
Molti hanno sperimentato quella sensazione di fastidio e bruciore dovuta all’afta, che si intensifica ogni volta che ci passiamo sopra la lingua o mangiamo qualcosa. In effetti si tratta di una lesione della mucosa orale che si presenta come un’ulcerazione, dalle dimensioni variabili, ma in genere sempre più piccola di un centimetro, caratterizzata da un’area centrale biancastra, talvolta tendente al giallo, circondata da mucosa arrossata e edematosa.
La stomatite aftosa è una lesione orale molto diffusa, soprattutto in età pediatrica. Da un punto di vista medico, è una lesione della mucosa che può avere cause differenti, non note. Non esiste una cura per le ulcere in bocca, solo dei rimedi per contrastare il dolore e velocizzare la guarigione di queste fastidiose lesioni della mucosa che portano alle vesciche in bocca.
È comune che i pazienti la indichino come macchia bianca. Ma se la osserviamo bene, l’afta alla gengiva, alla lingua o sotto al labbro ha una forma concava, con la parte centrale biancastra con una tonalità che varia dal bianco al giallo, dovuto alla presenza di fibrina. La sua conformazione è ovale o rotonda, con un diametro di circa 5 millimetri ma più raramente può presentare dimensioni anche superiori al centimetro, configurando la cosiddetta aftosi major (afta gigante in bocca).
Le afte possono presentarsi in ogni distretto della bocca. Di solito compaiono sulle guance, sulla lingua, e sulle labbra. La sede dice molto della causa; zone atipiche come il pavimento della bocca, il palato e la zona posteriore della bocca devono farci supporre che possano trattarsi di manifestazioni di altre patologie. Le afte non sono contagiose, a differenza dell’herpes orale.
Esistono 3 tipi di afte in bocca che possono interessare interno della guancia, palato, labbra e lingua: afte minori, afte maggiori e afte erpetiformi. Le afte minori hanno diametro inferiore agli 8 mm e prognosi di circa 10 giorni; le afte maggiori hanno diametro superiore al centimetro e sintomi che possono durare fino a un mese; le afte erpetiformi sono molte piccole ulcerazioni che formano gruppi dolorosi e durano circa 2 settimane.
Leggi anche: afte post-impianto dentale: cosa fare
Le afte hanno decorso spontaneo: si formano nel giro di poche ore e permangono per giorni o settimane, a seconda della dimensione e della quantità delle lesioni. In alcuni soggetti tendono a ricomparire nel tempo (stomatite aftosa recidivante).
Le afte possono colpire guance interne, lingua e labbra, ma anche gengive e palato: se compaiono in zone particolarmente atipiche potrebbe indicare patologie diverse. L’origine precisa non è nota, ma l’ipotesi comune è che ci siano traumi della mucosa, predisposizioni individuali e una combinazione di fattori.
Tra i traumi comuni: morsicature involontarie, ustioni, spazzolino troppo energico. Tra le altre causazioni: stress, carenze vitaminiche, cibi irritanti, uso di antibiotici, malattie infettive, disturbi immunitari e condizioni autoimmuni. Anche la relazione con Covid-19 è stata osservata: alcuni pazienti hanno sviluppato ulcerazioni orali, sebbene non sia chiaro se sia una causa diretta o indiretta legata a indebolimento immunitario.
Il segno più evidente è la comparsa di piccole ulcere bianche o grigiastre, spesso accompagnate da arrossamento intorno. Può esserci bruciore o dolore, soprattutto in contatto con cibi acidi, salati o caldi. In caso di afte più grandi o che si rompono, il dolore può intensificarsi e compromettere masticazione e linguaggio. A volte si osserva un aumento della salivazione.
La diagnosi è spesso clinica, basata sull’esame della lesione e sull’anamnesi. Le afte non sono contagiose come l’herpes; tuttavia, se le lesioni sono multiple, persistono oltre due settimane o compaiono con sintomi sistemici, può essere utile una valutazione medica per escludere patologie sottostanti.
Leggi anche: ottimizzazione del colore nelle zirconia ultra-trasparenti
Una visita dal dentista o dal medico è indicata se le afte persistono, si ingrandiscono, o compaiono in contesti insoliti (palato molle, tonsille, zone non tipiche). In alcuni casi potrebbero essere richiesti esami del sangue, colture o biopsia per escludere condizioni gruose.
Esistono rimedi palliativi volti a ridurre il dolore e accelerare la guarigione. Dopo consulto medico, si possono utilizzare gel o spray lenitivi (spesso a base di aloe e acido ialuronico), cerotti a base di antinfiammatori steroidei e collutori o rivestimenti protettivi contenenti sucralfato. Alcuni trattamenti includono amlexanox o diclone e lidocaina, utili per ridurre il dolore ma con cautela, soprattutto nei bambini, perché possono compromettere la deglutizione.
Rimedi naturali talvolta impiegati includono Tea Tree Oil, miele, bicarbonato di sodio o sale, ma è consigliabile evitare fai-da-te che potrebbe irritare ulteriormente la mucosa. L’infiammazione orale va gestita con igiene orale accurata: spazzolino morbido, lavaggi delicati e un’alimentazione ricca di vitamine e sali minerali. Evitare cibi piccanti, acidi o troppo salati contribuisce a ridurre la sintomatologia.
Una carica batterica elevata può ritardare la guarigione: una buona igiene orale riduce i residui di cibo e l’irritazione. Inoltre, evitare traumi meccanici, masticare lentamente e mantenere una dieta equilibrata sono misure utili per prevenire le afte ricorrenti. L’uso di collutori non alcolici e spazzolini morbidi è preferibile durante una fase di afta attiva.
Le afte orali si presentano tipicamente come lesioni bianastre o grigiastre, rotonde o ovali, con bordo rosso, di dimensioni variabili da pochi millimetri a oltre un centimetro. Non sono contagiose, ma se le lesioni sono molto dolorose, persistono oltre 10-14 giorni, o compaiono con altri sintomi sistemici, è consigliabile consultare un medico o un dentista per escludere cause più serie come malattie autoimmuni o infezioni.
Leggi anche: approccio terapeutico per l'autofonia da problemi occlusali
In sintesi: riconoscere l’afta, distinguere tra afta minor e major, curare i sintomi con rimedi topici e mantenere una buona igiene orale per accelerare la guarigione, prestando attenzione a segnali di allarme che richiedono attenzione clinica.
La pagina di riferimento descrive come riconoscere, diagnosticare e trattare l’afta, offrendo una panoramica completa sulle possibili cause, sulle forme cliniche e sulle strategie di gestione quotidiana.
tags: #afta #provoca #mal #di #denti #cause
