Cosa fare in caso di rottura di un dente permanente del bambino

Correre, saltare, arrampicarsi, giocare a palla: l’energia dei bambini non conosce limiti. E proprio questa vivacità, che tanto amiamo, li porta inevitabilmente a qualche caduta. I traumi dentali rappresentano un evento frequente soprattutto nei bambini. I denti rotti, in modo particolare gli incisivi, che nella bocca sono i più esposti, rappresentano un trauma frequente, soprattutto nei bambini. Quando un dente subisce un evento traumatico, ciò può creare grandissima agitazione sia in chi viene coinvolto direttamente, sia in chi è chiamato ad intervenire.

I picchi di incidenza si concentrano in due momenti: tra 1 e 3 anni, quando imparano a camminare ed esplorare il mondo (30% dei casi), e tra 8 e 11 anni, durante le attività sportive e il gioco (20% dei casi). Statisticamente i traumi dentali colpiscono più i ragazzi che le ragazze, e l’età dove si concentra il maggior numero di casi è verso gli 11-13 anni. Va comunque considerato che attorno ai 10 anni la maggior parte dei denti permanenti è ormai formata (tralasciando i secondi denti molari e i cosiddetti denti “del giudizio”), quindi i traumi dentali sono più importanti rispetto a prima.

Sapere come comportarsi può fare una grande differenza nel risultato finale. Il modo in cui reagisci nei primi minuti dopo un trauma dentale può influenzare l’esito finale. Il primo passo, per quanto difficile, è rimanere calmi. I bambini guardano a noi per capire quanto sia grave la situazione. Se ti mostri tranquillo e rassicurante, il bambino sarà meno spaventato e più collaborativo.

Tipi di traumi dentali e loro caratteristiche

  • Non tutti i traumi dentali sono uguali. La frattura può interessare solo lo smalto superficiale (dente scheggiato, frattura semplice), estendersi alla dentina (tessuto più interno e sensibile), o coinvolgere la polpa dentale che contiene i nervi.
  • Traumi più lievi (trauma dentale senza rottura) in cui il dente riceve un colpo senza fratture visibili né cambiamenti di posizione evidenti.
  • Il dente si sposta dalla posizione originale ma rimane nell’alveolo. Può spostarsi lateralmente, essere parzialmente estratto (apparendo più lungo) o spinto verso l’interno dell’osso (apparendo più corto).
  • Il dente viene completamente espulso dalla sua sede: è un’emergenza dentale vera e propria, soprattutto per i denti permanenti.
  • In alcuni casi a subire il trauma potrebbe non essere solo il dente, ma anche le strutture che lo circondano e lo tengono in sede: in questo caso è necessario che sia il dentista pediatrico a valutare la situazione caso per caso.

Primi interventi immediati: cosa fare nell’ora successiva

Se c’è sanguinamento da gengive o labbra, pulisci delicatamente l’area con acqua fredda e applica una garza sterile o un panno pulito esercitando una leggera pressione. Come genitore è facile allarmarsi alla vista del sangue: le mucose delle labbra e della lingua sono ricche di vasi sanguigni, dunque è normale notare un sanguinamento, anche relativamente marcato.

Il primo consiglio è quello di tranquillizzare il bambino. Se le labbra sanguinano, tamponale con una pezza intrisa di acqua fredda, quindi procedi applicando del ghiaccio precedentemente avvolto in un telo bagnato. Il ghiaccio è fondamentale perché diminuisce la percezione del dolore e il gonfiore. In seguito applica nella zona dolorante del ghiaccio avvolto in un telo bagnato per 5 minuti. Sospendi il ghiaccio per 20 minuti e applicalo nuovamente per 5 minuti.

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C’è un dente rotto? Cerca e conserva i frammenti del dente in una soluzione fisiologica, latte o saliva. Se l'elemento si è spezzato, cercare il frammento e conservarlo in soluzione fisiologica, latte o saliva. Se possibile raccogli il pezzetto senza pulirlo, neanche se si è sporcato di terra o altro (al massimo passarlo velocemente sotto un getto leggero di acqua tiepida), e conservarlo immerso nella saliva del bambino, nel latte o nella soluzione fisiologica. Non pulire né sfregare il dente, al massimo sciacquarlo velocemente sotto un getto leggero di acqua tiepida.

Se il dente è molto mobile, fai tenere al bambino una garza in bocca in una zona lontana così da non sollecitarlo ulteriormente. Se il frammento di dente che si è staccato è rimasto all’interno del labbro o della lingua, controlla la presenza di corpi estranei. È importante cercare il frammento di dente che si è staccato perché può essere riattaccato dal dentista (nel caso in cui si tratti di un dente permanente); per conservarne intatte le caratteristiche è importante mantenere il dente idratato conservandolo in un barattolo contenente soluzione fisiologica, latte o saliva; se non si dispone di un contenitore, il dente va tenuto in bocca (lateralmente, tra la guancia e i denti).

