
La fototerapia è una tecnica curativa basata sull'uso della luce (dal greco, "terapia con la luce").
Durante la seduta di fototerapia il soggetto è posto in prossimità di una fonte di luce naturale (sole, vedi elioterapia) o artificiale (es. "light box") per un tempo di esposizione variabile (dalla mezz'ora alle due ore, in genere al mattino).
L'applicazione della fototerapia si è sviluppata negli anni '80, a seguito dello studio di una particolare forma di depressione, con sintomi ricorrenti e caratterizzata da un modello di stagionalità: il disturbo affettivo stagionale (SAD).
La reale efficacia della fototerapia è dimostrata per la cura della SAD e di alcune malattie dermatologiche; meno convincenti sono i risultati del trattamento per alcune particolari forme di depressione e per l'applicazione ai disturbi alimentari.
Per tali patologie è necessario approfondire lo studio d'efficacia della fototerapia, anche in relazione ai meccanismi fisiologici di azione che caratterizzano le varie condizioni patologiche.
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Nel tempo, l'esposizione alla luce naturale è stata ampiamente consigliata come adiuvante nella cura di alcuni problemi dermatologici (esempio: elioterapia per la cura della psoriasi).
Nota: la fototerapia applicata ai disturbi dermatologici prevede l'utilizzo di una lampada che emette raggi ultravioletti (UV).
Pertinenza dermatologica e fototerapia UV
1. La fototerapia utilizza specifici tipi di luce ultravioletta (UV) per trattare i sintomi della psoriasi da moderata a grave.
2. Esistono diverse tipologie di fototerapia efficaci nella gestione della psoriasi.
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2.1> La fototerapia con luce UVB può essere utilizzata per tutte le varianti di psoriasi degli adulti, tranne la psoriasi pustolosa e la psoriasi eritrodermica. a banda stretta (lunghezza d’onda 311-313 nm): è la tipologia maggiormente utilizzata nel trattamento della psoriasi. La sua limitata lunghezza d’onda è molto efficace nel migliorare i sintomi della malattia e, contemporaneamente, minimizza gli eventuali effetti avversi.
2.2> Questo tipo di fototerapia si avvale di raggi UVA in abbinamento a farmaci che rendono la pelle più sensibile ai raggi ultravioletti.
2.3> In questo tipo di terapia, le lesioni della pelle causate dalla psoriasi vengono colpite da impulsi laser a elevata intensità e brevissima durata.
2.4> L’elioterapia consiste nell’esposizione della pelle ai raggi solari. Questa pratica può ridurre i sintomi della psoriasi, perché rallenta il ricambio delle cellule della pelle e riduce il grado di infiammazione.
3. Di solito, pazienti con psoriasi da moderata a grave necessitano di 20-36 sedute di fototerapia, effettuate con una frequenza di 3 sedute a settimana a distanza di almeno 24 ore l’una dall’altra. Una seduta di fototerapia ha una durata di 15-20 minuti. Dopo la fase iniziale della terapia, una volta ottenuto un miglioramento dei sintomi, è possibile diradare la frequenza delle sedute ed effettuarne una a settimana come mantenimento.
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4. La fototerapia può essere effettuata negli ambulatori dermatologici di ospedali pubblici che siano dotati di questo servizio, oppure presso centri privati specializzati.
5. La fototerapia per la psoriasi viene somministrata attraverso apposite apparecchiature in grado di emettere la luce della lunghezza d’onda desiderata (cabine, vasche per la balneo-PUVA, manipoli per i raggi UVB o laser). Esistono anche apparecchiature per effettuare la fototerapia con raggi UVB a casa propria.
6. Tra i diversi rimedi non farmacologici per la psoriasi, la fototerapia è generalmente molto efficace nell’alleviare i sintomi di questa patologia.
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La luce della lampada migliora la struttura dei tessuti danneggiati, stimola il sistema immunitario e ha importanti effetti analgesici.
Come si svolge il trattamento? Durante la seduta di fototerapia il paziente viene accomodato in uno studio dove viene creato un ambiente rilassante con una melodia di sottofondo ed è esposto alla fonte di luce per un tempo prestabilito. L’efficacia del trattamento si ottiene da una corretta combinazione di durata, tempi e corretto posizionamento sul viso.
