Requisiti apertura studio odontoiatrico Regione Campania: iter e semplificazioni dal 2020

Cambiano le norme sull’autorizzazione sanitaria in Campania, semplificato l’iter di apertura per i nuovi studi ed ambulatori. Dal 1 gennaio 2020 aprire un ambulatorio odontoiatrico in Campania sarà un po’ più semplice con la pubblicazione del Decreto DCA N. 107, in BURC n. 79 del 20.12.2019, di rettifica del precedente DCA 99/19. Le nuove disposizioni superano la situazione di stallo in cui si trovava il DCA n. 10 del 09/02/2018 causa l’assenza avallo autorizzativo dei Ministeri competenti.

Il presidente CAO di Salerno, Gaetano Ciancio, spiega che le misure inserite nel Decreto snelliscono la procedura di rilascio dell'autorizzazione all’esercizio, mantenendo come punto fermo la sicurezza e la tutela della salute dei pazienti. L’efficacia del DCA 107/19 è prevista a partire dal 1 gennaio 2020 e ripropone sostanzialmente le stesse misure del DCA 10/18 e ss.mm.ii.

Principali elementi della semplificazione

  1. SBurocratizzazione: la procedura di rilascio dell'autorizzazione all'esercizio avviene tramite la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), permettendo di aprire lo studio immediatamente dopo la presentazione della SCIA al Comune competente. L’Azienda sanitaria locale verifica i requisiti su tutti gli ambulatori che presentano la SCIA e comunica gli esiti al Comune entro 30 giorni. Decorsi 30 giorni, la verifica si intende superata.

  2. STP e studio polimedico: vengono previste le Società Tra Professionisti svincolate dal fabbisogno regionale delle prestazioni e si introduce lo “studio polimedico”, dove più professionisti esercitano in modo autonomo e indipendente, condividendo servizi comuni come sala d’attesa e servizi igienici. Il locale è privato, non aperto al pubblico, e non è richiesta la nomina di un responsabile sanitario.

Ambiti normativi essenziali

Le norme indicano che l’apertura di studi odontoiatrici che effettuano solo visite o diagnostica strumentale non invasiva può essere esercitata in forma libera. Alcuni esempi e riferimenti procedurali mostrano come le strutture si siano adeguate ai principi di riorganizzazione della rete sanitaria regionale, lasciando spazio a modelli di gestione professionale e responsabile all’interno di studi privati o associati.

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Riguardo alle figure professionali coinvolte, il percorso formativo per l’Assistente di studio odontoiatrico (ASO) resta centrale. Il corso prevede una formazione d’aula specifica, formazione pratica e tirocinio guidato presso studi odontoiatrici autorizzati. Le override di requisiti includono la necessità di una certificazione d’assolvimento dell’obbligo di istruzione per accedere al corso, test di ingresso per i candidati stranieri e una serie di verifiche di apprendimento al termine di ogni unità formativa.

Struttura del percorso formativo

  • Modulo base: 150 ore di teoria (20 ore dedicate alle esercitazioni) e 100 ore di tirocinio.
  • Modulo professionalizzante: 150 ore di teoria (30 ore di esercitazioni) e 300 ore di tirocinio.
  • Utilizzo della formazione a distanza (FAD) fino al 30% del monte ore complessivo, salvo emergenze sanitarie che possono richiedere percentuali maggiori.

Il tirocinio è svolto con supervisione di un operatore qualificato; i requisiti dei tutor sono definiti dalle regioni e province autonome. L’esame finale è teorico e pratico, finalizzato a verificare le conoscenze e le competenze tecnico-professionali, con rilascio dell’attestato di qualifica/certificazione valido su tutto il territorio nazionale.

Ambiente giuridico e differenze tra studi

La normativa evidenzia la differenza tra studio professionale/ambulatorio e impresa commerciale: lo studio medico/odontoiatrico è una struttura privata, non aperta al pubblico, con prestazioni personali e soggetta a requisiti strutturali e normativi specifici. La Corte di Cassazione ha sottolineato che la differenza tra ambulatorio e studio medico si identifica con la presenza o meno di un rapporto imprenditoriale tra professionista e cliente, nonché con la destinazione d’uso dei locali e la pubblicità sanitaria regolamentata.

È importante che i locali destinati ad attività sanitaria rispettino requisiti di specifica destinazione d’uso, segnaletica e, quando necessario, attrezzature particolari. Eventuali dubbi su permessi e autorizzazioni possono richiedere chiarimenti alle autorità sanitarie locali e all’ufficio tecnico del Comune, nonché all’ASL competente per la verifica tecnica dei requisiti.

Verifiche e obblighi pratici

Una volta presentata la SCIA, l’ASL verifica i requisiti entro 30 giorni. Se la struttura risulta carente, il Comune ha 60 giorni per intervenire e, in caso di esito positivo, l’attività sanitaria può iniziare immediatamente, con la necessità di attenersi alle disposizioni regionali e nazionali. Il Decreto e le linee guida regionali prevedono inoltre che le STP possano operare in un modello di studio polimedico, con condivisione di servizi e particolari requisiti di autorizzazione per la parte clinica.

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Infografica: Percorso di apertura Studio Odontoiatrico in Campania

Inoltre, la normativa italiana specifica che l’esercizio medico-sanitario non può avvenire in strutture con finalità esclusivamente commerciali e richiede una disciplina di responsabilità professionale distinta dall’imprenditoria. L’Ordine dei Medici e Odontoiatri offre strumenti informativi e manuali per facilitare la comprensione dei passaggi amministrativi necessari per aprire uno studio odontoiatrico, con particolare attenzione al contesto campano.

Video esplicativo: come richiedere l’autorizzazione sanitaria per uno studio odontoiatrico in Campania

Tabella riassuntiva dei punti chiave

AspettoDescrizione
AperturaSCIA come titolo abilitante; apertura immediata dopo presentazione, verifica ASL entro 30 giorni
StruttureStudio polimedico possibile; STP; locale privato non pubblico
Formazione ASO700 ore totali (150 base + 150 professionalizzante + tirocinio); 30% FAD
RequisitiCertificazione istruzione, test ingresso per stranieri, esame finale
NormativaDCA 107/19; DCA 10/18; intese Stato-Regioni 2016; norme TULLS

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