Anatomia arcata dentaria inferiore e palato: visione laterale, disposizione ossea e funzione

Visione laterale dei denti e loro disposizione nelle ossa mandibolare e mascellare. Ci sono diversi studi che ricercano la relazione tra disfunzione dentale e le diverse problematiche corporee di carattere algico o posturale. Purtroppo ad oggi non è presente una evidenza tale da poter dare per scontato l’insorgere di una determinata problematica in presenza di malocclusione dentale. Anastasi - G. Osteopata, CEO e fondatore di OsteoLab.

La bocca è un organo speciale e complesso del nostro corpo. È una cavità condivisa dall’apparato digerente, dall’apparato respiratorio e dall’apparato fonatorio ed è fondamentale che sia in salute, poiché media il nostro rapporto con il mondo esterno. Attraverso la bocca introduciamo il cibo per nutrirci e passa l’aria che ci permette di respirare, parlare e cantare. Le labbra hanno all’interno delle piccole ghiandole salivari, che si percepiscono come delle piccole protuberanze nello spessore muscolare. Sono ricoperte da una mucosa cheratinizzata, un rivestimento delicato che protegge le labbra dai traumi, ma di cui è necessario prendersi cura. Per esempio, nel periodo estivo è bene applicare creme in caso di esposizioni solari forti e prolungate, mentre nel periodo freddo è fondamentale bere molto e utilizzare creme idratanti, per mantenere le labbra toniche e morbide.

I denti sono l’organo che ha il compito di incidere il cibo e di triturarlo. Nel bambino i denti da latte sono 20 e si chiamano così perché la loro colorazione è più bianca rispetto ai denti definitivi, che prenderanno il loro posto. I denti da latte si formano già durante la settima settimana di gravidanza e iniziano a comparire in bocca di solito intorno al sesto mese di vita del bambino. Durante la gravidanza è fondamentale che la mamma integri con la dieta le sostanze necessarie alla loro formazione tra cui calcio e fluoro. A partire dai 6 anni, i denti da latte verranno sostituiti dai denti permanenti, portando l’adulto ad avere una dentatura completa composta da 32 elementi. Sia i denti da latte, sia quelli permanenti sono composti da vari strati e possono essere paragonati a delle scatole composte da un tessuto che si chiama dentina, che a sua volta è ricoperto dallo smalto nella parte che viene in contatto con il cibo e da cemento nella parte inserita nell’osso.

Lo smalto è uno dei tessuti più duri del nostro organismo; ha uno spessore medio di 2 mm, che nell’arco della vita tende via via a diminuire, ed è paragonabile ad un casco, che protegge la parte sottostante del dente. Pur essendo molto duro, lo smalto può essere indebolito dalle sostanze acide o da tutto ciò che rende il ph della nostra bocca acido. La dentina è il tessuto che forma lo scheletro del dente e ha uno spessore medio di 3 mm, che tende ad aumentare durante la vita, rubando spazio alla polpa. E’ più morbida dello smalto poiché ha sia una componente minerale 70%, sia una componente organica, costituita da collagene e da cellule. Guardandola al microscopio appare come una superficie bucherellata, ricca di acqua, proprio per rendere la struttura più elastica. Se da un lato la struttura elastica rende il dente più flessibile e meno soggetto a fratture, dall’altro rende il tessuto più delicato e meno resistente ai batteri (le carie in dentina riescono ad ingrandirsi più facilmente).

Lungo la dentina sommersa nell’osso è invece presente uno strato molto sottile, circa 0,02 mm, costituito da cellule: il cemento. Se non ci fosse il cemento, in caso di contatto diretto fra osso e dentina, quest’ultima sarebbe soggetta ai continui meccanismi di rimodellamento, a cui è sottoposto l’osso durante le normali funzioni. La polpa è la parte vitale del dente ed è costituita da cellule (le stesse che hanno formato la dentina), connettivo e acqua. Queste cellule contengono sia una componente vascolare (arterie e vene) sia una componente neurologica (nervi), che ci avvisa se qualcosa non funziona correttamente a livello dei denti.

