Funzionamento del defibrillatore cardiaco: tipi, uso, impianti e normativa

Il defibrillatore è un dispositivo medicale elettronico che grazie alla capacità di generare scariche elettriche e inviarle al cuore permette di eseguire la defibrillazione cardiaca, una manovra salvavita che consente il ripristino del normale ritmo cardiaco in situazioni di emergenza. Un defibrillatore automatico o semiautomatico esterno (comunemente indicati col termine “defibrillatore DAE”) è un dispositivo salvavita in grado di analizzare il ritmo cardiaco del paziente e, se necessario, di erogare una scarica elettrica per ripristinare un battito cardiaco normale in caso di arresto cardiaco improvviso.

Tipologie di defibrillatori

Esistono defibrillatori manuali, semiautomatici esterni, automatici esterni e impiantabili (o automatici interni). I Defibrillatori, identificati con l’acronimo DAE, si differenziano sostanzialmente in: Defibrillatore Automatico Esterno e Defibrillatore Semiautomatico Esterno.

  • Defibrillatore manuale esterno: si coniuga a un elettrocardiografo integrato e può essere utilizzato solo esclusivamente sotto la guida di un operatore medico specializzato perché richiede una preparazione specifica sulla lettura degli ECG.
  • Defibrillatore semiautomatico esterno (DAE): molto diffuso in Italia, è dotato di una tecnologia che gli permette di analizzare il ritmo cardiaco in automatico tramite le piastre elettriche e poi trasmettere l’adeguata scarica elettrica; l’analisi richiede circa 10-20 secondi. Dopo aver attaccato gli elettrodi, il DAE effettua i controlli sul paziente e, solo qualora ne determini la necessità, si predispone per effettuare la scarica; l’operatore attiva lo shock premendo il pulsante “SHOCK”.
  • Defibrillatore automatico esterno: ha uno solo pulsante “ON/OFF”: dopo aver fissato gli elettrodi sul paziente è sufficiente accenderlo: automaticamente il defibrillatore determina se effettuare la scarica e la eroga senza alcun intervento dell’operatore.
  • Defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD): è un dispositivo impiantato chirurgicamente capace di rilevare battiti cardiaci irregolari e, se necessario, erogare uno shock salvavita. Esistono ICD transvenosi e ICD sottocutanei (S-ICD).

Come funziona un DAE: sequenza operativa

  1. Posizionamento delle placche. Il defibrillatore viene equipaggiato con placche adesive (o elettrodi) che devono essere applicate sul torace del paziente. Una placca viene posizionata sul lato destro del torace, sotto la clavicola, e l’altra sul lato sinistro, vicino al capezzolo. Queste placche captano l’attività elettrica del cuore.
  2. Analisi del ritmo cardiaco. Dopo il posizionamento degli elettrodi, il defibrillatore analizza il ritmo cardiaco del paziente. Questo controllo determina se è presente o meno una fibrillazione ventricolare o una tachicardia ventricolare senza polso, condizioni pericolose caratterizzate da un ritmo cardiaco irregolare e non efficace.
  3. Preparazione alla defibrillazione. Se il defibrillatore rileva una condizione che richiede la defibrillazione, accumula una carica elettrica nei suoi condensatori per erogare la scarica elettrica al cuore. Durante questo processo, il dispositivo emette segnali visivi e sonori per avvertire gli operatori di tenersi lontani dal paziente.
  4. Erogazione della scarica elettrica. Nel caso di un defibrillatore semiautomatico esterno, l’operatore deve premere il pulsante di scarica dopo aver ricevuto il messaggio vocale e/o visivo dal dispositivo stesso. Un defibrillatore automatico esterno eroga in autonomia la scarica elettrica dopo aver avvertito gli astanti e chiesto di mantenere distanza dal paziente.

Indipendentemente dalla modalità, la defibrillazione interrompe temporaneamente l’attività elettrica del cuore, con l’intento di ripristinare un ritmo cardiaco regolare. La scarica elettrica interrompe momentaneamente il ritmo cardiaco anomalo: questo permette al cuore di “riavviarsi” e di ripristinare un battito cardiaco normale ed efficace.

Schema posizionamento elettrodi defibrillatore

Quali aritmie si trattano con la defibrillazione

Le aritmie in cui il defibrillatore è efficace sono solo due:

  • Fibrillazione ventricolare (FV): attività elettrica dei ventricoli completamente caotica, i ventricoli non si contraggono più in modo coordinato.
  • Tachicardia ventricolare senza polso (TV senza polso): i ventricoli battono a una frequenza talmente elevata da non pompare sangue efficacemente.

