
Igiene orale per tutti: quello è il mantra del programma The Big Rethink pensato da Oral B e implementato grazie alla collaborazione con iADH. Riconsiderare il binomio tra salute orale e disabilità significa riconoscere che la cura della bocca è parte integrante della qualità della vita e del benessere globale della persona, indipendentemente dal grado delle sue abilità.
La prevenzione e l’igiene orale sono importanti per la salute dentale dei pazienti disabili, proprio come lo sono per qualsiasi altro individuo. Se un disabile perde un dente - ci spiega il dott. Rozza -, nella stragrande maggioranza dei casi non potrà fare un impianto e resterà senza. Per questo si tratta di un patrimonio ancora più prezioso che nei comuni pazienti. Mantenere una corretta igiene orale significa prendersi cura non solo di bocca e gengive, ma dell’intero organismo.
Le persone con disabilità intellettiva o disturbi dello sviluppo mostrano un rischio significativamente maggiore di sviluppare patologie orali, come carie, gengiviti e parodontiti. Questa vulnerabilità deriva da molteplici fattori, tra cui la ridotta capacità di mantenere una corretta igiene orale, difficoltà motorie, barriere comunicative e una limitata autonomia. Tuttavia, spesso a ostacolare una gestione efficace della salute orale sono anche carenze riscontrabili nella formazione degli operatori sanitari e difficoltà nell’accesso alle cure.
Il rapporto tra salute del cavo orale e disabilità è difficile: ne abbiamo parlato con odontoiatri, igienisti dentali, caregiver e disabili. Si tratta di un aspetto che purtroppo spesso viene trascurato - ci spiega il dott. Roberto Rozza, odontoiatra specializzato in disabilità -, sia per la compresenza di patologie più gravi che pone l'igiene e la cura dentale in secondo piano; sia perché parte di questi pazienti sono non collaboranti o non verbali e sono messi fortemente a disagio dalle comuni pratiche odontoiatriche, a meno che non vengano create le giuste condizioni.
I caregiver possono essere assorbiti dalle molte difficoltà organizzative che devono affrontare per prendersi cura dei propri disabili, tra cui gestire le loro cure mediche, fisiche e psicologiche. Di conseguenza, possono considerare la salute orale una priorità secondaria, rispetto ad altre esigenze urgenti. Purtroppo, spesso, i genitori stessi di un bambino fragile, impegnati ad affrontare innumerevoli sfide quotidiane, tendono a sminuire l’importanza dei problemi odontoiatrici, richiedendo il trattamento dentario solo quando il paziente lamenta dolore.
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La novità di questa seconda edizione di The Big Rethink è proprio la creazione del ruolo codificato del Disability Champion: si tratta appunto della qualifica attribuita ai dentisti che vengono riconosciuti dal programma come "campioni" nel trattare i pazienti disabili nelle loro differenti unicità. Il sito dell'associazione iADH ospita, oltre a molti materiali informativi e formativi, anche la form che i dentisti italiani possono compilare per candidarsi a diventare Disability Champions. I prescelti saranno quindi listati in una directory organizzata per aree territoriali che permetterà alle famiglie e ai caregiver di trovare il Disability Champion più vicino a casa.
Lo studio olandese propone anche linee guida pratiche per i professionisti dell’odontoiatria generale: dalla continuità delle cure alla necessità di programmi personalizzati di prevenzione e monitoraggio, fino alla formazione specifica in ambito comunicativo e relazionale. Queste indicazioni forniscono un quadro utile per orientare la pratica clinica verso un approccio più inclusivo e competente. Il dentista ha un ruolo centrale nel ridurre il divario assistenziale, contribuendo non solo al trattamento, ma anche all’educazione di famiglie e caregiver.
Da questo punto di vista, il ricorso allo spazzolino elettrico è fondamentale: i micromovimenti ripetuti delle testine rendono una pulizia valida possibile in autonomia a molti disabili motori che farebbero molta fatica con uno spazzolino manuale; allo stesso modo, lo spazzolino elettrico diventa uno strumento prezioso nelle mani dei caregiver che hanno così molta più facilità nel praticare l'igiene orale ai propri assistiti. Lo spazzolino da denti rappresenta il presidio fondamentale per rimuovere i depositi di placca. Con gli anni e grazie alla tecnologia, gli spazzolini elettrici hanno raggiunto grandi risultati. Oggi in termini di rimozione di placca gli spazzolini elettrici di nuova generazione hanno mostrato risultati migliori in tempi più brevi.
