
Nell'era della cosmesi consapevole, l'attenzione del consumatore non si ferma più solo all'efficacia di un prodotto, ma si concentra sempre più sulla sua composizione chimica. Questi composti sono spesso utilizzati nei prodotti di bellezza per migliorare la stabilità, la texture e la durata. PFAS è l'acronimo di Sostanze Per- e Poli-Fluoro Alchiliche. Il futuro del settore è chiaramente orientato verso la cosmetica senza PFAS.
Il fluoro è un sale minerale molto diffuso in natura: è presente nel suolo, nelle acque e in alcuni alimenti (es. tè, pesce azzurro, verdure). Questi ultimi sono onnipresenti nell'ambiente: li troviamo nell’acqua, nel suolo e in diversi alimenti, come pesce, crostacei, tè, cereali e spinaci. La presenza nei dentifrici e in altri prodotti per l’igiene orale testimonia i suoi benefici per la salute dentale, ma la sua utilità è legata a quantità molto specifiche.
Il fluoro, in primo luogo, aumenta la resistenza del dente agli attacchi demineralizzanti, che comportano la perdita di minerali dallo smalto, prevenendo così la formazione di cavità cariose. Inoltre, favorisce la rimineralizzazione delle lesioni di piccole dimensioni nello smalto, rafforzandolo e rendendolo più resistente all’attacco degli acidi responsabili della formazione della carie. Aiuta a prevenire la carie rendendo il dente più resistente all’acido della placca e dello zucchero. Può anche invertire l’effetto della carie molto precoce.
In particolare, aiuta a proteggere lo smalto costituito per il 96% da minerali e per il 4% da sostanze organiche e acqua. Il fluoro si deposita sui denti e rimineralizza lo smalto, perciò la sua applicazione topica è particolarmente indicata per: prevenire dolorose carie: contrasta l’azione corrosiva degli acidi prodotti dai batteri e inibisce la replicazione batterica; proteggere i colletti dentali sensibili, perché forma una barriera isolante contro gli stimoli termici. Inoltre, il fluoro viene eliminato molto lentamente e permane per giorni sul dente in concentrazioni sufficienti da garantirne la protezione.
L’azione anticarie del fluoro è dimostrata anche dai dati: l’esperienza degli ultimi decenni ha evidenziato che la sua assunzione è in grado di ridurre del 40% la comparsa della carie. In effetti, secondo i primi studi, la fluorizzazione dell'acqua è stata associata a un forte calo della prevalenza della carie dentale per molte popolazioni, al punto da ritenerla uno dei più grandi metodi di prevenzione delle malattie di tutti i tempi. Nelle linee guida del Ministero della Salute si indica che “La prevenzione della carie attraverso l’utilizzo del fluoro è necessaria per tutti gli individui”.
Leggi anche: meccanismi di tossicità del fluoro
Il fluoro può essere applicato direttamente sui denti attraverso dentifrici e collutori al fluoro. Un dentista nello studio può anche applicarlo sui denti sotto forma di gel, schiuma o vernice. La somministrazione di fluoro per questo motivo dovrebbe solo ed esclusivamente avvenire per via topica: il gel al fluoro contenente il principio attivo viene messo direttamente sulla parte interessata, ovvero sullo smalto dei denti. L’applicazione di gel al fluoro viene eseguita dal dentista o dall’igienista dentale con l’ausilio di sottili mascherine in gomma che mantengono il gel a contatto con tutti i denti, arrivando anche negli spazi interdentali. Il tempo di posa è di circa 5 minuti. È importante evitare di mangiare e bere durante la mezz’ora successiva all’applicazione fluoro, in modo tale che il gel rimasto continui ad agire. Si consiglia di fare un’applicazione di gel al fluoro ogni 6 mesi, così che i denti vengano periodicamente rinforzati.
