Interventi di implantologia endossea per sordità: tipologie, indicazioni e percorsi di cura

L'ipoacusia, o perdita dell'udito, rappresenta una condizione che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, influenzando negativamente la qualità della vita e le opportunità professionali.

Esistono vari trattamenti per l'ipoacusia, che spazia dalle soluzioni non invasive come gli apparecchi acustici, agli interventi chirurgici complessi come l'implantologia cocleare. La selezione del trattamento dipende dalla gravità della perdita uditiva e dalle condizioni cliniche del paziente.

Cause e classificazione dell'ipoacusia

L'ipoacusia può derivare da diverse cause, che vanno dalle condizioni congenite, ai danni acquisiti attraverso esposizione a rumori forti, infezioni, traumi o malattie degenerative. Identificare la causa specifica è essenziale per determinare il trattamento più appropriato.

  • Ipoacusia trasmissiva: dovuta a problemi meccanici nell'orecchio esterno o medio.
  • Ipoacusia neurosensoriale: causata da danni alle cellule ciliate nell'orecchio interno o al nervo uditivo.
  • Ipoacusia mista: una combinazione di ipoacusie trasmissive e neurosensoriali.

Soluzioni non invasive e chirurgia otologica

Gli apparecchi acustici rappresentano la soluzione più comune per la gestione dell'ipoacusia, specialmente nelle forme lievi e moderate. Questi dispositivi amplificano i suoni, migliorando notevolmente la capacità di comunicazione del paziente.

La chirurgia otologica viene considerata nei casi di ipoacusia trasmissiva, dove le strutture meccaniche dell'orecchio possono essere riparate o sostituite. Interventi comuni includono la miringoplastica, l'ossiculoplastica e la stapedectomia.

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Quando ricorrere all'implantologia protesica

Quando gli apparecchi acustici non sono sufficienti, l'implantologia protesica offre una soluzione efficace, in particolare per l'ipoacusia neurosensoriale grave. Questa opzione include impianti cocleari, impianti a conduzione ossea e impianti del tronco encefalico.

Un impianto cocleare è un orecchio artificiale elettronico in grado di ripristinare la percezione uditiva nelle persone con sordità profonda, ed è utilizzato quando gli apparecchi acustici non ottengono il risultato sperato. L’impianto cocleare (CI) è definito come “coclea artificiale” o “orecchio bionico” ed è uno strumento che si sostituisce alla coclea “naturale” inviando direttamente al nervo acustico linguaggio e rumori ambientali.

Proprio per la funzione di sostituzione della trasmissione dell’informazione sensoriale al sistema nervoso, è considerata una neuroprotesi. Si comporta come una vera e propria coclea, che ha funzione di filtro acustico e di traduzione.

Composizione e funzionamento dell'impianto cocleare

L’impianto cocleare è costituito da una componente esterna ed una interna. La parte esterna è composta di un microfono-ricevitore, posizionato a livello retro-auricolare, simile all’apparecchio acustico convenzionale. Trasforma i suoni in segnali elettrici e li invia ad un processore del linguaggio. Il processore è programmato specificamente per trasmettere le informazioni più importanti per il riconoscimento del linguaggio.

La parte interna, posizionata mediante intervento chirurgico, è composta di un ricevitore-stimolatore ed un sistema di elettrodi. Il ricevitore-stimolatore è rappresentato da un modulo in ceramica o titanio che contiene un’antenna ricevente ed un microchip. L’antenna viene tenuta in sede sulla cute esterna sopra il ricevitore per mezzo di un magnete.

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Iter diagnostico e post-operatorio per l'impianto cocleare

La valutazione della resa protesica, cioè si analizzano le capacità uditive del paziente che indossa già l’apparecchio acustico. Se l’apparecchio dà pochi o nulli benefici si considera favorevolmente la possibilità di impianto.

Vengono eseguiti esami d'imaging come tomografia computerizzata (TAC) e/o risonanza magnetica. Una volta stabilita l'idoneità a essere impiantati l’intervento può essere eseguito subito. L’attesa è unicamente legata alla disponibilità dell’impianto da parte della casa produttrice e ovviamente dell’azienda ospedaliera.

L’intervento per l’impianto cocleare viene eseguito in anestesia generale da un medico chirurgo otorinolaringoiatra o audiologo. Gli elettrodi, la cui funzionalità viene già verificata in fase di intervento vengono attivati dopo circa 20/30 giorni. Viene dunque eseguito il mappaggio ovvero la regolazione dell’impianto cocleare tramite la ricerca della soglia uditiva minima e massima e sulla distribuzione in frequenza del segnale sonoro.

