Cause dell'annerimento e alterazioni delle venature nel rovere sbiancato e decapato

Le sensazioni che il legno riesce a trasmettere sono molteplici e certamente alcune di queste sono legate alla colorazione tipica delle diverse specie legnose. Questo fattore è così importante da influenzare le produzioni e le scelte qualitative di molti semilavorati e/o finiti legnosi, condizionando pesantemente gli operatori nei loro acquisti e, ovviamente, nelle vendite. Spesso però la colorazione e la tonalità del legno cambiano e alle volte si alterano a seguito di eventi particolari, talvolta per fenomeni propri all’accrescimento delle piante, o in relazione a fatti esterni successivi all’abbattimento della pianta legnosa, oppure a seguito di interventi tecnologici.

Perché il legno cambia colore: fattori generali

La colorazione tipica del legno fresco è, tra le caratteristiche fisiche, quella maggiormente influenzata da variazioni ed alterazioni di diversa natura. Alcune di queste modificazioni sono causate della eterogeneità propria dei tessuti xilematici del fusto, altre dipendono da fattori esterni di origine patogena, altre ancora sono il risultato di particolari processi tecnologici fatti sul legno.

  • Dipendono dalla diversa disposizione e densità dei tessuti del legno (es. per effetto del diverso spessore delle pareti cellulari) e in questi casi la colorazione incide sia sulla tonalità di fondo (ad esempio deviazioni e/o disposizione della fibratura, eterogeneità degli anelli, ecc.), sia sul colore vero e proprio del legno (es. nodi, radiche, ecc.).
  • Sono provocate dalla diversa concentrazione e presenza di particolari estrattivi e in relazione a ciò si tenderanno a manifestare tinte di fondo più o meno intense, e/o zone con tonalità di diversa colorazione.
  • Sono date dalla presenza di depositi all’interno di gruppi di cellule, per lo più minerali cristallizzati di biossido di silice, carbonato di calcio e da resine, che producono alterazioni cromatiche localizzate e possono punteggiare la colorazione di fondo del legno di alcuni semilavorati.
  • Riguardano strettamente il processo di duramificazione che, ovviamente, su alcune specie sarà tanto più caratteristico e fondamentale quanto più vecchie saranno le piante dalle quali si è ricavato il legno.
  • Dipendono dalla normale reazione fotochimica degli estrattivi a contatto, più o meno prolungato, con l’aria e la luce; con questo processo il legno cambia colore originario, virando verso tonalità via via più grigio scure.
  • Sono provocate dagli attacchi dei funghi della classe degli Ascomiceti e dei Basiomiceti; in questi casi i fenomeni di alterazione della colorazione del legno sono pressochè localizzati e molto diversi in relazione al tipo ed all’entità dell’attacco.
  • Sono indotte dalla reazione chimica degli estrattivi del legno a contatto, occasionale, reiterato o prolungato, con minerali, sali ed altre sostanze.
  • Sono imputabili anche a particolari lavorazioni e trattamenti industriali (modifiche della colorazione originale del legno conseguenti, per esempio, ai diversi procedimenti forzati con impiego di acqua e calore).

Il ruolo dei tannini nel rovere e l'annerimento

La quercia è una delle specie con un elevato contenuto di tannini. Ma il contenuto non è lo stesso, dipende dal tipo di quercia, dalla zona di coltivazione, dalla composizione del terreno, dall'età e da altri criteri simili. Come specie, la quercia europea è più ricca di tannino rispetto alla quercia americana.

Perché la tavola di quercia si è annerita? Perché il legno in quell'area è entrato in contatto con il ferro o con metalli contenenti ferro. La reazione tra ferro e tannino, in presenza di acqua, forma una sostanza nero-bluastra che colora il legno. La sostanza è molto resistente e talvolta penetra in profondità nel legno.

