
Il trattamento delle superfici degli impianti dentali è un processo indispensabile nella fase di post-produzione: dopo la lavorazione industriale e meccanica i componenti potrebbero trattenere particelle estranee o residui che vanno eliminati per garantire la qualità del prodotto. Le moderne tecnologie permettono di trattare gli impianti per detergerli da qualsiasi contaminante, e in aggiunta, agiscono direttamente sulla superficie metallica implantare per attribuire caratteristiche migliorative, in particolar modo ai fini osteointegrativi e biologici.
Queste due pratiche, pulizia e modificazioni superficiali del metallo, sono complesse e delicate siccome devono soddisfare allo stesso tempo due obiettivi primari di natura chimica. In primo luogo, il processo di decontaminazione non deve lasciare residuato sulla superficie. Inoltre, i materiali utilizzati devono possedere proprietà reagenti che non provochino cambiamenti non controllati o deformazioni.
Per le sue sei linee di impianti B&B Dental ha preferito non utilizzare i processi di sabbiatura che possono essere eccessivamente aggressivi, rischiando di apportare cambiamenti morfologici non desiderati sulla superficie dell’impianto. La sabbiatura inoltre è un processo meno controllabile rispetto al processo messo a punto da B&B Dental. Nella prima fase si va ad agire sulle caratteristiche topografiche degli impianti, col trattamento BioActive; una doppia acidificazione (DAE: Double Acid Etching) con acido fluoridrico e cloridrico che crea sulla superficie implantare un’ossidazione controllata e costante di 4 micron. Una superficie così testurizzata presenta una micro rugosità che accresce le proprietà biologiche nella fase immediatamente post-operatoria: la micro-testurizzazione stimola la risposta cellulare di adesione dei nuovi tessuti, che attecchiranno più rapidamente. Inoltre, visto che la creazione di micro-rugosità avviene tramite un processo per sottrazione, l’esposizione di una maggiore quantità di titanio aumenta la superficie disponibile per la crescita del nuovo osso. Complessivamente, questo trattamento accresce la capacità di rigenerazione ossea e osteointegrazione.
Il secondo trattamento subito dagli impianti B&B Dental si chiama bombardamento con plasma di Argon (Argon Bombing) ed è utilizzato per pulire la superficie. Questa operazione ha l’obiettivo di rendere l’impianto perfettamente deterso onde evitare la presenza di contaminanti che potrebbero inefficiare o variare il decorso di guarigione dei tessuti. Inizialmente il gas nobile Argon viene posto all’interno di una camera bianca e trasformato in plasma. Successivamente, tramite un’apposita macchina, i pesanti ioni di Argon pressurizzati vengono scaricati ad altissima velocità sulla superficie implantare, bombardandola. Si svolge così un’accurata pulizia di tipo meccanico sfruttando l’impatto con gli eventuali contaminanti presenti, che verranno eliminati per attrito.
“Il plasma di Argon permette di modificare le proprietà fisiochimiche e biologiche delle superfici trattate e, quindi, la loro interazione con l’ambiente circostante. Inoltre, in aggiunta al potere decontaminante, il plasma di Argon svolge un’azione antibatterica.”
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Questo procedimento è vantaggioso anche per l’assenza di solventi chimici, che potrebbero altrimenti reagire col metallo o lasciare residui. Inoltre, l’Argon possiede la notevole capacità di attivare le particelle con cui entra in contatto, ionizzandole. Sfruttando questo effetto, l’Argon bombing aumenta la bagnabilità della superficie trattata, che mostrerà un’evidente maggiore capacità di attrarre liquidi. L’impianto così trattato può catalizzare le cellule impegnate nell’osteointegrazione, favorendola, ed è un grandissimo vantaggio sfruttabile in ottica post-chirurgica, per incentivare il processo proliferazione delle cellule implantari sull’impianto nella sua sede.
Tradotto dall’inglese da Velasco-Ortega E, Ortiz-García I, Jiménez-Guerra A, et al. Comparison between Sandblasted Acid-Etched and Oxidized Titanium Dental Implants: In Vivo Study. Int J Mol Sci. 2019;20(13):3267.
Tradotto dall’inglese da María Rizo-Gorrita, Irene Luna-Oliva, María-Angeles Serrera-Figallo and Daniel Torres-Lagares, Superficial Characteristics of Titanium after Treatment of Chorreated Surface, Passive Acid, and Decontamination with Argon Plasma J. Funct, Biomater. 2018, 9, 71; doi:10.3390/jfb9040071.
Post RecentiIl successo degli impianti dentali dipende spesso dalla quantità e qualità dell’osso disponibile. La rigenerazione …B&B Dental ha ideato la Certificazione Professionale AIDA!
