Rimozione protetta amalgama dentale: procedura, rischi e benefici

La rimozione amalgama in maniera protetta rappresenta un passaggio di fondamentale importanza per eliminare sia il disagio estetico che eventuali fonti di intossicazione da metalli pesanti. In questa pagina troverai tutte le risposte utili a prendere la decisione più giusta per la tua salute.

Premessa sulla tossicità delle amalgame

Da odontoiatra preferisco non dilungarmi sui motivi per cui il mercurio è chiaramente tossico perché ci sono sul web tanti siti specifici (a volte usando inopportuni linguaggi “terroristici”) che parlano del mercurio in maniera chiara e dettagliata. Questa pagina vuole essere solo un ausilio per tutti quei pazienti che ritengono l’amalgama un prodotto nocivo per la salute e che pertanto vorrebbero avere dei consigli su come rimuovere le otturazioni dentali in amalgama senza dover respirare ed ingerire polveri di mercurio. Anch’io sono d’accordo sulla tossicità delle otturazioni dentali in amalgama e sulla necessità di doverle rimuovere.

Che cos’è l’amalgama dentale?

L’amalgama dentale è un materiale da otturazione composto da una miscela di metalli. Secondo l'American Dental Association, contiene mercurio elementare liquido miscelato con una lega in polvere composta principalmente da argento, stagno e rame; la quota di mercurio è indicata approssimativamente tra il 42% e il 50% in peso. L’amalgama dentaria è composta da Mercurio, Argento, Stagno, Rame e Zinco.

Per molti anni è stata scelta soprattutto per restauri posteriori, cioè su molari e premolari, perché resiste bene ai carichi masticatori. In passato è stato il materiale più utilizzato in odontoiatria. Oggi, però, viene usata sempre meno: le alternative estetiche come compositi, intarsi in ceramica e materiali adesivi consentono risultati più naturali e conservativi.

Cosa c’è da sapere sulla rimozione amalgama

Una otturazione dentale in amalgama contiene mediamente 440 mg di Mercurio e può rilasciare ogni giorno parte di questo mercurio per fenomeni di abrasione (durante la masticazione), corrosione e disgregazione elettrolitica all’interno della cavità orale. I sali dei cibi, le acque gassate, gli acidi alimentari incrementano ulteriormente la disgregazione dell’amalgama dentaria.

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Il mercurio rilasciato parzialmente si deposita nei tessuti cellulari della cavità orale oppure viene eliminato attraverso le urine e le feci e inquinando l’ambiente. Il mercurio può essere posto in relazione a tossicità cellulare, neurotossicità con conseguenti malattie neurodegenerative, immunotossicità, danni a carico del sistema endocrino, rischi relativi alla fertilità e allo sviluppo embrionale.

In Svezia, Danimarca e Norvegia è bandito l’uso dell’amalgama per le otturazioni dentali. In Europa il tema ha anche una forte componente ambientale. Il Ministero della Salute italiano ha comunicato la progressiva dismissione dell’uso dell’amalgama in ambito odontostomatologico fino alla completa eliminazione entro il 31 dicembre 2024. Il Regolamento UE 2024/1849 ha inoltre introdotto restrizioni sull’uso dell’amalgama dentale dal 1° gennaio 2025, salvo casi in cui il dentista la ritenga strettamente necessaria per specifiche esigenze mediche del paziente.

Diagramma composizione amalgama e vie di dispersione del mercurio

Quando è consigliata la rimozione dell’amalgama

La rimozione dell’amalgama non dovrebbe essere decisa solo perché l’otturazione è “vecchia” o perché contiene mercurio. Le principali autorità sanitarie invitano alla prudenza: la FDA non raccomanda di rimuovere otturazioni in amalgama integre e in buone condizioni, salvo necessità medica, perché la rimozione può comportare perdita di tessuto dentale sano e un temporaneo aumento dell’esposizione ai vapori di mercurio.

