
I metodi di sbiancamento professionale assicurano ottimi risultati senza mai mettere a rischio la salute della bocca. Ma è possibile sbiancare i denti, senza recarsi dal dentista? Esistono dei rimedi alternativi e fai-da-te? Ma soprattutto: sono rimedi sicuri?
Prima di iniziare a passare in rassegna il funzionamento e le conseguenze delle varie tecniche di sbiancamento però è doverosa una premessa: prima di procedere con qualsiasi trattamento è importante rivolgersi a un dentista per una visita di controllo. Bisogna infatti escludere problematiche quali carie, malattie parodontali (come la parodontite) o sensibilità dentale. Inoltre, è sempre meglio chiedere il consiglio di un professionista su eventuali prodotti da applicare.
Lo sbiancamento professionale si esegue utilizzando perossido di idrogeno o perossido di carbammide. Questi agenti sbiancanti attivi penetrano all’interno dello smalto e raggiungono le molecole responsabili delle pigmentazioni. I radicali liberi di ossigeno rilasciati dall’agente disgregano tali molecole rendendole invisibili. Queste sostanze possono garantire il loro funzionamento auto-attivandosi oppure si attivano tramite luce alogena, led o laser, accelerando il processo sbiancante.
In alcuni trattamenti professionali il perossido di idrogeno viene applicato sotto forma di gel su tutta la superficie dei denti del paziente. Questo prodotto permette l’apertura dei pori dello smalto e libera ioni in grado di attivare il processo sbiancante all’interno del dente. Il trattamento di sbiancamento dei denti può essere fatto in diversi modi. Lo sbiancamento dentale con luce a LED è quello che avviene all’interno di uno studio dentistico. Le arcate vengono cosparse accuratamente di gel con perossido di idrogeno e la luce LED accelera la scissione della sostanza in ossigeno.
Lo sbiancamento endodontico prevede l’apertura dell’elemento dentario e l’inserimento del gel sbiancante direttamente all’interno del dente non vitale. Nei pazienti che presentano pigmentazioni da nicotina, caffè, tè o liquirizia si procede professionalmente tramite utilizzo di polveri di bicarbonato o glicina in grado di disgregare tali macchie superficiali.
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I dispositivi portatili per lo sbiancamento spesso combinano un gel sbiancante con una sorgente luminosa a led. L’utilizzo domestico prevede l’applicazione del gel su una mascherina o direttamente sui denti e l’attivazione tramite il dispositivo LED. Tuttavia, sempre più spesso, specialmente sui social network, si vedono articoli sbiancanti fai da te che promettono un sorriso smagliante: questi prodotti spesso caratterizzati da Led, non sono in grado di sbiancare i denti in quanto non è presente l’unica cosa in grado di sbiancare, il perossido di idrogeno o di carbammide.
Per procedere con lo sbiancamento domiciliare, il dentista fornirà al paziente a seguito della presa di impronte, una mascherina personalizzata sulla quale verrà applicato un gel sbiancante. Il paziente può eseguire facilmente a casa dei trattamenti sbiancanti tramite utilizzo di mascherine individuali, precedentemente predisposte presso lo studio dentistico tramite semplici impronte in alginato.
Prima di utilizzare questi prodotti, però, è importante consultare un dentista per ricevere indicazioni corrette ed evitare il rischio di compromettere la salute dei denti. Le strisce sbiancanti possono essere difficili da applicare in maniera corretta coprendo perfettamente tutti i denti: consultare un dentista è sempre la soluzione migliore.
Lo sbiancamento professionale è un trattamento estetico sempre più popolare, grazie al quale è possibile ottenere un sorriso più luminoso e attraente. La prima è lo sbiancamento eseguito all’interno di un centro dentistico, un dentista o un igienista dentale. Un trattamento che consiste nell’applicazione di un gel a base di acqua ossigenata, che, grazie all’esposizione a una luce LED, agisce sullo smalto e favorisce lo sbiancamento dei denti.
La seconda è lo sbiancamento domiciliare, che prevede l’utilizzo di mascherine realizzate su misura, da indossare ogni notte per il tempo indicato dal dentista. In entrambi i casi, il trattamento è indicato da un dentista o un igienista dentale.
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I vantaggi dello sbiancamento domiciliare o walking bleach sono notevoli: questa tecnica non indebolisce i denti, è ripetibile nel tempo, è un trattamento duraturo negli anni, non danneggia le gengive, è un trattamento personalizzato, i prodotti usati sono certificati e altamente biocompatibili.
Non vi sono controindicazioni particolari per lo sbiancamento dentale, ma al cospetto di alcune condizioni è bene valutare se procedere o meno con questa tecnica, per esempio in presenza di carie o di macchie dovute ad alcuni farmaci. Prima di procedere, il dentista controlla lo stato di salute di denti e gengive, verifica la presenza di carie, sensibilità, restauri o infiammazioni e stabilisce se il trattamento è indicato.