La decisione di preservare elementi dentari gravemente compromessi non è sempre facile, poiché un successo a lungo termine risulta spesso poco predicibile. Quando non è più possibile il mantenimento dell’elemento, l’avulsione e la contestuale sostituzione con un impianto in titanio risulta essere la soluzione migliore (1-3). Le revisioni sistematiche della letteratura evidenziano come non vi siano differenze statisticamente significative nella predicibilità estetica e funzionale del risultato finale tra l’inserimento immediato o differito di un impianto. Come affermano Esposito et al. e Stanford et al. La forma, il trattamento della superficie, il passo delle spire e la lunghezza dell’impianto sono anch’essi fattori determinanti che influenzano il successo a lungo termine della terapia implantare e l’evoluzione dei sistemi implantari e dei protocolli operativi permette anche agli operatori meno esperti di ottenere risultati soddisfacenti.
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La paziente, donna di anni 55 senza controindicazioni cliniche relative e assolute, si presenta alla nostra attenzione per la frattura coronale dell’elemento 1.5. Durante l’esame obiettivo si evidenzia residuo radicolare di 1.5 con incrinatura longitudinal a carico della radice. Previa anestesia plessica con articaina si esegue estrazione atraumatica e sondaggio dell’alveolo dove non si evidenziano deiescenze vestibolari. Si decide quindi di inserire impianto 4,25 diametro e 11,5 lunghezza (Implogic AT, Dental-Tech). Si ricerca la stabilità primaria grazie all’ingaggio della porzione apicale e grazie alle pareti mesiali e distali dell’alveolo; si ricerca anche un impegno a carico della corticale del seno mascellare; si inserisce l’impianto con torque di 35 Ncm, ottenendo un’ottima stabilità primaria. Il gap tra la parete vestibolare dell’alveolo e l’impianto risulta essere superiore a 2mm e quindi si inserisce osso bovino deproteizzato a garanzia del mantenimento dei volumi ossei e tissutali. A tre mesi dall’inserimento dell’impianto si esegue la riapertura chirurgica del sito e si posiziona una corona provvisoria avvitata. Dopo un periodo di condizionamento tissutale si rileva impronta di precisione e si confeziona una corona in disilicato di litio monolitico, avvitata con ancoraggio su abutment dedicato. La guarigione dei tessuti e i controlli a 6 mesi dal carico denotano una buona stabilita dell’impianto e una buona qualità dell’osso residuo.
Traduzione e riferimenti a studi indicano che la topografia superficiale influenza l’adsorbimento proteico e l’interazione cellulare, accelerando adesione e crescita delle cellule osteoblastiche. L’esposizione di titanio in micro-rugosità contribuisce a una migliore rigenerazione ossea. Il trattamento BioActive e la DAE favoriscono una superficie con rugosità controllata che stimola la risposta biologica immediata post-operatoria. Il bombardamento con Argon, oltre a decontaminare, attiva le particelle e aumenta la bagnabilità della superficie, supportando la proliferazione cellulare post-operatoria.
Nella pratica clinica, l’uso di tecnologie avanzate come il Laser e l’ossigenoterapia migliora i protocolli post-operatori e la gestione della guarigione, fornendo strumenti moderni per una osteointegrazione rapida e sicura. L’uso di sistemi di imaging 3D come CBCT favorisce planning accurato e successo a lungo termine, soprattutto in casi complessi di elevazione della membrana sinusale o riempimento di gap alveolo-impianto con biomateriali.
Lo stripping dentale rappresenta un esempio di microchirurgia dentale moderna che modifica selettivamente lo smalto interprossimale per migliorare lo spazio e l’estetica, con tassi di successo elevati in selezione appropriata. In ortodonzia, la riduzione controllata dello smalto consente spazio per movimenti dentali, con applicazioni anche allineatori invisibili. La pianificazione guidata diventa pratica fondamentale per gestire casi complessi e ottenere risultati sicuri ed efficaci. L’implantologia post-estrattiva e il carico immediato, conuso di strumenti magneto-dinamici e fixture appositamente progettate, mostrano una competenza crescente nella gestione di spazi ossei compromessi e dell’estetica dell’arco dentale.
Uno studio in vitro ha confrontato Magnetic Mallet, martello scorrevole e Coronaflex per la rimozione di ponti implantari, evidenziando che il Magnetic Mallet offre picchi di forza minori e maggiore controllo, seppur in contesto di laboratorio; i risultati non sono automaticamente estendibili a casi clinici, ma indicano potenziali vantaggi di una procedura meno traumatica. In scenarios di carico immediato, il design delle fixture e l’orientamento durante l’inserimento sono cruciali per la stabilità primaria e la prognosi a lungo termine.
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