La sostituzione può invece essere indicata in presenza di: infiltrazione marginale o carie sotto la vecchia otturazione; frattura dell’amalgama o del dente; dolore alla masticazione o sensibilità persistente; necessità di un trattamento canalare; preparazione a una corona, un intarsio o una riabilitazione protesica; allergia o ipersensibilità documentata ai componenti dell’amalgama; esigenza estetica, se compatibile con la salute del dente.

In pratica, non si rimuove “per moda”, ma quando c’è una reale indicazione clinica o funzionale. Per ciò che riguarda vecchie otturazioni dentarie, non si ritiene quindi necessaria la rimozione, a meno che non si sia verificata una reazione allergica, o il medico non lo ritenga necessario.

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Valutazione iniziale: il primo passo per una rimozione sicura

Prima di intervenire, il dentista valuta lo stato dell’otturazione e del dente. Una visita accurata può includere esame clinico, radiografie endorali, controllo dell’occlusione e valutazione della quantità di tessuto dentale residuo. Questa fase è fondamentale perché non tutte le vecchie otturazioni sono uguali.

Spesso le amalgame presenti sono molto grandi e profonde; per questo motivo va avvertito il paziente del rischio eventuale che la rimozione porti alla necessità di devitalizzare il dente o ripristinare la sua struttura con un intarsio anziché con una otturazione diretta. Decisa e valutata accuratamente la necessità di rimozione, si può procedere con la seduta, che inizia solitamente con l’anestesia locale.

Tecniche di rimozione dell’amalgama (procedura protetta)

L’isolamento con diga di gomma può aiutare a proteggere i tessuti orali e ridurre il rischio di ingestione di frammenti. isolare il dente dal quale rimuovere l’amalgama utilizzando una diga di gomma. Si tratta di un piccolo telo di gomma che viene fissato su un telaio metallico. L’uso della diga è fondamentale: di lattice pesante, completamente impermeabile, va a isolare il dente da trattare dagli altri denti e dalla bocca, creando una sorta di barriera per la diffusione del mercurio.

Innanzitutto, c’è la necessità di un'aspirazione efficiente e continua, che impedisca al massimo l'accumulo di mercurio residuo nell'organismo. Si usano per questo fine due aspiratori a forte capacità messi estremamente vicino all’amalgama da rimuovere, per aspirare ed allontanare immediatamente i vapori ed i trucioli dalla bocca appena rimossi.

Per migliorare la sicurezza durante la rimozione delle amalgame odontoiatriche, si può utilizzare un'apparecchiatura che determina un'aspirazione forzata dei residui di mercurio. Il metodo correttamente utilizzato per la seduta di rimozione protetta di amalgama consiste nell’utilizzo di un aspiratore periorale ad alta portata, strumento caratterizzato da un sistema di aspirazione a doppio canale con separatore di amalgama collegato, mediante arco porta-diga aspirante.

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La FDI World Dental Federation raccomanda l’uso di sistemi di aspirazione ad alto volume e raffreddamento ad acqua durante la lucidatura o la rimozione dell’amalgama. Anche l’ADA richiama l’utilità di aspirazione ad alto volume, filtri o trappole e buone pratiche di gestione dei rifiuti contenenti amalgama.

Il calore prodotto dalla fresa può aumentare la vaporizzazione. Per questo si utilizza abbondante irrigazione con acqua, che aiuta a raffreddare il materiale e a ridurre polveri e particelle. È una misura semplice, ma essenziale per lavorare in modo controllato.

Quando possibile, l’amalgama viene rimossa in blocchi o frammenti, invece di essere completamente polverizzata. Questa tecnica riduce il tempo di fresatura, limita il surriscaldamento e preserva più tessuto dentale sano. Dopo la rimozione, il dente viene deterso e valutato. Se sotto l’amalgama è presente carie, il tessuto compromesso viene eliminato.