In base alla reattività del paziente si passa alla fase riabilitativa dell’udito a cura di un logopedista. Alcune persone dopo pochi giorni dall’attivazione sono già perfettamente adattate e non necessitano di riabilitazione, mentre nella maggioranza dei casi è necessario un periodo di qualche mese. Sia negli adulti che nei bambini il periodo di riabilitazione è comunque variabile. Le sedute, della durata di 1 ora circa, sono settimanali o quindicinali. Dopo il periodo iniziale la frequenza si dirada.

La capacità di ascolto migliora già dai primi giorni, con ritmi diversi da una persona all’altra. L’adulto che ha avuto in passato un udito normale si adatta più rapidamente raggiungendo i migliori risultati nell’arco di 12/18 mesi. La comunicazione migliora. Si ha un miglioramento della qualità della vita, un benessere psicologico, sociale e fisico. È questo infatti uno degli aspetti maggiormente apprezzati dai portatori di impianto cocleare.

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Impianti a conduzione ossea: BAHA, BAHA Attract, Osia e Vibrant Soundbridge

La maggior parte delle persone sente in due modi: per conduzione aerea (suono che attraversa l'aria fino alle orecchie) e per conduzione ossea (suono che attraversa le ossa della testa). Un sistema a conduzione ossea rappresenta una soluzione semplice ed efficace per persone affette da ipoacusia trasmissiva o di tipo misto.

Questo sistema sfrutta la naturale capacità del corpo di trasmettere il suono attraverso le ossa. Aggirando l’orecchio medio affetto da deficit, la conduzione ossea rappresenta la via naturale per sentire quando le protesi acustiche di tipo tradizionale o la chirurgia ricostruttiva dell’orecchio medio si rivelano insufficienti.

Schema funzionamento impianto a conduzione ossea

Il BAHA, sigla che significa apparecchio acustico ancorato all’osso (bone anchored hearing aid), è la combinazione di un apparecchio acustico con un impianto in titanio. L’impianto in titanio viene posizionato chirurgicamente nell’osso dietro l’orecchio con un piccolo intervento in anestesia locale (generale nei bambini).

Il BAHA rappresenta oggi la soluzione per tutti quei pazienti che presentano una ipoacusia di trasmissione o mista (sia forme acquisite che malformazioni congenite) che non è trattabile chirurgicamente o con i normali apparecchi acustici oppure soffrono di una patologia infiammatoria cronica del condotto uditivo esterno che si aggrava quando il condotto è occluso da un apparecchio acustico tradizionale.

Una nuova e recente indicazione all’uso del BAHA è rappresentata dalle sordità monolaterali. L’impianto del BAHA dal lato sordo permette infatti a questi pazienti di poter sentire bene anche quando l’interlocutore è posto dal lato sordo.

Il BAHA consta di due parti: una esterna, il processore del suono vero e proprio, ed una impiantata, il sistema di fissaggio alla parete laterale della testa. Il sistema di fissaggio è composto da una piccola vite in titanio, analoga a quelle utilizzate in ambito dentale, che viene applicata appena dietro e sopra l’orecchio, in mezzo ai capelli, dove si integra definitivamente all’osso.

Il nostro reparto utilizza una tecnologia innovativa rappresentata dalle protesi BAHA. Si tratta di un sistema che si basa sull’osteointegrazione, attraverso cui il tessuto osseo biologico si integra con il titanio.

È una nuova tecnologia, definita “Sistema BAHA Attract”, che sfrutta la trasmissione transcutanea del suono attraverso la forza magnetica, per trasferire la vibrazione sonora dal processore del suono all’orecchio interno senza il pilastro di connessione che attraversa la cute. La cute integrata riduce la necessità di manutenzione e cura da parte del paziente e drastica riduzione di possibili complicanze cutanee.

La connessione è garantita da un piccolo disco magnetico rivestito di titanio, che viene inserito e fissato sotto il cuoio capelluto superiormente e posteriormente rispetto all’orecchio. Il Sistema BAHA Attract è l’unico nel suo genere poiché, qualora la condizione del paziente lo richiedesse, permetterebbe di passare dalla configurazione magnetica a quella con pilastro di connessione percutaneo.

Il sistema BAHA mette a disposizione 3 diversi tipi di processori (BAHA 4 SP, BP110 Power e Cordelle) che consentono di trattare pazienti con diverso deficit uditivo. La selezione dei pazienti candidati all’applicazione del BAHA viene seguita presso il nostro reparto con una serie di valutazioni audiometriche che consentono di prevedere il guadagno uditivo fornito dalla protesi.