La reazione del tannino con il ferro non ha solo effetti negativi. Può essere utilizzato per colorare il legno di un colore grigio-bluastro simile a quello del legno non protetto e invecchiato dal tempo. Questo avviene trattando il legno con una soluzione di fiele di ferro e aceto. Maggiore è il contenuto di tannino, più forte è la reazione. Per aumentare il contenuto di tannino sulla superficie del legno, si può applicare preventivamente del tè verde (soluzione). Il tè è molto ricco di tannino.

Leggi anche: Vantaggi del rovere sbiancato per la copertura del tetto

Annerimento da acqua, umidità e contatti metallici

Come già descritto nel capitolo sulla ricolorazione (restauro estetico), le cause principali dell'annerimento del legno sono due: acqua (o liquidi di varia natura) o fuoco. Nel primo caso possiamo trovare l'acqua sotto forma di condensa, di infiltrazione, di ristagno, di perdita, di assorbimento in zone molto umide, anche una goccia al giorno filtrata per anni produce l'annerimento e il marcimento se assorbita dal legno.

Quando il legno mordenzato viene utilizzato all'esterno, il colore si apre con il tempo. La reazione del ferro con il tannino della quercia richiede una scelta accurata sia dell'utensile che del modo in cui gli elementi sono fissati. Il consiglio è di utilizzare l'acciaio inossidabile. Il problema è che, oltre a macchiare il colore del legno, gli elementi di fissaggio in ferro si corrodono.

La reazione con il tannino è molto sensibile e può avvenire anche se sembra che il ferro non sia entrato in contatto diretto con il legno. In uno dei casi che hanno attirato la mia attenzione, il ferro era stato lavorato nelle vicinanze, qualcosa era stato lucidato. Le sottili particelle di ferro si sono depositate sulla tavola di quercia e con l'aiuto dell'umidità presente nell'aria e nel legno si è innescata la reazione.

Effetti di trattamenti igrotermici, vaporizzazione e sbiancamento

Il legno di alcuni semilavorati di prima lavorazione (ad esempio toppi, prismi, tavole, tranciati, ecc.), viene sottoposto a procedimenti igrotermici forzati, prima di essere definitivamente impiegato nei diversi comparti del settore legno. Gli scopi principali, ma non unici, di tali procedimenti sono: evitare alterazioni della tonalità cromatica per effetto del sobbollimento; anticipare i tempi di lavorazione rispetto processi tradizionali; aumentare la stabilità del legno, diminuendone la igroscopicità; conferire al legno maggiore plasticità; uniformare e rendere omogenea la colorazione dello xilema; ridurre i possibili attacchi patogeni.

Le variabili da considerare: i trattamenti igrotermici del legno intervengono tutti su tre fattori (calore, acqua e durata), è importante evidenziare che questi hanno, in realtà, funzioni e risultati diversi in relazione alle variazioni, fatte dagli operatori, di temperatura, umidità e tempo di permanenza. Infatti nel caso dell’essiccazione artificiale la temperatura costituisce la variabile più significativa sulla quale intervenire, allo scopo di raggiungere nel minor tempo possibile la percentuale di umidità del legno desiderata.

Leggi anche: consigli per accostare rovere sbiancato e pareti grigie

Quando l’essiccazione del legno viene condotta in modo errato, e per motivi diversi, non si considerano e non si valutano correttamente i fattori di cui sopra, si possono verificare delle alterazioni della colorazione anche gravi. Nel caso dell’essiccazione del tavolame i fenomeni possono manifestarsi in modo assai diverso e tra questi sono da ricordare: le chiazze superficiali di condensa; le macchie trapassanti localizzate di colore più intenso rispetto al colore tipico della specie; le alterazioni di colore interne, successive alla formazione di “croste” esterne (causate cioè dalla inibizione della migrazione dell’umidità del legno dall’interno verso l’esterno).

Nella vaporizzazione l’azione del vapore sul legno deve prevedere tempi sufficienti in relazione alla specie, alle dimensione dei semilavorati, al tipo di vasca ed ai risultati che ogni operatore intende ottenere. Questo trattamento viene eseguito, principalmente, allo scopo di ammorbidire il legno, in modo che il taglio delle lame delle trance avvenga più facilmente e per uniformare la tonalità di colorazione del legno senza alterarne altre peculiarità estetiche.

