Caratteristiche dei denti degli squali martello: morfologia, funzione e evoluzione

FATTO DIVERTENTE Il nome scientifico della maggior parte degli squali martello è Sphyrna, che deriva dalla parola greca che significa martello. Alcuni scienziati hanno teorizzato che la forma a martello della testa potrebbe essersi evoluta per migliorare la vista dello squalo. Gli occhi dello squalo martello sono posizionati ai lati della testa appiattita "a martello", che gli conferisce una visione a 360 gradi: in altre parole, lo squalo martello può vedere sempre sopra e sotto.

Panoramica biologica e distribuzione

FATTO DIVERTENTE Esistono nove specie di squali martello. FATTO TRISTE Gli squali sono famosi per essere etichettati come i grandi e cattivi mostri del mare, ma là fuori c'è un mostro ancora più minaccioso: gli umani. Gli squali martello sono ad alto rischio di estinzione perché i pescatori li cacciano per le loro pinne, che in alcuni paesi sono considerate una prelibatezza. Dopo che la pinna di uno squalo martello è stata tagliata via, il pescatore rigetta la creatura in acqua.

Gli squali martello si trovano sia in acque poco profonde che profonde. Durante l'estate, puoi trovare grandi banchi che migrano verso acque più fresche. Gli Sfìrnidi (dal greco Sfura che significa Martello), meglio conosciuti come squali martello, sono i più recenti in fatto di evoluzione. Se il primo squalo fece la sua comparsa 400 milioni di anni fa, il primo squalo martello comparve sulla Terra soltanto 25 milioni di anni fa. Una categoria giovane, ma soprattutto evoluta. Attualmente sono molto diffusi nel Nord - Atlantico e nell’ Indo - Pacifico, ma si trovano specie di medie dimensioni anche nel nostro Mediterraneo.

Morfologia e diagnosi differenziale

La famiglia degli squali martello comprende squali dall’aspetto inconfondibile, con la testa espansa nei lobi laterali al termine dei quali si trovano gli occhi, che sono piuttosto grossi circolari, con membrana nittitante interna. Manca lo spiracolo. Le valve nasali sono solitamente molte corte. La distanza tra le narici è molto grande: da 7 a 14 volte l’ampiezza delle narici, con l’unica eccezione di Eusphyra, assente nel Mediterraneo. I denti sono di forma e dimensioni variabili, di solito a lama appiattita, più o meno inclinata, senza cuspidi secondarie. Due pinne dorsali, la prima da media a molto grande, con la base anteriore alle pinne pelviche, la seconda molto più piccola. Pinne pettorali non molto grandi, di forma all’incirca triangolare. Il peduncolo caudale è caratterizzato dalle fossette precaudali. Colorazione generalmente uniforme, più scura sopra (grigio - bruna), biancastra sul ventre, senza disegni definiti.

Anatomia dei denti e ricambio dentale

La riproduzione è vivipara plancetata. Non è una famiglia molto numerosa, ma comprende specie ad ampia distribuzione nelle acque tropicali e temperate - calde, che vivono nelle acque sopra le piattaforme oceaniche, più o meno vicino a riva, mai completamente pelagiche, dalla superficie fino a circa 300 m di profondità. Alcune specie si aggregano in banchi di centinaia d’individui. Detto anche pesce martello, lo squalo martello è uno dei pesci più noti e caratteristici del mondo e vive nelle acque superficiali dei mari tropicali; durante l’estate, però, migra in enormi banchi verso i mari temperati, raggiungendo persino l’isola canadese di Terranova, la Gran Bretagna e il Mar Mediterraneo. Di corporatura robusta e slanciata, è grigio scuro sul dorso e bianco sul ventre e mostra sulla testa 2 ampie espansioni laterali appiattite, che le conferiscono l’aspetto di un martello. Gli occhi sono posti alle estremità laterali delle espansioni cefaliche, mentre la bocca si apre ventralmente ed è dotata di denti robusti e triangolari. Il pesce martello ha 2 pinne dorsali, pinne pettorali piuttosto brevi e pinna caudale grande e asimmetrica.

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Nel dettaglio dei denti, i denti degli squali si sono evoluti dalla modificazione dei denticoli dermici (scaglie placoidi) che rivestono la pelle di questi pesci cartilaginei e, fondamentalmente, ne hanno mantenuta la struttura interna. In sezione, è possibile osservare che ogni dente è composto dalla polpa, più internamente, la quale è protetta dalla dentina, che a sua volta è ricoperta dalla vitrodentina; l’intera struttura poggia su di una base ossea. La corona s’innalza formando la cuspide principale e, in molte specie, anche delle cuspidi accessorie o secondarie, di norma più piccole. Le arcate mascellari e mandibolari non presentano cavità alveolari che ospitino le radici dei denti, le quali sono invece fissate al tessuto connettivo che riveste l’arcata. La rottura o la perdita di alcuni denti non costituisce, però, un problema per uno squalo, poiché la natura ha provveduto questi pesci di un eccellente sistema di ricambio dei denti che prosegue per tutta la vita del predatore. I denti si formano in una scanalatura presente sul lato più interno delle arcate mascellare e mandibolare. Il periodo di ricambio dei denti è variabile, dipendendo sia dalla specie che dall’età dell’individuo. In alcuni squali balenieri, genere Carcharhinus, il ricambio avviene ogni 8-15 giorni fino al primo anno di età del giovane squalo, quindi rallenta a circa una volta al mese.

