
Mantenere una buona e corretta routine di igiene orale, ossia l’uso regolare dello spazzolino da denti, del filo interdentale e del collutorio, è un caposaldo delle cure odontoiatriche preventive. La prima cruciale domanda a cui rispondere è: quante volte al giorno bisogna lavare i denti? L’indicazione che in genere viene data è di tre volte, in rapporto ai pasti principali.
Uno dei principali motivi per cui lavare i denti una volta al giorno non è sufficiente è il rischio di accumulo di placca. La placca è una pellicola appiccicosa che si forma sui denti a causa dei batteri presenti nella bocca e che, se non viene rimossa regolarmente attraverso la spazzolatura, può indurirsi e trasformarsi in tartaro che può venir rimosso solo dal dentista o dall’igienista dentale mediante strumenti specifici. Quando la placca non viene rimossa, può causare gengivite e potenzialmente progredire in una grave infezione gengivale. Rimuovendo regolarmente i detriti dai denti, si previene anche carie e malattie gengivali.
Sono necessarie solo dalle 4 alle 12 ore prima che la placca inizi a formarsi sui denti. Perciò i denti vanno spazzolati almeno tre volte al giorno. Per tale motivo, soprattutto nei soggetti predisposti alle carie o alla parodontite, non devono mai passare più di otto ore tra uno spazzolamento e l’altro. In effetti la pulizia dei denti professionale, il cui scopo principale è la detartrasi, va effettuata due volte l’anno (in condizioni normali), e fino ad una volta ogni tre mesi (nei casi parodontali).
La regola generale è spazzolare i denti per due minuti, lavandoli almeno 2 volte al giorno, preferibilmente dopo aver mangiato. L’indicazione che in genere viene data è di tre volte, in rapporto ai pasti principali. È importante notare che lavare i denti dopo ogni pasto è consigliato per mantenere una corretta igiene orale, prevenire la formazione di placca batterica e ridurre il rischio di carie e malattie gengivali.
Va sottolineato anche che andare a letto senza lavarsi i denti o scordare di spazzolarli dopo pranzo ogni tanto, non causa di per sé problemi a lungo termine. Tuttavia, la produzione di saliva diminuisce in modo significativo durante la notte, il che rende la spazzolatura prima di andare a letto fondamentale per la routine di igiene orale. La pulizia serale, prima di coricarsi, riveste un’importanza particolare.
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Per questo motivo, è consigliabile seguire le raccomandazioni degli esperti e lavare i denti 2 o 3 volte al giorno, per una durata di almeno 2 minuti, fino ad un massimo di 4. Per tale motivo, soprattutto nei soggetti predisposti alle carie o alla parodontite, non devono mai passare più di otto ore tra uno spazzolamento e l’altro. In questi casi l’ideale è spazzolarsi i denti 4 volte al giorno: al mattino dopo la colazione, il pomeriggio dopo pranzo, la sera dopo cena e prima di andare a dormire.
È possibile spazzolare i denti diverse volte al giorno, anche fino a 10 volte se necessario, senza che ciò comporti danni. Tuttavia, è essenziale prestare attenzione alla modalità di spazzolamento. Un lavaggio eccessivo può aumentare il rischio di abrasione e sanguinamento, ma tale fenomeno può verificarsi anche in caso di una frequenza e una durata insufficienti del lavaggio dei denti.
La durata e la tecnica dello spazzolamento, la composizione del dentifricio e la qualità dello spazzolino utilizzato contribuiscono all’efficacia dell’igiene della bocca. Per lavarsi bene i denti occorrono almeno due minuti, come indicato anche dal Ministero della Salute, ma molti dedicano meno tempo a questa attività. Posizionare lo spazzolino contro il margine gengivale inclinandolo di 45 gradi, quindi allontanarsi dal margine stesso con un movimento oscillante o rotatorio. Spazzolare delicatamente l’esterno, l’interno e la superficie di ogni dente con movimenti veloci avanti e indietro, senza però metterci troppa forza.
La tecnica utilizzata per lavarsi i denti potrebbe essere più importante del fatto che si usi uno spazzolino manuale o elettrico. Per molti una buona alternativa è costituita dallo spazzolino elettrico, che può risultare più efficace soprattutto se si hanno difficoltà a lavarsi i denti in profondità o una limitata destrezza manuale. Uno studio indipendente del 2014 ha rilevato che gli spazzolini elettrici hanno rimosso il 21% in più di placca e ridotto l’infiammazione delle gengive dell’11% in più rispetto agli spazzolini manuali.
In commercio esistono spazzolini con setole che vanno da extra-morbide a dure. L’ideale per spazzolare i denti preservando lo smalto e la salute delle gengive sono le setole morbide o medie. Questo perché le setole più dure possono danneggiare il delicato tessuto gengivale. Lo spazzolino dovrebbe essere sostituito quando inizia a rovinarsi o comunque ogni tre mesi.
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Il filo interdentale aiuta a rimuovere i residui che lo spazzolino non riesce a eliminare. Quando ti lavi i denti, raschi via i batteri e rimuovi i residui di cibo e bevande su cui prosperano. Ma lo spazzolino non può raggiungere ogni parte della superficie di un dente. Se passato correttamente, il filo interdentale rimuove i batteri nelle parti della bocca che lo spazzolino non può raggiungere. Una buona tecnica di uso del filo interdentale generalmente comporta lo sfregamento delicato del filo interdentale a forma di C contro entrambi i lati di ciascun dente e sul bordo gengivale.