Altri inconvenienti, intervenendo direttamente sulla colorazione del legno, possono manifestarsi con fenomeni che: creano due o più zone di colore nettamente differenziate (delle quali, la più interna, tendente al rossastro, in particolare al contatto con l’aria), per effetto di un’insufficiente vaporizzazione; tendono ad incupire la superficie, per cui il legno cambia colore, rendendo “spenta” l’iridescenza caratteristica di alcune specie per effetto di una prolungata vaporizzazione; macchiano localmente i semilavorati in modo indelebile, per effetto della vaporizzazione di più specie legnose contemporaneamente; coagulano e bruniscono secrezioni e sostanze colloidali presenti all’interno dello xilema delle diverse specie.

Le operazioni di “sbiancamento”, che prevedono l’impiego in particolare di Acqua ossigenata, Acido salicico ed Ammoniaca soprattutto, devono essere fatte con attenzione, in quanto trattamenti sbagliati possono, per effetto di eccessiva concentrazione e/o tempo di permanenza, originare macchie più chiare, aloni, ingiallimenti e reazioni diverse. Lo sbiancamento interessa solo la superficie. Anche in caso di lamatura - ovvero la levigatura che rimuove lo strato più superficiale - il legno tornerà al suo colore naturale.

Schema processo di vaporizzazione e trattamenti igrotermici sul legno

Ossidazione, raggi UV e ingiallimento

La lignina e gli estrattivi sono le sostanze che subiscono maggiore alterazione: esse assorbono la radiazione solare, che causa la formazione di ossidanti e radicali liberi. Tali prodotti di degrado hanno generalmente colorazione giallo-bruna e questo è il motivo per cui il legno ossidato risulta più giallo rispetto a quello appena tagliato. Questa colorazione si osserva soprattutto nei legni chiari come l’abete, il pino o il larice.

Leggi anche: Posa professionale di pavimenti in rovere sbiancato a Varese

I tempi con cui avvengono le variazioni cromatiche variano in base alla specie legnosa e alle condizioni climatiche. In genere, per le conifere la prima fase di ingiallimento può essere molto breve, talvolta si può parlare addirittura di alcuni giorni. È chiaro che, se proteggiamo il legno con dei trattamenti o dei prodotti specifici, l’invecchiamento verrà ritardato.

L’ossidazione è un fenomeno completamente naturale che si verifica a causa dell’esposizione del legno alla luce. I processi di ossidazione incominciano non appena il legno viene a contatto con i raggi solari e l’aria; il legno è un materiale fotosensibile e fotocromatico. I raggi UV che colpiscono le cellule degli strati superficiali, causano il graduale degrado delle lignine che fanno schiarire o scurire le diverse tipologie di parquet.

Facendo una distinzione tra essenze europee ed essenze esotiche, possiamo notare due comportamenti completamente diversi. Il teak, ossidandosi, con il tempo tende a schiarire e ad uniformarsi in tutta la superficie. Il noce, al contrario, parte da una tonalità molto fredda e ossidandosi tende ad un marrone caldo con una punta di rosso. L’acero, l’iroko, il doussiè, così come il ciliegio europeo, hanno dei processi di ossidazione importanti che con il tempo tendono a scaldare il legno e a scurire il colore originale. Il rovere rispetto ad altre specie legnose ha un’ossidazione meno marcata, infatti, si adatta bene ad essere impiegato in ambienti esposti alla luce.

Se vuoi utilizzare queste essenze, ed evitare che scuriscano, puoi raccomandare, in fase di realizzazione, di trattare il legno con vernici che contengano dei filtri UV così da rallentare drasticamente i processi di ossidazione o comunque ridurli in maniera significativa.