L’applicazione di entrambe i sistemi prevede un intervento in anestesia generale seguito da un giorno di degenza. Dopo l’operazione non si hanno fastidi o dolori particolari.

Vibrant Soundbridge e Retro-X

Il Vibrant Soundbridge è un particolare tipo di protesi acustica che, contrariamente a tutte le altre che operano una amplificazione dei suoni, produce vibrazioni. La parte interna si compone del magnete, di un Ricevitore che raccoglie il segnale proveniente dal processore, e del Trasduttore o Massa Vibrante che converte il segnale elettrico in vibrazioni che trasmette all’incudine aumentandone la naturale vibrazione indotta dal suono.

Il Vibrant Soundbridge permette di eliminare molti dei problemi associati all’utilizzo di una protesi nel condotto uditivo come il “fischiare” prodotto dall’apparecchio quando non ha una perfetta aderenza al condotto, la diminuita chiarezza del suono causata dalla sua eccessiva amplificazione, i suoni sgradevoli prodotti dalla masticazione, l’innaturale qualità sonora della propria e delle altrui voci, i problemi di manutenzione legati all’accumulo di cerume “spinto” in fondo dalla protesi.

Con la nuova applicazione alla finestra rotonda, questa rivoluzionaria protesi ha permesso di risolvere i problemi uditivi di pazienti che hanno subito numerosi interventi chirurgici per otite media cronica o per otosclerosi e che non hanno avuto un risultato uditivo soddisfacente.

Il Retro-X è composto di una componente metallica in titanio costituita da un tubicino formato di tre parti che viene inserito chirurgicamente tra la porzione retroauricolare dell’orecchio ed il condotto uditivo e che rappresenta un vero e proprio “piercing” che consente al suono amplificato dall’apparecchio di raggiungere il condotto uditivo senza che quest’ultimo sia occluso. I vantaggi del Retro-X sono quindi principalmente legati all'assenza di occlusione del condotto uditivo.

Esso evita il “fischiare” degli apparecchi tradizionali, l’accumularsi di cerume nel condotto “spinto” dall’apparecchio e può trovare indicazione anche nei pazienti che presentano reazione allergica ad alcune plastiche e in coloro che soffrono di otite media cronica e non possono o non vogliono sottoporsi ad un intervento chirurgico di timpanoplastica.

Immagine dispositivo BAHA e BAHA Attract

Risultati clinici, innovazione e terapie emergenti

Le soluzioni per riacquistare l'udito sono ormai molto avanzate. Grazie all’IA, possiamo ricostruire volti e voci, ma a livello clinico la vera svolta è nelle nuove protesi acustiche. Queste riescono a selezionare perfettamente la scena uditiva, come il pianto di un bambino o una voce nel rumore di un ristorante, codificandola per massimizzare la nostra capacità di intellegibilità.

Le moderne protesi acustiche sono capaci di valutare la scena sonora, in cui i microfoni analizzano l’ambiente circostante mentre l’IA interviene tempestivamente per gestire il feedback, eliminando il fischio fastidioso dei modelli tradizionali. Il sistema guidato da algoritmi di Reti Neurali Profonde (DNN) permette al dispositivo di isolare il parlato dal rumore di fondo con estrema precisione.

“L’azione mirata capace di ridurre il rumore e orientare i microfoni in modo direzionale garantisce che la voce risulti sempre chiara senza però isolare completamente l’individuo dai suoni ambientali necessari. In questo modo, lo sforzo cognitivo richiesto per l'ascolto è minore, mentre cresce la qualità della comprensione linguistica in ogni situazione, anche rumorosa”, commenta il prof.

Un tempo una soluzione in grado di “ridare la vista ai ciechi e tornare a far sentire i sordi” sarebbe stata semplicemente definita un “miracolo” poiché queste menomazioni dei sensi erano considerate insanabili. Ma in questo secolo il progresso scientifico in ambito medico sta facendo balzi da gigante: lo dimostrano i risultati di uno studio clinico in cui la terapia genica, messa a punto per alcune forme di sordità grave, ha permesso a bambini completamente sordi dalla nascita di sentire i suoni del mondo.

Il trial CHORD ha prodotto risultati entusiasmanti: l’articolo su The New England Journal of Medicine riporta gli esiti del trattamento su 12 bambini di età compresa tra 10 mesi e 16 anni, con sordità profonda dovuta a mutazioni bialleliche del gene OTOF. Dopo appena sei mesi, 9 bambini su 12 (75%) hanno raggiunto l’obiettivo principale (PTA ≤ 70 dBHL): 6 di questi sono stati in grado di percepire voci sommesse (≤ 45 dBHL) senza alcun tipo di dispositivo e 3 erano inoltre in grado di percepire sussurri (≤ 25 dBHL) raggiungendo una sensibilità uditiva normale.