Il Regolamento europeo sui cosmetici autorizza un uso di fluoro fino a 1500 ppm (parti per milione), un livello che viene considerato efficace e senza rischi. Secondo la regolamentazione attualmente in vigore, tutti i dentifrici contenenti tra lo 0,1% (1000 ppm) e lo 0,15% (1500 ppm) di fluoro, nel caso in cui non riportino in etichetta una controindicazione per i bambini, devono obbligatoriamente indicare la seguente avvertenza specifica: “In caso di impiego da parte di bambini fino a 6 anni, si raccomanda di utilizzare una piccola quantità di dentifricio sotto la supervisione di un adulto per ridurre al minimo l’ingerimento.”
Il gel al fluoro che utilizza White Smile Milano è a base di fluoruro amminico in concentrazione 1,25% di fluoro. Per capirci, il 300% più concentrato di quello contenuto in un normale dentifricio per adulti. Da White Smile Milano è possibile beneficiare di questo prezioso principio attivo in totale sicurezza, perché il fluoro va solo dove serve, per il tempo che serve!
Recenti studi hanno però scoperto che introdurre il fluoro nell’età dello sviluppo attraverso gocce o pastiglie può causare fluorosi, un’intossicazione che si manifesta con la comparsa di macchie bianche o marroni sullo smalto dei denti. Con dosi elevate si possono avere addirittura dannosi accumuli a livello scheletrico. La fluorosi, quando si manifesta, è solitamente associata al fluoro naturale, come quello che si trova nell’acqua di pozzo. Un’assunzione eccessiva di fluoro può infatti provenire sia da alimenti (acqua, cibi e altre bevande) che da fonti non alimentari, come il dentifricio ingerito.
L’esposizione ad alti livelli di fluoro può portare allo sviluppo della fluorosi dentale. Questa condizione è il risultato di un'eccessiva assunzione sistemica di fluoro durante la formazione dello smalto, quindi nei primi anni di vita. Una forma più grave di avvelenamento è la fluorosi scheletrica, causata da un’esposizione cronica a quantità elevate. Questo disturbo comporta danni alle ossa e alle articolazioni, con sintomi quali dolore, rigidità e, nei casi avanzati, deformità ossee.
Leggi anche: fluoro per i denti: vantaggi e rischi della nebulizzazione
È sicuro ed efficace a dosi più basse e se usato come indicato, ma può essere pericoloso a dosi elevate (i livelli di dose "tossici" variano a seconda del peso dell’individuo). Inoltre, l’eccesso può causare difetti nello smalto dei denti che vanno da macchie o striature bianche appena percettibili a un colore marrone esteticamente sgradevole. La quantità di fluoro considerata sicura varia in base alla modalità e alla durata dell’esposizione.
Diversi settori industriali espongono i lavoratori a rischi significativi legati al fluoro. L’industria chimica e quella della produzione di vetro e ceramica sono tra le più pericolose, insieme alla metallurgia, dove viene impiegato per la raffinazione dei metalli. Tra le malattie riconosciute come professionali dall'INAIL vi è la fluorosi scheletrica, una condizione cronica causata dall’accumulo nelle ossa. L’inalazione prolungata di polveri di fluoro può causare broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e altre patologie respiratorie. L’inalazione di polveri o gas contenenti fluoro è particolarmente pericolosa per il sistema respiratorio.
Questi composti, come i PFAS, una volta dispersi (ad esempio, quando lavi il viso e il prodotto finisce nello scarico), non si degradano. Contaminano l'acqua potabile, il suolo e persino l'aria. Riconoscere i PFAS cosmetici non è sempre facile perché non esiste un'unica dicitura. Ogni volta che applichi un prodotto che contiene queste sostanze, contribuisci al loro accumulo nel tuo corpo.
Le principali fonti di fluoro nella dieta sono l'acqua potabile, gli alimenti e le bevande a base di acqua fluorurata. L'acqua è la principale fonte alimentare di fluoro. La variabilità del suo contenuto nelle varie regioni del globo riflette l'altrettanto diversa assunzione totale di fluoro. Il contenuto di fluoro della maggior parte degli alimenti è basso (meno di 0,05 mg/100 grammi o 0,5 ppm). Il tè è probabilmente l'alimento più ricco di fluoro, in quanto la pianta Camellia sinensis concentra elevati livelli di fluoro nelle sue foglie, assorbendolo dal terreno.
