Procedura di drenaggio percutaneo di un ascesso tramite catetere: guida completa passo dopo passo

Il drenaggio percutaneo di raccolte dei tessuti molli è una procedura interventistica mini-invasiva, eseguita sotto guida ecografica o tomografica computerizzata, per l’evacuazione di raccolte fluide patologiche come ascessi, ematomi o sieromi. L’obiettivo primario è il controllo della sepsi e il trattamento di raccolte sintomatiche, rappresentando un’alternativa alla chirurgia open con minore morbilità e mortalità.

Quando è indicato il drenaggio percutaneo con catetere

  • Raccolte ascessuali in qualsiasi sede anatomica accessibile per via percutanea, incluse le regioni addominale, pelvica e dei tessuti molli superficiali e profondi.
  • Controllo della sepsi come ponte verso un trattamento definitivo, ad esempio in presenza di una deiscenza anastomotica o di una perforazione intestinale.
  • Raccolte post-operatorie sintomatiche, come ascessi, bilomi, linfocele, ematomi o sieromi complicanti chirurgia addominale o dei tessuti molli.
  • Raccolte post-traumatiche: ematomi o ascessi sviluppatisi in esiti di trauma.
  • Infezioni superficiali che si estendono in profondità, dove l’ecografia può guidare sia la diagnosi che il trattamento, specialmente in sedi cosmeticamente sensibili o in prossimità di strutture neurovascolari.

Controindicazioni e limiti

  • Flemmone: una raccolta infiammatoria solida senza una componente fluida drenabile; il tentativo di drenaggio è inefficace.
  • Assenza di una finestra acustica o di un percorso sicuro per l’accesso percutaneo che eviti strutture vitali.
  • Coagulopatia severa non correggibile, che rappresenta una controindicazione relativa e deve essere bilanciata con l’urgenza clinica.
  • Mancanza di una via di accesso percutanea sicura che non attraversi organi vitali, anse intestinali o grandi vasi.
  • Infezione della parete addominale o dei tessuti molli nel sito di accesso previsto, per il rischio di contaminazione dello spazio sterile.

Pianificazione pre-procedurale

La pianificazione richiede una valutazione completa del paziente, una revisione attenta dell’imaging pre-procedurale e l’identificazione dell’approccio percutaneo migliore. Il processo decisionale si basa su fattori clinici, caratteristiche della raccolta ed esperienza dell’operatore.

Valutazioni e esami necessari

  • Esame obiettivo e anamnesi del paziente per determinare la probabilità diagnostica, la presenza di sepsi e la stabilità emodinamica.
  • Identificazione della causa sottostante la raccolta, in particolare la presenza di una deiscenza anastomotica o di una comunicazione con l’intestino.
  • Emocromo completo, con valutazione della conta leucocitaria.
  • Profilo coagulativo: PT/INR, PTT e conta piastrinica; l’INR deve essere generalmente ≤ 1.5 e le piastrine ≥ 50.000/µL.
  • Imaging: ecografia come metodica di prima linea per raccolte superficiali; TC con mezzo di contrasto per definizione anatomica dettagliata e raccolte profonde.
  • Acquisizione del consenso informato dopo spiegazione dettagliata della procedura, dei suoi benefici, dei rischi e delle alternative.
  • Digiuno se previsto sedazione; accesso venoso periferico; profilassi antibiotica con antibiotici ad ampio spettro prima dell’incisione cutanea quando indicata.
Immagine ecografica di ascesso dei tessuti molli

Materiali e strumentario

  • Guida ecografica: sonda convex 3.5-5 MHz per raccolte profonde; sonda lineare 7.5-12 MHz per raccolte superficiali.
  • Kit di drenaggio percutaneo: catetere pigtail (8-14 French), ago di puntura, guida metallica, bisturi, dilatatori.
  • Siringhe di varie dimensioni, soluzione fisiologica sterile per lavaggio, garze sterili, dispositivi di fissaggio (sutura, cerotto trasparente) e sacca di raccolta graduata.
  • Monitoraggio dei parametri vitali e analgesia/ sedazione se necessaria.

