
Durante la gravidanza molte donne si chiedono se sia sicuro sottoporsi a trattamenti cosmetici come la colorazione, la decolorazione, lo sbiancamento o diversi metodi di depilazione. Questo articolo riunisce le informazioni principali tratte dal materiale disponibile per fornire indicazioni pratiche e basate sulle evidenze, evidenziando i rischi associati a sostanze come l’ammoniaca e il perossido e proponendo alternative più sicure per proteggere mamma e bambino.
Molte tinte per capelli contengono sostanze chimiche come l’ammoniaca, il perossido di idrogeno e i composti di p-fenilendiamina (PPD), che sollevano preoccupazioni riguardo alla loro sicurezza durante la gravidanza. Alcuni studi suggeriscono una possibile correlazione tra l’esposizione a queste sostanze chimiche e rischi per la salute del feto, come il rischio di anomalie congenite o complicazioni durante la gravidanza. Tutto ciò che tocca la pelle viene assorbito, arrivando fino alla placenta e attraversandola. Questo dunque vale anche per il cuoio capelluto e quindi tutto quello che è considerato nocivo non va applicato.
I componenti potenzialmente dannosi più spesso contenuti nelle tinte sono l’ammoniaca, la resorcina, il nichel e la parafenilendiamina. Gli ultimi due possono essere causa di allergie e il fatto di non averne mai sofferto prima non significa nulla: in gravidanza il corpo può avere delle reazioni inaspettate e nuove. L’ammoniaca, presente nelle tinture permanenti a una concentrazione non superiore al 6%, è fortemente irritante per la pelle, le mucose, le vie respiratorie e gli occhi, ma non risulta che sia tossica se viene assorbita o inalata in piccole quantità, non è cancerogena, né provoca difetti congeniti in gravidanza.
Molta tinta di nuova generazione non contiene ammoniaca ma un’altra sostanza alcalina che la sostituisce, l’etanolammina. È meno volatile dell’ammoniaca, quindi il rischio di inalarne quantità significative è minore, ma è altrettanto irritante. Se assorbita per via cutanea non comporta rischi riproduttivi né risulta cancerogena.
Organizzazioni mediche autorevoli, come l’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG), l’American Pregnancy Association e la Royal College of Obstetricians and Gynaecologists, concordano sul fatto che l’uso occasionale di tinture per capelli durante la gravidanza è probabilmente sicuro. In linea di principio, infatti, alcune tecniche e prodotti a basso rischio possono essere considerati compatibili con la gestazione, purché adottate precauzioni adeguate.
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Sempre meglio aspettare di concludere il primo trimestre di gravidanza, che è quello più delicato per la formazione degli organi del piccolo. I primi tre mesi sono quelli più delicati per il bimbo, che comincia a formarsi, perciò bisogna evitare qualsiasi contatto con gli agenti chimici. Dopo di che, se il ginecologo è d’accordo, si può passare alle tinte naturali o a tecniche che non toccano direttamente il cuoio capelluto.
La decolorazione durante la gravidanza si può fare, ma ad una condizione: verificare le referenze del salone e usare prodotti sicuri. È consigliabile, sempre in via precauzionale, non fare più di una tinta al mese e di una decolorazione ogni tanto, scegliendo sempre prodotti contenenti sostanze chimiche in quantità ridotta. In gravidanza, dal secondo trimestre in poi, schiariture e tonalizzanti sono generalmente considerate sicure, soprattutto se le schiariture non vengono applicate direttamente sulla cute (meches, balayage), l’ambiente è ben aerato, i tempi di posa non sono eccessivi.
Il fusto del capello ha uno strato interno, la corteccia, dove si trova la melanina. Le tinture temporanee, quelle che vanno via con qualche lavaggio, contengono coloranti che aderiscono alla cuticola del capello. Terminata la posa e sciacquata via la tintura, si applica un prodotto acido, un fissatore, che richiude le scaglie della cuticola, e il colore rimane permanentemente imprigionato nella corteccia.
Lo sbiancamento è un altro trattamento cosmetico spesso richiesto. Consultare il tuo dentista: la prima e più importante precauzione è consultare il tuo dentista. Se il tuo dentista approva lo sbiancamento, cerca prodotti a bassa concentrazione di perossido. Limitare la frequenza e la durata del trattamento. Mantenere una rigorosa igiene orale e programmare visite regolari dal dentista durante la gravidanza per esami dentali e pulizie professionali. Ridurre il consumo di cibi e bevande che possono macchiare i denti come caffè e tè.
Con il caldo la voglia di depilarsi cresce, ma in gravidanza non tutti i prodotti o metodi sono consigliati. Ecco una sintesi dei principali metodi depilatori, con vantaggi e svantaggi rilevanti per la gestante.
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| Metodo | Come funziona | Vantaggi | Svantaggi in gravidanza |
|---|---|---|---|
| Ceretta (calda o a freddo) | Rimuove il pelo con la radice tramite resine e cere | Metodo duraturo | Rischio per capillari, fragilità cutanea, può favorire varici; il calore e lo strappo possono rompere i capillari |
| Creme depilatorie | Sciolgono la cheratina del pelo | Nessuna controindicazione per salute madre/bambino | Possono irritare la pelle sensibile delle future mamme; non usare su pelle infiammata; evitare prima dell’esposizione al sole |
| Rasatura | Recide il pelo | Pratica e sicura | I peli ricrescono più velocemente e appaiono più spessi |
| Epilatione elettrica (epilatori a pinzette) | Strappano il pelo con pinzette integrate | Facile da usare a casa | Dolore e possibile irritazione; attenzione alla sensibilità cutanea |
| Elettrodepilazione, laser, luce pulsata | Distruggono il bulbo pilifero con corrente o luce | Metodi definitivi | Sconsigliati in gravidanza |
Le informazioni pubblicate in questo articolo non si sostituiscono al parere del medico. Per qualunque decisione relativa a trattamenti cosmetici durante la gravidanza è sempre meglio consultare il proprio specialista e il parrucchiere di fiducia.
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