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Un altro tessuto che fa parte della bocca è l’osso. Una parte dell’osso si forma con la formazione dello scheletro, prende il nome di osso basale e rappresenta la base su cui si inseriscono i muscoli. L’osso basale costituisce il palato, risulta molto duro e difficilmente va incontro a riassorbimento. L’osso alveolare costituisce l’alveolo del dente, cioè lo spazio che accoglie il dente durante la sua funzione. Le strutture ossee sono ricoperte dalle gengive; queste hanno caratteristiche diverse a seconda della zona in cui si trovano. Nelle zone soggette ai traumi della masticazione (palato o zone attorno ai denti) la gengiva è ricoperta da uno strato di cheratina molto spesso, che rende il tessuto più resistente; si parla di gengiva aderente. Dove invece il traumatismo è minore, anche il livello di cheratina è inferiore e la gengiva è mobile rispetto agli strati sottostanti; si parla di gengiva libera o mucosa alveolare.

Il palato rappresenta il limite superiore della bocca, separandola dal naso e dalle vie aeree superiori. La parte ossea è formata da osso basale quindi molto duro e immodificabile nel tempo. Quando si forma è composto da due parti, che in età adulta sono fuse insieme, diventando un pezzo unico. Il palato molle interviene durante la deglutizione e la fonazione, modificando il passaggio dell’aria. Una parte significativa dello spazio della bocca è occupata dalla lingua. Si tratta di un muscolo che ha la funzione di muovere il cibo all’interno della bocca, spostandolo fra i denti per poterlo masticare. Durante i primi anni di vita, la lingua si adegua ai cambiamenti che si instaurano all’interno della bocca, sia nella fonazione, sia nella deglutizione. La lingua è costituita da un insieme di muscoli e presenta una superficie ricoperta da mucosa cheratinizzata; un rivestimento fondamentale per resistere al traumatismo del cibo e per percepire i sapori attraverso le papille gustative.

Denti e gengive sono costantemente bagnati dalla saliva, che viene prodotta dalle ghiandole salivari ed è costituita per il 99% da acqua e per il restante 1% da sostanze organiche e sali minerali. Qualità e quantità variano in base a vari fattori, fra cui il tipo di alimentazione e la quantità di acqua che si assume quotidianamente; al suo interno si trovano enzimi antibatterici e anticorpi che permettono di mantenere sotto controllo la situazione batterica. Svolge un’importante funzione nella masticazione del cibo, contribuendo alla creazione del bolo che viene masticato. È importante eseguire regolari visite di controllo dal dentista per poter verificare che, non solo i denti, ma anche tutte le altre strutture siano sane e non vadano incontro a problemi.

I denti che compongono la nostra bocca hanno delle caratteristiche e dei nomi specifici. Ognuno di essi svolge una sua funzione ed ha una sua specifica collocazione. Le strutture ossee che li supportano sono le ossa mascellari. L’insieme dei denti alloggiati negli alveoli della mascella e della mandibola compongono le arcate dentali. 4 incisivi: denti situati nella parte anteriore della bocca e sono i primi denti che si vedono quando sorridiamo. Questi denti hanno una forma affilata e sottile, simile a una lama, e sono progettati principalmente per tagliare il cibo, facilitando il processo di masticazione. 2 canini: conosciuti anche come denti cuspidi o zanne, sono situati tra gli incisivi e i premolari, uno per lato nella parte anteriore della bocca. Sono i denti più appuntiti e forti della dentatura, con una funzione specifica che si differenzia da quella degli incisivi. Sono cruciali per la masticazione, in particolare per il taglio e la lacerazione dei cibi, e contribuiscono anche all’estetica del sorriso, alla stabilità della dentatura e alla corretta funzione masticatoria.