È importante chiarire che la defibrillazione non sostituisce il massaggio cardiaco. Le linee guida internazionali indicano che, in caso di arresto cardiaco, la priorità assoluta è iniziare subito il massaggio cardiaco, perché permette una minima circolazione del sangue, soprattutto verso il cervello. Il defibrillatore è uno strumento potentissimo, ma funziona insieme alla rianimazione cardiopolmonare, non al suo posto.

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Domande frequenti sull'uso del DAE

  • Quando usare il defibrillatore? Il defibrillatore deve essere usato in caso di arresto cardiaco improvviso o se la persona è priva di coscienza e non respira.
  • Dove si applicano le placche? Una placca sul lato destro del torace, appena sotto la clavicola; l’altra placca sul lato sinistro del torace, vicino al capezzolo.
  • Cosa succede se premo per sbaglio il pulsante di erogazione? Non ci sono rischi per la sicurezza e la salute del paziente: il DAE eroga la scarica elettrica solo se rileva una fibrillazione ventricolare o altra aritmia che richiede la defibrillazione.
  • Chi può utilizzare il DAE? I DAE sono progettati per essere utilizzati anche da persone non sanitarie: analizzano automaticamente il ritmo e indicano se la scarica è necessaria, impedendo l’erogazione se non è appropriata. Tuttavia, l’autorizzazione all’uso viene rilasciata a chi ha frequentato con esito positivo un corso BLS-D accreditato.

DAE nei luoghi pubblici e obblighi normativi

Negli ultimi anni i DAE sono diventati sempre più diffusi negli spazi pubblici. Perché? In caso di arresto cardiaco, il tempo è fattore decisivo: ogni minuto che passa senza intervento riduce drasticamente le probabilità di sopravvivenza. Secondo alcuni studi la defibrillazione precoce (cioè entro pochi minuti dall’arresto cardiaco) può far sopravvivere dal 50% al 70% delle vittime con ritmo defibrillabile, motivo per cui è consigliato l’acquisto del DAE.

Fino al 28 agosto 2021 l’obbligo di dotazione DAE sussisteva solo per le società sportive. Con la legge 4 agosto 2021, n. 116, le disposizioni in materia di utilizzo dei DAE sono state estese e il loro impiego è vivamente consigliato anche nella Pubblica Amministrazione e nei trasporti, comprese stazioni e porti. La Legge 116 del 4/8/21 prevede che i defibrillatori vengano installati presso tutte le amministrazioni pubbliche con almeno 15 dipendenti e rapporti con il pubblico; indica inoltre scuole, università, aeroporti, stazioni ferroviarie, porti e mezzi di trasporto tra i luoghi di prioritaria installazione.

Dal 1º luglio 2017 è obbligatoria la presenza di defibrillatori semiautomatici certificati CE per le società sportive professionali e dilettantistiche, sia durante le competizioni che gli allenamenti.

Formazione: corsi BLS-D e aggiornamenti

Esistono corsi di formazione chiamati BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation), rivolti a tutti, che insegnano a riconoscere un arresto cardiaco, eseguire la rianimazione cardiopolmonare e usare correttamente un DAE. L'autorizzazione all’uso del DAE viene rilasciata a chiunque abbia frequentato con esito positivo un corso di formazione accreditato a livello regionale; la validità è biennale e il retraining deve consistere in una prova pratica di simulazione BLS-D utilizzando manichino e simulatore DAE.

Secondo le linee guida European Resuscitation Council per la Rianimazione 2015, “se l’addestramento con istruttore non è disponibile, allora quello auto diretto è un’opzione pragmatica accettabile per imparare ad utilizzare un DAE. Inoltre, è noto che i soccorritori sono in grado di utilizzare i DAE anche senza alcun addestramento formale. Tuttavia, è stato dimostrato che la presenza nelle vicinanze di un DAE non ne garantisce il suo utilizzo.”

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Manutenzione e affidabilità

Tutti i defibrillatori DAE devono essere sottoposti a periodiche verifiche e controlli secondo le scadenze previste dal manuale d’uso del fabbricante. Devono essere sempre mantenuti in condizioni di operatività, con batteria carica e piastre sostituite secondo le scadenze indicate dal fornitore. I primi DAE usavano batterie ricaricabili, con necessità di attenta manutenzione; la nuova tecnologia delle batterie ha eliminato la ricarica e ha permesso che i DAE siano sottoposti a verifiche periodiche simili a quelle degli estintori.

Defibrillatore impiantabile (ICD e S-ICD): funzionamento e impianto

L’ICD è un dispositivo utilizzato per riconoscere e trattare le aritmie ventricolari, specificamente la tachicardia ventricolare e la fibrillazione ventricolare. Il defibrillatore cardiaco impiantabile o ICD è impiantato chirurgicamente sottopelle nella regione pettorale, preferibilmente a sinistra, e collegato al cuore tramite elettrocateteri posizionati nel ventricolo destro e talvolta anche in altre sedi (ICD bicamerali o ICD-CRT).