Corri dal dentista IMMEDIATAMENTE: ogni minuto conta per la sopravvivenza del dente (tempo max: 30 min. in casi ideali). In caso di denti espulsi, cerca di recarti dal tuo dentista o in ospedale entro mezz’ora. Se il dente espulso è un dente definitivo è molto importante che venga ricollocato nella propria sede entro un’ora dal trauma. Nell’attesa di giungere dallo specialista, ciò che devi fare è non toccare assolutamente la radice e posizionarlo nel proprio spazio nell’identica maniera in cui si trovava. Se nel cadere a terra si è sporcato, non sfregarlo in nessun modo ed evita di intaccare la radice. Sarà sufficiente sciacquarlo velocemente sotto l’acqua.

Infografica: cosa fare nei primi minuti dopo un trauma dentale

Gestire i diversi scenari

Come salvare un dente rotto o scheggiato

  • Premesso che l’approccio da seguire è lo stesso, sia che si tratti di denti definitivi sia che si parli di denti da latte, il primo consiglio è quello di tranquillizzare il bambino.
  • Raccogli il frammento di dente rotto e mettilo in un contenitore in cui possa restare immerso in una quantità di liquido sufficiente a mantenerlo vivo e idratato (saliva del bambino, soluzione fisiologica o latte). Se l’idratazione del dente spezzato è avvenuta correttamente, molto probabilmente il dentista riuscirà ad attaccarlo.
  • Nel frattempo, applica ghiaccio per ridurre dolore e gonfiore e somministra un analgesico adatto all’età del bambino seguendo le indicazioni del pediatra.

Come salvare un dente espulso dalla sua sede naturale

Se il dente espulso è un dentino da latte sarà necessario immergerlo in un contenitore con un po’ di saliva o di latte, come avviene in caso di rottura, affinché resti idratato e vitale. In attesa di giungere dal dentista, ricordati che un dente da latte espulso non va assolutamente riposizionato in sede.

Se il dente espulso è un dente definitivo è molto importante che venga ricollocato nella propria sede entro un’ora dal trauma. In caso di denti espulsi, cerca di recarti dal tuo dentista o in ospedale entro mezz’ora. Un dente avulso ha, infatti, buone probabilità di essere reimpiantato se è rimasto per un massimo di 2-3 ore in ambiente liquido. Nel caso di avulsioni complete, infatti, il reimpianto del dente entro le due ore può avere buone possibilità di successo.

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Come salvare un dente lussato

Se in seguito a trauma il dente del tuo bambino sembra essersi spostato verso l’interno o l’esterno dell’arcata, ancora una volta devi accertarti di avere a che fare con un dente definitivo o da latte. Se sei in presenza di un dentino da latte che si è spostato dalla propria sede naturale, limitati ad applicare del ghiaccio e, dopo aver tranquillizzato il bambino, corri dal tuo dentista.

Se il dente coinvolto da lussazione è permanente, fai fare degli sciacqui al bambino con acqua molto fredda e, dopo aver lavato le mani, cerca di allineare il dente coinvolto manualmente, riportandolo nella posizione originaria. In questo caso, ancora una volta, è necessario recarsi da uno specialista quanto prima. Sarà suo compito verificare, ed eventualmente correggere, il giusto riposizionamento del dente traumatizzato. Una volta ricollocato, l’odontoiatra stabilizzerà l’elemento dentario ai denti vicini con un filo per favorirne il fissaggio.

Schema: differenza tra avulsione, lussazione ed estrusione

Valutazione specialistica e monitoraggio a lungo termine

La regola generale è semplice: ogni trauma dentale merita una valutazione professionale, anche quando sembra lieve. Attraverso esame clinico e radiografie, il pedodontista valuterà l’entità del danno ai denti visibili e alle strutture sottostanti, incluso lo stato del germe del dente permanente. La visita dal dentista ha l’obiettivo di ricostruire minuziosamente l’accaduto: la bocca sarà analizzata nel suo complesso, dal dente rotto a quelli adiacenti, dalle ossa e alle gengive. Per una diagnosi più precisa potrebbero essere necessarie delle radiografie, allo scopo di strutturare un piano di cura e monitoraggio a lungo termine.

Trauma dentale: perché è necessario un monitoraggio a lungo termine? Il dente che ha subito il trauma va tenuto sotto controllo per un lungo periodo di tempo al fine di monitorare eventuali danni tardivi che, se individuati per tempo, possono essere limitati nella loro gravità. Anche a distanza di anni, per esempio, il dente può perdere vitalità: questa condizione è spesso associata a un cambiamento di colore del dente, che da bianco vira verso il grigio. In questi casi potrebbe essere necessaria una devitalizzazione, cioè una pulizia interna del dente, e uno sbiancamento, per rimuovere il colore grigio.

Talvolta, a seguito del trauma, la radice del dente può riassorbirsi e cioè viene “mangiata” dall’osso: in questo caso potrebbe essere necessario estrarre il dente. Nei casi più sfortunati, il dente potrebbe legarsi all’osso, causando un’anomalia chiamata anchilosi: questo fenomeno è particolarmente grave nei ragazzi in fase di crescita perché può bloccare lo sviluppo dell’osso circostante.

