
La guttaperca dentale e i materiali alternativi come il Resilon rappresentano, ciascuno con le proprie caratteristiche, i principali materiali impiegati per l'otturazione tridimensionale dei canali radicolari. L'otturazione dei canali radicolari rappresenta una fase cruciale del trattamento endodontico: per ottenere il massimo risultato è essenziale detersione e sagomatura adeguata del canale, seguite da una corretta tecnica di otturazione che impedisca microinfiltrazioni e il passaggio di microrganismi, facilitando così il processo di guarigione apicale.
La guttaperca è una gomma naturale ottenuta dalla resina naturale degli alberi di Palaquium, originari del Sud-est asiatico. Questi vengono abbattuti, lasciati coagulare, quindi la linfa simile alla gomma viene raccolta e modellata in mattoni per la spedizione. La guttaperca è un isomero del poliisoprene in forma cristallina con doppi legami alternati, e si possono ottenere diversi tipi di guttaperca dentale a seconda dell'attacco e dei processori utilizzati.
La guttaperca dentale è stata utilizzata per la prima volta in odontoiatria oltre 170 anni fa da Edwin Maynard. L'industrializzazione della guttaperca prese inizio intorno al 1850 e il suo impiego estensivo nella seconda metà del XIX secolo ne ha consolidato l'uso clinico. La guttaperca è un tipico polimero visco-elastico che, a temperatura ambiente, si presenta in forma cristallina e subisce trasformazioni di fase entro i 100 °C; la forma cristallina si ossida, divenendo più fragile se esposta ad ozono e solfuri.
Esistono due varietà di guttaperca: la β-guttaperca si caratterizza per un punto di fusione elevato, alta flessibilità e bassa adesività; la α-guttaperca si distingue per avere un punto di fusione più basso, è duttile e ha un'alta adesività. Le punte di guttaperca sono radiopache e quindi visibili in radiografia; essendo un materiale simile alla gomma, possono essere riscaldate e ammorbidite, e si ammorbidiscono anche sotto l'effetto di solventi organici.
In primo luogo, essendo la guttaperca un materiale naturale, ha bassa tossicità. In precedenza c'erano state preoccupazioni circa il contenuto di cadmio nelle punte di guttaperca, ma questo è stato dimostrato essere falso: è molto raro che la guttaperca contenga cadmio come parte della sua composizione, di solito qualsiasi cadmio trovato nelle punte è semplicemente una traccia dovuta ai metodi di fabbricazione. La guttaperca è stata anche lodata per il suo basso rischio allergico.
Le proprietà di un ideale materiale da otturazione comprendono: facile introduzione all’interno del canale, capacità di aderire al canale sia apicalmente sia lateralmente, minima contrazione, non irritazione dei tessuti peri-radicolari, non colorazione del dente, facile ritrattabilità, sterilità e radiopacità. La guttaperca possiede una serie di indiscutibili vantaggi: inerzia, stabilità spaziale, non provoca reazioni allergiche, assenza di colorazione della dentina, facilmente compattabile, radiopacità, si ammorbidisce con il riscaldamento; se necessario, può essere facilmente rimossa dai canali radicolari.
Tuttavia, la guttaperca non è un materiale adesivo: questo significa che sono necessari ulteriori cementi (sealer) per sigillare completamente l'otturazione e creare una barriera impenetrabile. Il sigillante durante la fase di otturazione del canale radicolare è l'anello debole, è importante assicurarsi che la sua quantità intorno al riempitivo sia minima. Le funzioni essenziali per un sigillante di qualità includono: riempimento dei tubuli dentinali, vuoti, microspazi; livellamento di qualsiasi irregolarità della parete del canale; fornire scorrevolezza ai perni di guttaperca.
Un fatto rilevante è la mancanza di uniformità tra i produttori: esiste una grande varietà di dimensioni, diametro e superficie delle punte di guttaperca, nonché di composizioni chimiche industriali eterogenee e non tutte seguono gli standard ISO. In primo luogo, esistono due tipi di guttaperca: alfa e beta. Un metodo utile di classificazione è il codice ISO: il metodo utilizza un codice di colore sulle punte di guttaperca per distinguere le dimensioni. Il codice ISO classifica le punte secondo il diametro della testa e la dimensione della conicità (ad esempio, una codifica ISO di 40/04 significa che il diametro della punta è di 0,4 mm e la conicità è di 0,04 mm per millimetro della punta). La parte utile della codifica ISO è che, se usata con le lime endodontiche anch'esse classificate dal codice ISO, la guttaperca richiesta è semplicemente uguale al foro creato nel canale dalla lima.
L'altro metodo di classificazione sono le punte di guttaperca non standardizzate: queste punte non sono codificate per colore o marcate e sono classificate semplicemente in base alla loro dimensione. La conicità deve essere uniforme e solitamente del 2% per le punte tradizionali, ma esistono prodotti con conicità variabile progettati per adattarsi a sistemi rotanti specifici. Alcuni produttori forniscono coni master progettati per adattarsi alla geometria di sistemi di strumenti rotanti NiTi preferiti dal clinico (ad esempio con tecnologia Conform Fit® con conicità variabile e forma più coerente rispetto alla guttaperca tradizionale).
