Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa (AIC): obiettivi, attività e prospettive future

Da allora siamo attivi nel promuovere salute e rispetto dei tessuti dentari attraverso studio e ricerca scientifica nel campo dell’odontoiatria Conservativa. Ma non solo, favoriamo scambi culturali con analoghe associazioni internazionali e l’incontro tra insegnanti universitari e postuniversitari. Venticinque anni di dedizione e impegno che ci hanno portato a raggiungere importanti obiettivi: abbiamo organizzato nove congressi, tra nazionali e internazionali, il Conseuro 2000, decine di corsi in tutta Italia, oltre a simposi, close-meeting, continuing education. Il nucleo portante di AIC è costituito da ben 80 Soci Attivi. Insieme approfondiamo tutte le problematiche biologiche, le tecniche operative e gli aspetti interdisciplinari connessi al restauro diretto e indiretto dell’elemento dentale singolo. Unisciti a noi ed entra a far parte di AIC.

Nello statuto societario dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restau­rativa è scritto a chiare lettere che la mission di AIC è quella di contribuire al miglioramento della salute orale della popolazione. Molti cambiamenti sono avvenuti nei trent’anni e più passati dalla fondazione dell’Accademia nelle conoscenze, nelle modalità e nelle tecniche di prevenzione, cura e restauro, come anche nelle richieste dei pazienti e nei rapporti tra loro e l’odontoiatra. Da allora siamo attivi nel promuovere salute e rispetto dei tessuti dentari attraverso studio e ricerca scientifica nel campo dell’odontoiatria Conservativa. Ma non solo, favoriamo scambi culturali con analoghe associazioni internazionali e l’incontro tra insegnanti universitari e postuniversitari. Venticinque anni di dedizione e impegno che ci hanno portato a raggiungere importanti obiettivi: abbiamo organizzato nove congressi, tra nazionali e internazionali, il Conseuro 2000, decine di corsi in tutta Italia, oltre a simposi, closed meeting, continuing education. Il nucleo portante di AIC è costituito da più di 80 Soci Attivi. Insieme approfondiamo tutte le problematiche biologiche, le tecniche operative e gli aspetti interdisciplinari connessi al restauro diretto e indiretto dell’elemento dentale singolo. Unisciti a noi ed entra a far parte di AIC.

Il congresso di Bologna dal 7 al 9 maggio offre il 27° Congresso dell’Accademia italiana di odontoiatria conservativa e restaurativa (Aic), che quest’anno accoglierà ConsEuro 2026, frutto della collaborazione tra Aic e la European Federation of Conservative Dentistry (Efcd). Il programma si articola in tre giornate. Giovedì spazio alle tavole cliniche con le aziende partner Aic e al teacher meeting dedicato alla deep margin elevation, con focus su interfaccia parodontale-restaurativa, fratture profonde e riassorbimenti cervicali. Venerdì è la giornata dell’odontoiatria conservativa ed estetica: tendenze globali, restauri diretti estesi, pianificazione digitale, materiali innovativi e un simposio sui materiali bioattivi. Professor Scotti, il congresso Aic, che quest’anno ospita ConsEuro, rappresenta un momento di confronto tra la scuola italiana e quella europea. Il congresso rappresenta un’occasione duplice. Dai agli un lato, consente di valorizzare e mettere in evidenza la qualità dell’attività scientifica dell’Aic in un contesto europeo. Dall’altro lato, è soprattutto un momento di incontro. In questa direzione si inseriscono anche alcuni momenti specifici del programma, come il Teacher Meeting e il Bioactive Symposium, pensati per promuovere il dialogo su temi centrali della conservativa. Il primo è dedicato agli aspetti educazionali, in particolare alla gestione dei margini profondi e alla rilocazione del margine; il secondo riunisce esperti europei per fare il punto sui materiali bioattivi e sviluppare documenti di consenso utili alla pratica clinica.