Il nuovo iO2 è stato ulteriormente perfezionato per quello che riguarda la qualità della pulizia e la salvaguardia delle gengive, ma è stato "de-tecnologizzato" sui fronti meno decisivi. Questa proposizione semplificata ripulisce lo spazzolino elettrico evoluto da tutto quello che non è "core" e dovrebbe permettere di agganciare anche un livello di prezzo più basso, allargando così di molto il mercato. In quasi tutti i modelli presenti sul mercato oggi, fra la testina e il corpo dello spazzolino, è presente un sensore di pressione in grado di avvisare il paziente quando preme troppo la testina su denti e gengive con l’accensione di una luce generalmente rossa o segnale acustico.
Lo spazzolamento ha come obiettivo l’eliminazione della placca batterica che, se lasciata indisturbata sulla superficie del dente, continua ad accumularsi; e si accumula a prescindere dal cibo e dalle bevande che ingeriamo! L’unico modo efficace per contrastarla ed evitare che si trasformi in tartaro è utilizzare lo spazzolino, elettrico o manuale, e farlo nel modo corretto. Questo perché la sua azione meccanica riesce a “disturbare” l’aggregazione dei batteri che porteranno, insieme ad altre sostanze, alla formazione della placca batterica: è lei la causa delle patologie di denti e gengive.
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È bene eseguire un primo passaggio di spazzolamento senza il dentifricio e di eseguirne un altro con il dentifricio senza eccedere con le quantità. Infatti spesso gli aromi presenti nelle paste dentifricie possono dare la sensazione di avere i denti puliti. Evitare di spazzolare in senso orizzontale le superfici esterne ed interne per non rischiare di traumatizzare la gengiva.
Gli strumenti utilizzati nella pulizia orale di una persona disabile sono gli stessi di sempre, ovvero gli ultrasuoni e la curette, ma è l’approccio globale a cambiare. In primo luogo, è essenziale instaurare un rapporto di fiducia sia con il paziente che con il suo caregiver. In secondo luogo, è importante che il trattamento di igiene orale venga eseguito in un ambiente idoneo e tranquillo, per non sottoporre il paziente disabile ad ulteriore stress.
Una revisione sistematica pubblicata sulla rivista Special Care in Dentistry (Irwina Alwin & Ragavane, 2025) ha analizzato 11 studi clinici condotti tra il 2013 e il 2023 per valutare l’efficacia di vari interventi nel miglioramento della salute orale di bambini con disabilità intellettiva. Le evidenze mostrano le migliori strategie. Lo spazzolamento supervisionato, per esempio, ma anche l’applicazione topica del fluoro e l’impiego di particolari spazzolini sono efficaci. Come la formazione dei caregiver che offre risultati significativi nella riduzione della carie e delle infiammazioni gengivali.
L’intervento combinato di prevenzione e supporto educativo si configura quindi come la via più efficace per contrastare l’insorgenza delle malattie orali in questo gruppo. Lo studio olandese ha messo in evidenza come la mancanza di conoscenze specifiche da parte dei professionisti dell’assistenza primaria rappresenti uno dei principali ostacoli alla presa in carico odontoiatrica delle persone con disabilità.
Il team medico, solitamente composto dall’anestesista e da altre figure di supporto fondamentali nel trattamento del paziente disabile, è essenziale per poter svolgere il trattamento in sicurezza. Molti pazienti disabili con un grado di collaborazione accettabile possono essere curati in ambiente ambulatoriale in via del tutto sicura, sia per loro stessi sia per il professionista che li tratta. Pazienti che presentano invece un grado di collaborazione minore o del tutto assente potranno essere curati in regime di anestesia generale in ambiente ospedaliero.
