 mA e lasciata in funzione per 2,5 minuti. A fine trattamento vengono ripuliti gli eccessi di gel. Il trattamento verrà ripetuto a distanza di una settimana. Il paziente è pienamente soddisfatto poichè ha avvertito un sollievo e una diminuizione della sintomatologia.

Schema: protocollo ionoforesi per desensibilizzazione

Igiene nei pazienti implantari

L’impianto dentale necessita di un’igiene accurata come i denti naturali: placca e residui di cibo potrebbero facilmente depositarsi intorno alla protesi e dare inizio a infiammazioni e accumuli di tartaro. L’obiettivo della seduta di igiene orale professionale nei pazienti implantari è quello di evitare la formazione di depositi di tartaro intorno alla protesi e l’insorgenza di infiammazioni gengivali.

Al Poliambulatorio Locatelli effettuiamo le sedute di igiene orale per i pazienti implantari seguendo il protocollo GBT, Guided Biofilm Therapy. Analisi della situazione del paziente: l’igienista effettua un semplice esame visivo per identificare i depositi di placca e tartaro e gli eventuali processi cariosi in atto. Con l’applicazione di uno speciale agente rilevatore di placca colorato si rendono visibili gli accumuli batterici sulla superficie dentale: questo passaggio è particolarmente importante perché da un lato permette un’igiene più accurata e puntuale, dall’altro consente al paziente di rendersi conto immediatamente di quali sono le zone più a rischio placca e quindi di agire di conseguenza al momento dell’igiene a casa.

Immagine: igiene implantare con strumenti GBT

Prevenzione delle infezioni e protocolli sterili

Per la salute del paziente: esistono dei protocolli operativi e sono molto rigidi. Alla fine di ogni intervento il personale esegue varie procedure per assicurare la disinfezione e la sterilizzazione di tutti degli strumenti utilizzati. Inoltre al paziente che si siede in poltrona, mettiamo a disposizione materiale monouso, e un kit di strumenti imbustati, sigillati, con un indicatore di sterilizzazione. in termini tecnici si chiama “controllo delle infezioni crociate”, e significa controllo del passaggio di infezioni da un paziente all’altro. Questo è fondamentale per la salute del paziente.

Uno dei requisiti fondamentali del successo clinico in chirurgia orale è rappresentato dalla prevenzione di complicanze di tipo infettivo. Solitamente, nell’ambito ambulatoriale si distingue fra chirurgia pulita e sterile. Nel caso del protocollo sterile, la preparazione del paziente e degli operatori viene condotta all’esterno della sala, precedentemente detersa e disinfettata con prodotti specifici. È necessaria la presenza di un operatore non sterile, per coadiuvare i primi due nell’indossare i camici e procede allo disimballo del materiale sterile.

La preparazione pulita non richiede la presenza di quattro, ma di tre persone e si presta pertanto maggiormente agli spazi dello studio odontoiatrico, rispetto alla preparazione sterile. Il lavaggio delle mani sarà identico, dato che è ugualmente previsto l’impiego di guanti sterili, ma il camice impiegato sarà monouso non sterile. La ferristica è normalmente ridotta e sarà quindi necessario l’impiego di un numero minore (anche ridotto all’unità) di telini sterili.

Checklist: procedure per controllo delle infezioni crociate

Formazione dell’igienista dentale e approccio tailor-made

La specifica formazione universitaria del dottore in igiene dentale, spesso implementata da percorsi post laurea, laurea magistrale, master specialistici e corsi di alta formazione universitaria, permette alla persona assistita di avere un operatore sanitario che possa guidarlo con successo nel tempo, nel suo progetto di salute. Integrare le evidenze scientifiche con l’efficacia e abilità clinica dell’operatore e la condivisione di responsabilità delle terapie domiciliari di igiene orale con la persona assistita permette il raggiungimento dello stato di salute del cavo orale e permette di contenere il rischio di compromettere la salute sistemica.

