Sbiancamento denti con laser e bicarbonato dal dentista: efficacia, rischi e protocolli professionali

Lo sbiancamento dentale è un trattamento estetico sempre più popolare, grazie al quale è possibile ottenere un sorriso più luminoso e attraente. Molti desiderano un sorriso più bianco e luminoso e molti si rivolgono al proprio dentista per una seduta di sbiancamento dei denti con tecnologia laser.

Perché i denti si decolorano

Prima di spiegare come funziona un trattamento di sbiancamento dentale, bisogna capire da che cosa è originato il colore che noi percepiamo. La tinta del dente infatti non è data solo dallo smalto come spesso si crede. Il colore del dente viene determinato da tre fattori, tinta, croma e valore. Bisogna distinguere due meccanismi per cui i denti perdono il loro colore naturale, un processo per cui il dente di decolora dall'interno attraverso gli strati profondi ed un secondo meccanismo per cui il dente si decolora a partire dalla superficie esterna.

Distinguiamo: fattori intrinseci, che includono le discromie irreversibili dovute all’assorbimento di molecole cromogene da parte di smalto e dentina, e fattori estrinseci, che includono le discromie che interessano esclusivamente lo smalto legate al consumo di cibi, bevande, fumo di tabacco e alla scarsa igiene orale. Molti fattori possono causare la discromia dentale: alimenti e bevande scure (caffè, tè, frutti di bosco, vino rosso), fumo, scarsa igiene orale e alcuni farmaci (tetracicline, compresse di ferro) sono tra le cause più comuni.

Agenti e meccanismi dello sbiancamento

Un trattamento professionale di sbiancamento dentale fa uso di una sostanza, il perossido di idrogeno (o perossido di carbammide), e di una luce a LED o di un laser. Il perossido di idrogeno viene applicato sotto forma di gel su tutta la superficie dei denti del paziente. Questo prodotto permette l’apertura dei pori dello smalto e libera ioni in grado di attivare il processo sbiancante all’interno del dente. Il perossido di idrogeno rappresenta l’agente decolorante, in quanto libera radicali liberi di ossigeno, che penetrano nello smalto raggiungendo la dentina, e scompongono le complesse molecole di pigmento in molecole più semplici e incolori.

Entrambe le opzioni di sbiancamento dei denti utilizzano per lo più agenti sbiancanti a base di perossido che deve la sua efficacia alla presenza di ossigeno nella sua composizione chimica. Le tecniche odierne volte a migliorare l’estetica dentale utilizzano come principio attivo il perossido di idrogeno (3-40%) e il perossido carbammide (16-35%). Secondo le leggi Europee, il perossido di idrogeno può essere venduto in prodotti con una concentrazione di 0,1% fino al 6% per uso domiciliare; concentrazioni maggiori sono riservate agli operatori sanitari.

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Metodi professionali: laser, LED, poltrona e domiciliare

Lo sbiancamento dentale può essere fatto in diversi modi. Lo sbiancamento dentale con luce a LED è quello che avviene all’interno di uno studio dentistico. Le arcate vengono cosparse accuratamente di gel con perossido di idrogeno e la luce LED accelera la scissione della sostanza in ossigeno. Il trattamento LED prevede l’applicazione di un gel sbiancante sui denti, che viene poi attivato dalla luce a diodi per accelerare il processo di sbiancamento. La tecnica di sbiancamento che comporta l'uso del laser prevede l'applicazione di un gel a base di perossido di idrogeno direttamente sullo smalto dei denti, la cui penetrazione viene accelerata dall'azione del laser. E' giusto specificare che il processo di sbiancamento avviene grazie ai principi attivi contenuti nel gel e il laser non fa che diminuire il tempo del trattamento.

La seduta di sbiancamento professionale alla poltrona si differenzia dai trattamenti domiciliari per il tempo di applicazione dello sbiancante, nettamente inferiore, e per la concentrazione del principio attivo applicato. Alla poltrona si utilizzano prodotti concentrati, per cui è sufficiente in genere un'applicazione di una o due sedute da qualche decina di minuti. Nel caso di trattamenti domiciliari invece l'applicazione viene distribuita in più volte per qualche ora al giorno a seconda della concentrazione del perossido.

Il paziente ha anche la possibilità di optare per lo sbiancamento dei denti “a domicilio”. In questo caso si procede creando prima di tutto un calco della dentatura e le rispettive mascherine. Vengono poi consegnati al paziente la sostanza con perossido di idrogeno e una siringa per poterla spalmare sulla mascherina. Il paziente deve mantenere la mascherina applicata ogni notte per almeno 2 settimane. Questa tecnica prevede l’uso di perossido di carbamide che, in presenza di acqua, rilascia perossido di idrogeno ed è pertanto poco irritante per i tessuti molli e le gengive.

Schema comparativo: sbiancamento in studio (LED/laser) vs domiciliare

Preparazione: igiene professionale e Airflow

Prima di procedere con lo sbiancamento dei denti è necessario sottoporsi all'ablazione del tartaro e della placca per liberare la superficie dentale dai residui e dalle pigmentazioni esterne che ostacolerebbero lo sbiancamento. Il dentista adopera strumenti manuali e strumenti ad ultrasuoni per raggiungere le aree dentali sopra e sotto le gengive e devono il loro risultato alle vibrazioni che riescono a rimuovere delicatamente il tartaro e lo sporco. Una seduta di igiene professionale si conclude con l'eliminazione delle macchie superficiali grazie ad una pasta lucidante e ai movimenti di un gommino o spazzolino (lucidatura). Dopo la detartrasi l'air polishing, che sfrutta l'azione di un getto d'acqua a forte pressione e del bicarbonato di sodio, elimina le macchie estrinseche dello smalto residue.

Efficacia: quanto si schiariscono i denti e durata dei risultati

Quanto riesce a sbiancare un trattamento di questo tipo? Una seduta professionale di sbiancamento dentale può arrivare a migliorare la tinta del dente di 7 tonalità. Lo sbiancamento professionale schiarisce di 2-4 tonalità la scala colore dei denti nella maggior parte dei casi. Le analisi descrittive di uno studio clinico indicano lo sbiancamento combinato come il trattamento con il miglior miglioramento medio, mostrando un guadagno medio di 8,6 gradazioni cromatiche; la terapia in Office ha ottenuto un guadagno medio di 5,3 gradazioni.

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Il trattamento professionale può durare dai 6 mesi a 2 anni, a seconda delle abitudini alimentari e di igiene orale del paziente. La durata del trattamento può variare da 1 a 4 anni, ma non ha effetto permanente. La durata dipende dal tipo di trattamento e dall’attenzione del paziente a mantenere l’effetto sbiancante.

Rischi, effetti collaterali e controindicazioni

Lo sbiancamento dentale può offrire risultati sorprendenti, ma è essenziale essere consapevoli dei rischi e delle controindicazioni associate. Prima di procedere allo sbiancamento bisogna assicurarsi che non siano presenti carie o altre fragilità nel cavo orale. In presenza di carie è opportuno procedere prima con la risoluzione del problema in quanto l'agente sbiancante potrebbe raggiungere facilmente la polpa e compromettere la vitalità dentale.

I prodotti per lo sbiancamento dentale tendono a causare sensibilità ai denti durante il processo di sbiancamento e per un breve periodo dopo il trattamento. Questo fenomeno è dovuto all'esposizione dello strato interno della dentina durante il procedimento. Denti e gengive sensibili: se soffri di denti o gengive sensibili, il trattamento sbiancante potrebbe causare ulteriore dolore o irritazione. Il livello di dolore o disagio associato allo sbiancamento dei denti varia a seconda della sensibilità individuale e del metodo utilizzato.

Le gengive possono irritarsi. Il perossido di idrogeno o di carbammide possono irritare l’apparato gengivale se vengono a contatto con esso. Sono possibili fenomeni di irritazione dei tessuti molli; conosciuta anche come ustione chimica, l'irritazione dei tessuti molli può verificarsi se la soluzione sbiancante entra in contatto con il tessuto gengivale durante il trattamento. L'esposizione prolungata ai gel o alle soluzioni sbiancanti sui tessuti gengivali può anche causare infiammazione e arrossamento delle aree colpite.

Esistono controindicazioni: lo sbiancamento dei denti non è consigliabile a tutti: il procedimento, ad esempio, non è efficace su corone in ceramica o sulle ricostruzioni in composito; in questi casi lo sbiancamento dei denti agirebbe in maniera diversa su denti e restauri generando un antiestetico effetto puzzle. Pazienti con gengive infiammate o con gravi problemi parodontali, pazienti con elementi denti fratturati o con otturazioni non congrue, gravidanza, particolari terapie farmacologiche e bambini sono categorie per le quali lo sbiancamento può essere controindicato o va valutato con attenzione.

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Non bisogna esagerare. Soprattutto nel caso dei trattamenti a domicilio, è fondamentale rispettare le indicazioni dell'odontoiatra. Mantenere tuttavia per troppo tempo il gel sui denti potrebbe aumentare la penetrazione dei tessuti dentali in direzione della polpa e aumentarne di conseguenza la sensibilità post trattamento. Lo sbiancamento fai da te è sconsigliato perché molti rimedi naturali e prodotti commerciali a basso costo possono essere abrasivi o erosivi (bicarbonato, succo di limone) e favorire la perdita di smalto o aumentare il rischio di carie.

Gestione pre e post trattamento

La visita serve ad identificare possibili problematiche e patologie che potrebbero interferire con il successo del trattamento. Una settimana prima del trattamento sbiancante, è necessario sottoporsi ad una seduta d’igiene dentale professionale per rimuovere la placca batterica ed il tartaro, affinché il prodotto sbiancante possa agire con la massima efficacia. Prima di utilizzare il gel sbiancante si applica una sostanza protettiva sulle gengive. È importante isolare e proteggere le gengive con una barriera gengivale in resina foto polimerizzabile, soprattutto nei pazienti più sensibili.