Tradizionalmente, la tecnica principale per l'uso della guttaperca nelle otturazioni radicolari era la condensazione laterale a freddo. Questo metodo consiste nel premere fisicamente le punte fredde di guttaperca nel canale radicolare che è stato riempito e pulito. Oggi la condensazione laterale rimane la tecnica di otturazione più richiesta e prevede l'adattamento del perno principale, l'introduzione di sigillante, la condensazione con spanditore e l'aggiunta di perni supplementari fino al riempimento completo.
La condensazione verticale a caldo e le tecniche termoplastiche rappresentano sviluppi importanti: la guttaperca termoplastica sfrutta le proprietà della guttaperca che le permettono di ammorbidirsi e diventare più viscosa e adattabile quando riscaldata, migliorando l'adattamento apicale e laterale. La tecnica della "onda continua di condensazione" si avvale del System B come sorgente di calore per la compattazione apicale e di appositi plugger a conicità aumentata. Il sistema di riscaldamento a onde System B facilita la compattazione della guttaperca nel terzo apicale.
Le tecniche di iniezione e i sistemi Thermafil, GuttaCore o Ultrafil permettono di inserire guttaperca riscaldata o termoplastificata per ottenere un'otturazione densa del sistema dei canali radicolari, incluse le diramazioni; questi metodi però presentano un rischio maggiore di estrusione oltre l'apice e di danno termico ai tessuti circostanti se non controllati correttamente. La sequenza tipica di iniezione prevede riscaldamento della guttaperca, lubrificazione delle pareti con sigillante e inserimento della guttaperca riscaldata fino alla lunghezza di lavoro, seguita da compattazione apicale.
I sigillanti possono essere divisi in gruppi: a base di resine organiche, a base di MTA, siliconici, cementi vetroionomerici, ossido di zinco-eugenolo, a base di idrossido di calcio e a base di adesivi dentinali. Al giorno d'oggi i sigillanti più popolari sono quelli a base di resine organiche per biocompatibilità, elevati livelli di sigillatura, tempo di lavoro ottimale e bassa viscosità. Esistono però svantaggi: sensibilità all'umidità, sensibilità a ossidanti residui in canale (perossido di idrogeno) e potenziali dolori sefuoriusciti oltre l'apice; pertanto è importante un controllo preciso della lunghezza di lavoro e dell'ultima irrigazione.
Il Resilon è un sistema ideato per l'otturazione canalare costituito da diversi componenti: primer automordenzante (contenente un monomero funzionale come acido sulfonico, HEMA, acqua e un iniziatore), sealer resinoso duale (matrice resinosa composta di BisGMA, etossilato BisGMA, UDMA e metacrilati difunzionali idrofili, con riempitivi come idrossido di calcio, solfato di bario, ossicloruro di bismuto e silicio) e coni Resilon. Il primer automordenzante del sistema è composto da un polimero, il policaprolactone, un poliestere alifatico biodegradabile che costituisce la matrice termoplastica del Resilon; in percentuale il policaprolactone rappresenta circa il 57,6%.
La termoplasticità del Resilon deriva dal policaprolactone che possiede un basso punto di solidificazione e le sue capacità di aderire alle resine metacrilate sono date dall'incorporazione di monomeri metacrilati nel polimero. Il filler termoplastico è in grado di aderire a una molteplicità di adesivi dentinali e sealer. Il sistema prevede inoltre procedure cliniche specifiche: rimozione dello smear layer con EDTA o SmearClear (controindicato utilizzare ipoclorito di sodio come ultimo irrigante per la compatibilità con le resine), introduzione del primer Resilon, introduzione del sealer duale con spirale di Lentulo o PacMac e otturazione con metodo preferito (laterale, verticale a caldo o PacMac). Il materiale può essere immediatamente polimerizzato con lampada alogena per 40 secondi, sebbene l'autopolimerizzazione avvenga entro un'ora.
La dentinal adhesion delle resine si è sviluppata molto negli ultimi decenni: la matrice resinosa del Resilon doveva creare un'adesione alla dentina migliorata rispetto alla guttaperca tradizionale, con l'idea di formare un monoblocco tra dentina, sealer e coni. Diversi studi però hanno prodotto risultati talora contraddittori e non univoci.
Shipper et al. hanno riscontrato una significativa minor infiltrazione del sistema Resilon-Epiphany rispetto a guttaperca-AH26 in test di penetrazione su sezioni dentinali a 30 giorni. Al contrario, Tay et al. affermano che la qualità del sigillo apicale di Resilon non è superiore a quella ottenuta con guttaperca e un comune cemento resinoso epossidico. Anche la letteratura su resistenza alla frattura radicolare è discordante: Teixeira et al. hanno trovato maggiore resistenza con Resilon, mentre Gesi et al. e Williams e Loushine hanno messo in dubbio la capacità del Resilon di rinforzare la struttura radicolare.