Un'altra buona fonte di fluoro è rappresentata dai pesci marini che vengono consumati con le loro ossa (ad esempio le sardine o le acciughe). Inoltre, alcuni succhi di frutta, in particolare i succhi d'uva, presentano molto spesso concentrazioni di fluoro relativamente elevate. Per quanto riguarda il contenuto di fluoro nel latte materno, le concentrazioni sono così basse che non sempre possono essere rilevate; quando questi livelli possono essere misurati, vanno da meno di 0,002 a 0,01 mg/litro. Anche le concentrazioni di fluoro nel latte vaccino sono molto basse, comprese tra 0,007 e 0,086 mg per litro.
Leggi anche: Implicazioni legali del licenziamento per motivi medici legati al fluoro
Dopo l'ingestione, il fluoro degli alimenti viene assorbito rapidamente nello stomaco e nell'intestino tenue. L'assunzione ottimale di fluoro con la dieta non viene espressa come assunzione raccomandata, bensì come assunzione adeguata.
Con l’obiettivo di ridurre la prevalenza di acne nella popolazione, in alcuni Paesi si è optato per un’aggiunta controllata di sali di fluoruro all’acqua potabile della rete idrica pubblica; è ad esempio regolarmente fluorurata l’acqua negli Stati Uniti, mentre in Italia non sono mai state approvate leggi in merito. Acqua fluorurata: Paesi come gli Stati Uniti, il Regno Unito e l'Australia aggiungono fluoro alle loro riserve idriche pubbliche. In effetti, secondo i primi studi, la fluorizzazione dell'acqua è stata associata a un forte calo della prevalenza della carie dentale per molte popolazioni.
Nonostante i primi risultati incoraggianti, molti Paesi hanno infatti deciso di interrompere la fluorizzazione dell'acqua potabile a causa di problemi di sicurezza ed efficacia. L'assunzione di fluoro attraverso l'acqua fluorurata porta ad assunzioni incontrollabili e non personalizzate di fluoro (ad es. il beneficio del fluoro per i denti è massimo quando usato topicamente). In una presa di posizione sulla fluorizzazione dell'acqua potabile, lo Scientific Committee on Health and Environmental Risks (SCHER) della Commissione europea ha scritto che vi è una chiara evidenza scientifica circa l'effetto protettivo dell'applicazione locale di fluoruro, mentre i dati sull'applicazione sistemica (ad es. tramite somministrazione di pastigliette contenenti fluoruro) sono meno convincenti.
Perché il trattamento sia realmente efficace, il fluoro deve arrivare su tutto lo smalto. Perché sia possibile, il dente deve essere pulito e gli spazi interdentali completamente liberi dal tartaro. È molto importante che neonati e bambini di età compresa tra 6 mesi e 16 anni lo siano esposti. Questo è il lasso di tempo durante il quale si sviluppano i denti decidui e permanenti. Inoltre, le persone con determinate condizioni possono essere maggiormente a rischio di carie e quindi trarrebbero beneficio da un trattamento aggiuntivo con fluoro.
Poiché la capacità di guarigione dei denti è limitata, soprattutto nel caso di carie molto avanzata, il fluoro rappresenta un’efficace arma di contrasto alla demineralizzazione, sembra inoltre che possa ostacolare la proliferazione batterica che viene invece favorita dalla presenza di zuccheri. Aiuta a prevenire la carie rendendo il dente più resistente all’acido della placca e dello zucchero.
Attenzione: Per i bambini di età inferiore ai 6 anni è importante limitare l'ingerimento di dentifricio al fluoro utilizzando una piccola quantità sotto la supervisione di un adulto. Fino a non molti anni fa, veniva somministrato il fluoro per via orale attraverso pastiglie o gocce per aumentarne l’assunzione giornaliera; questo metodo però non è particolarmente efficace poiché fa arrivare poco fluoro ai denti visto che prima il corpo deve assimilarlo e poi rilasciarlo nella saliva. Per avere concentrazioni utili nella saliva bisognerebbe assumerne in grande quantità, col rischio di avere accumuli dannosi in altre parti del corpo.