Confronto ossidazione su diverse essenze: rovere, teak, noce

Problemi legati a verniciatura: schivatura, criccatura e sbiancamento della finitura

La schivatura è una problematica inerente alla verniciatura del legno: parti o punti dove la vernice non aderisce e si ritira formando una specie di cratere e lasciando vuoto il centro. Possiamo distinguere due tipi di schivatura: tra vernice e vernice e tra legno e vernice. Nel secondo caso, cioè tra legno grezzo e vernice, il problema è più consistente e di difficile risoluzione in quanto il legno grezzo, attraverso la poratura, assorbe come una spugna qualsiasi sostanza liquida o unta trascinandola in profondità.

La criccatura o crepatura riguarda solitamente il legno e conseguentemente la verniciatura, anche se possono verificarsi casi in cui la crepatura interessa solo lo strato di trasparente. Tra le prime è ipotizzabile una sbagliata catalizzazione, un ciclo misto non idoneo, un supporto non completamente essiccato o un solvente inappropriato.

Lo sbiancamento del legno riguarda esclusivamente il legno verniciato. Possiamo considerare fondamentalmente due tipo di sbiancamento: il primo riguarda l’invecchiamento di stratificazioni solitamente bi componenti che nel corso degli anni hanno perso parte della trasparenza e risultano leggermente o anche mediamente appannati, leggermente lattiginosi. il secondo tipo di sbiancamento, molto più consistente, ha origine invece dall’uso delle resine poliestere in sostituzione dei turapori idonei alla trasparenza per il riempimento del legno.

Difetti di finitura: schivatura e sbiancamento della vernice

Interventi pratici, prevenzione e note operative

Risulta di fondamentale importanza pertanto conoscere le principali cause che determinano le variazioni ed alterazioni della colorazione del legno ed i rischi che certe operazioni comportano. È necessario prestare attenzione anche al momento dello stoccaggio. Il tannino reagisce generalmente con i sali di ferro. A seconda del loro tipo, il colore cambia. Nella reazione con il solfato di ferro il colore è blu scuro, mentre con il cloruro di ferro il colore è verde.

Alcune fonti riportano l'uso acido ossalico per lo sbiancamento ma il metodo non è sempre efficace o deve essere ripetuto più volte per vedere un cambiamento. Per estrarlo, il legno deve essere bollito più volte in acqua, come si fa con il legno utilizzato negli acquari. Con l'essiccazione naturale del rovere può sorgere un problema. I listelli utilizzati per distanziare le tavole e creare corridoi d'aria non dovrebbero essere in rovere perché il legno si macchia al centro.

L'ultimo consiglio che possiamo fornirti rimane quello di affidarti a dei professionisti che sapranno aiutarti a scegliere il colore del parquet, la tipologia di legno e la finitura migliore da utilizzare in funzione del tuo progetto.

Video dimostrativo: rimozione macchie da tannino e sbiancamento controllato

Tabella riepilogativa: cause e rimedi

Cause Effetto sulla colorazione Rimedi o prevenzione
Contatto con ferro + umidità (tannini) Macchie nero-bluastre o verde/azzurre Usare acciaio inox, evitare particelle metalliche, usare acido ossalico con cautela
Trattamenti igrotermici errati Zone rossastre interne, croste esterne, macchie indelebili Controllare temperatura/umidità/tempo, rispettare protocolli di essiccazione e vaporizzazione
Esposizione UV e ossidazione Ingiiallimento o scurimento a seconda dell'essenza Vernici con filtri UV, limitare esposizione diretta, ruotare tappeti e mobili
Sbiancamento/uso di agenti chimici Aloni, macchie chiare, ingiallimenti Effettuare test, evitare eccessi di concentrazione e tempi prolungati
Verniciatura errata Schivatura, sbiancamento della finitura, criccatura Preparazione corretta del supporto, scelta appropriata di cicli e solventi

Spero che queste informazioni siano interessanti. Se avete avuto problemi a causa del tannino del legno, condivideteli con noi. Le aggiunte sono come sempre molto gradite. E se avete domande o chiarimenti, lasciateli qui sotto nello spazio dedicato.

tags: #cause #annerimento #venature #legno #rovere #sbiancato

Post popolari: