
Lo sbiancamento è una procedura clinica appositamente studiata per migliorare il colore dei denti. Lo sbiancamento dentale è un trattamento estetico sempre più popolare, grazie al quale è possibile ottenere un sorriso più luminoso e attraente. Tuttavia, è importante essere consapevoli dei rischi e delle controindicazioni associati a questo procedimento e capire perché rivolgersi a uno specialista è fondamentale.
Lo sbiancamento dei denti utilizza agenti ossidanti (perossido di idrogeno o perossido di carbammide) che agiscono sulle molecole responsabili delle discromie dentali. Il perossido di idrogeno viene applicato sotto forma di gel su tutta la superficie dei denti del paziente. Questo prodotto permette l’apertura dei pori dello smalto e libera ioni in grado di attivare il processo sbiancante all’interno del dente. Il perossido penetra nello smalto e nella dentina superficiale, frammentando i pigmenti responsabili delle discromie.
L'intensità dello sbiancamento dipende dalla concentrazione del principio attivo e dal suo tempo di posa sui denti. Una seduta professionale di sbiancamento dentale può arrivare a migliorare la tinta del dente di 7 tonalità. In studio si usa di norma perossido di idrogeno ad alte concentrazioni per risultati rapidi; nel domiciliare si impiega perossido di carbammide a concentrazioni idonee all'uso controllato dal paziente con mascherine personalizzate. Il trattamento professionale utilizza perossido di idrogeno o carbammide in percentuali più alte, ma sotto controllo medico.
Il trattamento professionale utilizza miscele con percentuale maggiore di perossido di idrogeno, dunque si hanno risultati visibili fin da subito e tempistiche molto più brevi. Il gel a base di perossido di idrogeno mantiene oltre l’86% della sua concentrazione iniziale dopo 45 minuti, il che potrebbe spiegare anche l’aumento della sensibilità dentinale che vi si associa.
Nel caso di sbiancamento di denti vitali, i rischi includono un temporaneo aumento della sensibilità dentinale osservabile nelle prime fasi dello sbiancamento, la cui entità varia a seconda della concentrazione di perossidi e della durata del contatto. L'inconveniente che si può verificare in alcuni pazienti, anche durante una terapia eseguita nel migliore dei modi, è un transitorio aumento della sensibilità dentale. Nel caso in cui la sostanza sbiancante venga in contatto con i tessuti molli (gengive, labbra, lingua) si può andare incontro ad un'irritazione degli stessi, anch'essa temporanea.
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Fonti di attivazione mediante luci che producono calore possono determinare l’espansione del fluido dei tubuli dentinali, causando iperemia della polpa e ipersensibilità post-sbiancamento. Per questi motivi la luce a LED è l’unica che può essere considerata sicura.
È meglio evitare l’uso in presenza di parodontite avanzata, lesioni orali aperte, chirurgia dentale recente, forte sensibilità dentale o smalto già compromesso. Non tutte le persone sono idonee all'esecuzione di questo trattamento: occorre una valutazione medica per determinare l’eventuale presenza di carie, la salute gengivale, la presenza di ricostruzioni o restauri che non si sbiancano. I pazienti con denti sensibili o gengive infiammate devono essere valutati prima di procedere.
Se fatto correttamente e quindi se si utilizzano prodotti con pH neutro, lo sbiancamento non causa danni ai denti. La procedura di sbiancamento dentale effettuata con queste attuali metodiche non è una procedura dannosa per i tessuti dentali. In studio si applicano barriere protettive sui tessuti molli e si usa gel controllato per concentrazione e tempo di posa. È indispensabile consultare il dentista per stabilire il protocollo più idoneo.
L’utilizzo di perossido di carbammide ha mostrato in alcuni studi un rischio e un’intensità della sensibilità dentinale inferiori rispetto al perossido di idrogeno, pur risultando efficace. Il perossido di carbammide si è dimostrato più efficace di notte poiché l’urea induce l’aumento del pH ai livelli desiderati. Tuttavia, nel controllo a un mese dal trattamento, è stata osservata una differenza significativa nel cambiamento di colore a vantaggio del perossido di idrogeno.
| Caratteristica | Uso domiciliare | Sbiancamento professionale (in-office) |
|---|---|---|
| Concentrazione | bassa (perossido di carbammide o soluzioni diluite) | elevata (perossido di idrogeno 25-38% o simili) controllata |
| Tempi | uso prolungato (settimane, notte) | risultati immediati o in poche sedute |
| Supervisione | limitata, richiede istruzioni | monitoraggio odontoiatrico |
| Rischi | maggiore rischio di uso improprio | rischi controllati ma sensibilità possibile |
Gli eventuali fastidi sono transitori (sensibilità dentale, irritazione gengivale) e regrediscono in breve tempo. L’utilizzo di farmaci analgesici e antinfiammatori, così come l’applicazione topica di desensibilizzanti, può alleviare i sintomi. È importante seguire le raccomandazioni del dentista e non esagerare con le applicazioni, soprattutto nel caso dei trattamenti a domicilio.
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Lo sbiancamento non è un trattamento definitivo: il bianco tende a regredire nel tempo in relazione a abitudini (caffè, tè, fumo) e igiene. Lo sbiancamento non è dannoso e non fa male ai denti, ma solo se affrontato nel modo giusto ed eseguito correttamente dopo un'accurata valutazione dell'odontoiatra. È quindi importante rivolgersi sempre al medico e diffidare dei rimedi fai da te che rappresentano il vero rischio per smalto e gengive.
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