L’ICD è programmato per riconoscere determinate aritmie e intervenire con:

  • Pacing antitachicardia (ATP): se l’aritmia è veloce e regolare, l’ICD tenta di erogare treni di impulsi rapidi per interromperla.
  • Defibrillazione (DC): nel caso di aritmia molto veloce e caotica (fibrillazione ventricolare), l’ICD eroga una scarica ad alta energia (in genere 30-40 Joules).

Esiste inoltre il defibrillatore sottocutaneo (S-ICD), che non tocca il cuore né i vasi sanguigni e riduce alcuni rischi legati all’impianto transvenoso. L’ICD sottocutaneo monitora il ritmo cardiaco 24 ore al giorno e invia una scossa se necessario. Due studi clinici (studio US IDE e Effortless) hanno dimostrato che il defibrillatore sottocutaneo è una soluzione sicura ed efficace per l'arresto cardiaco improvviso.

Schema impianto S-ICD e posizione della tasca sottocutanea

Come si impianta un ICD o S-ICD

  1. Si pratica un’incisione cutanea nella parte sinistra del torace e si ricava una tasca per il generatore.
  2. Si posizionano gli elettrocateteri mediante via transvenosa o si posiziona l’elettrodo sottocutaneo nel caso dell’S-ICD.
  3. Si collega l’elettrodo al generatore e si testa il corretto funzionamento inducendo, sotto anestesia, un’aritmia per verificare la risposta del dispositivo.
  4. Si suturano le incisioni e si effettua una radiografia del torace per verificare il posizionamento.

La procedura avviene in anestesia locale, dura mediamente circa 60 minuti e il paziente solitamente torna a casa il giorno successivo. Nei primi tre mesi è consigliato evitare attività fisica intensa e sollevamento di pesi; in caso di interventi dell’ICD il periodo di osservazione può prolungarsi.

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Rischi, complicanze e convivenza con l’ICD

  • Le complicanze dell’impianto sono rare e generalmente non gravi: infezione della tasca, endocardite, complicanze vascolari sono eventi possibili in casi complessi.
  • Shock appropriati e inappropriati: un’ICD può riconoscere erroneamente un’aritmia e dare uno shock inappropriato; per questo motivo il monitoraggio e la programmazione sono importanti.
  • Storm aritmico: si definisce quando l’ICD interviene ≥3 volte nelle 24 ore per tachicardie o fibrillazioni ventricolari recidivanti.

I pazienti devono sempre informare il medico prima di procedure mediche o radiologiche e devono portare il certificato di identificazione del dispositivo in occasione di controlli di sicurezza come i varchi aeroportuali.

Funzionamento e uso di un defibrillatore DAE (video dimostrativo)

Impatto e prospettive

In Italia muoiono ogni anno per arresto cardiaco tra le 60.000 e le 70.000 persone; più dell’80% delle morti improvvise è dovuto ad aritmie ventricolari. Studi e statistiche concordano che la rianimazione cardiopolmonare con utilizzo del DAE entro cinque minuti dall’arresto cardiaco innalza significativamente la percentuale di sopravvivenza. Per questo motivo le Istituzioni hanno progressivamente esteso l’obbligo e la raccomandazione di dotarsi di DAE in luoghi pubblici, scuole e amministrazioni.

Il DAE nelle scuole gioca un ruolo importante anche a livello educativo e culturale: un bambino che sin dalla scuola primaria impara a conoscere un defibrillatore e l’importanza di questo strumento avrà una conoscenza di base e sarà più predisposto ad apprendere le manovre salvavita.

Tabella riepilogativa: caratteristiche principali

Tipo Chi lo usa Funzione principale Intervento umano richiesto
DAE semiautomatico Personale formato e laici Analisi automatica del ritmo, operatore preme “SHOCK” Applicazione piastre e pressione pulsante
DAE automatico Laici Analisi e erogazione automatica della scarica Accensione e posizionamento elettrodi
Manuale Medici/operatori sanitari Defibrillazione con supporto ECG avanzato Comando e interpretazione ECG
ICD / S-ICD Pazienti impiantati Monitoraggio continuo e terapia automatica Impianto chirurgico e follow-up

In sintesi, il defibrillatore è uno strumento salvavita fondamentale nella catena della sopravvivenza. L’uso tempestivo e corretto insieme alla rianimazione cardiopolmonare aumenta notevolmente le possibilità di salvezza in caso di arresto cardiaco improvviso.

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