
Lo iodio è un micronutriente essenziale che contribuisce allo sviluppo e al funzionamento della tiroide. Questa ghiandola, posta alla base del collo, produce due ormoni: la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3), che contengono iodio nella loro struttura chimica. Se lo iodio nella dieta è carente la tiroide, nel tentativo di lavorare di più e compensarne la carenza, aumenta di volume e diventa ipertrofica.
Perché è meglio usare il sale iodato? Come suggerisce il nome, non è altro che sale marino addizionato di iodio. Lo iodio è indispensabile per lo sviluppo fisico e mentale del bambino ed è necessario anche in età adulta. Il sale iodato viene utilizzato in cucina come normale sale da cucina, ma arricchito di iodio per prevenire la carenza iodica nella popolazione, secondo le indicazioni dell’OMS.
Il sale iodato costituisce la soluzione proposta dall’OMS per far fronte ai disturbi causati dalla carenza iodica. Le quantità aggiunte sono standardizzate: in Italia, ad esempio, ogni chilogrammo di sale iodato contiene 30 mg di iodio (con tolleranza +40%, -20%). Il fabbisogno iodico per l’adulto è di circa 150 microgrammi al giorno; una quantità estremamente piccola, ma cruciale per il buon funzionamento della tiroide.
Nei primi mesi di gestazione il feto non ha funzione tiroidea, per cui la mamma deve fornire ormoni tiroidei per se stessa e per il nascituro, incrementando l’apporto di iodio. La carenza di iodio può causare gozzo, ritardo mentale e altri problemi di sviluppo. In assenza di iodio, la tiroide aumenta di volume per tentare di compensarla, con conseguenze sull’equilibrio ormonale e sul metabolismo.
Il sale iodato si distingue dal sale normale principalmente per l’aggiunta di iodio. È una soluzione proposta dall’OMS per prevenire le patologie da carenza iodica. Il sale marino integrale o il sale integrale possono contenere quantità diverse di iodio a seconda del processo di raffinazione, ma il sale iodato mantiene una quantità standardizzata di iodio utile a scongiurare carenze diffuse.
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Lo iodio non è aggiunto per caso: è una misura di salute pubblica mirata a prevenire patologie dovute a carenza iodica. Il sale marino integrale, essendo meno arricchito, può contenere meno iodio a seconda dei processi di lavorazione. Dunque, se l’obiettivo è garantire un’adeguata assunzione di iodio, il sale iodato offre una fonte affidabile e uniforme.
Tutti possono utilizzare sale iodato, comprese le persone con malattie tiroidee come l’ipertiroidismo. In condizioni fisiologiche la tiroide tollera fino a 1 mg (1000 μg) di iodio al giorno senza effetti avversi; l’eccesso viene escreto con le urine. Le persone con patologie tiroidee autoimmune possono tollerare quantità inferiori di iodio. Un consumo moderato è consigliato anche per chi non ha problemi tiroidei, ma va sempre utilizzato come il normale sale da cucina.
Un eccesso di iodio può essere nocivo e, se assunte in dosi molto elevate (ad esempio tramite integratori o alghe marine), può portare a disordini tiroidei o ad altri effetti. L’OMS raccomanda un consumo massimo di sale per adulto pari a circa 5 grammi al giorno (2 g di sodio). Neonati e bambini hanno fabbisogni inferiori. Anche un eccesso di iodio può essere dannoso, quindi va usato con moderazione e preferibilmente secondo le indicazioni di un medico o endocrinologo, soprattutto per chi ha patologie tiroidee.
Lo iodio è un minerale importantissimo per lo sviluppo e la crescita. Regola il metabolismo basale, interviene nei processi energetici e nell’utilizzo dei grassi in eccesso. Ha benefici anche per la salute della pelle e dei capelli: può essere utile per sgrassare il cuoio capelluto e ridurre la forfora, e in assenza di iodio unghie e capelli possono risultare fragili.
Gli alimenti più ricchi di iodio sono pesci di mare e crostacei; anche uova, latte e carne ne contengono quantità significative. I vegetali e la frutta contengono iodio in quantità meno costanti, dipendente dal contenuto di iodio presente nel suolo e nell’alimentazione animale.
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Il modo più semplice è utilizzare sale iodato quotidianamente, in dosi come quelle raccomandate dall’OMS. In alimenti vari si può utilizzare una dieta varia che includa pesci e crostacei, uova, latte e derivati, tenendo presente che quantità di iodio negli alimenti può variare.
Nel mondo circa 2 miliardi di persone rischiano malattie da carenza iodica; in Italia circa 6 milioni di abitanti sono esposti a carenza iodica ambientale. La differenza tra sale iodato e sale marino o sale integrale è principalmente la presenza o meno di iodio aggiunto. L’OMS propone l’uso di sale iodato come strategia di salute pubblica per prevenire carenze iodiche e i deficit associati allo sviluppo neurocognitivo, soprattutto nei bambini.
Il sale iodato è destinato a sostituire il sale tradizionale; non va confuso con il sale marino o integrale, che possono avere quantità variabili di iodio. In commercio, il sale iodato è venduto come sale da cucina arricchito di iodio; in Italia, ad esempio, ogni chilogrammo di sale iodato contiene 30 mg di iodio. L’efficacia della prevenzione sta nel consumo quotidiano moderato, non nell’assunzione eccessiva.
La carenza iodica è la prima causa prevenibile di ritardo mentale a livello globale. Le misure di iodoprofilassi hanno avuto impatti significativi, come il conseguimento della iodosufficienza in Italia. Tuttavia, è fondamentale bilanciare assunzione di iodio con le quantità consigliate per evitare ipotiroidismo o ipertiroidismo, e per non aumentare rischi cardiovascolari associati a un’eccessiva assunzione di sodio.
| Fonte di iodio | Esempi alimentari |
|---|---|
| Pesci di mare e crostacei | Intrinsecamente ricchi di iodio |
| Latte, uova, carne | Contenuti variabili a seconda dell’alimentazione animale |
| Sale iodato | Sale da tavola arricchito di iodio; 30 mg/kg di iodio in alcune formulazioni |
In conclusione, l’adozione del sale iodato come fonte affidabile di iodio è una strategia di sanità pubblica efficace per prevenire disturbi da carenza iodica, con utilizzo moderato e attenzione alle condizioni di salute individuali.
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