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Trattamenti possibili dopo il trauma

  • Ricostruzione di denti rotti: le fratture dentali possono essere ricostruite con materiali compositi estetici. Riattaccare il frammento è spesso la terapia più efficace.
  • Smussatura del dente: se la frattura è minima, si può decidere per una semplice smussatura del dente.
  • Devitalizzazione: in caso di necrosi pulpare o danno alla polpa si può procedere alla devitalizzazione.
  • Corona o ricostruzione protesica: se la perdita è ampia, la soluzione può essere la corona o il lavoro in laboratorio odontotecnico con materiali biocompatibili.
  • Sostituzione dell’elemento definitivo perduto: in caso di estrazione di un dente definitivo si può inserire un dente provvisorio (es. Maryland Bridge) fino al completamento della crescita scheletrica e successivamente un impianto osteointegrato.

Nel caso di avulsioni complete, infatti, il reimpianto del dente entro le due ore può avere buone possibilità di successo. Entro al massimo un’ora il dente va reimpiantato dal dentista e fissato agli altri con un filo ortodontico, da tenere dalle 2 alle 4 settimane. Verrà prescritta una copertura antibiotica da iniziare entro 24 ore e, in alcuni casi, sarà consigliata, in caso di contatto con la terra, una vaccinazione antitetanica. Dopo un trauma di questo tipo è opportuno seguire una dieta morbida semi-liquida ed è necessario recarsi dal dentista ogni 3 mesi per i primi 12 mesi.

Foto: ricostruzione estetica di un incisivo prima e dopo

Complicazioni e impatto psicosociale

I traumi dentali non sono mai da sottovalutare, perché possono portare a problemi sul lungo periodo nella vita del ragazzo che li ha subiti, sia di carattere fisico che psicologico. Per un bambino o un adolescente, la perdita di un dente permanente può avere un grande impatto non solo dal punto di vista della salute orale, ma anche da quello estetico e psicologico. Questo crea dei problemi anche a livello sociale, e impatta direttamente sulla sicurezza di se stessi, sulla voglia di parlare e di rapportarsi con gli altri, e in generale possono creare anche stati d’animo di vergogna e di bassa autostima.

Tra le possibili complicazioni di un trauma dentale profondo e non curato, abbiamo la necrosi pulpare, che può portare alla perdita totale del dente se non trattata. È stato riscontrato come in molti casi se il trauma non è complicato, quindi è un trauma dentale senza rottura, c’è una diffusa sottovalutazione del possibile problema. Per questo motivo è sempre importante recarsi con continuità dal dentista, per controllare ciclicamente lo stato dei denti e sottoporsi a delle lastre annuali.

Prevenzione: come ridurre il rischio di rotture

La prevenzione dei traumi dentali è di fondamentale importanza, specialmente per i bambini appassionati di sport. Le Linee Guida Nazionali per la prevenzione dei traumi in età scolare raccomandano: 1) di sospendere l’uso di ciuccio, dito e biberon entro i 3 anni; 2) a circa sette anni, se i denti superiori sporgono molto e il bambino non riesce a chiudere correttamente le labbra, occorre consultare un ortodontista; 3) se il bambino pratica sport che comportano contatto fisico o che implicano il rischio di traumi, occorre incoraggiare l’uso di un paradenti.

Esistono diversi tipi di paradenti: preformati, termoplastici o “su misura”; questi ultimi, nello specifico, vengono realizzati dal dentista o dall’ortodontista sulla base di un calco dei denti. Tutti i modelli sono efficaci, ma solitamente quelli personalizzati offrono un maggiore comfort grazie alla loro precisione e stabilità in bocca.

Negli ambienti sportivi, il trauma dentale può essere prevenuto con l’utilizzo di un paradenti o maschere facciali. A scuola, un importante ruolo nella prevenzione viene svolto dagli insegnanti, i quali possono contribuire a diffondere tra i più piccoli, la conoscenza dei pericoli di alcuni giochi e attività.

Video istruttivo: come conservare un dente avulso e cosa mostrare al pronto soccorso

Raccomandazioni pratiche finali

  1. Mantenere la calma e rassicurare il bambino.
  2. Se presente sanguinamento, tamponare con garza pulita e applicare ghiaccio esternamente.
  3. Cercare e conservare eventuali frammenti del dente in soluzione fisiologica, latte o saliva.
  4. Non toccare la radice di un dente avulso, sciacquarlo solo brevemente e, se possibile, reinserirlo nella sua sede; altrimenti conservarlo in liquido e recarsi subito dal dentista.
  5. Recarsi dal dentista il prima possibile per valutazione clinica e radiografie; ogni trauma dentale merita una valutazione professionale.
  6. Seguire il piano di monitoraggio a lungo termine; controlli regolari sono fondamentali per identificare complicazioni tardive.

Avere un punto di riferimento competente e rassicurante può fare la differenza tra un’emergenza gestita serenamente e un’esperienza traumatica per il bambino. Se tuo figlio ha subito un trauma, anche se sembra lieve, contatta subito il tuo centro odontoiatrico di riferimento: il nostro team è pronto ad accogliervi e a prendersi cura di vostro figlio con professionalità e dolcezza.

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