Da oltre un decennio c' è una chiara alternativa al Fluoro che non ha le sopra citate controindicazioni e questa alternativa è rappresentata dall' idrossiapatite biomimetica microRepair® che addirittura è un integratore osseo: perché continuare a rischiare la fluorosi dentale e scheletrica? I dentifrici Biorepair sono una valida alternativa al Fluoro perché usano come principio attivo brevettato i microRepair®, cristalli particelle di Idrossiapatite biomimetica che, penetrando nelle micro scalfitture dello smalto e rivestendone delicatamente la superficie, lo riparano da subito e al 100%.
Inoltre test in vitro sull'erosione dello smalto dimostrano che Biorepair® è 2 volte più efficace di un normale dentifricio al Fluoro, perché i microRepair®, depositandosi sullo smalto, formano uno strato di Idrossiapatite che lo protegge efficacemente dall'attacco degli acidi. Di conseguenza possiamo dire che il Fluoro non è dannoso per gli adulti, ma è meno efficace rispetto ai dentifrici Biorepair® soprattutto per quanto riguarda l'erosione.
La presenza nei dentifrici e in altri prodotti per l’igiene orale testimonia i suoi benefici per la salute dentale, ma la sua utilità è legata a quantità molto specifiche. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda che la concentrazione nell’acqua potabile non superi 1,5 milligrammi per litro. Per l’esposizione lavorativa, i limiti accettabili nell’aria si aggirano tra 2,5 e 5 milligrammi per metro cubo in un turno lavorativo di otto ore. Quantità giornaliere superiori a 2 milligrammi possono causare screziature dello smalto dentale, mentre livelli prolungati oltre questa soglia aumentano il rischio di danni scheletrici e neurologici.
La fluorosi può verificarsi solo durante la formazione dello smalto, è quindi importante comprendere meglio l’assunzione globale di fluoro dei bambini piccoli. L'assunzione di fluoro avviene oggigiorno regolarmente dal cibo e dalle bevande e ci sono non rare zone geografiche, anche in Italia, dove la presenza di fluoro nell'ambiente è davvero eccessiva. La fluorosi, quando si manifesta, è solitamente associata al fluoro naturale, come quello che si trova nell'acqua di pozzo. Se si utilizza acqua di pozzo e non si è sicuri del contenuto di minerali (soprattutto fluoruro), è necessario testare un campione d’acqua.
È compito dei professionisti spiegare e motivare la scelta di questo trattamento. Se ciò non è mai stato fatto, allora probabilmente sarà il paziente stesso ad avvertire la necessità di rinforzare lo smalto, soprattutto in caso di colletti abrasi o di rottura del dente durante la masticazione. A volte i denti danno degli avvertimenti, attraverso la sensibilità dei colletti o fastidi dovuti alla presenza di carie, che devono essere ascoltati. Inoltre, alcune cattive abitudini - come mangiarsi le unghie - possono indebolire i denti, ma il gel al fluoro può rinforzarli.
Si consiglia di fare subito un’applicazione di fluoro se: è più di 6 mesi che non viene fatto, i denti sono deboli per predisposizione genetica, il paziente soffre di acidosi o reflusso gastro-esofageo, si sta indossando un apparecchio ortodontico tradizionale o i colletti sono scoperti a causa di una recessione gengivale.
| Beneficio | Rischio / Limite |
|---|---|
| Riduzione della carie fino al 40% | Fluorosi dentale in età di sviluppo |
| Rimineralizzazione dello smalto | Accumuli scheletrici con esposizione cronica |
| Protezione prolungata se applicato topicamente | Assunzione incontrollata tramite acqua fluorurata |
| Disponibile e regolamentato nei cosmetici fino a 1500 ppm | Rischi professionali per lavoratori esposti |
tags: #benefici #e #rischi #fluoro #in #creme
