
Le gengive scoperte possono comportare varie problematiche al cavo orale tra cui i denti sensibili. Se vuoi conoscere i dettagli step by step guarda il video procedura innesto gengivale. La scelta dipende dallo spessore, dal volume e dalla quantità di tessuto gengivale necessaria per effettuare la rigenerazione. In questo caso il chirurgo, dopo aver inciso il palato, solleva un lembo e preleva una parte di tessuto connettivo sottostante. Successivamente il tessuto viene cucito nella zona dove la gengiva si è ritirata. Medico Chirurgo e Odontoiatra si è laureato all’università di Firenze. Iscritto all’ordine dei medici di Firenze con iscrizione nr.
La recessione gengivale è definita come lo spostamento del margine gengivale in direzione apicale rispetto all'unione amelocementaria. È un problema molto comune anche nei pazienti con una buona igiene orale, e si presenta sia nel mascellare superiore che nella mandibola e su una o più superfici della radice. Nella letteratura internazionale è ampiamente documentato il trattamento soddisfacente delle recessioni gengivali mediante molteplici tecniche mucogingivali. In questo caso clinico viene presentata una tecnica basata sul nuovo approccio del tunnel chiuso lateralmente. Inoltre, si farà uso di amelogenine per favorire la guarigione e la rigenerazione parodontale.
La recessione gengivale è definita come lo spostamento del margine gengivale apicale alla linea amelocementaria. È un problema molto comune anche nei pazienti con un alto standard di igiene orale, sia nel mascellare superiore che nella mandibola, o su una o più superfici della radice (American Academy, 1996). Le principali indicazioni per il trattamento di questi difetti, secondo quanto concordato nella prima Riunione Europea di Parodontologia del 1994, comprendono l'estetica, l'ipersensibilità o situazioni igienico-ortodontiche. La letteratura internazionale ha spesso documentato che le recessioni gengivali possono essere trattate con successo mediante molteplici tecniche mucogingivali.
L'esperienza clinica ci dimostra che sempre più pazienti presentano recessioni multiple o isolate per diversi fattori locali, sia per l'anatomia del dente che per la sua posizione. Particolarmente presenti sono le recessioni unitarie nella zona degli incisivi mandibolari. Questo problema è stato ampiamente studiato e si è rilevato che è particolarmente presente nelle zone con una tavola vestibolare sottile o un biotipo sottile di gengiva. Questa predisposizione, in combinazione con un controllo inefficiente e sfortunato della placca, può dare origine a questo problema. La tecnica presentata in questo articolo è un approccio molto interessante e risolutivo per quelle recessioni isolate profonde negli incisivi inferiori mandibolari.
Tradizionalmente, le recessioni gengivali sono state trattate mediante un innesto gengivale libero di tessuto epiteliale e connettivo. Nel tempo si è visto che la guarigione di questo tipo di innesto dava buoni risultati in termini di guadagno di gengiva aderente cheratinizzata, ma non così favorevoli in termini di estetica e copertura completa radicolare. Questa tecnica può essere classificata in base al suo apporto sanguigno come monolaminare, poiché riceve vascularizzazione solo dal periostio. Le tecniche bilaminari, invece, sono quelle che ricevono vascularizzazione sia dalla parte basale periostica che dalla parte del lembo che la ricopre. Tra le tecniche bilaminari troviamo lembi di riposizionamento coronale o laterale, innesti di tessuto connettivo subepiteliale, rigenerazione tissutale guidata e tecniche a tunnel per un dente o per più denti.
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Le tecniche bilaminari hanno aperto una nuova era nel trattamento delle recessioni gengivali, e tra i loro vantaggi spiccano la buona estetica e una percentuale di copertura radicolare più alta. Tuttavia, spesso si tratta di un trattamento che richiede scariche ed è poco riproducibile poiché dobbiamo lavorare per piani gengivali (spessore parziale, periostio, ecc.). Per queste ragioni sono nate le tecniche a tunnel meno invasive e con meno rischio di strappare i tessuti molli. Sculean et al. hanno presentato nel 2018 una nuova tecnica, il tunnel chiuso lateralmente, in cui l'approccio dei bordi con innesto di tessuto connettivo in tunnel si è rivelato molto efficace e prevedibile. In questo caso clinico viene presentata una tecnica basata su quella del tunnel chiuso lateralmente, con una piccola modifica per quei casi in cui, per motivi anatomici, mantenere la gengiva senza tensione vicino all'unione amelocementaria risulta complicato. Inoltre, è stato fatto uso di amelogenine (Emdogain®, Straumann®) per favorire la cicatrizzazione e la rigenerazione parodontale.
