
L’affollamento è la malocclusione più frequente in ortodonzia. Si presenta già in età pediatrica ed è principalmente di carattere ereditario. È il segno della mancanza di spazio nelle arcate e non si autocorregge ma può aggravarsi nel tempo. Una corretta diagnosi richiede esame clinico, radiografie e analisi dei modelli in gesso.
Secondo lo studio di Brunelle et al. del 1996 l’affollamento è presente in circa un bambino su due in dentizione mista e arriva a 2:3 in dentatura permanente. È una malocclusione che peggiora nel tempo e, se presente in dentatura decidua, evolverà ulteriormente nelle due successive dentature. L’entità dell’affollamento è data dalla differenza tra lo spazio disponibile in arcata e lo spazio necessario affinché i denti si possano allineare.
Tale fenomeno progredisce nel tempo soprattutto a causa di una progressiva e fisiologica diminuzione del perimetro d’arcata. Alcuni autori hanno dimostrato che l’arcata inferiore è più soggetta all’affollamento anteriore poiché il perimetro continua a diminuire anche negli anni successivi al leeway space. L’affollamento può manifestarsi nella seconda decade di vita anche con denti inizialmente allineati (affollamento lieve), mentre se l’affollamento è grave tende a peggiorare nel tempo (affollamento tardivo).
La principale causa del peggioramento dell’affollamento è la riduzione progressiva del perimetro d’arcata, con la mandibola che continua a crescere anche dopo la chiusura della crescita del mascellare. Denti e strutture: i denti incisivi inferiori sono i più frequentemente coinvolti per la pressione del labbro inferiore che li lingualizza. Nella dentatura decidua esistono fattori prognostici importanti: presenza o meno di spaziature, perdita precoce dei denti decidui, denti decidui in anchilosi o mancanze congenite e alcune malocclusioni come II classe div. 2 e morso crociato.
Spaziature superiori a 5 mm non porteranno affollamento; se in dentatura decidua i denti sono affollati nel 100% si avrà affollamento nella dentatura permanente. Baume e Leighton indicano che una dentatura decidua con denti perfettamente allineati e senza spaziature (Hollywood smile) andrà incontro ad affollamento con incidenza del 40-60%. La perdita precoce del dente deciduo comporta una riduzione del perimetro d’arcata, con possibili scelte di estrazioni seriate in dentizione mista.
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Per la corretta diagnosi si utilizzano diversi metodi per misurare lo spazio disponibile in arcata in dentatura mista. Un metodo semplice somma quattro segmenti di retta dalla superficie mesiale del primo molare al cuspide del canino e dal canino alla linea interincisiva. Per lo spazio necessario si utilizzano le dimensioni dei denti o le tavole di Tanaka e Johnston. In radiografia si applica la proporzione di Nance per stimare la larghezza reale sul modello e la relativa magnificazione. La metodica di Tanaka e Johnston è affidabile per popolazioni caucasiche e non necessita né di radiografie né di tabelle di riferimento. Tab. 1
In dentizione decidua esistono fattori prognostici aggiuntivi, come la perdita precoce del dente deciduo o l’anchilosi. La deviazione tra lo spazio necessario e quello disponibile determina l’entità dell’affollamento e guida la scelta terapeutica. L’analisi cefalometrica e i modelli in gesso restano strumenti chiave per valutare la situazione complessiva e pianificare interventi mirati.
Le modalità di recupero dello spazio nell’arcata inferiore includono:
Il Leeway space è lo spazio ottenuto dalla permuta dei denti decidui rispetto ai loro corrispondenti definitivi. In media è 0.9 mm per lato per l’arcata mascellare e 1.7 mm per lato per l’arcata mandibolare. Questo spazio può essere recuperato tramite arco linguale inferiore (permette la distallizzazione dei molari) e barra transpalatale nell’arcata superiore. Nel 70% dei casi un arco linguale risolve la maggior parte degli affollamenti; se l’affollamento è grave (circa 20% dei casi) è spesso necessario lip bumper o altre metodiche di espansione.
Lo slicing è una procedura che consente di guadagnare spazio riducendo le superfici mesiali dei decidui posteriori, partendo dai canini, mantenendo fermi i molari permanenti. Se l’affollamento è grave le estrazioni seriate diventano una scelta necessaria: possono coinvolgere canini decidui e primi molari decidui, seguite dall’eruzione dei premolari permanenti per permettere la mesializzazione dei canini e dei secondi premolari.