Tecniche di accesso e posizionamento del catetere

Sotto guida ecografica, si identifica la finestra acustica migliore, pianificando un tragitto che eviti strutture vitali. Le tecniche più comuni comprendono:

  • Tecnica trocar: il catetere con ago interno viene inserito direttamente nella raccolta; rapida, utile in pazienti critici.
  • Tecnica a filo guida (Seldinger): puntura con ago, inserimento del filo guida, dilatazione del tragitto e posizionamento del catetere pigtail con anse di ritenzione.
  • Guida TC: riservata a casi con finestra ecografica inadeguata, usando scansioni intermittenti per confermare la posizione.
Schema posizionamento catetere pigtail sotto guida ecografica

Descrizione passo dopo passo della procedura

  1. Pulire il sito con soluzione di iodopovidone o clorexidina.
  2. Se necessario, sedazione cosciente o anestesia locale; supporto anestesiologico per pazienti pediatrici, agitati o critici.
  3. Sotto guida ecografica individuare la finestra acustica migliore e pianificare il tragitto evitando vasi e organi.
  4. Puntura con ago nell’area target; aspirazione di materiale purulento per confermare la cavità.
  5. Inserimento del filo guida con documentazione ecografica/TC del corretto decorso curvilineo all’interno della cavità.
  6. Dilatazione del tragitto e inserimento del catetere di drenaggio (solitamente pigtail) con conferma del posizionamento; aprire le anse di ritenzione all’interno della loggia residua.
  7. Aspirazione e lavaggi ripetuti: aspirare il materiale purulento, quindi lavare con 10-20 ml di soluzione fisiologica sterile fino a chiarificazione.
  8. Fissare il catetere con sutura e cerotto trasparente; collegare a sacca graduata per monitorare l’output.
  9. Documentare il collasso della cavità ascessuale e il corretto posizionamento del catetere al controllo finale.

Gestione post-procedurale e follow-up

  • Monitoraggio continuo dei parametri vitali per alcune ore (solitamente 2-4) per valutare stabilità e assenza di complicanze immediate.
  • Gestione del dolore con analgesia appropriata; continuare terapia antibiotica sistemica e rivalutarla con antibiogramma.
  • I pazienti con drenaggio ben posizionato e output gestibile possono essere dimessi con istruzioni scritte sulla cura del catetere e follow-up ambulatoriale.
  • Rivalutazione clinica e imaging di controllo per valutare riduzione della raccolta; il successo clinico è definito come risoluzione dei sintomi e riduzione ≥ 50% della raccolta all’imaging.
  • Rimozione del drenaggio quando l’output è inferiore a 10 ml/24 ore per almeno 24-48 ore consecutive e imaging non mostra raccolta residua.
  • Follow-up clinico a 1-2 settimane dopo rimozione per confermare guarigione ed escludere recidiva.
Diagramma cura del catetere e segni di allarme

Antibiotici e gestione dell’infezione sistemica

  • L’uso di antibiotici ad ampio spettro in via parenterale è raccomandato nelle fasi iniziali del trattamento per ascessi severi o con segni sistemici.
  • Dopo il drenaggio, continuare terapia antibiotica sistemica e adattarla in base ai risultati colturali; la durata tipica è di 5-7 giorni, prolungata se necessario.
  • In contesti particolari (rischio di MRSA, immunocompromessi, cellulite significativa), è indicato un regime attivo contro Staphylococcus aureus resistente alla meticillina.

Complicanze e come affrontarle

  • Emorragia: la più comune; spesso autolimitante. Compressione manuale o, se grave, angiografia con possibile embolizzazione.
  • Lesione di organi adiacenti (perforazione intestinale, pneumotorace, pancreatite): osservazione, terapia conservativa o chirurgia urgente se necessaria.
  • Infezione secondaria del tramite di drenaggio o contaminazione di cavità sterile: gestione antibiotica e, se necessario, riposizionamento del catetere.
  • Sepsi o mancata risposta clinica dopo drenaggio: eseguire controllo TC per cercare raccolte non drenate; considerare drenaggi ripetuti o ulteriori interventi.

