Saldatore a gas professionale per odontoiatria: caratteristiche e utilizzo

La saldatura è una delle operazioni tecniche più critiche nell'odontotecnica moderna. Questo articolo descrive le caratteristiche specifiche dei saldatori a gas professionali impiegati in laboratorio odontotecnico, le tecniche collegate, i materiali d'apporto e le procedure operative e di sicurezza necessarie per ottenere giunzioni affidabili, precise e biocompatibili.

Perché la saldatura è fondamentale in odontotecnica

La saldatura determina la resistenza meccanica, la precisione di adattamento e la biocompatibilità del manufatto protesico. La saldatura determina la resistenza meccanica, la precisione di adattamento e la biocompatibilità del manufatto protesico.

Confronto tecniche di saldatura in odontotecnica (TIG, laser, leghe)

Tipologie di saldatura rilevanti per il laboratorio dentale

  • Saldatura a gas: la saldatura a gas si esegue fondendo il metallo d’apporto con torce o cannelli a gas liquido; propano o butano danno i risultati più soddisfacenti.
  • Saldatura TIG e laser: nei laboratori dentali si utilizzano tecniche come la saldatura TIG o la saldatura laser per giunzioni più controllate e limitate termicamente; in questo video Mesa Italia presenta un confronto diretto tra i principali materiali e tecniche di saldatura utilizzati nei laboratori dentali.
  • Microsaldatura per odontotecnica: Tecno-Gaz S.p.A. nasce a fine 1979 come piccola unità produttiva di apparecchi per la microsaldatura per il settore odontotecnico.

Caratteristiche del saldatore a gas professionale per odontoiatria

Per operare fattivamente con la saldatura a gas è necessario un minimo di pratica. Le torce a gas dispongono, nei modelli migliori, di un sistema di accensione piezoelettrica. Le impugnature destinate alla saldatura a gas possono essere equipaggiate con diversi tipi di lancia e sono soggette a severi controlli sul piano della sicurezza: i rubinetti, ad esempio, devono sopportare fino a 10.000 cicli di apertura e chiusura.

La saldatura a gas è comunemente conosciuta come saldatura forte e a volte impropriamente definita saldatura a cannello: ciò deriva dal fatto che il materiale d’apporto ha maggior robustezza delle leghe di stagno e piombo. È necessario ricorrere a fiamme con elevato potere calorifico. Le leghe all’argento per saldature a gas hanno una resistenza e una durezza molto più elevate dell’argento puro, si legano bene con quasi tutti i metalli (escluso l’alluminio) e perfino con l’acciaio inox.

Materiale d'apporto e disossidanti

Il materiale in questione si presenta fisicamente sotto forma di bacchette di piccolo diametro sui 2 mm, lunghe sui 300 mm. Mentre talune bacchette di argento vengono fornite con un rivestimento di polvere disossidante, nella maggior parte dei casi si preferisce cospargere le superfici con polvere di borace che, alla fiamma, fonde e disossida chimicamente i metalli.

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Controllo della fiamma e carburazione

Carburare significa saturare di idrocarburi un’atmosfera gassosa, ossia l’aria. Questa saturazione, o carburazione, viene corretta in modo che la fiamma formi al suo centro un dardo azzurrognolo, che ha il massimo potere calorifico. La carburazione avviene di solito soltanto aumentando o diminuendo l’afflusso di gas mentre l’aria entra attraverso ugelli fissi, predisposti nella costruzione del cannello.

Schema fiamma carburata e dardo azzurrognolo

Procedure operative: preparazione e tecnica

La saldatura deve essere preceduta dalla preparazione del punto di lavoro. Per iniziare una saldatura a gas occorre essere precisi fino alla pignoleria. Prima si apre il rubinetto della bombola dell’acetilene o del gas liquido. Poi si apre la valvola dell’ossigeno. Quindi si controlla il corretto funzionamento del cannello, provandolo con la fuoriuscita di un soffio di ossigeno. Finalmente si apre il rubinetto dell’acetilene posto sul cannello con ossigeno chiuso.

Facendo oscillare la fiamma dei saldatori a gas si preriscalda il pezzo da saldare. Si deposita un poco di polvere disossidante sul punto da saldare e vi si ripassa sopra la fiamma facendolo sciogliere e bollire. Per saldare correttamente pezzi di dimensioni apprezzabili è consigliabile eseguire un lavoro di puntatura. Puntare due pezzi tra loro consiste nel far cadere una goccia di materiale d’apporto alle due estremità del tratto da saldare, in modo che le due parti rimangano provvisoriamente unite.

Quando c’è il pericolo di deformare le parti, per effetto del calore, si può anche eseguire una saldatura a zone, saldando prima un tratto ad un’estremità, poi l’altra, quindi il centro. Le tre zone così formatesi vengono congiunte tra loro con altri due tratti di saldatura.

Gestione degli spessori e smussi

Quando le lamiere hanno uno spessore che supera i 4 mm la fiamma non penetra profondamente nel vano tra i bordi da saldare. Per questo motivo bisogna eseguire, su ciascuna parte, uno smusso a 45°, in modo da formare, unendo i due pezzi, una gola a V: essa può essere ottenuta con una lima, una mola o una smerigliatrice.

