
Un dolore intenso con gengive gonfie e arrossate può essere sintomo di un’infezione batterica chiamata “ascesso gengivale”. L’ascesso gengivale è un’infiammazione acuta della gengiva causata da batteri. L’ascesso dentale è una raccolta di pus dovuta a un’infezione batterica che interessa un dente o la gengiva e rappresenta una vera urgenza odontoiatrica. L’infezione, infatti, non si risolverà da sola e non si può eliminare senza un trattamento con farmaci antibiotici prescritto dal medico.
Quando la mucosa orale risulta compromessa, dunque, le tasche si riempiono di batteri che portano allo sviluppo dell'ascesso gengivale. L’ascesso gengivale è una patologia che colpisce molte persone e può causare dolore e fastidi. L’ascesso si manifesta come una massa gonfia ed arrossata sulla superficie della mucosa intorno al dente; all’interno di questo gonfiore ci sono batteri, detriti cellulari, plasma e leucociti.
La causa che scatena un ascesso è un’infezione batterica, dovuta a un calo di difese del sistema immunitario. Le cause più frequenti sono: parodontite avanzata, carie profonda o frattura del dente, cure canalari incongrue, corpi estranei nella gengiva, dente del giudizio sotto gengiva. Anche gli impianti dentali in perimplantite possono dare ascessi. Pazienti con una compromissione del sistema immunitario, malattie metaboliche come il diabete o altre patologie possono andare più facilmente incontro alla comparsa di un ascesso. Terapie lunghe con farmaci, fra tutti ad esempio i corticosteroidi, possono portare ad avere un sistema immunitario più labile.
I sintomi dell’ascesso gengivale includono dolore intenso, gonfiore, rossore e sensibilità alla pressione. I segnali più tipici sono: dolore pulsante, gonfiore della gengiva o della guancia, alito cattivo e talvolta febbre. Elenco dei sintomi: gengive rosse, gonfie e dolenti; fistole con pus; gonfiore al viso; pulsazione; dente sensibile alla pressione; mobilità dentale; alitosi; difficoltà a deglutire; febbre; ingrossamento dei linfonodi del collo. In alcuni casi il dolore iniziale diminuisce quando il gonfiore aumenta: è il momento in cui il pus ha trovato un “varco” per espandersi nei tessuti. Esistono anche ascessi poco dolorosi o quasi silenti, soprattutto se si forma una fistola che drena il pus in modo continuo.
Il dentista diagnostica un ascesso dentale in primis dalla sintomatologia riferita dal paziente, poi con la valutazione clinica del gonfiore dei tessuti attorno al dente e/o della guancia, dall’eventuale presenza di una fistola e del fastidio che si crea alla pressione sul dente e sulla guancia. Potrà anche effettuare una radiografia per valutare la situazione del dente da cui deriva l'ascesso. Solo una visita odontoiatrica con sondaggio gengivale e radiografie può distinguere correttamente tra ascesso parodontale e periapicale; la cura è molto diversa.
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L’antibiotico e l’antidolorifico per un ascesso dentale va prescritto solo dal dentista. Lui solo può decidere il tipo di farmaco e la posologia da rispettare. Non per tutti i tipi di ascesso viene prescritto l’antibiotico. L’infezione, infatti, non si risolverà da sola e non si può eliminare senza un trattamento con farmaci antibiotici prescritto dal medico.
Gli antibiotici usati prevalentemente nella cura di un ascesso dentale sono: Amoxicillina, come prima scelta; Claritromicina, nel caso di pazienti allergici alle penicilline; Clindamicina; Metronidazolo; Ceftriaxone. L’antibiotico per ascesso dentale più usato in queste circostanze è l’amoxicillina, associato o meno all’acido clavulanico (es.: Augmentin, Clavulin, Zimox, Velamox). Si raccomandano 2-3 grammi di farmaco al giorno (1 compressa ogni 8-12 ore) per 5-6 giorni. Per chi è allergico all’Amoxicillina si può usare un Macrolide come la Rokitamicina oppure la Clindamicina.
La durata della terapia con antibiotico per denti dipende dal tipo e dalla gravità dell’infezione. In generale: infezioni lievi: 5 giorni di trattamento; ascessi o infezioni gravi: 7-10 giorni; profilassi pre/post operatoria: 1-3 giorni, secondo indicazione medica. È fondamentale completare sempre il ciclo anche se i sintomi migliorano prima.
Il dentista deciderà eventualmente, per accelerare la guarigione, di incidere l’ascesso e fare un drenaggio del pus. Gli altri interventi, come la devitalizzazione del dente, o addirittura la rimozione dello stesso, verranno considerati dal dentista in base al quadro clinico del singolo caso. A seguito di un drenaggio, potrebbero essere necessari un trattamento di devitalizzazione e un’otturazione del dente o l’applicazione di una corona.
