
Il rialzo del seno mascellare è un intervento chirurgico frequentemente eseguito in odontoiatria per migliorare la qualità e la quantità dell’osso mascellare, facilitando così l’inserimento di impianti dentali. Se hai bisogno di un rialzo del seno mascellare e hai alcune incertezze, non preoccuparti. Continua a leggere per scoprire cosa accade prima e dopo l’operazione, quali precauzioni adottare, quali rischi possono insorgere e quando è opportuno cercare assistenza medica.
Quando si parla di seno mascellare ci si riferisce a uno dei quattro seni paranasali. I seni mascellari si trovano nell’osso omonimo, collocati al di sotto degli zigomi, e hanno il compito di intervenire nei processi di umidificazione e riscaldamento dell’aria inalata. Dal punto di vista anatomico, il seno mascellare è rivestito da una mucosa (detta mucosa di Schneider) ricoperta da un epitelio dotato di ciglia, che ha la funzione di aiutare a mantenere umida e scaldare l’aria introdotta nell’organismo tramite la respirazione.
Si ricorre a un intervento di rialzo del pavimento del seno mascellare per aumentare il volume osseo quando non è più possibile inserire gli impianti in modo tradizionale. Alcune cause di mancanza di volume osseo sono: distanza ravvicinata tra seno mascellare e mascella; erosione dell’osso provocata da una patologia parodontale; traumi; infezioni; perdita dei denti molari o premolari superiori; ampliamento del seno mascellare (pneumatizzazione).
Preliminarmente all’intervento chirurgico il paziente dovrà sottoporsi ad una TAC per valutare le condizioni anatomiche della zona, con particolare riferimento all’individuazione di patologie sinusali ed alla quantità e qualità di osso mascellare residuo. La valutazione preoperatoria è fondamentale per determinare l’indicazione al rialzo del seno mascellare. Questa include un’accurata anamnesi, un esame clinico dettagliato e indagini radiografiche, come la tomografia computerizzata (TC) cone beam, che fornisce informazioni precise sulla quantità di osso disponibile e sulla anatomia del seno mascellare.
Il grande rialzo del seno mascellare consiste nel sollevamento della membrana di Schneider tramite l’apertura di una finestra ossea nella parete laterale della mascella. È indicato quando l’altezza ossea residua è inferiore a 4-5 mm. Viene quindi spinta verso l’alto la membrana e, all’interno della cavità formata, si inserisce il materiale da innesto. Il grande rialzo di seno, invece, necessita di incisioni chirurgiche, seppure limitate, più ampie rispetto a quelle utilizzate nell'implantologia tradizionale e prevede anche un certo scollamento della mucosa.
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Il mini-rialzo di seno mascellare è scarsamente invasivo e prevede l’inserimento del materiale di riempimento tra membrana e pavimento del seno mascellare, passando dalla cresta ossea. L’accesso al seno avviene attraverso la cresta alveolare, utilizzando strumenti specifici per sollevare la membrana sinusale e inserire il materiale da innesto. Il suo inconveniente maggiore è non permettere un controllo visivo diretto durante le fasi dell’intervento. In generale si può affermare che il mini-rialzo di seno mascellare viene riservato alle situazioni meno gravi di atrofia ossea, dove bastano piccole quantità di innesto osseo per poter posizionare un impianto.
Ti starai certamente domandando dove viene preso l’osso da innestare. Esistono tre possibilità, la cui scelta dipende dalla situazione clinica e dalle scelte del chirurgo:
Il decorso post-operatorio varia in base all’approccio chirurgico utilizzato. Nel caso del grande rialzo del seno mascellare, i tempi di guarigione sono generalmente più lunghi rispetto al mini rialzo, che prevede tecniche meno invasive e un recupero più rapido. Trattandosi di un intervento praticato in anestesia locale, generalmente non risulta essere doloroso. Nella maggior parte dei casi, una volta svanito l’effetto dell’anestesia, il paziente può avvertire un lieve formicolio o gonfiore che sparisce nell’arco di qualche giorno.
È comune riscontrare un lieve gonfiore e discomfort nella zona trattata, gestibili con terapia analgesica e applicazioni di ghiaccio nelle prime 24 ore. Il gonfiore può essere accompagnato da ematomi (lividi) negli interventi più estesi: è un fatto assolutamente normale che si verifica quando si eseguono interventi sulle ossa mascellari.
Durante la fase di recupero post-operatorio, è importante evitare di masticare nella zona trattata e preferire alimenti morbidi o freddi. Nei primi giorni dopo l’intervento è necessario evitare quanto possibile di starnutire e soffiarsi il naso. Per qualche settimana abituarsi a starnutire a bocca aperta evitando di soffiarsi il naso con forza. Inoltre, è obbligo astenersi dall’attività subacquea per almeno sei mesi e dal viaggiare in aereo per almeno un mese.
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Il fumo e l’assunzione di alcolici sono stati associati a percentuali di successo inferiori ed a maggiori difficoltà di guarigione dei tessuti gengivali. Le vecchie dentiere o protesi mobili non possono essere usate nei giorni immediatamente successivi all’intervento senza autorizzazione o loro modifica. Prima di poter essere nuovamente inserite in bocca devono comunque essere ribasate ed adattate alla nuova situazione.
