
Essere scrupolosi e selettivi nella scelta dei prodotti per la cura personale è fondamentale per mantenere il proprio corpo in salute ed evitare effetti avversi indesiderati, questo vale dalla scelta dei prodotti per la cura della pelle, dei capelli, del corpo in generale e del cavo orale. Per mantenere il cavo orale in salute e mantenere un sorriso bianco e luminoso è importante non prendere un dentifricio a caso, ma prestare attenzione al suo contenuto e alla sua funzione, in quanto in commercio è possibile trovare una vasta quantità di dentifrici.
Il dentifricio è un prodotto che ha come scopo la pulizia, la manutenzione dell’estetica e la salute dei denti e viene utilizzato assieme allo spazzolino per promuovere l’igiene orale. Si presenta sotto forma di crema o pasta, ma viene commercializzato anche in forma di gel, polvere o composizioni miste. Il dentifricio è un prodotto costituito principalmente da acqua e nella maggior parte dei casi è composto da ingredienti che si possono dividere in due categorie.
I principali componenti di una pasta base dentifricia sono: umettanti quali glicerina e polisaccaridi; leganti come silice, gomme, derivati della cellulosa e polimeri; abrasivi di diverso tipo: silice, allumina, carbonati e fosfati, resine acriliche, solfato di calcio, idrossido di magnesio. Hanno la funzione fondamentale di rimuovere detriti e placca ed eliminare eventuali pigmentazioni lievi e transitorie dai denti senza arrecare danni a denti e gengive.
Il fluoro è l'ingrediente più importante del dentifricio. Questo minerale rinforza lo smalto dentale, prevenendo la formazione di carie. Il fluoro nei dentifrici sostituisce gli ioni idrossido dell'idrossiapatite e forma fluorapatite, più resistente agli acidi. Il fluoro fa parte del gruppo degli alogeni (settimo gruppo della tavola periodica) e tende ad acquisire un elettrone formando uno ione fluoruro (F-).
Lo ione fluoruro è il 13° elemento più abbondante nella crosta terrestre. Il fluoro nei dentifrici serve a rendere lo smalto più resistente: il fluoro può sostituire gli ioni idrossido dell'idrossiapatite, andando a formare la fluorapatite, un minerale ancora più resistente e meno suscettibile agli attacchi acidi. La presenza di fluoro è importante perché inattiva i batteri coinvolti nel processo di formazione della carie e rende la superficie del dente maggiormente resistente.
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I composti più utilizzati sono il fluoruro di sodio (NaF), il monofluorofosfato di sodio (Na2PO3F) e il fluoruro stannoso (SnF2). Secondo un articolo pubblicato su Journal of Functional Biomaterials, si è dimostrato che il fluoruro stannoso è tra i più efficaci tra tutti gli altri additivi al fluoro usati nei dentifrici: è in grado di ridurre la formazione della placca batterica e di contrastare la demineralizzazione dello smalto, prevenendo i possibili disturbi annessi, come la formazione di carie o la sensibilità dentale.
Le diverse forme di fluoro aggiunte ai dentifrici differiscono per la loro biodisponibilità. Per biodisponibilità del fluoro s’intende la quantità di fluoro in forma libera, vale a dire non legato ad altre molecole e in grado di liberarsi dalla pasta dentifricia durante il suo impiego. Nelle paste dentifricie a base di fluoro sono presenti degli additivi e tra questi alcuni agenti in grado di produrre della schiuma, delle particelle debolmente abrasive e in alcuni dentifrici una particolare molecola chiamata arginina.
Esistono diversi tipi dentifrici con diverse concentrazioni di fluoro. Con riferimento specifico alle paste dentifricie per adulti, la massima concentrazione di fluoro che è possibile aggiungere a una pasta dentifricia è regolata da una normativa di legge europea e corrisponde a un quantitativo pari a 1.500 ppm. L’OMS raccomanda la somministrazione di dentifrici a base di fluoro in base all’età: dai 0 ai 6 mesi dentifricio contenente 500 ppm di fluoro 2 volte al giorno; dai 6 mesi ai 6 anni dentifricio contenente 1000 ppm di fluoro 2 volte al giorno; dai 6 anni ai 12 anni dentifricio contenente 1400 ppm 2 volte al giorno; dai 12 anni in poi dentifricio contenente 1450 ppm 2/3 volte al giorno.
Lo smalto è composto da idrossiapatite, un minerale formato principalmente di fosfato di calcio. La formula chimica dell'idrossiapatite è [Ca10(PO4)6(OH)2] e la sua struttura è un reticolo cristallino costituito da calcio (Ca), fosfato (PO43-) e ioni idrossido (OH-). Quando il pH del cavo orale si abbassa, i cristalli di idrossiapatite iniziano a dissolversi, avviando il processo di demineralizzazione.
Gli abrasivi e i composti a base di fosfato di calcio o carbonato di calcio aiutano a rimuovere placca e macchie e, in formulazioni bioattive, possono promuovere la neoformazione di cristalli di idrossiapatite o fluoroapatite. Le particelle bioattive sono spesso aggiunte ai dentifrici e possiedono la capacità di interagire con i sistemi biologici per suscitare una risposta specifica: l’azione bioattiva per eccellenza riguarda i processi di remineralizzazione dello smalto dentale danneggiato mediante la neoformazione di cristalli di idrossiapatite o fluoroapatite.