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Problemi comuni e rimedi pratici

Durante la saldatura a gas o nel corso dei preliminari si può verificare una tipica serie di inconvenienti. Il rimedio è quello di sfregare la punta contro una tavoletta per estrarre, con l’attrito, il corpuscolo che ostruisce l’ugello. Qualora si oda una serie di scoppi, a brevi intervalli tra loro, significa che la punta si è riscaldata troppo: bisogna lasciarla raffreddare.

Per evitare colature è necessario procedere rapidamente, eseguendo un piccolo cordone di saldatura iniziale, che potrà essere anche ripreso più volte. Il cordone di saldatura deve somigliare a una corda appiattita, perché è costituito da una serie di gocce di metallo parzialmente sovrapposte e allargate.

Sicurezza e protezione in laboratorio

La sicurezza è un aspetto fondamentale quando si lavora con attrezzature di saldatura a gas. È importante indossare l’abbigliamento protettivo appropriato, che include guanti di saldatura, occhiali di sicurezza e un grembiule o una giacca di saldatura per proteggere la pelle dalle scintille e dal calore. Il sistema di avvicinare un fiammifero ai giunti è senz’altro da evitare.

Dato il forte calore irraggiato, è necessario proteggere la zona circostante, per cui, se si lavora su un banco, è meglio rivestirlo con uno o più mattoni refrattari.

Postazione di lavoro in laboratorio odontotecnico con protezioni

Materiali e biocompatibilità

Le leghe all’argento per saldature a gas si legano bene con quasi tutti i metalli (escluso l’alluminio) e perfino con l’acciaio inox. La scelta del materiale d’apporto incide su resistenza meccanica e biocompatibilità del manufatto protesico.

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La saldatura determina la resistenza meccanica, la precisione di adattamento e la biocompatibilità del manufatto protesico. Nel video vengono illustrati i parametri critici che l’odontotecnico deve controllare: potenza, durata dell’impulso, diametro del spot, gas di protezione, preparazione dei lembi e finitura.

Formazione e buone pratiche nel laboratorio

Di seguito sono elencati alcuni accorgimenti e fasi operative che migliorano la qualità delle saldature in odontotecnica:

  1. Eseguire prove su materiali di scarto con caratteristiche simili a quelle del pezzo definitivo, regolando progressivamente i parametri.
  2. Preparare i lembi: pulizia, deceratura, rimozione di residui e smussatura adeguata.
  3. Utilizzare dispositivi di microsaldatura specifici per il settore odontotecnico e seguire le raccomandazioni del produttore.
  4. Monitorare costantemente la sicurezza: dispositivi di protezione individuale, controllo delle bombole e delle tubazioni.
  5. Conservare e maneggiare correttamente i materiali d’apporto e le polveri disossidanti.

Strumenti ausiliari: dalla microsaldatura alla sterilizzazione

Tecno-Gaz S.p.A. e altri produttori forniscono apparecchiature per la microsaldatura specifiche per il settore odontotecnico. Le fasi preparatorie prima della saldatura includono la detersione con vasche ad ultrasuoni per la rimozione di materiale organico e residui di vario tipo. Queste fasi preparatorie permetteranno di inserire in autoclave strumenti perfettamente idonei, pronti per la sterilizzazione.

Imbustare è un’importante operazione per il mantenimento sterile degli strumenti. I rotoli per sterilizzazione sono composti da un film plastico accoppiato ad una speciale carta a cellule aperte che permette l’ingresso e la fuoriuscita del vapore durante la fase di sterilizzazione. Dopo la sterilizzazione gli strumenti imbustati vengono tolti asciutti dalla camera dell’autoclave e portati in atmosfera: questo shock termico determina la chiusura delle cellule della carta permettendo il mantenimento sterile degli strumenti.

Vasche ad ultrasuoni e confezionamento per sterilizzazione

Confronti e scelta tecnologica

Mentre l’articolo si concentra sulla saldatura a gas, è utile comprendere come si confronta con altri metodi di saldatura, come la saldatura MIG o TIG. Nei laboratori dentali la saldatura TIG e la saldatura laser sono spesso preferite per limitare la zona termicamente interessata, aumentare precisione e controllo del processo. Nel video Mesa Italia vengono mostrati dettagli operativi e parametri critici, che devono essere adattati alla specifica saldatrice in dotazione, alle procedure interne del laboratorio e alle indicazioni del costruttore.

Quando scegliere la saldatura a gas

La saldatura a gas è indicata in situazioni in cui si richiede un apporto di materiale duttile e leghe a base d'argento che aderiscano bene a diversi metalli. È particolarmente utile in lavori di carrozzeria leggera o in riparazioni su lamiere sottili; in odontotecnica trova impiego per specifiche operazioni di unione e riparazione dove la tecnica e il materiale d’apporto sono appropriati.

Video e risorse

Mesa Italia - confronto materiali e tecniche di saldatura per laboratori dentali

Nota pratica per l'odontotecnico

La saldatura richiede attenzione, pratica e attrezzature adeguate. Un approccio metodico e la formazione specifica sono indispensabili per garantire risultati ripetibili e conformi ai requisiti di resistenza, adattamento e biocompatibilità. Nota tecnica: i parametri indicati nei materiali dimostrativi sono di riferimento e devono essere adattati alla specifica saldatrice in dotazione, alle procedure interne del laboratorio e alle indicazioni del costruttore.

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