Fattori predittivi di successo e insuccesso

  • Il successo tecnico (posizionamento corretto e aspirazione di materiale) è elevato (85-100%).
  • Il successo clinico varia dal 62 al 100% e dipende dalla complessità della raccolta: gli ascessi multiloculati e le fistole enteriche sono fattori predittivi negativi per il successo clinico e possono richiedere drenaggi ripetuti o multipli.
  • L’agoaspirazione senza posizionamento di drenaggio è meno efficace per raccolte > 5 cm in termini di risoluzione definitiva.
Video procedura guidata ecograficamente: posizionamento catetere pigtail e lavaggio

Indicazioni specifiche e suggerimenti pratici

  • In caso di raccolte superficiali, l’ecografia al letto del paziente è estremamente utile per identificare l’estensione e localizzare la finestra di accesso.
  • Per raccolte addominali profonde o retroperitoneali, la TC con contrasto rimane la metodica di riferimento per la pianificazione.
  • Se difficile evacuare completamente il contenuto dell’ascesso, eseguire irrigazione ripetuta della cavità con soluzione fisiologica sterile.
  • Il successo clinico è favorito da corretta identificazione della causa sottostante (es. comunicazione con intestino) e dalla correzione delle condizioni predisponenti.

Istruzioni al paziente prima e dopo la procedura

  • Prima: informare su allergie, terapie in corso (anticoagulanti), diabete, gravidanza; non tentare di spremere l’ascesso a casa; rimuovere gioielli se indicato.
  • Dopo: mantenere la medicazione pulita e asciutta; seguire le istruzioni su cambio medicazione e cura del catetere; assumere antibiotici e analgesici secondo prescrizione.
  • Evitate immersioni in vasca/piscina fino a guarigione; la doccia è generalmente consentita con protezione della ferita.
  • Contattare subito un medico in caso di febbre ≥ 38 °C, peggioramento del dolore, aumento del rossore o fuoriuscita maleodorante di pus.

Ruolo dell’approccio multidisciplinare per ascessi severi

La gestione di un ascesso severo, specialmente quando è in fase di disseminazione, inizia con una valutazione clinica approfondita. È fondamentale determinare l’estensione dell’infezione sia a livello locale che sistemico; la gestione richiede un approccio multidisciplinare in un contesto ospedaliero con accesso a TC, RM e ultrasuoni. Due aspetti critici sono il ripristino delle vie aeree, se compromesse, e la gestione della sepsi. Il drenaggio del pus deve essere eseguito senza indugi ed esplorare tutti gli spazi fasciali interessati per rimuovere accuratamente il materiale necrotico.

Quando considerare alternative o conversione a chirurgia open

  • Ascessi vicini a strutture neurovascolari, in sedi difficili da esporre o esplorare adeguatamente.
  • Ascessi molto grandi, multiloculati o con sospetta comunicazione enterica che richiedono interventi ripetuti o chirurgia definitiva.
  • I pazienti emodinamicamente instabili o con progressione non controllabile dell’infezione possono necessitare conversione a chirurgia open.
Fase Obiettivo Strumenti principali
Pianificazione Identificare sede e via di accesso sicura Ecografia/TC, esami ematici
Posizionamento Inserimento del catetere pigtail Ago, filo guida, dilatatori, catetere
Evacuazione e lavaggio Rimozione materiale purulento e pulizia della cavità Siringhe, soluzione fisiologica
Fissaggio e monitoraggio Mantenere drenaggio e monitorare output Sutura, cerotto trasparente, sacca graduata

Il drenaggio percutaneo tramite catetere è una procedura efficace con elevati tassi di successo tecnico e clinico quando eseguita con adeguata pianificazione, imaging guidato e gestione post-procedurale. La scelta del metodo e la durata del trattamento devono essere personalizzate in base alla complessità della raccolta, alle condizioni del paziente e alle risorse disponibili.

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