Si presenta il caso di una giovane donna di 28 anni, con una categorizzazione ASA I nell'indice di rischio preoperatorio della Società Americana degli Anestesisti, che presentava una recessione II di Miller e RT1 di Cairo, unica e profonda, nel dente. La paziente era non fumatrice e mostrava un'igiene orale con un indice di placca inferiore al 25% e un indice di sanguinamento inferiore al 10%. Nell'esplorazione si constatava l'esistenza di un biotipo fine e la profondità di sondaggio era di 4 mm in quasi tutti i denti. Nelle settimane precedenti all'intervento sulla recessione è stato effettuato un trattamento di profilassi con ultrasuoni. La recessione non presentava nello studio radiografico perdita ossea interprossimale né una profondità della tasca aumentata.
L'obiettivo del trattamento era quello di ripristinare l'estetica con un rivestimento radicolare completo e un miglior controllo della placca per la paziente. La tecnica proposta era una modifica della tecnica bilaminare di tunnel chiuso lateralmente. È stato ottenuto un consenso informato dalla paziente.
Come misure postoperatorie è stato prescritto l'uso di antibiotici, analgesico e clorexidina, con indicazioni su igiene e limitazioni post-operatorie. La paziente si è presentata a controlli a 1 settimana e 15 giorni, e a 6 mesi si è osservata stabilità dell'innesto e maturazione della zona trattata. È stato ottenuto un rivestimento del 100% e 4 mm di rivestimento rispetto al punto di partenza.
Discutendo i risultati, la tecnica modificata del tunnel chiuso lateralmente si è dimostrata valida e sicura per le recessioni unitarie mandibolari isolate, con profondità media ridotta da circa 5,14 mm a 0,2 mm e con una copertura radicolare medio alta. In questi studi, il tasso di copertura radicolare completa ha raggiunto livelli significativi, e la tecnica ha mostrato maggiore prevedibilità quando associata a innesto di tessuto connettivo e amelogenine.
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Diverse revisioni sistematiche mostrano che l'uso di tecniche bilaminari insieme a innesti di tessuto connettivo e proteine derivate dallo smalto (amelogenine) aumenta la prevedibilità del rivestimento radicolare e il guadagno nel livello di inserzione clinica. L'efficacia dell'uso topico di proteine derivate dallo smalto in termini di guarigione e rigenerazione parodontale è stata supportata da biopsie umane, sebbene manchi ancora un protocollo standard uniforme e servano ulteriori studi.
È importante sottolineare che qualsiasi trattamento di chirurgia parodontale dipende in larga misura dall'operatore e dal paziente. Il successo finale richiede un buon piano di trattamento personalizzato e misure di mantenimento post-operatorie adeguate.
Con le limitazioni proprie di un caso clinico, la tecnica modificata del tunnel chiuso lateralmente è risultata valida e sicura, aumentando la prevedibilità del rivestimento radicolare nel trattamento delle recessioni gengivali isolate mandibolari di tipo I, II e III di Miller, riducendo la morbilità e offrendo una copertura radicolare consistente.
Tra i riferimenti chiave: Sculean et al. sul tunnel chiuso lateralmente, Zucchelli et al. su avanzamento coronale con/rimozione sottomucosa, e studi sull’importanza di liberare tensioni e creare lembo passivo. Diversi autori hanno descritto ruoli dell’innesto di tessuto connettivo, la cheratinizzazione indotta e l’uso delle amelogenine come facilitatori della rigenerazione parodontale.
Inoltre, esistono dati clinici che mostrano l’efficacia della combinazione strip graft e matrice xeno-genica per difetti mucogingivali severi, con studi storici sull’evoluzione delle tecniche e sull’impatto di biotipi gengivali sottili e di una tavola vestibolare ristretta sulla predisposizione alle recessioni.
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| Aspecto | Dettaglio | Riferimento |
|---|---|---|
| Tipo di innesto | Tessuto connettivo autologo | Discussione sull’estetica e la cheratinizzazione |
| Modello di tecnica | Tunnel chiuso lateralmente (modificato) | Studio di Sculean et al., 2018 |
| Propensione ai risultati | Copertura radicolare elevata, riduzione tasca | Riferimenti nel testo |
Questo testo integra evidenze cliniche, descrizioni operative della procedura e riflessioni sull’evoluzione delle tecniche mucogingivali, con un focus particolare sulla gestione delle recessioni gengivali isolate, specialmente nei casi mandibolari inferiori.
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