
La recessione gengivale è un’alterazione del cavo orale in cui le gengive si ritirano gradualmente verso il margine radicolare del dente. Questo movimento può essere lento nel tempo oppure manifestarsi in modo improvviso. Quando le gengive cominciano a recedere, non torneranno più nella posizione originaria, ecco perché è importante la prevenzione; non smetteremo mai di ricordarvelo.
La recessione gengivale si ha quando il margine delle gengive si ritira e una parte di dente, o la radice, si scopre e non resta coperta come dovrebbe. Essa consiste appunto in uno spostamento del margine gengivale verso la zona apicale (ossia verso il basso) dei denti, esponendone quindi le radici. La superficie esposta è spesso di un colore più giallo rispetto allo smalto dentale e i denti risultano più lunghi.
Il sintomo più evidente della recessione gengivale, purtroppo, è anche il più mutevole nel tempo e, dunque, di non facile individuazione nelle fasi precoci della malattia. Uno dei primissimi sintomi della recessione gengivale è la sensibilità dentale, specialmente a contatto con cibi, o bevande, freddi o caldi. Se provi una particolare sensibilità ai denti e se, addirittura, questi ti sembrano più lunghi, è molto probabile che le gengive si stiano ritirando.
Alla base della recessione gengivale non è una sola causa ma, di solito, una serie di fattori causali e predisponenti non tutti controllabili. Le cause della recessione gengivale possono essere legate alla malattia parodontale e, quindi, alla perdita di osso attorno ai denti, con conseguente retrazione del tessuto gengivale. In questo articolo analizzeremo le cause nei pazienti sani, quindi senza parodontite.
Il nostro team diagnostica la recessione gengivale combinando esami clinici e informazioni sulla storia medica e dentale del paziente. I nostri specialisti osservano la bocca, i denti e le gengive, per cercare eventuali segni di ritiro delle gengive e verificare se ci sono radici dentali esposte. La sonda gengivale è uno strumento sottile che usiamo per misurare la profondità delle tasche gengivali intorno ai denti. Il dentista deve conoscerti bene, per questo ti farà domande specifiche riguardo la routine di igiene orale, se fumi, hai avuto traumi dentali o indossato apparecchi ortodontici.
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La recessione gengivale comporta l’esposizione della radice dentale. Le radici sono molto più porose rispetto ai denti ricoperti dallo smalto; questa porosità fa sì che si sia più sensibili agli stimoli termici. La superficie esposta è spesso di un colore più giallo rispetto allo smalto dentale. Ciò può determinare problemi di ipersensibilità dentale, un aumentato rischio di carie della radice ed inestetismi, se localizzato in zone esposte.
Negli stadi avanzati, la perdita dell'effetto protettivo della gengiva determina maggiore accumulo di placca e residui di cibo, con conseguente infiammazione gengivale e sanguinamento. Nei casi più gravi, infine, possono verificarsi anche lo spostamento e la perdita dei denti.
Il primo passo per prevenire l’insorgenza o l’aggravarsi della recessione gengivale è mantenere una corretta igiene orale domiciliare. Spazzola i denti correttamente con spazzolini a setole medie o morbide e usa il filo interdentale almeno una volta al giorno per rimuovere la placca e i residui di cibo tra i denti e lungo la linea gengivale. Il dentifricio deve contenere fluoro, perché aiuta a rinforzare lo smalto dei denti e prevenire la carie. Devi evitare il fumo, fare controlli dentali regolari e pulizie professionali.
È molto importante che tu conosca bene cosa causa la recessione gengivale per potere agire di conseguenza, e fare tutto ciò che è possibile per proteggere le gengive e mantenerle sane. La parola d’ordine quindi è solo una: prevenzione!
La cura della recessione gengivale dipende molto dallo stadio in cui si trova la malattia al momento della diagnosi. Quando la condizione viene diagnosticata nelle sue fasi iniziali, per arrestarne il decorso potrebbe essere sufficiente correggere le abitudini sbagliate che ne hanno favorito l’instaurarsi e migliorare la propria igiene orale, anche introducendo collutori antibatterici. Nei casi di recessione gengivale di piccole dimensioni, è possibile gestirla con un’attenta igiene orale domestica e professionale.
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In presenza di abbondanti depositi di placca e di tartaro, è sufficiente la rimozione di questi fattori irritativi locali per ottenere la guarigione della gengiva, che tornerà naturalmente nella sua posizione originaria.
Quando la recessione è ormai in fase avanzata, potrebbe essere inevitabile procedere con un intervento chirurgico mirato a ricostruire le gengive per coprire le radici dentali rimaste esposte. Si tratta della terapia mucogengivale, che può richiedere il prelievo di tessuto dal cavo orale del paziente per essere usato al fine di aumentare il volume della gengiva ritirata.
