
La resina dentale è un materiale polimerico molto utilizzato nella realizzazione di semilavorati e protesi dentali perché presenta costi decisamente più contenuti rispetto ad altri materiali come ceramica e zirconio. Nonostante ciò, la resina dentale è comunque un materiale biocompatibile e dall'elevato effetto estetico ed offre un ottimo rapporto qualità/prezzo. È inoltre caratterizzata da una buona traslucenza, consentendo così di realizzare protesi indistinguibili dai denti naturali.
Quando si sceglie di realizzare denti in resina per protesi si opta solitamente per un materiale dal costo più contenuto. Nel tempo, la corona in resina tende a consumarsi proprio perché il materiale è poroso. I denti in resina per protesi (più comunemente, dentiera) vanno ad appoggiarsi direttamente alle mucose e all’osso del paziente. La stabilità di questa tipologia di protesi deve essere controllata nel tempo in quanto, come dicevamo prima, il supporto tende a ritirarsi. Buona translucenza.
I materiali compositi utilizzati in odontoiatria sono costituiti da una resina fluida e da un riempitivo solido. La resina è costituita da un insieme di monomeri (i monomeri sono molecole). Il riempitivo solido è costituito da particelle di vetro, quarzo, silicio. Preso singolarmente il riempitivo appare al tatto come una polvere a grana fine (polvere di particelle di silicio, quarzo, vetro). La quantità di riempitivo rispetto alla quantità di resina è definita percentuale di carica. La “quantità” a cui facciamo riferimento è il volume di riempitivo e di resina. Tuttavia distinguiamo due principali categorie di materiali compositi in base alla percentuale di carica.
Ogni sasso ha una forma irregolare, quindi non può combaciare perfettamente con i sassi adiacenti anche loro di forma irregolare. L’intero muretto occupa un dato volume Vm, di questo volume il 50 -60 % è occupato da sassi grandi ciascuno di volume Vg. Il risultato della miscelazione è una pasta viscosa. Si definisce viscosità la capacità delle particelle molecole costitutive di un fluido di scorrere le une sulle altre. In un materiale composito odontoiatrico la viscosità dipende dall’attrito tra le molecole (monomeri) nello scorrere tra di loro; dall’attrito tra le particelle di quarzo e/o vetro nello scorrere tra di loro; dall’attrito tra le particelle di quarzo e/o vetro nello scorrere sui monomeri.
Come esempio possiamo pensare ad un tubetto di cavità e alla saliva. Il cavit ha una viscosità più alta rispetto alla saliva. Il BIS-GMA è la resina impiegata come matrice nei compositi odontoiatrici. Il BIS-GMA è una resina ad alta viscosità, questo ne riduce significativamente la lavorabilità a temperatura ambiente. composti micro-riempiti con particelle prepolimerizzate sferiche, dove le microparticelle sono inserite in sfere di resina parzialmente polimerizzate, le sfere polimeriche contenenti anche le microparticelle sono inserite come riempitivo nella resina BIS-GMA per ottenere il composito finale. Quindi le micro-particelle sono presenti sotto forma di granuli o sfere prepolimerizzate o granuli agglomerati e non come particelle individuali.
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La resina dentale è un polimero molto utile in odontoiatria per la realizzazione di protesi totali e parziali, nonostante la porosità possa influenzare la resistenza nel tempo. Alcuni studi hanno analizzato la relazione tra struttura chimico-fisica delle resine e la gestione del biofilm, nonché le caratteristiche meccaniche come la resistenza alla flessione. La resistenza alla flessione risulta migliorata in resine PMMA caricate con determinati rinforzi o additivi, ma può variare a seconda del metodo di polimerizzazione (caldo, autopolimerizzante, polimerizzazione a luce visibile) e della presenza di rinforzi come MWCNT o fibre di vetro. Diversi lavori hanno mostrato che la dispersione dei rinforzi e l’interfaccia tra rinforzo e matrice influenzano significativamente le proprietà meccanhe e la stabilità dimensionale sotto diverse condizioni di trattamento, incluso l’esposizione a microonde e la sterilizzazione o l’uso di soluzioni detergenti.
La letteratura citata comprende valutazioni di biocompatibilità e citotossicità di diverse resine per protesi, inclusi test su cheratinociti orali umanizzati e fibroblasti, nonché analisi sull’attività antibatterica di resine modificate con nanoparticelle d’argento o con ioni Ag+. Alcune ricerche hanno mostrato che additivi come POSS (poliedrattosilsesquiossano) possono migliorare la biocompatibilità rispetto a resine acriliche standard, pur mantenendo caratteristiche meccaniche adeguate a brevi periodi di immersione. Altre linee di indagine hanno valutato l’effetto di caffeina e nicotina sull’attività metabolica e sul biofilm di Candida albicans, suggerendo una possible interferenza con la crescita microbica in presenza di assunzioni diverse.