4 premolari: sono i denti situati tra i canini e i molari, e sono presenti in entrambi i quadranti superiori e inferiori della bocca. Ogni arcata (superiore e inferiore) ha due premolari per lato, uno nei settori anteriori e uno nei settori posteriori. 6 molari: sono i denti più grandi e forti della bocca, situati nella parte posteriore della dentatura, sia nell’arcata superiore che inferiore. Grazie all’implantologia All on four è possibile riabilitare con successo intere arcate dentali edentule. Attraverso questa tecnica si applica una protesi (Toronto Bridge) per un’intera arcata (10-12 denti nuovi) sorretta da soli 4 impianti inseriti in dei punti specifici. In Freesmile offriamo All-on-4® per un’arcata completa a soli € 3.950, un costo di circa il 50% in meno rispetto alla media. Per avere un sorriso sano e bello è importante un’accurata igiene orale e una visita periodica dal dentista.

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All’interno del cavo orale sono presenti 32 denti suddivisi in due arcate dentarie. Su di esse i denti alloggiano, rispettivamente, negli alveoli delle ossa mascellari per l’arcata superiore e in quelli della mandibola per l’arcata inferiore. Ogni arcata è divisa in due emiarcate simmetriche, una di destra e una di sinistra. Capita, non troppo raramente, che ci denti definiti sovranumerari, ovvero denti in più. Generalmente si tratta di noni, ovvero denti che nascono dopo i denti del giudizio, appunto gli ottavi e hanno un aspetto conoide. Ogni dente ha una posizione ben precisa lungo le arcate dentali, un nome, una forma e delle caratteristiche e funzioni specifiche.

Gli incisivi solitamente sono i primi denti ad apparire durante il processo di dentizione intorno i 6 mesi di vita. Sono situati frontalmente, al centro di ogni arcata. In totale sono 8 equamente divisi tra arcata superiore e arcata inferiore. Hanno una forma piatta e larga e sono caratterizzati da una superficie tagliente e affilata. Nella masticazione, sono usati per mordere, incidere e strappare il cibo, non per masticarlo. Solitamente, gli incisivi dell’arcata superiore sono più grandi di quelli dell’arcata inferiore.

I canini compaiono intorno i 16 e 18 mesi di vita e, normalmente, si sviluppano prima quelli superiori, mentre nella dentizione definitiva si manifestano prima quelli inferiori. Si trovano tra gli incisivi e i premolari e se ne contano 2 per arcata. Sono i denti più lunghi, affilati e appuntiti della bocca e servono per far presa sul cibo, sminuzzarlo, lacerarlo e strapparlo, più o meno come accade con gli incisivi. Insieme ai primi molari rappresentano i punti cardine della bocca. I premolari non sono presenti nella dentizione temporanea, ma appaiono intorno ai 10 anni. Sono chiamati anche bicuspidi e sono posizionati fra i molari e i canini. Sono 8 in tutto, 4 premolari superiori e 4 premolari inferiori. La loro superficie è piatta e si utilizzano nella prima fase di masticazione per triturare e masticare il cibo. Insieme ai canini sono fondamentali in caso di problematiche ortodontiche. Si parla infatti di leeway space, che si calcola facendo un rapporto tra la dimensione dei premolari, non presenti in dentizione decidua, e i molari decidui al momento della loro caduta.

I molari spuntano tra i 12 e 15 mesi di età e sono considerati i denti più importanti per l’occlusione. Sono posizionati alla termine dell’arcata dentaria, dopo i premolari. Sono i denti più grandi e, come i premolari, hanno la superficie piatta, con presenza di cuspidi (le punte dei denti) e fosse. La loro funzione è quella di macinare e sminuzzare il cibo prima di essere ingerito. Negli adulti si contano sei molari nell’arcata superiore e sei nell’arcata inferiore per un totale di 12 molari. I molari, guardando verso l’interno della bocca sono chiamati in ordine primo, secondo e terzo. Questi ultimi sono conosciuti anche come denti del giudizio e crescono per ultimi tra ai 18 e i 30 anni. Per distinguere i denti all’interno della bocca, i dentisti utilizzano diversi tipi di numerazione universale con cui individuare la posizione precisa di ogni dente da trattare, curare ed estrarre. Il sistema universale statunitense introdotto dall’American Dental Association che identifica i denti con i numeri da 1 a 32 a partire dal terzo molare superiore di destra procedendo verso sinistra sino al terzo molare superiore dell’arcata sinistra; si continua quindi inferiormente dal terzo molare dell’arcata sinistra sino al terzo molare dell’arcata destra.