Il tempo che il medico consiglia ad ogni seduta è generalmente di 10 minuti ma può capitare di doversi sottoporre a più brevi intervalli di esposizione a secondo della problematica. Un ciclo di trattamento dura 10 sedute che devono essere intervallate da almeno un giorno di riposo dall’esposizione.
Benefici e ambiti di utilizzo
Quali sono i benefici? Questo dispositivo è un valido trattamento che aiuta le cure mediche convenzionali perché l’azione della luce favorisce: un’azione anti-infiammatoria con il miglioramento del microcircolo e dell’ossigenazione rafforzando il sistema immunitario; la rigenerazione dei tessuti (stimola i processi rigenerativi e riparativi); il controllo del dolore e della sua intensità; un’azione Anti-aging riduzione delle rughe.
L’effetto terapeutico delle radiazioni solari è noto da quasi 3000 anni tanto che gli antichi Egizi e le civiltà greco-romane curavano un’ampia varietà di patologie infiammatorie della cute attraverso l’esposizione ai raggi del sole.
Nel trattamento di numerose malattie infiammatorie cutanee e di alcune malattie linfoproliferative cutanee la radiazione luminosa che si è dimostrata più efficace è quella con lunghezza d’onda intorno ai 311 nm.
La radiazione UV con una lunghezza d’onda inferiore ai 280 nm produce più effetti collaterali (es. La fototerapia UVBnb viene ampiamente utilizzata per la terapia delle seguenti patologie: psoriasi, dermatite atopica, dermatite eczematosa diffusa, vitiligine, lichen ruber planus, morfea (sclerodermia localizzata), parapsoriasi, pitiriasi rosea, pitiriasi lichenoide cronica, pitiriasi lichenoide e varioliforme acuta (PLEVA), orticaria cronica, follicolite pustolosa eosinofila, eruzione polimorfa alla luce, prurito (sine materia, uremico), prurigo.
La fototerapia UVBnb è controindicata in maniera assoluta in Pazienti affetti da lupus eritematoso sistemico, da fotodermatiti (esclusa l’eruzione polimorfa solare), da xeroderma pigmentoso, da sindrome di Gorlin, da epilessia o attacchi di panico o claustrofobia.
Il trattamento fototerapico avviene all’interno di una cabina. Il Paziente vi accede coperto solo degli indumenti intimi a protezione dei genitali (preferibilmente sempre lo stesso modello di slip per evitare successive ustioni) e munito di occhiali protettivi che dovrà posizionare sopra gli occhi una volta raggiunta la posizione centrale della cabina. Dopo che l’operatore sanitario avrà programmato la dose terapeutica sul display della macchina e che avrà chiuso la porta della cabina, viene attivata l’accensione delle lampade e da quel momento inizia la fototerapia. Per tutta la durata del trattamento, il Paziente dovrà mantenere la postura eretta al centro della cabina, reggendosi alle apposite maniglie. La durata dell’esposizione varia da pochi secondi a qualche minuto. Un segnale acustico avvertirà il termine della terapia.
Il Paziente deve presentarsi ad ogni appuntamento dopo aver effettuato una doccia con un detergente delicato e non profumato. E’ ammessa l’applicazione a domicilio solo di una crema emolliente fluida anch’essa non profumata. Raccomandata invece l’applicazione di una protezione solare nelle sedi maggiormente a rischio di scottature (es. palpebre, areole mammarie), sui nevi o in sede di cicatrici secondarie all’asportazione di tumori cutanei. E’ tassativamente vietata l’applicazione di profumi, sostanze profumate e farmaci (es. Dopo la seduta fototerapica sarebbe opportuno applicare la terapia emolliente e lenitiva consigliata dal Dermatologo, specie se la cute apparirà eritematosa e/o pruriginosa.
La luce è un elemento fondamentale per la salute: la fototerapia è una tecnica medica che utilizza la luce naturale o artificiale per trattare patologie di diverso tipo, sfruttando gli effetti benefici sull’organismo.
La fototerapia per la psoriasi viene somministrata attraverso apparecchiature in grado di emettere la luce della lunghezza d’onda desiderata (cabine, vasche per la balneo-PUVA, manipoli per i raggi UVB o laser). Esistono anche apparecchiature per effettuare la fototerapia con raggi UVB a casa propria.
Un ciclo di trattamento tipico prevede: 10 sedute con pausa di almeno un giorno tra di esse; durata di esposizione variabile; gradualità nel tempo di esposizione e organizzazione delle sessioni a seconda della problematica.
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