“Questo set di dati mostra risposte coerenti, rapide e robuste a DB-OTO e, per coloro che sono stati seguiti nelle fasi successive, abbiamo osservato una certa stabilità dell’udito e un miglioramento continuo nella comprensione del linguaggio”, afferma Lawrence R. Lustig.

Tuttavia, si tratta di uno studio di piccole dimensioni (solo 12 pazienti) e con la necessità di allungare i tempi di follow-up in maniera da poter meglio valutare la durata dell’effetto e l’eventuale comparsa di eventi avversi. Le forme genetiche più gravi - correlate a mutazioni nel gene OTOF - interessano solo una piccola frazione dei casi totali di sordità per cui non bisogna pensare che la terapia genica sia una soluzione per tutti.

Video illustrativo: come funziona un impianto cocleare

Formazione, opportunità professionali e ricerca

I giovani laureati possono specializzarsi in queste tecnologie per migliorare la qualità della vita delle persone affette da perdita uditiva e intraprendere carriere in cliniche, ricerca, educazione e consulenza. Per i giovani laureati interessati a specializzarsi in implantologia protesica, esistono numerose opportunità di formazione post-laurea.

  1. Master in Audiologia e Foniatria presso Università rinomate, focalizzato su diagnosi e trattamento delle patologie uditive.
  2. Corsi di Specializzazione in Chirurgia Otologica, offerti da istituti medici di eccellenza.
  3. Fellowship in Implantologia Cocleare, che combinano formazione clinica e ricerca avanzata.

La specializzazione in implantologia protesica apre molteplici percorsi professionali in diversi ambiti sanitari:

  • Settore Clinico: luoghi come ospedali, cliniche e centri di riabilitazione offrono opportunità di lavorare direttamente con i pazienti, effettuando valutazioni audiologiche e implementando soluzioni terapeutiche personalizzate.
  • Ricerca e Sviluppo: le aziende che producono dispositivi medici e di audiologia sono sempre alla ricerca di laureati qualificati per ruoli di ricerca e sviluppo.
  • Formazione e Educazione: università e istituti di formazione superiore offrono ruoli accademici per insegnare e formare la prossima generazione di specialisti del settore.
  • Consulenza: gli specialisti in implantologia protesica possono anche diventare consulenti per istituzioni sanitarie, enti governativi e organizzazioni non profit.

Valutazioni cliniche, indicazioni e centri specializzati

La selezione dei pazienti candidati all’applicazione del BAHA viene seguita presso il nostro reparto con una serie di valutazioni audiometriche che consentono di prevedere il guadagno uditivo fornito dalla protesi. La cura della sordità si avvale ormai da molti anni dell'uso di sussidi audioprotesici con i quali è possibile compensare le perdite uditive di una grande quantità di pazienti.

Per quanto riguarda la diffusione territoriale, strutture ospedaliere e reparti dedicati (es. A.S.P. di Agrigento, A.S.P. di Caltanissetta, A.R.N.A.S. A.O. “Cannizzaro” di Catania, A.R.N.A.S. Civico di Palermo) sono centri nei quali si effettuano interventi e valutazioni specialistiche.

Esiti e considerazioni pratiche

Un sistema a conduzione ossea bypassa le parti bloccate o compromesse delle vie dell'udito naturale per aiutare a sentire e l'intervento chirurgico non causerà alcuna perdita dell'eventuale udito residuo. Il processore del suono si trova all'esterno, appena fuori dall'orecchio, ed è tenuto in posizione da una connessione magnetica. Negli impianti tradizionali a conduzione ossea, le vibrazioni del suono vengono create nel processore del suono.

La maggior parte delle persone sente in due modi: per conduzione aerea e per conduzione ossea. I problemi dell'orecchio esterno o medio possono impedire alle onde sonore di raggiungere l'orecchio interno, causando perdita uditiva. Una causa comune è rappresentata da infezioni ricorrenti dell'orecchio o otite media cronica (OMC).

Gli utenti sono invitati a consultare il personale medico specializzato sui trattamenti della perdita uditiva. Gli esiti possono variare e il personale medico specializzato illustrerà i fattori che potrebbero influire sull'esito. Segui sempre le indicazioni per l'uso. Non tutti i prodotti sono disponibili in tutti i Paesi.

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