Tradizione dei tatuaggi gengivali in Etiopia e significati dei tatuaggi tribali

La modificazione del corpo con ferite, mutilazioni e pigmentazioni è una pratica antica quanto l'essere umano. La pelle diventa materia, supporto di espressioni, pronta ad accogliere ogni trasformazione che la allontani dalla sua condizione primigenia. In Africa l'archeologia suggerisce che i tatuaggi fossero diffusi già nell'antico Egitto; in generale, i tatuaggi hanno una storia antica con significati diversi in base alla cultura di appartenenza.

Il tatuaggio delle gengive: tecnica, diffusione e dolore

In Senegal esiste una tradizione estetica antica, ancora oggi praticata da alcune donne, che prevede di tatuarsi le gengive di nero per esaltare la luminosità del sorriso. Il tatuaggio delle gengive è una tecnica estetica che consiste nell’iniezione di una mistura a base di olio bruciato e burro di karité direttamente nel tessuto gengivale. Nonostante i presunti benefici, la procedura è estremamente dolorosa. Nel video che ha reso famoso questo trattamento, la protagonista, Marieme, non è riuscita a completare l’intervento a causa dell’intenso dolore, fermandosi al quarto strato di copertura invece dei sette previsti.

documentario sulla procedura del tatuaggio gengivale e testimonianza

Il tatuaggio gengivale in Senegal è una pratica di bellezza tradizionale che continua a essere apprezzata da alcune donne nonostante il dolore e i rischi connessi. Se per il Senegal questa pratica rappresenta un particolare rituale estetico, in tutta l'Africa la cicatrice ornamentale e le tecniche di pigmentazione cutanea sono tuttora utilizzate e rientrano in una più ampia cultura della modifica corporea: in Africa, dove l’anatomia serve a identificarsi, deformazioni, scarificazioni, tatuaggi e acconciature sono il passaggio obbligato da uno stato indifferenziato all’appartenenza a una cultura.

Radici antiche dei tatuaggi e diffusione geografica

La parola "tatuaggio" deriva dal termine polinesiano tatau, che significa "toccare o segnare". Fra le prime testimonianze di corpi tatuati c’è la mummia Ötzi, la più antica rinvenuta in un ghiacciaio; risale a circa 5300 anni fa ed è stata ritrovata da alcuni escursionisti nel 1991 nelle Alpi dell’Ötztal in Alto Adige. Questo dimostra quanto sia primitiva questa pratica. Rispetto ad oggi, essi venivano realizzati raschiando la pelle oppure picchiettando con un punteruolo o con un martelletto.

Sono fra loro diverse le tecniche antiche: hand-poking, hand-tapping, incision e subdermal tattooing. La prima tecnica richiede l’uso di uno strumento tenuto con precisione tra pollice e indice e applicato direttamente sulla pelle. L'hand-tapping si pratica con alcune punte inserite nella pelle utilizzando una sorta di martello. L’incision tattooing prevede il taglio superficiale della pelle in modo lineare, in genere utilizzando una lama metallica.

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Significati simbolici dei tatuaggi tribali

I disegni tribali avevano significati diversi in base alle tribù che le impiegava e a chi se ne faceva portatore. Potevano simboleggiare motivi religiosi o rappresentare talismani d’amore e di charme, essere visti come talismani contro i demoni o indicare uno status o posizione sociale. A volte erano fatti come semplice ornamento del corpo. Le cicatrici ornamentali e le tecniche di pigmentazione cutanea spesso traducono un complesso codice fatto di miti, folklore e credenze magiche.

Per chi analizza questa tradizione è fondamentale distinguere tra le radici antiche e le influenze moderne: la vera radice etnica senegalese, in particolare quella wolof, è rigorosamente geometrica e astratta con disegni basati su linee decise, rombi e triangoli che richiamano la simbologia dei tessuti fatti a mano e la protezione dal malocchio. Se si cerca il cuore pulsante di questa pratica bisogna guardare verso il nord del paese nella regione di Saint-Louis e lungo tutta la valle del fiume Senegal, terre dove l’henné conserva la sua funzione di scudo spirituale e segno di nobiltà.

mappa regione Saint-Louis e valle del fiume Senegal

Animali e simboli ricorrenti

Il leone fin dall’antichità ha sempre rappresentato il coraggio e la forza ma è anche simbolo di autorità, potenza, nobiltà: è considerato infatti il re degli animali. Nei diversi popoli assume anche significati più specifici come la saggezza, l’intelligenza e la lealtà; non mancano però gli aspetti negativi legati all’orgoglio, l’istinto e la ribellione. Il leone, nel tatuaggio tribale, con le sue linee nere e geometriche risulta di impatto ma senza essere eccessivo.

La libellula rappresenta la purezza e la spiritualità, ma anche la bellezza e la creazione; per gli Egizi, invece, era considerata simbolo di speranza e rinascita. Ognuno di questi insetti rappresenta a modo sua la rinascita: la farfalla che cambia la pelle più volte per tutta la durata della sua vita, lo scorpione il cui pungiglione rappresenta sia la morte che la vittoria sugli eventi difficili della vita. Per gli antichi egizi lo scorpione rappresenta anche fertilità, in quanto la dea che aiutava le donne a partorire era proprio una dea scorpione.