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È importante anche la presenza dei familiari. Questi ultimi avranno il compito di fornire al dentista - specie nel caso di pazienti con disabilità psichiche - tutte le informazioni importanti che riguardano lo stato di salute del paziente disabile. Inoltre, anche dopo un semplice trattamento di igiene orale, è importante che il paziente disabile segua a domicilio i suggerimenti e le indicazioni di pulizia dettate dall’odontoiatra.
La gestione dell’igiene domiciliare dei pazienti con disabilità di tipo psico-cognitivo e motorio può essere difficile. Gli strumenti usuali potrebbero non essere validi o sufficienti e vanno trovate nuove soluzioni da adattare a ciascun paziente, istruendo e incentivando, per quanto possibile, il paziente stesso a metterle in pratica, magari con l’aiuto di un genitore. È chiaro che ogni condizione di disabilità presenta caratteristiche diverse e l’approccio all’igiene orale domestica deve essere adattato alle particolari esigenze di ogni singolo paziente.
Difficoltà di posizionamento: alcuni pazienti disabili possono avere difficoltà a sedersi in modo adeguato per poter effettuare una corretta igiene orale. In questi casi, l’odontoiatra speciale lavora in un ambiente protetto, dove il paziente viene monitorato attentamente durante tutto il processo di cura dentale. Inoltre, gli specialisti dell’odontoiatria speciale hanno una formazione specifica per gestire i pazienti disabili e le loro esigenze, oltre a possedere una vasta conoscenza delle tecniche di sedazione e anestesia.
La somministrazione di fluoro per via sistemica nei primi anni di vita può contribuire a rinforzare e proteggere gli elementi dentari in soggetti sindromici o con limitazioni funzionali importanti, purché sia eseguita previa consultazione con l’odontoiatra e il pediatra. Il fluoro, infatti, in alte dosi può risultare tossico e sedimentarsi a livello di ossa e denti, causando la fluorosi, discolorazione dentaria caratterizzata da macchie giallo-brunastre.
A margine dell'evento Oral B, abbiamo potuto confrontarci e approfondire il tema non solo con i tecnici del settore ma anche con chi la disabilità la vive tutti i giorni sulla propria pelle o sulla pelle dei propri cari. Erano presenti all'evento, infatti, dall'Italia, alcuni creator legati al mondo della disabilità, capaci di essere di profonda ispirazione nella conoscenza di questo mondo e nell'abbattimento dei tanti preconcetti che lo affliggono. La tecnologia mi ha salvato - ci ha raccontato Nadia nella lunga chiacchierata che abbiamo fatto -; uso lo smartphone, uno smartphone normale, non modificato in nessuna maniera o con software particolari, e così monto e posto i miei contenuti.
E poi grazie ad Alexa posso accendere e spegnere il TV o le luci di casa, posso alzare e abbassare le tapparelle, fare un sacco di cose che altrimenti mi sarebbero precluse. Francesco e la moglie sono due dei tanti superman e superwoman che lottano a mani nude a fianco dei propri cari per garantire loro il diritto alla salute, alla frequentazione delle scuole, alla comunicazione.
| Bisogno | Tipo di spazzolino consigliato | Vantaggi |
|---|---|---|
| Difficoltà di presa | Spazzolino elettrico con impugnatura ergonomica o adattatore | Maggiore stabilità e facilità d'uso |
| Ridotta abilità motoria | Modello con testina piccola e movimento rotatorio/oscillante | Pulizia efficace con minimi movimenti |
| Soggetti sensibili alle gengive | Setole morbide, modalità delicate | Riduce traumatismi gengivali |
| Caregiver che eseguono l'igiene | Spazzolino elettrico con sensore di pressione | Maggiore controllo e minor fatica |
L’igiene orale prevede sia la buona pratica da osservare a casa propria ogni giorno che recarsi periodicamente dal proprio dentista di fiducia per sottoporsi alla seduta di detartrasi. Quest’ultima è necessaria per rimuove placca e tartaro, nemici numero uno di una dentatura sana. Perciò la prevenzione è l’arma più efficace perché avere una bocca sana significa migliorare di gran lunga la qualità della vita e delle relazioni sociali.
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