Dolore gengivale causato da dentiera: pressione, nervo e come intervenire

Le protesi dentali mobili consentono di sostituire i denti naturali con dei denti artificiali mantenendo la naturalezza del sorriso e garantendo le normali funzioni di masticazione. Le protesi dentali appena realizzate possono far male poiché richiedono un fisiologico periodo di adattamento. Questo di norma si verifica durante le prime due settimane. Per ridurre al minimo questo disagio è consigliabile modificare la dieta quotidiana consumando cibi morbidi o liquidi fino a quando non ci si abitua alla nuova masticazione.

I portatori di protesi mobile vanno incontro molto spesso a problemi infiammatori a carico delle gengive su cui poggia la protesi. È abbastanza normale per i portatori di protesi di lungo corso, accusare problemi infiammatori alle gengive. Questo tipo di disturbi di solito si risolve attraverso un miglioramento della igiene orale ed una più scrupolosa pulizia.

Schema: differenze tra dentiera totale e parziale

Perché la dentiera può causare dolore gengivale

La protesi dentaria è realizzata a partire dalle impronte delle cavità orali. La sua base è quindi speculare alla gengiva su cui appoggia. Il risultato è che essa non è più aderente come quando è stata realizzata e diventa instabile. Si muove durante la masticazione scaricando la pressione su alcuni punti specifici che, superata la soglia di tolleranza, provocano la micro-lacerazione delle gengive.

Quando le dentiere si allentano, le mascelle si disallineano. L’effetto immediato delle protesi allentate è che il dispositivo dentale diventa un fastidio; tuttavia, ci sono anche altri effetti immediati: gengive irritate e infiammate, dolore, sviluppo di vesciche, problemi con l’alimentazione, problemi con il parlare e morso irregolare. Gli accumuli calcarei che si stratificano sulla protesi, infatti, contengono anche molti batteri. Con lo schiacciamento, la gengiva può “lacerarsi” in piccoli punti che, per via dei batteri contenuti sulla protesi, s’infetta e danno origine a lesioni dolorose.

Quando il dolore dipende dall'infiammazione del nervo

Il mal di denti non è mai un’esperienza piacevole, ma quando è causato dall’infiammazione del nervo, può diventare quasi insopportabile. L'infiammazione del nervo dentale, nota anche come pulpite, non è solo un problema fastidioso, ma una condizione che richiede un intervento urgente. All'interno di ogni dente si trova un tessuto molle chiamato polpa. Quando i batteri penetrano in profondità e infettano questo tessuto, si sviluppa l’infiammazione - la pulpite.

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La causa più comune della pulpite è la carie non trattata. Ma l'infiammazione può anche essere causata da traumi (colpi al dente), otturazioni mal eseguite, trattamenti ripetuti sullo stesso dente o pressione costante, ad esempio a causa del bruxismo. La polpa è racchiusa in una struttura rigida composta da dentina e smalto: quando si sviluppa l’infiammazione, il tessuto si gonfia e la pressione aumenta, provocando un dolore intenso e pulsante, spesso più forte durante la notte o al contatto con cibi e bevande calde o fredde.

Infografica: come si sviluppa la pulpite

Segni e sintomi da non sottovalutare

  • Dolore forte e profondo, spesso spontaneo e peggiora di notte;
  • Sensibilità al caldo e al freddo;
  • Dolore al tatto, irradiato alla mandibola, all’orecchio o alla tempia;
  • Gonfiore del viso o formazione di ascesso;
  • In alcuni casi, assenza di dolore quando il nervo è già necrotico (l’assenza di dolore non significa risoluzione del problema).

Cause più comuni del dolore legato alla protesi

Molti problemi derivano da un adattamento non perfetto o da modifiche anatomiche nel tempo. Tra le cause ricordiamo:

  • Protesi non aderente o instabile che provoca decubito e micro-lacerazioni gengivali;
  • Margini non ben sigillati con infiltrazioni di cibo;
  • Occlusione errata o distribuzione scorretta dei carichi masticatori;
  • Mobilità o micro-movimenti della protesi che irritano osso e gengive;
  • Scarsa igiene intorno alla protesi con accumulo batterico e infiammazione;
  • Problemi legati a protesi vecchie, consumate o di lunga estensione che aumentano il rischio di complicazioni tecniche.