Il perossido di idrogeno o di carbammide possono irritare l’apparato gengivale se vengono a contatto con esso. Agendo sui pori dello smalto e della dentina, il perossido di idrogeno aumenta la sensibilità del dente nel periodo immediatamente successivo allo sbiancamento. L’unico possibile effetto indesiderato è uno stato di ipersensibilità dei denti che può durare al massimo 72 ore dopo il trattamento; in altri passaggi si segnala che l’ipersensibilità post-trattamento è un effetto transitorio e solitamente si risolve nell’arco di 24-48 ore, ma in alcuni casi può protrarsi fino a 3-4 giorni.
Per i pazienti portatori di protesi dentali sarà impossibile eseguire lo sbiancamento in quanto il gel non agisce sulle corone protesiche. Le otturazioni, le corone in ceramica e le faccette non si possono sbiancare, non cambiano colore con questo trattamento, quindi si potrebbe creare una disomogeneità cromatica. I pazienti che presentano otturazioni sui settori frontali potranno eseguire lo sbiancamento ma successivamente si dovrà intervenire sostituendo le vecchie otturazioni con delle nuove.
Cercando online è possibile imbattersi in tanti “rimedi della nonna” che promettono di sbiancare i denti a casa senza bisogno di andare dal dentista. La maggioranza di queste soluzioni, però, non funziona o è dannosa per lo smalto dentale. Facciamo una panoramica sui più diffusi tre rimedi e metodi naturali per sbiancare i denti (e ti spiego perché li sconsiglio):
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Esistono poi rimedi della nonna come la salvia o la radice di Araak (Salvadora persica) che vengono usati da tempo: la salvia può essere strofinata sui denti o usata in dentifrici casalinghi; la radice di Araak può essere utilizzata strofinandola delicatamente sui denti. Anche in questi casi è necessario prestare attenzione all’uso e alla frequenza.
Lo sbiancamento professionale alla poltrona prevede un’unica seduta dal dentista, con un rapido tempo di esecuzione che può variare da un minimo di 15 minuti a un massimo di un’ora. Sui denti è applicato un gel sbiancante (di solito perossido di carbammide) attivato da alcune fonti luminose: luce alogena, luce a led o laser.
La tecnica domiciliare prevede uno sbiancamento effettuato a casa tramite una mascherina in silicone realizzata su misura dall’odontotecnico. All’interno della mascherina si applica una piccola quantità di prodotto sbiancante in minime concentrazioni e la mascherina va indossata tutta la notte.
Come vedi, il walking bleach presenta notevoli vantaggi in termini di risultato e durata. Dopo il trattamento iniziale è possibile fare richiami uno o due volte l’anno per stabilizzare il colore dei denti; questi richiami possono durare dai 3 ai 10 giorni.
Gli effetti collaterali sono rari e tranquillamente gestibili: si tratta di una leggera sensibilità dentale al caldo e al freddo immediatamente dopo il trattamento, che però sparisce a trattamento concluso. È proprio per non danneggiare i denti e per evitare fastidi dolorosi che il punto di forza del walking bleach è l’utilizzo del gel sbiancante in piccole quantità e a bassa concentrazione per un periodo più dilazionato rispetto al trattamento “intensivo” alla poltrona.
Se i denti sono già molto sensibili, è importante segnalarlo prima del trattamento, così da valutare tempi, modalità e prodotti più adatti. Alcune persone possono avvertire una leggera sensazione di bruciore o sensibilità temporanei, mentre altre potrebbero non avvertire alcun dolore.
Per mantenere i tuoi denti bianchi e conservare i risultati ottenuti, puoi migliorare le tue abitudini:
Lo sbiancamento non è indicato per le protesi o restauri protesici: il gel non agisce su corone o faccette. In presenza di gengivite o parodontite, sarà necessario trattare adeguatamente la patologia prima di pensare a uno sbiancamento. Inoltre, alcune macchie profonde (ad esempio causate da tetracicline o alterazioni interne) possono non rispondere allo sbiancamento e richiedere soluzioni protesiche come le faccette.
Le faccette sono il trattamento di prima scelta in caso di pigmentazioni profonde o alterazioni di volume e dimensione dei denti: denti abrasi, denti corti, denti spezzati. Esistono situazioni di pigmentazioni profonde in pazienti che non reagiscono al trattamento sbiancante: in questo caso, le faccette sono indicate.
Lo sbiancamento dei denti è un processo che utilizza agenti sbiancanti per rimuovere alcune tipologie di macchie e ripristinare il bianco naturale dei denti. È importante non fare confusione: lo sbiancamento dei denti e l’igiene dentale professionale non sono la stessa cosa. La pulizia professionale ha valenza curativa e preventiva e va eseguita regolarmente; lo sbiancamento è un trattamento estetico che necessita di un approccio professionale per essere sicuro ed efficace.
Le informazioni qui riportate hanno lo scopo di incrementare e non di sostituire il consiglio di uno specialista. Prima di intraprendere qualsiasi trattamento è sempre opportuno rivolgersi al proprio odontoiatra di fiducia per una valutazione personalizzata.
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