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I dentifrici desensibilizzanti contengono spesso ioni potassio, nitrato di potassio o composti di stronzio. Gli ioni potassio interrompono il passaggio del segnale nervoso, riducendo la sensibilità. Le sostanze desensibilizzanti agiscono sui tubuli di dentina scoperta tramite deposizione di sostanze mineralizzate. I più utilizzati sono: cloruro di stronzio, citrato di sodio, nitrato di potassio, fluoruro stannoso concentrato.
Il fluoro penetrando all’interno dei tubuli dentinali aperti (causa della sensibilità) li riempie andando a ridurre drasticamente la sensibilità. Il fosfolicato di calcio e sodio può combinarsi con la dentina grazie alle sue affinità elevata con il collagene e se esposto alla saliva crea uno strato di idrossiapatite svolgendo così una funzione protettiva bloccando i tubuli dentinali. L’arginina in combinazione con il bicarbonato di calcio genera condizioni favorevoli all’occlusione naturale dei tubuli dentinali.
Sali metallici (cloruri o citrati di zinco, rame e stagno) con attività antibatterica, effetto chelante sul tartaro e proprietà astringenti. Hanno sapore metallico e non possono essere utilizzati in combinazione con la clorexidina. Alcuni di questi sali sono utilizzati per ridurre l'alito cattivo e limitare la formazione del tartaro.
Agenti antibatterici come triclosan o clorexidina (non un ione ma un agente con attività antibatterica) vengono impiegati per controllare la placca e la gengivite. Il dentifricio antisettico contenente clorexidina viene prescritto in caso di problemi parodontali come gengivite o parodontite, ma sempre con un uso limitato in quanto la clorexidina può provocare alterazioni cromatiche dello smalto (macchie marroni).
Il fluoro interagisce col processo carioso a 3 livelli: diminuisce l’adesione dei batteri al dente, ha attività batteriostatica, e dopo l’attacco acido concorre a remineralizzare lo smalto. E' stata evidenziata una riduzione di incidenza di carie nei bambini del 15-30% con l'utilizzo regolare di dentifrici con il fluoro. I gel al fluoro, oltre che per la prevenzione della carie, sono utili per l’ipersensibilità dentale.
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I dati pubblicati, nonostante sembrino suggerire un ruolo non significativo del dentifricio nella rimozione istantanea della placca durante lo spazzolamento, evidenziano la sua efficacia nell’inibire la riformazione della placca batterica durante le ore notturne (tra lo spazzolamento serale e mattutino). Inoltre, ricerche con follow-up prolungati in soggetti con gengivite, hanno dimostrato l’efficacia di alcuni dentifrici nel prevenire in maniera significativa l’adesione e la proliferazione del biofilm.
Alcune sostanze presenti nei dentifrici sono potenzialmente dannose in quanto potrebbero causare problemi a livello di salute generale. Vediamo insieme alcune componenti potenzialmente dannose che rendono un dentifricio da evitare:
È importante ricordare che il dentifricio va utilizzato in dosi minime in quanto non è essenziale per la rimozione della placca che è data esclusivamente dallo spazzolamento. Tra le sostanze ritenute indispensabili nei dentifrici compaiono fluoro e fluoruri (indicati come Sodium fluoride, Sodium monofluorophosphate, ecc.).
La scelta del dentifricio deve rispecchiare le esigenze personali. A seconda dell’esigenza o delle problematiche di ogni soggetto, può essere consigliabile raccomandare un dentifricio con una prevalenza di agenti antiplacca e antigengivite per problematiche infiammatorie o, al contrario, con una formulazione principalmente a base di fluoruri per ottimizzare la prevenzione della carie o della sensibilità dentale.
Per chi cerca un supporto professionale nella scelta del dentifricio ideale, è consigliabile consultare dentisti ed igienisti esperti. Le paste dentifricie presenti in commercio differiscono tra loro per la composizione chimica e, di conseguenza, anche per gli effetti che possono generare sui tessuti duri del dente.
La quantità di fluoro da ingerire per avere effetti tossici e dannosi è davvero importante e praticamente mai realizzabile per un uso quotidiano da parte di un adulto, due volte al giorno, di un dentifricio a base di fluoro. È molto importante una supervisione attenta da parte del genitore della dose di dentifricio somministrata al bambino per ridurre al minimo il rischio di fluorosi. Esistono due tipi di fluoroprofilassi: una sistemica, che interessa l'intero organismo, e una topica, che consiste nell'applicazione locale di un prodotto contenente fluoro.
| Ione/composto | Ruolo principale | Benefici |
|---|---|---|
| Fluoruro (NaF, SnF2, Na2PO3F) | Remineralizzazione e protezione smalto | Riduce carie, forma fluorapatite |
| Calcio e fosfato (Ca, PO4) | Remineralizzazione, componente idrossiapatite | Favoriscono riparazione smalto, bioattività |
| Potassio (K+), nitrato di potassio | Desensibilizzante | Riduce sensibilità interrompendo il segnale nervoso |
| Zinco, stagno, rame | Attività antibatterica e antitartaro | Riduzione placca e controllo tartaro |
Il mantenimento di un buon livello di igiene orale domiciliare è un fattore indispensabile per prevenire o comunque ridurre l’insorgenza e la recidiva delle malattie infiammatorie del cavo orale (gengivite, parodontite), così come della carie. Il corretto uso dei presidi di igiene orale domiciliare (tecnica e tempo di utilizzo di spazzolino, filo e/o scovolini) rappresenta il fattore principale per raggiungere il controllo della placca.
Conoscere gli ingredienti del proprio dentifricio può guidare verso scelte consapevoli per il benessere dentale. Quando scegliete un dentifricio vi sentite sopraffatti dalla varietà di opzioni? Allora siete nel posto giusto.
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