Durante le ore immediatamente successive all’intervento e comunque nelle prime 2 giornate successive, evitare cibi caldi e solidi. Importante è starnutire con la bocca aperta. Nei 7 - 10 giorni successivi all’intervento, ma solo dopo le prime 24 ore, devono essere eseguiti 2/3 sciacqui al giorno, dopo il 1° giorno con Clorexidina allo 0,2%.
Non forzare l’uscita di aria: ci sono ottime probabilità di chiusura spontanea; se così non fosse, il chirurgo provvederà alla chiusura. Dopo l’intervento, cerca di non soffiarti il naso o starnutire frequentemente (sappiamo che è difficile controllare lo starnuto, quindi cerca di evitare ciò che può aumentare la sensibilità). In caso di comunicazione oro-sinusale ci sono possibilità di chiusura spontanea, ma è fondamentale seguire le istruzioni e i controlli del chirurgo.
Come per qualsiasi intervento chirurgico, ci sono alcuni rischi associati al rialzo del seno mascellare. La perforazione della membrana di Schneider è la complicanza più frequente, con un’incidenza riportata fino al 44% dei casi. Se la membrana viene perforata, la procedura dovrebbe essere interrotta o la membrana riparata; in caso di perforazione con dispersione del materiale innestato, l’inserimento degli impianti va differito.
Altre possibili complicanze includono infezioni, sanguinamento e ematomi, lesioni vascolari con emorragie per la lesione di vasi arteriosi, instaurarsi di una sinusite mascellare che potrebbe comportare anche la necessità di un ulteriore intervento chirurgico eseguito in ambito ospedaliero (revisione del seno mascellare e/o chirurgia endoscopica sinusale - FESS). In rari casi il materiale potrebbe migrare all’interno della cavità sinusale.
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Nei primi giorni successivi all’intervento potrebbero verificarsi: gonfiore, arrossamento e dolore nella parte del volto corrispondente alla zona operata; un piccolo gemizio di sangue dal naso; nausea, vomito e/o cefalea; vertigini e disturbi dell’equilibrio (vertigine parossistica); lesioni oculari (enfisema orbitario; chemosi congiuntivale).
Se noti qualcosa di grave, come dolore intenso, sanguinamento persistente, febbre, un odore cattivo persistente o la sensazione di sibilo d'aria tra arcata e naso, contatta immediatamente il tuo chirurgo. In caso di odore cattivo o segni di infezione, la terapia antibiotica potrebbe dover essere protratta fino al controllo successivo. Non esitare a consultare il medico di base o il pronto soccorso se il tuo odontoiatra non è reperibile e i sintomi sono severi.
Le visite di follow-up sono essenziali per monitorare la guarigione e assicurarsi che non ci siano complicazioni. Dovrai fare una visita di controllo dal chirurgo orale 7-10 giorni dopo l’intervento; durante questa visita verrà esaminata la zona interessata e saranno rimossi eventuali punti di sutura che non si sono riassorbiti. Nel Policlinico Smile si utilizzano fili chirurgici riassorbibili, quindi non è necessario rimuovere i punti.
Circa 4-12 mesi dopo l’operazione, il chirurgo inserisce gli impianti dentali. Questo periodo consente al nuovo osso di integrarsi correttamente con l’osso esistente. Il tempo necessario tra l’intervento e l’inserimento degli impianti dipende dalla quantità di osso necessaria e dalla tecnica utilizzata: il rialzo del seno aperto richiede generalmente 6-9 mesi prima del posizionamento dell’impianto; il rialzo chiuso può consentire il posizionamento dell’impianto nella stessa sessione in molti casi.
Finché la procedura viene eseguita da un chirurgo dentale esperto e il paziente segue attentamente le istruzioni post-operatorie, le probabilità di successo sono maggiori. Molti pazienti non sono entusiasti quando vengono a conoscenza della procedura, ma in realtà questa è una procedura comune, altamente efficace e con un processo di recupero gestibile. Se noti sintomi preoccupanti, il tuo chirurgo è la persona più indicata per valutare la tua situazione, poiché conosce i dettagli dell’intervento.
| Problema | Quando può insorgere | Azione consigliata |
|---|---|---|
| Perforazione della membrana di Schneider | Durante l’intervento | Interrompere o riparare la membrana; posticipare impianti se necessario |
| Infezione/sinusite | Post-operatorio | Antibiotici, controllo medico, possibile revisione chirurgica |
| Comunicazione oro-sinusale | Post-operatorio o immediato | Monitoraggio; eventuale chiusura chirurgica |
| Sanguinamento o ematoma | Immediato o primo periodo | Compressione locale, controllo medico |
Affrontare un intervento di implantologia dentale o di rigenerazione ossea è un passo importante. Se ti aspetta un rialzo del seno mascellare, ora sai cosa aspettarti durante l’intero processo terapeutico, quali precauzioni adottare, e quando rivolgerti al medico. Seguire la terapia è fondamentale per prevenire infezioni e gestire il fastidio; mantenere abitudini sane ed evitare azioni che aumentano la pressione sul seno sono la chiave per un recupero di successo.
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