La cavità orale è una parte del nostro corpo che possiamo esplorare con apparente facilità, ma la sua anatomia è di difficile comprensione. In medicina è importante la terminologia specifica. Quando penso alle incomprensioni in campo medico-scientifico il mio pensiero corre a Mark Twain: “Fai molta attenzione quando leggi un libro di medicina: potresti morire per un errore di stampa.”

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La bocca è la prima parte della via digestiva e, assieme al naso, costuitsce anche il primo tratto della via respiratoria. L'apertura della bocca è rappresentata dalle labbra. Internamente distinguiamo due spazi. Un primo spazio denominato vestibolo, è questo uno spazio particolarmente stretto costituito dalla mucosa delle guancie e il suo limite interno è rappresentato dalle arcate gengivali (o dentarie) e dai denti. Vestibolo della bocca. Possiamo riconoscere una parte esterna: le labbra e le guance ed una parte interna. La parte interna è rivestita da mucosa. Riveste internamente le guance e in alto e in basso si continua con la mucosa delle arcate gengivali superiore ed inferiore. Il punto di passaggio prende il nome di fornice vestibolare superiore e fornice vestibolare inferiore. Il fornice presenta sulla linea una piega, è il frenulo del labbro. I frenuli ovviamente sono due: superiore ed inferiore. Il limite interno è costituito dalle arcate gengivali. Sono due archi ossei a concavità posteriore rivestiti da mucosa molto solida, su queste arcate sono impiantati i denti. L'arcata superiore è formata dalle due ossa mascellari. L’insieme dei denti alloggia negli alveoli della mascella e della mandibola.

Infografica anatomia arcate dentali: mascellare, mandibolare, palato

La dentizione e la numerazione. In forma sintetica: 32 denti, due arcate, 16 per arcata; ogni dente ha posizione, nome e funzione ben definita; i numeri universali da 1 a 32 identificano la loro posizione. La bocca contiene palato duro Anteriore e palato molle Posteriore, che separano la cavità orale dalla faringe. Il palato molle è fibromuscolare e comprende ugola e pilastri posteriori, modulando passaggio dell’aria durante deglutizione e fonazione.

Tabella riassuntiva delle forme e funzioni delle arcate e dei denti principali:

CategoriaCaratteristicheRuolo
Incisivi4 per arcata; superficie tagliente; tagliano e incidonoMasticazione iniziale, presa del cibo
Canini2 per arcata; denti lunghi e appuntitiPreso, lacerazione e presa sul cibo
Premolari8 totali; due per lato; superficie piattaTriturazione iniziale del cibo
Molari12 totali; cuspidi e fosse; grandi e robustiMacina e sminuzza il cibo
Video esplicativo sull’anatomia delle arcate e funzione dei denti

La numerazione dentale universale facilita la comunicazione tra professionisti: ogni dente è identificato da quadrante (1-4) e posizione (1-8). Un esempio: il dente 18 è 1-8, che indica la semiarcata superiore destra e il terzo molare. L’odontoiatria moderna usa questa nomenclatura per standardizzare diagnosi e trattamenti, evitando ambiguità, soprattutto quando si parla di estrazioni o protesi.

All’interno della bocca si osservano strutture di supporto ossee e gengivali che proteggono e sostengono i denti. L’osso basale forma il palato; l’osso alveolare accoglie i denti nelle arcate. Le gengive possono essere aderenti o mobili, a seconda della zona e dell’impegno traumatico. La saliva svolge ruoli essenziali: lubrifica, partecipa alla formazione del bolo alimentare e contiene enzimi e anticorpi per controllare la flora batterica. Per mantenere una funzione masticatoria efficace è fondamentale una regolare igiene orale e visite dal dentista.

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