Le protesi dentarie mobili mirano a riabilitare le funzioni orali di pazienti affetti da edentulia parziale o totale sostituendo i denti naturali con elementi e tessuti dentali artificiali. Alcuni tipi di interventi protesici potrebbero essere utilizzati per correggere anomalie funzionali oltre che estetiche di forma, colore o posizione dei denti naturali. In campo odontoiatrico, lo studio dei materiali è sempre stato alla base della pratica clinica. Questo studio analizza brevemente le caratteristiche dei materiali resinosi utilizzati in odontoiatria e nella pratica odontotecnica per sottolinearne le caratteristiche biologiche, microbiologiche e chimico-fisiche. L’obiettivo principale della protesi è riabilitare i pazienti e quindi migliorare la loro qualità di vita.
La resina artificiale o sintetica è un materiale viscoso, simile nell’aspetto alla resina vegetale ma in grado di indurire. Si tratta generalmente di un’ampia classe di polimeri diversi e complessi, che possono essere ottenuti con differenti metodi e materie prime. Tra le resine sintetiche più comuni vi sono le resine fenoliche, le resine acriliche, le resine epossidiche, le resine poliestere insature (UPR), le resine vinilestere (VE), le resine termoplastiche, le resine termoindurenti e gli elastomeri. Le resine acriliche (poliacrilati) si ottengono per polimerizzazione di monomeri acrilici, principalmente acido acrilico ed esteri acrilici o metacrilici9-12. Le resine sintetiche sono materiali particolari con caratteristiche fisiche, chimiche ed estetiche che ne consentono un ampio utilizzo in odontotecnica. Hanno la caratteristica fondamentale di poter assumere le forme più svariate in determinate condizioni di temperatura e pressione. Chimicamente hanno origine da ben definiti composti (polimeri), che, con l’intervento di opportuni catalizzatori (monomeri), danno luogo alla reazione chimica denominata polimerizzazione che permette di ottenere una protesi con caratteristiche adeguate13-22.
Lo scopo di questa revisione è valutare le attuali caratteristiche chimico-fisiche delle resine dentali utilizzate per le protesi totali e, di conseguenza, le loro caratteristiche cliniche. I nuovi materiali rappresentano senza dubbio un passo avanti nella realizzazione di protesi dentarie e nelle successive fasi di manutenzione. Alcuni studi hanno dimostrato che l’uso di rinforzi come fibre di vetro o nanotecnologie può migliorare la resistenza alla flessione della resina PMMA, ma la performance può dipendere dalla dispersione e dal trattamento post-polimerizzazione (forno, microonde) e dal tempo di conservazione dell’acqua di immersione. Inoltre, l’aggiunta di nanocompositi o ioni antimicrobici può proporzionare una migliore gestione microbiologica e una riduzione del biofilm, con impatti su colorazione superficiale e rugosità a seconda del sistema di polimerizzazione utilizzato e dei detti trattamenti di cura e igiene.
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La cura delle protesi in resina comprende l’attenzione a pulizie specifiche per ripristinare lo smalto naturale e prevenire biofilm. L’uso di soluzioni detergenti appropriate può modificare colore, rugosità e resistenza a flessione, per cui è fondamentale scegliere prodotti compatibili con il tipo di resina e le condizioni di polimerizzazione. In alcuni casi, soluzioni come NaOCl allo 0,5% hanno mostrato efficacia nel ridurre la formazione di biofilm senza causare cambiamenti significativi di colore o rugosità, mentre in altri studi determinati detergenti hanno effetti diversi a seconda della polimerizzazione e del rinforzo impiegato.
La resina dentale utilizzata in certe cliniche viene fresata su cialda polimerizzata industrialmente, offrendo vantaggi in termini di compattezza, porosità nulla, resistenza e assenza di rilascio di monomeri nel cavo orale. È possibile ordinare semilavorati di resina dentale tramite file 3D e impronta digitale, con tempi di lavorazione di circa 1 giorno lavorativo e prezzi competitivi dovuti all’operatività online. Il prezzo base può essere influenzato dal pagamento anticipato o alla consegna.
In campo odontoiatrico i materiali resinosi hanno dimostrato di offrire un equilibrio tra costi, estetica e funzionalità. Le ricerche attuali evidenziano che l’evoluzione dei materiali resinosi, l’adozione di nano- e micro-rinforzi, l’ottimizzazione della polimerizzazione e l’impiego di additivi antimicrobici hanno un impatto diretto sulle prestazioni meccaniche, sulla biocompatibilità e sulla gestione del biofilm nelle protesi. L’uso di tecnologie di laboratorio avanzate, come la fresatura su cialde polimerizzate industrialmente e la realizzazione di semilavorati tramite impronte digitali, consente di offrire protesi con migliore durata nel tempo, comfort e efficienza per i pazienti.
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