Dopo lo sbiancamento è importante limitare per circa 24 ore il consumo di cibi e bevande molto pigmentate e non fumare per non compromettere i risultati. Il primo passo per limitare la comparsa di macchie sulla dentatura o per mantenere il bianco ottenuto è evitare caffè, vino rosso, tè, frutti di bosco, curry, salsa di soia, tabacco e bibite gassate acide.

Prodotti da banco e rimedi casalinghi: cosa sapere

Data la forte richiesta di una soluzione per avere i denti bianchi, sono stati commercializzati svariati prodotti domestici a costo ridotto rispetto ad un trattamento professionale. I kit da banco, le strisce sbiancanti e i dentifrici smacchianti possono rimuovere le macchie estrinseche ma hanno un'efficacia limitata rispetto ai trattamenti professionali. Le striscette contengono perossido di carbammide in concentrazioni intorno al 6% e possono essere un compromesso tra costo e risultati.

I rimedi naturali per sbiancare i denti gialli sono sconsigliati perché risultano poco efficaci e potenzialmente dannosi dato che sono abrasivi, riducono il pH orale e favoriscono le carie. La direttiva del Consiglio UE 2011/84/UE ha limitato l’uso di prodotti sbiancanti a base di perossido: solo dentisti e igienisti dentali possono utilizzare e fornire prodotti che contengono o sprigionano più del 0,1% di perossido di idrogeno.

Immagine: avvertenze sui rimedi naturali e fai-da-te (bicarbonato, limone)

Scelta del trattamento e ruolo del professionista

Il paziente candidato a questo trattamento deve essere selezionato dal professionista, odontoiatra o igienista dentale, che valuterà la sua situazione clinica a seguito di una visita di controllo e relativa anamnesi. Al fine di tracciare un piano di trattamento adeguato, è indispensabile procedere con una diagnosi corretta, che includa la verifica delle cause alla base dello scolorimento dentale.

Una volta effettuata la diagnosi, è necessario scegliere i materiali più idonei, in modo da aumentare le probabilità di successo e ridurre al minimo il rischio di effetti collaterali, quali sensibilità dentale, ustioni ai tessuti orali o alterazioni dello smalto e della dentina. Ulteriori considerazioni: consigliare il trattamento sbiancante ai pazienti con una buona igiene orale domiciliare e informare che non agisce sui manufatti protesici e restauri in composito; che in caso di elevata sensibilità termica si consiglia di effettuare trattamenti desensibilizzanti prima di procedere allo sbiancamento.

Costi e aspettative realistiche

I costi per lo sbiancamento dei denti variano fortemente in base al metodo scelto. Mentre un dentifricio smacchiante costa solo pochi euro, una confezione di strisce può costare 50/100 euro. Gli sbiancamenti effettuati sulla poltrona del dentista hanno costi superiori (qualche centinaio d'euro) a fronte di un'efficacia superiore. Possiamo solo fornire un range molto generico e dire che il costo in media dello sbiancamento dei denti può variare dai 300€ ai 600€, in base alla qualità dei materiali, tecnologie e i metodi di chi ci si rivolge.

Risultati clinici e studi

La terapia sbiancante combinata, composta da una prima fase in Office e una seconda fase domiciliare, si è rivelata particolarmente efficace in caso di discromie causate da tetracicline anche di grado elevato e in pazienti con colore di partenza scuro. Le statistiche di uno studio clinico hanno dimostrato che l’80% dei pazienti nel gruppo con metodica combinata hanno ottenuto un miglioramento cromatico di almeno 7 punti secondo la scala colore Vita Classical. Il trattamento sbiancante laser assistito è risultato vantaggioso per pazienti con discromie miste; sette pazienti su dieci hanno guadagnato più di 6 gradazioni cromatiche.

Video dimostrativo: procedura professionale di sbiancamento con LED e protezione gengivale

Tabella riassuntiva: metodi, durata, efficacia e principali rischi

MetodoDurata tipicaEfficacia mediaPrincipali rischi
Sbiancamento in Office (LED/laser) 1-2 sedute di 30-60 min 5-7 gradazioni (variabile) Sensibilità, irritazione gengivale, non agisce su restauri
Sbiancamento domiciliare (mascherine) 2 settimane - 6 settimane 2-4 gradazioni Sensibilità, scarso controllo se non supervisionato
Kit da banco / Strisce 2-4 settimane Limitata per discromie estrinseche Abrasione da dentifrici, inefficacia su macchie profonde
Rimedi naturali (bicarbonato, limone) Variabile Poco efficaci, temporanei Erosione smalto, aumento rischio carie

Lo sbiancamento dentale è una procedura estetica minimamente invasiva ma non priva di limiti e rischi. Per ottenere risultati sicuri e duraturi è importante rivolgersi a uno specialista, sottoporsi a una valutazione clinica preliminare e seguire scrupolosamente le indicazioni pre e post-trattamento fornite dal professionista.

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