Lo scovolino è un dispositivo concepito per ottenere una profonda pulizia tra dente e dente, attraverso la rimozione dei depositi di placca dagli interstizi tra i denti, dove lo spazzolino non può arrivare. Tra gli altri presidi che andrebbero utilizzati per l’igiene orale c’è di sicuro l’idropulsore. L’uso dell’idropulsore diventa fondamentale nei pazienti parodontopatici per pulire anche all’interno delle tasche e quindi rimuovere la placca che si può depositare sotto la gengiva.
È importante utilizzare un dentifricio adatto alla propria bocca. Meglio sempre preferire un dentifricio al fluoro. Questo è l’ingrediente fondamentale perché previene la carie e aiuta rafforzare lo smalto. Ma evita dentifrici che contengono materiale abrasivo e che promettono di rendere i denti “super bianchi”. Alcuni dentifrici contengono fluoruro amminico, che contribuisce a proteggere i denti dalle carie e a rafforzare lo smalto. Alcuni tipi di collutorio sono utili in situazioni specifiche.
Esistono diversi prodotti sbiancanti come strisce, gel e dentifrici sbiancanti disponibili in farmacia. Puoi creare una pasta con bicarbonato di sodio e acqua ossigenata per spazzolare i denti occasionalmente. Tuttavia, evita pratiche abrasive o eccessive che possono favorire l’erosione e l’ipersensibilità dentinale.
Non è corretto dire che lavare troppo i denti fa male, ma è piuttosto il come si lavano a creare problemi. Un approccio troppo vigoroso può, infatti, portare a conseguenze negative, come l’erosione dello smalto dentale. L’erosione è probabilmente il fattore dominante nello sviluppo dell’ipersensibilità dentinale. È importante trovare un equilibrio tra una pulizia adeguata e la prevenzione dei danni ai tessuti gengivali e dentali.
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Abrasioni, sanguinamento e recessione gengivale sono fenomeni molto comuni spesso correlati all’età, ma è molto probabile che dipendano da più fattori che si accumulano nel tempo. Un lavaggio eccessivo può aumentare il rischio di abrasione e sanguinamento, ma tale fenomeno può verificarsi anche in caso di una frequenza e una durata insufficienti del lavaggio dei denti.
La domanda su quanto tempo dopo un pasto è meglio lavare i denti è frequente. È opportuno attendere almeno 20 o 30 minuti dopo aver consumato alimenti o bevande acide. Il dottor Howard R. Gamble sostiene che spazzolare i denti prima che sia trascorso un certo tempo, specialmente dopo aver bevuto bibite gassate o aver mangiato cibi acidi, può danneggiare seriamente lo smalto. Queste sostanze hanno la capacità di ammorbidire lo smalto dei denti e, se spazzoliamo i denti nella mezz’ora successiva, otterremo l’effetto paradosso di indebolire i nostri denti.
Per il resto dei pasti non particolarmente acidi, la raccomandazione pratica rimane: lavare i denti dopo i pasti principali e, se possibile, dopo la colazione e prima di andare a dormire. Dopo aver risposto alla domanda relativa al quante volte lavare i denti in un giorno, è giusto chiarire che i denti si dovrebbero lavare dopo ogni pasto, ma il processo di accumulo della placca procede a prescindere dall’assunzione del cibo.
Alcuni studi condotti attraverso questionari sulle abitudini dell’igiene orale di diverse categorie di soggetti di varie età hanno fornito interessanti spunti sulle abitudini di igiene orale e sulla consapevolezza della salute generale ad esse associate. Secondo i risultati degli studi, i giovani sembrano essere meno propensi a mantenere abitudini di igiene orale quotidiane rispetto agli adulti-anziani. Il 47% dei giovani intervistati ha dichiarato di pulire i propri denti una volta al giorno utilizzando per lo più uno spazzolino medio con dentifricio al fluoro.
È importante inoltre non dimenticare che i controlli periodici dal tuo dentista sono indispensabili per mantenere la bocca e i denti in salute. La maggior parte dei dentisti consiglia di sottoporsi a una pulizia professionale almeno ogni sei mesi. Tuttavia, la frequenza può variare in base alle esigenze individuali: ogni 12 mesi per chi mantiene un’ottima igiene, ogni 6 mesi per la maggior parte delle persone e ogni 3-4 mesi per chi soffre di malattie gengivali o è predisposto alla formazione di tartaro.
Tenere una routine serrata, come svegliarsi presto o l'elevata stanchezza prima di andare a letto, possono far dimenticare di lavare i denti: per questo è importante l’educazione e l’abitudine quotidiana. I programmi di mantenimento professionale e le sedute d’igiene aiutano a prevenire problemi futuri che possono risultare a lungo asintomatici.
Per avere denti sani e bianchi, è importante seguire una routine di igiene orale rigorosa e adottare alcune buone pratiche: dieta equilibrata, limitare zuccheri e bevande che macchiano, e sottoporsi a visite e sedute di igiene professionale quando necessario. Non dimenticare che il filo interdentale lavora in uscita e va utilizzato correttamente, mentre lo spazzolino andrebbe cambiato ogni tre mesi o quando si rovina.
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