Schema rimozione protetta: diga, aspirazione periorale, raffreddamento

Ricostruzione del dente

Il dentista sceglie il restauro più indicato: composito diretto, intarsio, overlay o corona, a seconda della quantità di dente residuo e dei carichi masticatori. L’intarsio è una otturazione indiretta, ossia il pezzo di dente mancante viene creato previa impronta dal laboratorio o disegnato a computer e fresato da una macchina dedicata. Questo pezzo mancante di dente, come un puzzle, viene poi incollato al dente residuo per ripristinare estetica, funzione e resistenza del dente.

Ricostruzione del dente con composito estetico o esecuzione di un intarsio. Decisa e valutata accuratamente la necessità di rimozione, si può procedere con la seduta, che inizia solitamente con l’anestesia locale.

Rischi della rimozione dell’amalgama

La rimozione dell’amalgama è una procedura sicura se ben pianificata, ma presenta alcuni rischi da conoscere. Il primo riguarda l’esposizione temporanea a vapori e particelle durante la fresatura. L’EPA statunitense spiega che le otturazioni in amalgama possono rilasciare piccole quantità di vapori di mercurio quando vengono posizionate o rimosse, e anche durante la masticazione. Per questo la procedura deve essere eseguita con aspirazione, raffreddamento e protezioni adeguate.

Il secondo rischio è la perdita di tessuto dentale sano. Ogni volta che si sostituisce una vecchia otturazione, il dente può indebolirsi se non viene restaurato correttamente. In alcuni casi, dopo la rimozione, può emergere una cavità più ampia del previsto.

Il terzo rischio è la sensibilità post-operatoria. Dopo una nuova otturazione o un intarsio, il dente può essere sensibile al freddo o alla masticazione per alcuni giorni. Se la cavità è profonda, il dentista valuterà protezioni pulpari o terapie aggiuntive.

Infine, nei denti molto compromessi, la rimozione può rendere necessaria una ricostruzione più complessa: devitalizzazione, perno, corona o valutazione implantare nei casi non recuperabili.

Per questo motivo una delle prime precauzioni che l'odontoiatra con esperienza in rimozione amalgama deve prendere, in vista di una rimozione delle vecchie otturazioni d’argento, è quella di procedere lentamente e in più sedute, evitando tassativamente l'eliminazione di molteplici otturazioni in una singola occasione, soprattutto se di grandi dimensioni. In questo caso, infatti, il rischio di ricreare uno stato di intossicazione acuta a causa dei vapori di mercurio è elevatissimo.

Benefici della sostituzione dell’amalgama

Quando la rimozione è indicata, i benefici possono essere importanti. Il primo è la salute del dente. Una vecchia otturazione infiltrata può nascondere carie secondarie. Sostituirla permette di eliminare il tessuto compromesso e sigillare nuovamente il dente.

Il secondo è l’estetica. I materiali moderni permettono restauri del colore naturale del dente, molto più discreti rispetto alle otturazioni grigie. Il terzo è la conservazione della struttura dentale. Con le tecniche adesive, spesso è possibile preparare cavità più conservative rispetto ai vecchi restauri meccanici.

Il quarto è la funzione masticatoria. Un restauro ben progettato ripristina forma, contatti e stabilità del dente, riducendo il rischio di fratture future. Il quinto è l’aspetto ambientale. La corretta gestione dei residui di amalgama e l’utilizzo di separatori aiutano a ridurre la dispersione di mercurio nell’ambiente, in linea con le politiche europee e internazionali di progressiva eliminazione del mercurio in odontoiatria.

Video procedura di rimozione protetta amalgama con aspirazione periorale

Quali materiali si usano al posto dell’amalgama

  • Composito estetico: Il composito è una resina rinforzata che viene applicata direttamente sul dente. È indicato per cavità piccole o medie e consente un risultato estetico naturale. Richiede isolamento accurato e adesione corretta.
  • Intarsio in ceramica o composito: Quando la cavità è ampia, l’intarsio può offrire maggiore resistenza e precisione. Viene realizzato su misura e poi cementato al dente.
  • Corona dentale: Se il dente è molto indebolito o presenta fratture importanti, una corona può proteggerlo meglio.
  • Vetroionomero: Può essere utile in situazioni specifiche, ad esempio come materiale intermedio o in restauri provvisori.