Come gestire il dolore e i fastidi

Dopo il posizionamento di una protesi è normale un certo grado di fastidio per alcuni giorni. In questa fase di adattamento, è utile seguire alcuni consigli pratici:

  • Assumere analgesici da banco (ibuprofene o paracetamolo) per mitigare il dolore;
  • Seguire una dieta morbida, priva di alimenti duri, appiccicosi o molto freddi;
  • Evitate di mordere oggetti duri e non sforzate la masticazione nelle prime settimane;
  • Mantenere un’igiene scrupolosa (spazzolino, filo, collutorio consigliato) per prevenire infiammazione;
  • Sciacqui della bocca con acqua e sale o con collutori antisettici e gel topici a base di clorexidina;
  • Spazzolare la protesi frequentemente con detergenti specifici: esistono spazzoline predisposte con ciuffi corti e lunghi per rimuovere la placca e raggiungere gli incavi;
  • Togliere la protesi di notte: le gengive pressate dalla protesi hanno bisogno di “respirare” e l’epitelio si auto-ripara;
  • Pulire bene le protesi non solo dai residui di cibo ma anche dal tartaro: spazzolare con una spazzolina e un po’ di detersivo per i piatti come se fosse una stoviglia;
  • Usare paste adesive solo in casi particolari (secchezza della bocca o forma non ideale della protesi) e con cautela, poiché l’adesione temporanea può irritare ulteriormente le gengive.
Consigli pratici per la cura della dentiera

Interventi professionali e quando rivolgersi al dentista

Se il fastidio non si attenua entro pochi giorni o compare dolore acuto improvviso, è fondamentale intervenire tempestivamente. La prima cosa da fare è recarsi dal dentista quanto prima. Lo specialista effettuerà controlli verificando l’adattamento dei margini, l’occlusione e la salute gengivale. Potrebbe essere necessario rimuovere temporaneamente la protesi e apportare aggiustamenti occlusali, rialzare contatti troppo prematuri o limare piccole asperità. In presenza di infiammazione gengivale o infezione, il dentista potrebbe prescrivere sciacqui antisettici o antibiotici locali.

Se la protesi si muove o si è fratturata, potrebbe essere necessario rifarla o ripararne le componenti. Nel corso della visita specialistica viene prima individuato il problema e poi si studia una soluzione che prevede alcune possibilità di intervento: ritocchi occlusali semplici, ribasatura della protesi per adeguarne la base alle mutate condizioni ossee e gengivali, sostituzione o rifacimento completo della protesi. Ogni 2/3 anni le protesi andrebbero ribasate attraverso un’impronta che compensa il riassorbimento fisiologico delle gengive che col tempo si modificano.

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Quando il dolore è dovuto alla pulpite

Se il dolore dipende da un’infiammazione del nervo (pulpite) il trattamento più utilizzato è la cura canalare (trattamento endodontico). L’intervento, eseguito con anestesia locale, consiste nella pulizia dei canali radicolari e nel loro riempimento con materiale biocompatibile. Questo permette di eliminare l’infezione e salvare il dente. Se invece l’infezione ha distrutto gran parte della struttura dentale o ha coinvolto l’osso, a volte l’unica soluzione è l’estrazione.

Prevenzione e controlli

La miglior difesa è la prevenzione. Una corretta igiene orale e controlli regolari dal dentista sono fondamentali per mantenere i tessuti sani. Chi porta la dentiera dovrebbe fare un controllo almeno una volta l’anno. La protesi mobile deve rispettare la fisionomia di chi la indossa; in caso contrario si possono avere difetti estetici, difficoltà nel parlare e nella masticazione. Le protesi ben realizzate, nuove o riadattate, migliorano quasi sempre la situazione.

Problema Segno Intervento consigliato
Protesi instabile Movimento, vesciche, dolore Ribasatura o rifacimento
Infiammazione gengivale Rossore, gonfiore, sanguinamento Migliorare igiene, sciacqui antisettici, visita
Pulpite (infiammazione del nervo) Dolore pulsante, sensibilità a caldo/freddo Cura canalare o estrazione se irreparabile
Protesi danneggiata Frattura, perdita di ritenzione Riparazione o sostituzione

Opzioni avanzate: impianti e protesi ancorate

Gli impianti permettono alla dentiera di “abbottonarsi” alle gengive come se ci fossero dei bottoni automatici. Si tratta di una struttura che viene ancorata a impianti in titanio, inseriti direttamente nell’osso mascellare o mandibolare. Dopo un periodo di osteointegrazione, la protesi ancorata agli impianti non si muove più e non schiaccia le gengive. Oggi gli impianti sono considerati l’opzione ideale perché non si deteriorano e offrono un’ottima alternativa fissa alle protesi parziali rimovibili.

Schema: dentiera su impianti vs dentiera mobile

Rassicurazioni finali e suggerimento pratico

Se la tua dentiera ti causa fastidio, dolore o disagio estetico, non aspettare troppo. La dentiera non dovrebbe essere fonte di dolore. Per le persone che soffrono di protesi dentarie inadatte, c’è speranza: la diagnosi precoce e l’intervento professionale migliorano quasi sempre la qualità della vita. Noi del centro medico Airam, grazie ad un team di esperti e macchinari di ultima generazione, ci occupiamo di garantire professionalità e sicurezza.

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