Infografica sulla struttura organizzativa e sui congressi AIC

Cosa c’è nel futuro dell’odontoiatria conservativa riguardo a nuovi materiali e nuove tecniche? Una grande innovazione sarà costituita dai materiali bioattivi. Non si è visto ancora molto ma si stanno sviluppando e certamente si affermeranno in futuro, essendo in grado di interagire con i substrati dentali per indurre una modifica tendente a una guarigione e a una ricostituzione, limitando così la complessità della procedura operativa. Dal lato totalmente opposto, quello della ricostruttiva pura, ancora si è visto molto poco, si stanno studiando materiali stampabili in 3D; attualmente c’è una tendenza verso materiali che guardano molto al passato, a resine simili ai compositi di vent’anni fa, ma che sicuramente potranno incidere molto sull’aspetto gestionale ed economico, perché la stampa 3D, rispetto all’attuale tecnica di fabbricazione dei manufatti, limita lo spreco dei materiali, ne permette il riutilizzo e rende la produzione più rapida. Nel programma congressuale trovano spazio temi come restauri diretti estesi e pianificazione digitale. Ha già cambiato moltissimo. Oggi si tende a considerare il digitale rivoluzionario e innovativo, dimenticando che i flussi digitali, incluse le scansioni intraorali, contano già vent’anni di evoluzione. Per i chirurghi è già normale pilotare dei robot, noi non siamo arrivati a questo ma credo sia solo questione di tempo. Ma l’analogico resterà un fondamento, innanzitutto conoscitivo. Inoltre, anche se il flusso digitale è già parte integrante dell’odontoiatria, bisogna ricordare che la conservativa resta una disciplina con una componente manuale difficilmente eliminabile. La gestione dei margini profondi e l’interfaccia parodontale-restaurativa sono temi sempre più centrali. Per quanto riguarda la rilocazione del margine, si tratta di un tema oggi molto centrale, ma in realtà introdotto nei primi anni Duemila e sviluppato in maniera più sistematica intorno al 2012. Nel rapporto tra evidenze scientifiche e pratica clinica quotidiana, quanto è ancora ampia la distanza? È una domanda molto critica e affronta un problema in cui sono personalmente coinvolto. Da una parte, l’evoluzione dei materiali è estremamente rapida; dall’altra, la ricerca clinica richiede tempi lunghi, oltre a importanti risorse organizzative ed economiche. Di conseguenza, la ricerca fatica a stare al passo con l’evoluzione dei materiali e delle tecniche.

Video sulla storia e missione dell’AIC

«Sono al primo anno del mio mandato biennale e la Federazione sta attraversando una fase di forte cambiamento. L’obiettivo finale - afferma il presidente - è favorire lo sviluppo di materiali e protocolli condivisi tra Federazione, università e società scientifiche europee, contribuendo così a elevare la qualità media dell’odontoiatria conservativa in Europa. La Federazione sta quindi evolvendo da semplice organizzatrice di un congresso a vero elemento di collegamento tra università, società scientifiche, industria e clinici europei. Da allora siamo attivi nel promuovere salute e rispetto dei tessuti dentari attraverso studio e ricerca scientifica nel campo dell’odontoiatria Conservativa. Ma non solo, favoriamo scambi culturali con analoghe associazioni internazionali e l’incontro tra insegnanti universitari e postuniversitari. Venticinque anni di dedizione e impegno che ci hanno portato a raggiungere importanti obiettivi: abbiamo organizzato nove congressi, tra nazionali e internazionali, il Conseuro 2000, decine di corsi in tutta Italia, oltre a simposi, close-meeting, continuing education. Il nucleo portante di AIC è costituito da ben 80 Soci Attivi. Insieme approfondiamo tutte le problematiche biologiche, le tecniche operative e gli aspetti interdisciplinari connessi al restauro diretto e indiretto dell’elemento dentale singolo. Unisciti a noi ed entra a far parte di AIC.

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  • La carie resta la patologia infettiva più diffusa al mondo e richiede una gestione multifattoriale, con attenzione a igiene, alimentazione e stile di vita.
  • L’Odontoiatria Conservativa si occupa di curare patologie come carie, deterioramento dello smalto e della dentina per ripristinare la funzione dentale.
  • La formazione condivisa e sistematica è fondamentale per affiancare il clinico nella diagnosi della patologia cariosa e nella valutazione del rischio.

La carie dentale è una delle malattie più diffuse al mondo, che affligge più del 90% della popolazione adulta: saperla riconoscere fin dagli stadi iniziali, curarla e prevenirla. “La carie è multifattoriale e richiede una gestione attenta dei comportamenti del paziente: igiene, alimentazione, stile di vita, stress”.

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