Rimozione amalgama e implantologia: quando sono collegate

In alcuni pazienti, la rimozione dell’amalgama fa parte di un piano più ampio di riabilitazione orale. Un dente con grande otturazione, frattura verticale o carie profonda può non essere più recuperabile. In questi casi, il dentista può valutare l’estrazione e la sostituzione con un impianto dentale.

È importante però non confondere i percorsi: la rimozione dell’amalgama mira a conservare il dente quando possibile; l’implantologia entra in gioco solo quando il dente non ha più una prognosi favorevole. Una diagnosi accurata consente di scegliere tra restauro conservativo, protesi su dente naturale o impianto.

Cosa aspettarsi dopo la rimozione

Dopo la procedura, è normale avvertire una lieve sensibilità, soprattutto al freddo, nei primi giorni. Il dentista può consigliare controlli, eventuale rifinitura dell’occlusione e indicazioni di igiene orale. È importante evitare di masticare cibi molto duri sul dente appena trattato, soprattutto se è stato ricostruito in modo esteso.

Se il dolore aumenta, compare sensibilità spontanea o fastidio alla pressione, bisogna contattare lo studio per una rivalutazione.

Linee guida e sicurezza

Seguiamo rigorosi protocolli per garantire la massima sicurezza durante la rimozione protetta dell’amalgama. Ogni fase è condotta con attenzione, utilizzando strumenti e tecnologie di ultima generazione per proteggere il paziente e il personale. Nel nostro Studio Dentistico, offriamo la rimozione protetta dell’amalgama in un ambiente sicuro e controllato, assicurando al paziente una procedura protetta e priva di rischi per la salute, con materiali di alta qualità che migliorano l’estetica e il comfort del sorriso.

FAQ sulla rimozione dell’amalgama

  1. La rimozione dell’amalgama fa male?
    No, la procedura viene eseguita con anestesia locale quando necessario. Il paziente può percepire vibrazione, acqua e aspirazione, ma non dolore. Dopo il trattamento può comparire sensibilità temporanea, soprattutto se l’otturazione era profonda o il dente era già compromesso.
  2. È sempre necessario togliere le otturazioni in amalgama?
    No. Se un’otturazione in amalgama è integra, sigillata e non causa problemi, può essere semplicemente controllata nel tempo. La rimozione è consigliata quando ci sono infiltrazioni, carie, fratture, esigenze estetiche motivate o indicazioni cliniche specifiche.
  3. Quanto dura una nuova otturazione in composito?
    La durata dipende da igiene orale, dimensione del restauro, posizione del dente, bruxismo e controlli periodici. Un composito ben eseguito può durare molti anni, ma nei restauri molto estesi può essere preferibile un intarsio per garantire maggiore resistenza.
  4. Dopo la rimozione posso mangiare subito?
    Dipende dal tipo di restauro. Con un’otturazione in composito, spesso si può mangiare appena passa l’anestesia, evitando cibi duri nelle prime ore. Se è stato cementato un intarsio o applicato un provvisorio, il dentista darà indicazioni specifiche.
  5. La rimozione dell’amalgama elimina il mercurio dal corpo?
    La rimozione elimina quella specifica fonte dentale, ma non deve essere presentata come una “detossificazione” generale. Le autorità sanitarie non raccomandano la rimozione di otturazioni integre per prevenire malattie.

Hai delle otturazioni di “argento” o “mercurio” in bocca? Hai paura che queste possano darti dei problemi? In questa pagina scoprirai le varie strategie e come viene eseguita la “rimozione protetta” presso il centro Microdent Dental SPA. Qualora tu sia interessato a rimuovere l’amalgama con un protocollo protetto, siamo a disposizione. Nella nostra Clinica eseguiamo rimozioni di amalgama in totale sicurezza e professionalità.

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