Studi sulla penetrazione nei canali laterali non evidenziano significative differenze tra Resilon e guttaperca e alcuni autori suggeriscono che, in generale, i due materiali si comportino in modo simile rispetto al riempimento di canali laterali. Miner et al. hanno studiato le proprietà termiche e hanno riscontrato differenze nella conduzione del calore solo nei primi 3 mm dalla sorgente; dai 4 mm in su non sono state rilevate differenze significative.
L'interazione con irriganti è cruciale: lo studio di Stratton et al. rileva una maggiore adesione di Resilon-Epiphany rispetto a guttaperca-AH Plus se non si utilizza ipoclorito di sodio come ultimo lavaggio. Diversi studi mostrano che l'uso di ipoclorito di sodio al 5,25% o perossido di idrogeno può ridurre significativamente l'adesione delle resine; per questo motivo è raccomandabile utilizzare come ultimi lavaggi EDTA liquido, SmearClear o clorexidina, evitando l'ipoclorito come ultimo irrigante quando si utilizza Resilon.
Nel trattamento di ritrattamento endodontico i solventi possono essere utilizzati per ammorbidire coni master e facilitare la rimozione di guttaperca e sigillanti del sistema canalare. Numerosi studi hanno confrontato l'efficacia di diversi solventi su guttaperca e Resilon. In uno studio il tetracloroetilene è risultato il più efficace con guttaperca convenzionale; tutte le sostanze valutate hanno presentato un'azione solvente. In un altro lavoro il confronto di xilene, tetracloroetilene e altri solventi ha mostrato che lo xilene è risultato il solvente più efficace sia per guttaperca sia per Resilon nei diversi intervalli temporali di immersione valutati dagli autori.
La procedura sperimentale tipica prevedeva la preparazione di coni standard, pesatura iniziale, immersione nei solventi per tempi definiti (ad esempio 2 o 5 minuti), lavaggio in acqua distillata, asciugatura e ripesatura per calcolare la perdita di massa media come indice di capacità solvente. Dai risultati emerge che non vi è sempre differenza significativa nella quantità di guttaperca sciolta dopo immersioni brevi eccetto in alcuni solventi, mentre per il Resilon la dissoluzione può variare più marcatamente con i tempi di immersione e il tipo di solvente; i clinici durante i ritrattamenti devono considerare che tra i vari solventi endodontici il più efficace è lo xilene sia per guttaperca che per Resilon.
Il fine ultimo della terapia canalare consiste nell’otturare tridimensionalmente lo spazio endodontico, previa sua detersione e sagomatura, riducendo la carica batterica e sigillando il sistema canalare per evitare reinfezioni. La guttaperca, introdotta in odontoiatria nel 1848, è considerata il materiale d’elezione per otturare l’endodonto preparato e rimane una delle opzioni di maggior successo e più utilizzate nelle cliniche di tutto il mondo, grazie alla sua storia clinica, termoplasticità e prevedibilità di comportamento.
Il Resilon ha mostrato potenzialità interessanti grazie all'adesione dentina-resina e al concetto di monoblocco, ma la letteratura è contraddittoria e mancano dati a lungo termine che ne confermino la totale sostituibilità della guttaperca. Se la guttaperca presenta note caratteristiche di affidabilità, il Resilon non sembra mostrare caratteristiche inferiori e potrebbe rappresentare un'alternativa valida in certe indicazioni cliniche.
In pratica la scelta tra guttaperca tradizionale, guttaperca termoplastica o sistemi a base di resine come Resilon dipende da molteplici fattori: preferenze del clinico, tecnica di otturazione adottata (laterale, verticale, termoplastica o iniezione), compatibilità con irriganti e protocolli di lavorazione, necessità di ritrattabilità e comportamento con i solventi in caso di ritrattamento.
Produttori come Dentsply Sirona sviluppano coni master progettati per adattarsi alla geometria di sistemi di strumenti rotanti NiTi, con tecnologie come Conform Fit® per una conicità variabile e un trasferimento di calore controllato che riduce il rischio di danno al legamento parodontale. È importante scegliere prodotti di qualità e seguire protocolli clinici che garantiscano adattamento riproducibile del cono alla preparazione strumentale.
La valutazione critica della letteratura e l’esperienza clinica mostrano che entrambi i processi, otturazione con guttaperca tradizionale o con guttaperca termoplastica e l'uso di materiali resinosi come Resilon, possono essere efficaci: la scelta dipende dalle indicazioni cliniche, dal protocollo di irrigazione adottato e dalla concreta necessità di ritrattabilità.
Sperando che questa panoramica esauriente aiuti nello scegliere materiali e tecniche appropriate, ricordiamo che per ottenere la massima percentuale di successo endodontico è necessario che l’adattamento del cono sia costante e che vengano rispettate le corrette sequenze di detersione, sagomatura e otturazione, oltre al controllo del sigillo coronale.
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