
L’endodonzia è la branca dell’odontoiatria che si occupa di asportare il nervo di un elemento dentale affetto da un processo di infiammazione irreversibile, a causa di un’infezione batterica o di una frattura del dente con conseguente esposizione del nervo. Da questo procedimento deriva il termine "canalare", che si riferisce proprio alla pulizia dei canali presenti all'interno della radice dentale, ossia i canali radicolari. Grazie alla devitalizzazione in endodonzia è possibile mantenere i propri denti nonostante questi abbiano subito l’attacco di una carie profonda che ha compromesso la polpa piuttosto che un trauma che ne ha causato la necrosi.
La devitalizzazione si sviluppa su una serie di passaggi ognuno dei quali necessita di uno strumento apposito. Secondo Kuttler, gli strumenti si dividono in: strumenti di trapanazione, strumenti biomeccanici di preparazione e strumenti di riempimento radicolare. Grossman propone una classificazione più dettagliata: strumenti di esplorazione, di sbrigliamento, strumenti di allargamento e strumenti di otturazione. Conosciamo tutti gli strumenti tradizionalmente utilizzati in endodonzia, ma sappiamo come sono classificati? Quali sono gli ultimi sviluppi del mercato per quanto riguarda gli strumenti endodontici?
Alcuni esempi pratici: il DG-16 Explorer facilita la localizzazione del foro di ingresso ai canali radicali; frese specifiche e Z Endo sono utilizzate per migliorare l'accesso e rimuovere correttamente le corna della polpa; le Frese Gates sono usate per ottenere una pre-stretching; i tiranervios sono un elemento per rimuovere il nervo; le lime (file) come le K e le Hedstroem hanno la missione di allargare i canali del dente.
Gli scovoli endodontici sono accessori utilizzati per la detersione e la pulizia degli spazi interdentali e dei condotti dopo o durante la sagomatura, utili per una pulizia profonda degli spazi difficilmente raggiungibili dagli strumenti principali. Utile in questo caso anche lo scovolino in gomma per una pulizia profonda degli spazi difficilmente raggiungibili dallo spazzolino. Le soluzioni irriganti adoperate dovranno necessariamente bagnare il complesso dei sistemi dei canali radicolari allo scopo di assolvere totalmente alla loro funzione, raggiungendo in particolare le aree difficili o impossibili da raggiungere con gli strumenti.
Gli scovoli devono essere dimensionati per adattarsi ai diversi diametri dei canali radicolari, delle lime manuali e meccaniche e delle sedi post-sagomatura. Esistono scovoli in materiali diversi (gomma, nylon) e con differenti grammature e diametri per raggiungere efficacemente le pareti canalari e rimuovere detriti residui e biofilm. Naturalmente, le soluzioni irriganti adoperate dovranno necessariamente bagnare il complesso dei sistemi dei canali radicolari allo scopo di assolvere totalmente alla loro funzione, raggiungendo in particolare le aree difficili o impossibili da raggiungere con gli strumenti. In tal modo, nella successiva fase di otturazione sarà possibile colmare gli spazi resi pervi dagli irriganti utilizzati con l’apposito materiale (quindi la guttaperca associata al cemento canalare).
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Fino a qualche anno fa, la detersione avveniva utilizzando l’acqua ossigenata. Ad oggi, invece, l’ipoclorito di sodio in endodonzia è considerato l’irrigante canalare di elezione, in quanto fluido dotato di potenti proprietà antisettiche e solvente per le sostanze proteiche. Ad esso viene associato l’acido citrico che in endodonzia è utilizzato come sostanza chelante del calcio. Gli scovoli devono quindi essere compatibili con questi agenti chimici e permettere una distribuzione e un rimescolamento efficaci delle soluzioni all’interno dei sistemi canalari.
Per la sagomatura del canale, negli ultimi anni gli strumenti in nichel-titanio si sono affermati come la più grande innovazione nell’ambito della strumentazione dei canali radicolari. L’utilizzo degli strumenti nichel titanio è associato all’uso dei rilevatori apicali, uno strumento di fondamentale importanza in endodonzia.
Una terapia canalare eseguita correttamente può durare indefinitamente nel tempo e l’unica precauzione da assumere su un dente devitalizzato è quella di proteggere l’elemento dalla frattura. Il dente è indebolito dalla carie estesa e profonda che ha portato alla devitalizzazione e dalla cavità d'accesso eseguita per svolgere in modo corretto la terapia canalare. Per questo motivo, al termine della terapia endodontica è fondamentale procedere con una ricostruzione del dente adeguata e, quando indicato, con una corona protesica per proteggere la struttura residua.
L’endodonzia nei bambini sui denti decidui prende il nome di endodonzia pediatrica e prevede gli stessi passaggi della cura sugli adulti, per cui il professionista procederà a rimuovere la polpa infetta o infiammata, ad irrigare e sagomare i canali radicolari e in ultimo a sigillarli con l’apposito materiale - in questo caso un cemento antibatterico riassorbibile. Anche nei denti decidui gli scovoli possono essere utili per garantire una detersione adeguata di spazi stretti prima della sigillatura.
| Fase | Obiettivo | Ruolo dello scovolo |
|---|---|---|
| Sagomatura | Creare forma conica | Rimuove detriti residui, favorisce accesso degli irriganti |
| Irrigazione | Detersione chimica | Distribuisce irrigante e raggiunge aree laterali |
| Asciugatura | Preparazione all’otturazione | Rimuove residui umidi superficiali |
| Controllo finale | Verifica di pulizia e sigillatura | Contribuisce alla rimozione di detriti residui prima della guttaperca |
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