Geco e lucertole, perdendo e ricrescendo la coda, simboleggiano rigenerazione e adattabilità: il loro messaggio è che bisogna adattarsi alle diverse situazioni e avere sempre la forza di andare avanti. La stella è considerata simbolo di verità e speranza in quanto punto di riferimento costante; la stella cometa è portatrice di buone notizie.

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Tatuaggi come segno religioso e di appartenenza: il caso copto ed etiopico

L'Egitto è stato una delle culle del Cristianesimo e quando gli Arabi lo invasero nel 639, gli Egiziani cattolici (i copti) diventarono minoranza e in tempi di persecuzione rispolverarono la pratica del tatuaggio per marchiare le proprie mani con simboli cristiani, quasi fossero delle stimmate. Dove invece pare essere un'usanza ancora parecchio diffusa è l'Etiopia, il paese confinante in cui il Cristianesimo è emigrato e dove costituisce oggi la religione più diffusa.

Ma perché in Etiopia, se è vero che la fede copta è la più praticata, ci si tatua ancora simboli cristiani? Il motivo è di vecchia data: nel Medioevo, quando gli Arabi spadroneggiavano anche in questo territorio gli Etiopi, per evitare che i propri figli venissero rapiti e venduti agli Arabi, cominciarono a tatuare una croce sulla fronte della propria prole, qualcosa che rendeva il rapito meno appetibile agli occhi di un musulmano e pertanto meno pregiato sul mercato degli schiavi.

croce copta tatuata sulla fronte in tradizione etiopica

Tatuaggi nel mondo: diversità di funzioni e stili

In Polinesia, Samoa e Hawaii i tatuaggi avevano funzioni di identità, status e rito di passaggio: il “pe’a” samoano, per esempio, ricopriva ampie porzioni del corpo e richiedeva giorni per essere completato. In Giappone i tatuaggi Irezumi o Horimono hanno connotazioni decorative o spirituali e hanno attraversato periodi di proibizione e di rinascita; la legge che bandiva i tatuaggi fu revocata nel 1948 e da allora lo irezumi è tornato alla luce, influenzando moda e cultura pop.

In Sudafrica i Khoi-San usavano il tatuaggio come rito di passaggio per i ragazzi che entravano nell’età adulta. Oggi la forma d’arte del tatuaggio è molto influenzata dall’Occidente, specie dopo l’arrivo di marinai britannici e olandesi; tuttavia, permangono iniziative locali come Soweto Ink che cercano di dare voce e mercato ai tatuatori neri e alla produzione su pelli scure.

Il tatuaggio traditional e l'Old School

L'Old School è uno stile che affonda le sue origini nella cultura americana degli Anni '30 e si sviluppa grazie all'interazione tra l'arte tradizionale polinesiana del tatuaggio e la contaminazione con il mondo dei marinai americani. È contraddistinto da contorni spessi, colori vivaci e pochi dettagli. Soggetti ricorrenti come l'ancora, la rondine, il teschio, il cuore e il veliero sono carichi di significato: protezione, viaggio, amore, memoria e identità marinara.

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Simbolo Significato
Ancora Sicurezza, stabilità, legame con il mare
Rondine Navigazione lunga, ritorno a casa, protezione
Teschio Morte, memoria, protezione, memento mori
Veliero Nuovi inizi, viaggi, superamento di tempeste

Ruolo sociale e rituale dei tatuaggi

In molte culture il tatuaggio funge da rito di passaggio: durante l'adolescenza le ragazze Kondh dell'India affrontano rituali in cui il tatuaggio facciale sancisce l'entrata nella comunità adulta e la possibilità di contrarre matrimonio. Allo stesso modo, molte popolazioni usano il tatuaggio per indicare clan, villaggio, miti e credenze magiche.

Sia la religione ebraica che quella musulmana vietano i tatuaggi permanenti, mentre l'Islam ammette tatuaggi temporanei come l'henna, pigmento di uso tradizionale nelle mani e nei piedi soprattutto per le spose. La posizione del tatuaggio sul corpo spesso ha un significato: il lato sinistro è più vicino al cuore, l'avambraccio può indicare sicurezza, il collo apertura verso gli altri, la schiena discrezione.

Il tatuaggio oggi: modernità e continuità

Ormai il tatuaggio è stato talmente sdoganato anche presso la civiltà occidentale che quello che una volta era un mezzo di espressione alternativo è sempre più utilizzato per esprimere la propria fede o la propria identità. Nei diversi continenti la pratica continua a convivere con tradizioni arcaiche e adattamenti moderni: per capire appieno fenomeni come il tatuaggio gengivale in Senegal o i tatuaggi copti ed etiopici bisogna tenere insieme radici storiche, funzioni magico-protettive, estetica e pressioni sociali contemporanee.

confronto grafico: tecniche antiche di tatuaggio e strumenti moderni

Il testo di riferimento sulle pratiche africane e sulle interpretazioni storiche include osservazioni etnografiche e racconti di campo che permettono di cogliere come il tatuaggio sia al tempo stesso arte, rito e strumento di appartenenza culturale. Dopo una breve introduzione del paese, si presenta la tradizione del tatuaggio che risale a centinaia di anni fa e che possedeva caratteristiche specifiche come evidenziato da immagini storiche. Si presentano l’origine, i motivi, la tecnica, i coloranti e materiali usati, le credenze relative al maestro tatuatore, al tatuaggio e alla sua funzione prevalentemente protettiva e magica.

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