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I principali apparecchi per aumentare il perimetro d’arcata includono lip bumper, 2x4 (per vestibolarizzare incisivi), apparecchi distalizzanti come Pendulum o TEO per arcata superiore, e espansori rapidi del palato (ERP) per espansione trasversale. Per affollamenti gravi (≥10 mm) si ricorrono a estrazioni seriate, ma la selezione del paziente è cruciale: si preferisce paziente normodivergente o iperdivergente senza problemi trasversali, con una inclinazione degli incisivi normale. Le estrazioni servono a facilitare la serietà di chiusura e l’allineamento nel tempo.
Le procedure di controllo dell’affollamento includono anche l’eliminazione delle compensazioni dentali attraverso ortodonzia pre-chirurgica quando è richiesto un raddrizzamento completo delle basi ossee prima di un intervento chirurgico maggiore (chirurgia ortognatica). In alternativa, esiste lo scenario surgery first, dove la chirurgia viene eseguita precocemente seguita dall’ortodonzia.
La storia dell’ortodonzia parte da pratiche antiche ma si consolida nel XIX-XX secolo con figure chiave: da Eustachi e Bourdet a Kingsley, Andrews, Tweed, Begg, Steiner, Ricketts, Andrews, e molti altri che hanno sviluppato tecniche, attacchi e dispositivi per meglio gestire l’affollamento e l’allineamento dentale. L’evoluzione comprende l’introduzione di apparecchi fissi, l’uso di archi di differenti caratteristiche, la progressiva diffusione degli allineatori e l’affinamento delle strategie intercettive per migliorare la prognosi del trattamento.
Nel contesto contemporaneo, l’ortodonzia moderna integra diagnosi avanzate, alfabetizzazione cefalometrica, e pianificazioni che combinano ortodonzia con potenziali interventi chirurgici, nonché una crescente attenzione a trattamenti estetici, funzionali e di mantenimento a lungo termine.
Nell’ortodonzia adolescenziale è cruciale distinguere tra cause dentali e scheletriche per il morso inverso anteriore e per altre anomalie. Il trattamento della II classe dipende dall’origine scheletrica e dall’età: l’aspetto scheletrico può essere affrontato con maggiore efficacia nell’adolescenza, sfruttando l’accelerazione della crescita puberale. La valutazione deve includere una stima quantitativa della dimensione mandibolare e una valutazione qualitativa della direzionalità di crescita, nonché considerazioni trasversali ed estetiche per comunicare prognosi e piani di trattamento ai pazienti e ai genitori.
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I canini inclusi rappresentano una sfida frequente: l’1-3% dei casi vede il canino permanente erompere in posizione errata. La gestione dipende dall’età e dallo stadio di permuta dentale: durante la crescita si valuta la presenza della bozza canina e si adottano misure ortodontiche per favorire una correzione spontanea; se la permuta è completa, si procede con la disinclusione ortodontica chirurgica seguita da forza ortodontica direzionale.
- L’affollamento è una malocclusione molto comune che tende ad aumentare se non adeguatamente trattato. La diagnosi si basa su misure dello spazio disponibile e necessario sui modelli e sulle radiografie. L’arcata inferiore è spesso guida per la terapia a causa della sua struttura ossea compatta.
- Le strategie di trattamento includono espansione del palato, variazione dell’inclinazione dei denti anteriori o posteriori, distalizzazione, estrazioni, e procedure come lo slicing o l’uso di lip bumper o 2x4 a seconda del caso. Nell’arco inferiore si privilegia la rimodellazione dento-alveolare piuttosto che l’espansione ossea ortopedica.
- Nei casi di affollamento grave o su basi scheletriche complesse, la chirurgia ortognatica combinata con l’ortodonzia può offrire risultati ottimali, con approcci che possono prevedere una sequenza pre-operatoria o una chirurgia “surgery first”.
In sintesi, l’affollamento è la malocclusione più frequente, colpisce tutte e tre le dentature e tende a peggiorare nel tempo. Le soluzioni sono varie e richiedono una diagnosi accurata per scegliere l’approccio più appropriato, inclusa la considerazione di estrazioni seriate solo quando strettamente necessarie e in contesti clinici adeguati.
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