
Parlare di dentiera significa affrontare un tema che negli anni è stato spesso frainteso o sottovalutato. Molti la considerano una soluzione superata, quasi un retaggio del passato. La dentiera è una protesi destinata a pazienti completamente edentuli, cioè privi di denti in un’intera arcata. La dentiera è composta da una base in resina che appoggia sulla mucosa e da un’arcata di denti in resina di produzione industriale, oggi di qualità estetica e funzionale molto elevata.
In termini semplici, i bordi della protesi devono essere modellati con estrema precisione in modo da adattarsi a zone specifiche della mucosa. Quando questo adattamento è corretto, si crea una pressione negativa sotto la protesi che, insieme alla pressione atmosferica, contribuisce alla stabilità. Dentiera o impianti? Negli ultimi decenni l’odontoiatria ha conosciuto un enorme sviluppo dell’implantologia. Oggi molte riabilitazioni vengono eseguite con il supporto di impianti per garantire maggiore stabilità.
Esistono situazioni in cui l’utilizzo di impianti non è indicato: condizioni fisiche particolari, problematiche sistemiche, aspetti psicologici o semplicemente valutazioni economiche. Assolutamente sì, una dentiera ben progettata e correttamente eseguita può garantire un’ottima qualità di vita. Prima della consegna definitiva, il dentista verifica la stabilità attraverso prove cliniche di trazione e ribaltamento. L’adattamento richiede generalmente circa due settimane. In questo periodo il paziente viene rivisto più volte per eventuali correzioni. Con il tempo, seguendo le indicazioni fornite, il paziente impara a mangiare e parlare con naturalezza. Con una corretta manutenzione e controlli semestrali, una dentiera può durare mediamente 8-10 anni.
La manutenzione è fondamentale. È necessario rimuovere e pulire la protesi dopo ogni pasto con uno spazzolino dedicato, evitare di lasciarla in ambiente asciutto e conservarla correttamente. Le alternative sono rappresentate da soluzioni su impianti: protesi totale ad appoggio mucoso e implantare con attacchi o barra, protesi totale su 4 o 6 impianti (cosiddetta Toronto) e protesi circolari su impianti costituite esclusivamente da denti.
Questo sistema non solo combina i vantaggi di tecniche diverse, ma elimina l’uso di cementi e/o viti per ancorare la protesi all’impianto, garantendo facilità di rimozione e rialineamento simile alle protesi avvitate, con un’estetica impeccabile senza fori. Conometric anchorage è un metodo di fissaggio della protesi all’abutment basato su un’interfaccia meccanica ad alta precisione tra abutment e protesi.
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La dentiera comprende una contro-punta conica, la coping, che si adatta perfettamente alla cone primaria dell’abutment. La connessione conica offre stabilità meccanica eccellente, mantenendo la protesi saldamente in posizione durante tutte le funzioni orali. I vantaggi includono:
Storia e benefici clinici: il concetto Morse fu introdotto nel 1864 da Stephen Morse, dimostrando che due componenti conici, maschio e femmina, si fissano per attrito se l’angolo complessivo non supera i 5 gradi. L’implantologia moderna ha quindi fatto leva su queste geometrie per offrire soluzioni affidabili di stabilità a lungo termine. Oggi la connessione interna Morse è considerata tra le più efficaci nel lungo periodo, riducendo infiltrazioni batteriche e infiammazioni parodontali rispetto a connessioni esterne.
Le protesi conica Morse hanno supportato il miglioramento della guarigione dei tessuti peri-implantari, consentendo una migliore osteointegrazione e rigenerazione ossea. La linea Conexa di B&B Dental e altre soluzioni coniche offrono inserimenti precisi, riducendo traumi e facilitando il riposizionamento delle componenti protesiche. Queste caratteristiche promuovono una stabilità duratura e minori complicazioni post-chirurgiche.
Una dentiera ben progettata può offrire una qualità di vita elevata anche in assenza di denti naturali. Esistono numerose varianti, tra cui dentiera completa, parziale e scheletrata, ciascuna con peculiari strategie di stabilità e riabilitazione. Le protesi mobili si distinguono per la capacità di essere rimosse per la pulizia e per la gestione di eventuali riassorbimenti ossei.
Overdenture: la rivoluzione senza palato su impianti. Questa protesi mobile superiore non poggia interamente sulle gengive, ma si ancora a impianti, eliminando la copertura palatale e migliorando la percezione del gusto. L’arcata inferiore beneficia anch’essa di una maggiore stabilità grazie all’impianto che fissa in modo saldo la protesi, riducendo movimenti indesiderati.
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Le protesi in nylon (Valplast) offrono estetica elevata, assenza di ganci metallici visibili e maggiore comfort, ma presentano limitazioni: non indicabili in edentulia totale e richiedono manutenzione accurata e idrica. Le basi morbide della dentiera possono offrire comfort superiore nel caso di atrofia gengivale, ma necessitano di controlli annuali e sostituzioni della base quando necessario.
La dentiera mobile è una protesi rimovibile che può essere sostituita o pulita facilmente, ma tende a essere meno stabile rispetto alle protesi fisse. Le protesi fisse includono corone e ponti cementati su denti naturali o avvitati su impianti. Le protesi fisse offrono maggiore stabilità e una sensazione più vicina a quella dei denti naturali, ma richiedono procedimenti chirurgici o impronte accurate per la loro realizzazione.
La manutenzione quotidiana è essenziale: spazzolino morbido, detergente non abrasivo e attenzione alla pulizia della superficie interna che poggia sulle mucose. Dopo ogni pasto, sciacquare la protesi e conservarla in ambiente umido quando non in uso. La ribasatura periodica corrisponde a un’aggiunta di materiale per riadattare la base in seguito al riassorbimento osseo. Le protesi moderne hanno migliorato comfort e estetica grazie a materiali come resine hi-tech, nylon, e tecniche di scansione digitale 3D.
La transizione tra denti naturali e dentiera può richiedere adattamento; i primi pasti possono essere critici, con eventuale lieve gonfiore o fastidio. In caso di dolore persistente, consultare il tecnico o il dentista di riferimento. Le protesi immediate, realizzate prima dell’estrazione, assicurano una continuità estetica e funzionale, ma richiedono incontri di ribasatura durante i mesi successivi per adattarsi al rimodellamento dell’osso.
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