L’approccio clinico tailor-made è un elemento fondamentale che deve portare l’operatore a scelte opportune protocollari incentrate non sulla patologia ma sulla persona assistita: livelli di attenzione devono riguardare i suoi bisogni clinici ed extra clinici che vanno rilevati e monitorati nel tempo. Gli approcci interdisciplinari tra odontoiatra, igienista dentale ed altre figure specialistiche, devono essere basati sul rispetto dei ruoli e devono salvaguardare il rispetto della competenza di tutti gli operatori.

Grafico: percorso di formazione e aggiornamento per igienisti dentali

Comunicazione, comfort e tecnologie per ridurre l’ansia del paziente

Lo studio dentistico Dental Future, per vocazione attento al benessere dei pazienti, è sempre pronto ad adottare tecniche innovative, strumenti nuovi e procedure avanzate per garantire un sorriso sano e far vivere a tutti l’esperienza nello studio odontoiatrico con serenità e liberi dalla paura del dentista. La centralità di quest’ultimo, sempre più informato in una relazione comunicativa più stretta col dentista, è fondamentale. La sempre maggiore mini-invasività degli interventi sono i principali fattori positivi nel controllo dell'”ansia da poltrona”.

Così, il laser fa sparire il rumore e le vibrazioni del trapano. L’aromaterapia e la cromoterapia favoriscono il rilassamento. La sedazione cosciente ed altri innovativi strumenti consentono innumerevoli vantaggi e benefici.

Video dimostrativo: protocollo GBT in studio odontoiatrico

Domande pratiche frequenti sulle procedure di igiene

  • La pulizia dei denti professionale è indispensabile per garantire uno smalto sano e per evitare problemi alle gengive.
  • Molti pazienti pensano che la pulizia dal dentista sia alternativa alla normale attività con spazzolino e dentifricio che si esegue a casa. In realtà anche con una buona igiene orale domiciliare c’è bisogno di chi pratica la pulizia dei denti professionale.
  • Già dopo circa 8 ore la placca comincia a calcificarsi in modo tale da non essere più rimovibile con lo spazzolino. Il tartaro è rimovibile con una seduta di igiene orale dal dentista.
  • La pulizia dei denti va eseguita a casa mediamente 3 volte al giorno, dopo ciascun pasto. Almeno ogni 6 mesi è opportuno recarsi dal dentista per una pulizia dei denti professionale o detartrasi.
  • Fa male la pulizia dei denti? Molto dipende dalla condizione in cui si trova un paziente nel momento in cui inizia la terapia. Se il paziente segue una buona igiene orale domiciliare e rispetta gli appuntamenti di pulizia dal dentista ogni passaggio dell’ablatore sarà meno doloroso, quasi un fastidio o una vibrazione.

Ruolo dell’igienista dentale nelle procedure cliniche

Come igienista dentale svolge l’attività in autonomia professionale su indicazione degli odontoiatri e si occupa dell’educazione sanitaria dentale, della prevenzione primaria delle patologie oro-dentali, collabora alla compilazione della cartella clinica odontostomatologica; provvede all’ablazione del tartaro e alla levigatura delle radici, all’istruzione del paziente sulle varie metodiche di igiene orale e indica le norme di una alimentazione razionale ai fini della tutela della salute dentale.

L’innovazione nell’igiene orale offre esperienze e prospettive migliori per la persona assistita e la conoscenza delle tecnologie e l’esperienza clinica delle stesse, permette all’operatore una efficiente competenza clinica e maggiore opportunità di successo delle terapie di prevenzione primaria, sul paziente sano, secondaria nel paziente affetto da patologie del cavo orale reversibili e nella prevenzione terziaria dove l’igienista dentale ha il difficile compito di programmare protocolli di prevenzione per il mantenimento di terapie riabilitative.

Diagramma: ruolo multidisciplinare nell’assistenza orale

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