Per attenuare il dolore sono prescritti antidolorifici: ibuprofene, naprossene sodico etc che appartengono al gruppo dei farmaci antinfiammatori non steroidei denominati FANS. In caso di febbre prendere un classico antipiretico a base di paracetamolo, che ha comunque un effetto antalgico. L’antidolorifico più utile per il controllo del dolore associato all’ascesso è l’Ibuprofene: si consiglia una dose di principio attivo pari a 200-400 mg ogni 4-6 ore dopo i pasti e al bisogno (ma sempre a stomaco pieno). Non assumere oltre 2,4 grammi al dì.
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È essenziale non interrompere la terapia antibiotica prima del tempo, anche se i sintomi migliorano, e soprattutto non assumere antibiotici senza indicazione del dentista. Assicurati anche di conservare l’antibiotico nella maniera corretta: mantienilo in luoghi freschi e asciutti e lontano da fonti di calore.
Vi sono una lunga serie di rimedi naturali che possono alleviare, in attesa di una visita dentistica, il dolore di un ascesso dentale. Fra i tanti ricordiamo: propoli; olio essenziale di chiodi di garofano; aloe vera gel da massaggiare sulle gengive gonfie e dolenti intorno al dente. L’uso di una miscela di sale e acqua tiepida può aiutare a ridurre l’infiammazione e il dolore. Inoltre, l’applicazione di impacchi caldi sulla zona interessata può aumentare la circolazione sanguigna e accelerare la guarigione. L’olio di tea tree, grazie alle sue proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, può essere utilizzato come collutorio naturale per ridurre l’infiammazione delle gengive.
Non bisogna farsi illusioni: i rimedi naturali vanno considerati solo temporanei in attesa che il medico imposti la terapia antibiotica adeguata, l’unica che può seriamente aiutare in un problema serio come l’ascesso. Non ci sono evidenze scientifiche per rimedi omeopatici che curano infezioni.
L’ascesso può continuare a crescere, aumentando il pus, fino a generare una fistola o una ciste. Addirittura può giungere ad invadere, con il suo potere infettivo, zone del corpo vicine. Nei casi più gravi l'ascesso può causare un gonfiore dei linfonodi del collo, tale da essere visibile anche sul viso e sulla guancia. Nei casi avanzati, l’infezione può arrivare ai muscoli del collo, compromettendo la deglutizione e la respirazione. Nei casi più estremi può raggiungere anche altri organi attraverso il flusso sanguigno, dando origine a un’infezione sistemica (sepsi). Per questi motivi non è opportuno cercare di bucare o spremere l’ascesso in casa: così facendo, si rischia di innescare la diffusione a macchia d’olio dell’infezione e il suo aggravamento.
La miglior cura dell’ascesso è la prevenzione. Il consiglio migliore che possiamo dare, per prevenire un ascesso dentale, è di farsi visitare regolarmente dal dentista. Eseguendo una pulizia professionale, detartrasi, secondo i tempi che deciderà l’igienista dentale si avrà la certezza di avere la bocca sempre sotto controllo. Curare in modo preciso l’igiene orale tutti i giorni dopo ogni pasto. Oltre l’uso dello spazzolino, abituarsi a passare il filo interdentale tra dente e dente oppure lo scovolino. Sono entrambi molto importanti, possono garantire la rimozione completa di placca. Curare definitivamente il dente o la gengiva responsabili e mantenere controlli periodici per prevenire recidive.
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L’antibiotico per gengive infiammate andrebbe sempre assunto lontano dai pasti. È importante rispettare l’orario di assunzione. Non prendere l’antibiotico nei giusti tempi può vanificarne l’effetto, dando la possibilità ai batteri di diventare più forti e resistenti. Essendo le resistenze batteriche una vera e propria emergenza medica e farmacologica, inoltre, non prendere antibiotici se non è strettamente necessario e se non ti sono stati prescritti. Alcune classi di antibiotici possono essere controindicate in caso di insufficienza renale o epatica. Anche l’assunzione di altri farmaci in concomitanza con gli antibiotici deve essere resa nota all’odontoiatra per evitare interazioni sfavorevoli.
| Situazione | Antibiotico comune | Durata indicativa |
|---|---|---|
| Ascesso dentale acuto | Amoxicillina (event. Augmentin) | 5-7 giorni |
| Allergia alle penicilline | Clindamicina o Macrolide (Rokitamicina) | 5-7 giorni |
| Ascessi complessi/anaerobi | Amoxicillina + Metronidazolo | 7-10 giorni |
Le informazioni presenti in questo articolo sono a scopo informativo e non sostituiscono la valutazione clinica né la prescrizione di un dentista o medico qualificato. In caso di sintomi come gonfiore, dolore o febbre è importante rivolgersi al proprio dentista per una diagnosi precisa e un trattamento adeguato.
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