I possibili interventi chirurgici indicati per ripristinare l'aderenza dentale sono di due tipi: il primo prevede il “semplice” riposizionamento del tessuto gengivale, il secondo, invece, riguarda l'innesto del tessuto. Di norma si ricorre al primo tipo di intervento, ossia il riposizionamento, quando si ha la necessità di ricoprire il dente solo lungo la sua altezza e la gengiva risulta essere ancora abbastanza spessa. Nella pratica, dunque, ciò che avviene è lo scollamento e il riposizionamento del tessuto gengivale e la sua successiva suturazione, in modo da ricoprire la radice esposta.
Nel caso in cui vi fosse la necessità di aumentare anche lo spessore della gengiva, allora si procederà all'innesto del tessuto che viene prelevato direttamente dal palato del paziente. L’innesto di tessuto connettivo prevede il prelievo di tessuto dal palato del paziente per coprire la radice esposta. Negli ultimi anni sono stati proposti dei biomateriali per sostituire il prelievo di tessuto dal palato, in modo da evitare un secondo sito chirurgico e ridurre l'invasività dell'intervento per il paziente.
Solo nel caso in cui la malattia parodontale abbia coinvolto anche l’osso che sostiene il dente, e non solo le gengive, si deve procedere con un intervento di rigenerazione ossea.
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La preoccupazione di molti pazienti è quella di provare dolore una volta terminato l'effetto dell'anestesia. Bene, vi confermiamo che può certamente capitare di accusare fastidi una volta concluso l'intervento, soprattutto nel caso dell'innesto del tessuto gengivale, specialmente qualora sia stato prelevato del tessuto connettivo. Tuttavia non c’è nulla da temere: il dolore sarà facilmente tenuto sotto controllo tramite l'assunzione di semplici e comuni antidolorifici.
Quanto al timore dell’intervento stesso, anche in questo caso vi promettiamo che non c’è nulla di cui preoccuparsi: oltre ad essere operati da un’equipe odontoiatrica che può vantare oltre trent’anni di esperienza, sarete assistiti da anestesisti professionisti per tutta la durata dell’operazione. E se dovesse servire una ulteriore dose di coraggio, nel nostro centro riserviamo ai pazienti la possibilità di essere operati in sedazione cosciente, così eventuali paure svaniranno in un batter d’occhio.
La prima cosa da fare, se si restringono le gengive, è andare dall'odontoiatra per capire se è in atto una malattia parodontale o se si è in presenza di altri fattori scatenanti. Il dentista valuterà se stabilire un piano di igiene orale personalizzato, che è il primo passo fondamentale per prevenire la recessione gengivale. In Studio Rao adottiamo un approccio conservativo, che punta a preservare la salute gengivale del paziente, senza ricorrere subito a trattamenti più invasivi come gli interventi chirurgici.
Per i casi di recessione gengivale più gravi, valutiamo interventi chirurgici. Il trattamento laser, può essere utilizzato per rimuovere il tessuto infiammato e per rigenerare il tessuto gengivale sano. La terapia chirurgica orientata alla cura della recessione gengivale può essere totalmente risolutiva se esercitata per tempo in pazienti che non siano affetti da particolari patologie cliniche.
La recessione gengivale, è un problema comune ed è diffuso anche tra la popolazione più giovane. Dati epidemiologici riportano che il 50% della popolazione con un’età compresa tra i 18 ed i 60 anni presenta almeno una recessione gengivale. Studi recenti parlano addirittura di un buon 38% di adulti in età compresa tra 30 e 40 anni con problemi gengivali.
L’EFP (European Federation of Periodontology) per sensibilizzare la popolazione sull’argomento, promuove ogni anno la Giornata Europea delle Gengive Sane, che nel 2024 ha come motto “Gums rock! Keep them safe” - Le gengive spaccano! Bisogna correre subito ai ripari e puntare molto di più sulla prevenzione e sulla corretta igiene orale per preservare la salute delle gengive.
| Cause | Sintomi | Interventi |
|---|---|---|
| Spazzolamento scorretto, setole dure, placca, parodontite, bruxismo, piercing, carenze vitaminiche, malocclusione | Radici esposte, denti più lunghi, colore giallastro, ipersensibilità, sanguinamento, alitosi | Igiene domiciliare e professionale, rimozione tartaro, collutori, terapia conservativa, chirurgia mucogengivale, innesto di tessuto, biomateriali, rigenerazione ossea |
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Le gengive ritirate sono un disturbo serio del cavo orale a cui devi prestare attenzione e cure adeguate, per prevenire complicazioni quali sensibilità dentale e la temibilissima perdita dei denti. Se hai notato uno dei sintomi della recessione gengivale, è il momento di agire e salvaguardare la salute orale a lungo termine, con i tanti rimedi che l’odontoiatria mette a disposizione. Prenota subito un appuntamento!
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