Alcuni squali riciclano i propri denti ingoiandoli, in quanto costituiscono un’importante fonte di calcio. Infatti, come è ben noto, gli squali sono animali di origini antichissime, essendo comparsi nelle acque del globo circa 400 milioni di anni fa, tra il Siluriano e il Devoniano Inferiore. I più grandi denti fossili di squalo, sino ad ora rinvenuti, sono quelli del celebre Carcharodon megalodon, del Neogene, le cui dimensioni massime si aggiravano probabilmente intorno a 16 metri di lunghezza. Ciò appare particolarmente curioso in quanto il resto dello scheletro dello squalo, essendo cartilagineo, fossilizza assai più difficilmente. Il numero di file di denti in ogni arcata mascellare e mandibolare è fisso, mostrando una certa variabilità entro limiti definiti. I denti lungo una medesima arcata mascellare o mandibolare sono fondamentalmente simili, sebbene la forma ed inclinazione tenda a mutare gradualmente verso gli angoli della bocca, mano a mano che diminuiscono le dimensioni dei denti. Le dimensioni dei denti possono variare considerevolmente.

Funzione e ruolo ecologico dei denti

In passato, le dimensioni dei denti degli squali sono state spesso usate per ricavare la lunghezza totale dell’esemplare al quale appartenevano. Vi sono squali che in età adulta hanno denti immediatamente distinguibili, mentre da giovanissimi presentano denti estremamente simili ad altre species, tanto da essere riconoscibili solo da un osservatore esperto. Ecco allora che molti squali facilitano l’azione del taglio con movimenti potenti della testa, che viene scossa da destra a sinistra. Gli squali non fanno uso dei loro denti unicamente per fini alimentari. La maggior parte di specie di squali ha pochi predatori, se si eccettuano gli altri squali e l’uomo. Non vi è dubbio che la potenza della loro dentatura sia un deterrente di grande efficacia contro i possibili attacchi di altre creature marine. I denti sono anche usati come arma negli scontri ritualizzati tra squali. Proprio perché questi pesci cartilaginei sono dotati di armi tanto micidiali, è indispensabile che i contrasti, sia tra esemplari della medesima specie, sia tra individui di specie diverse, siano ridotti al minimo, poiché i risultati sarebbero eccessivamente dannosi per entrambi i contendenti. Un altro uso dei denti è quello che ne fa il maschio prima e durante l’accoppiamento: mordendo sulle pinne e la testa la femmina e trattenendola con i denti, la invita alla copula lasciandole delle caratteristiche cicatrici.

Conservazione e minacce

N. Di conseguenza, le 479 specie di squali esistenti mostrano un’ampia ed affascinante variabilità di caratteri, anche a livello della morfologia della dentatura. I denti degli squali si sono evoluti dalla modificazione dei denticoli dermici (scaglie placoidi) che rivestono la pelle di questi pesci cartilaginei e, fondamentalmente, ne hanno mantenuta la struttura interna. Il periodo di ricambio dei denti è variabile, dipendendo sia dalla specie che dall’età dell’individuo. In alcuni squali balenieri, genere Carcharhinus, il ricambio avviene ogni 8-15 giorni fino al primo anno di età del giovane squalo, quindi rallenta a circa una volta al mese. Alcune specie si aggregano in banchi di centinaia d’individui.

Immagine di testa a martello e pinne caratteristiche
Video educativo sulle pinne e la testa a martello degli squali
  • Teste allungate con lobi laterali estesi
  • Occhi grandi posti ai capi delle espansioni cefaliche
  • Due pinne dorsali, pinne pettorali triangolari
  • Colore scuro dorsale e chiaro ventrale
Specie Stato di conservazione Commento
Sphyrna mokarran (martello maggiore) Minacciata Caccia per pinne
Sphyrna lewini (martello smerlato) Minacciata Distribuzione subtropicala

In sintesi, gli squali martello mostrano una combinazione unica di morfologia craniale, dentizione specializzata e adattamenti riproduttivi che li rendono una linea evolutiva affascinante. La loro distribuzione va dai mari tropicali alle zone temperate, con occasionali arrivi nel Mediterraneo. La dentatura, grazie al continuo ricambio, permette a questi predatori di fronteggiare le prede con efficacia e di sopportare la perdita di denti durante l’attività predatoria o durante l’accoppiamento.

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