
Le ghiandole di Bartolini sono presenti su entrambi i lati dell'ingresso vaginale. Queste ghiandole producono un fluido lubrificante che aiuta a mantenere lubrificata l'area vaginale. La dimensione di queste ghiandole è circa quella di un pisello. Le due ghiandole di Bartolini sono posizionate a destra e sinistra dell'ingresso vaginale in corrispondenza della parte inferiore delle grandi labbra. Hanno la funzione di produrre e secernere un liquido che aiuta a lubrificare la vagina.
Le aperture di queste ghiandole possono ostruirsi, consentendo al fluido di risalire nella ghiandola. Le cisti delle ghiandole di Bartolini si sviluppano a causa dell’ostruzione del dotto escretore attraverso il quale il muco secreto arriva fino all’ingresso della vagina. Se il fluido presente nella cisti si infetta (ascesso), il paziente può sviluppare una raccolta di pus circondata da tessuto infiammatorio. Quando si è in presenza di un dotto ostruito, il liquido che si accumula contribuisce alla formazione di una cisti, che può raggiungere le dimensioni di una pesca o di un'albicocca.
La cisti solitamente si verifica solo su un lato dell'apertura vaginale. Una volta che la cisti cresce, un nodulo o una massa appare nell'apertura della vagina. Inizialmente, la cisti di Bartolini non si associa ad alcun sintomo particolare. Di solito, il gonfiore non causa dolore ma se la cisti cresce di dimensioni, e/o il suo contenuto si infetta, può trasformarsi da cisti in ascesso (raccolta di liquido purulento spesso causato da infezione batterica). Nelle fasi più acute, l’infiammazione di una ghiandola di Bartolini può causare un’innalzamento della temperatura corporea fino ai 39°C (febbre).
Gli iniziali sintomi della bartolinite comprendono un arrossamento in corrispondenza del dotto escretore di una delle due ghiandole di Bartolini e la presenza di un secreto mucoso purulento. Il segno più evidente è la presenza di un’area gonfia e arrossata in corrispondenza dell’orifizio vaginale. Se il gonfiore non è eccessivo, basta detergere la zona infiammata, mattino e sera, con un sapone liquido germicida ed eventualmente applicare una pomata antibiotica, fino al miglioramento dei sintomi.
Un chirurgo diagnostica un ascesso di Bartolini in base ai sintomi e a un esame fisico. Il medico inoltre raccoglie informazioni sulla storia clinica della paziente, in particolare su eventuali malattie veneree pregresse. In genere quindi si lavora sulla integrazione minerale per un lungo periodo e si valuta l’infiammazione da cibo sottostante (i gruppi alimentari più frequentemente coinvolti riguardano latte, lievito e sostanze fermentate) attraverso uno dei test specifici.
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Una cisti di Bartolini di solito non richiede trattamento, soprattutto se non causa sintomi. La prima cosa da fare è riuscire a ridurre l’infezione, pertanto si ricorre a farmaci per la bartolinite: antibiotici e antinfiammatori per la bartolinite. È importante utilizzare un antibiotico specifico per l’elemento patogeno responsabile dell’infezione, tuttavia anche un antibiotico ad ampio spettro può essere efficace. Se la cisti è infetta o il test conferma che il paziente ha una malattia sessualmente trasmissibile, il medico può prescrivere antibiotici. Se l'ascesso drena completamente, gli antibiotici non sono necessari.
Se il gonfiore è associato a dolore intenso, è segno che si è formato un ascesso con accumulo di pus. In questo caso il trattamento può prevedere il drenaggio chirurgico: una cisti di grandi dimensioni potrebbe richiedere un intervento chirurgico per il drenaggio. Il drenaggio viene effettuato principalmente in anestesia locale e consiste in una piccola incisione sulla cisti per far sì che il liquido infetto venga espulso. Il medico creerà una piccola incisione nella cisti, la lascerà drenare e quindi inserirà un piccolo tubo di gomma (catetere) nell'incisione o metterà un piccolo tampone che verrà rimosso dopo 1 giorno.
Nelle forme più acute, è possibile valutare l'incisione chirurgica dell’ascesso, con eventuale marsupializzazione. Marsupializzazione - Un'operazione di marsupializzazione può essere utile se le cisti si ripresentano o disturbano il paziente. Vengono posizionati punti di sutura su ciascun lato di un'incisione di drenaggio per fornire un'apertura permanente di lunghezza inferiore a 1/4 di pollice. Questa procedura, della durata di circa un quarto d’ora ed effettuata anch’essa in anestesia locale, ha lo scopo di prevenire la formazione di altre cisti in futuro.
Raramente e solo nei casi in cui tutti gli altri tipi di trattamenti non siano andati a buon fine, si ricorre alla rimozione della ghiandola di Bartolini. Questo intervento è più complesso dei precedenti e richiede generalmente anestesia generale.
Molto spesso la cisti non si infetta e basta un semplice rimedio casalingo per risolvere il problema. Una buona soluzione per alleviare la sintomatologia determinata dalle cisti è quella di effettuare impacchi caldi per tre o quattro giorni, più volte al giorno. In alternativa possono andare bene anche bagni caldi. L’obiettivo è cercare di eliminare naturalmente l’occlusione che ostruisce i condotti ghiandolari. Bagno di vapore - Una piccola ciste infetta può essere rotta e drenata da sola immergendola in una vasca piena di acqua calda (bagno di vapore) più volte al giorno per tre o quattro giorni.
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In alternativa, un ottimo rimedio casalingo consiste nell’applicare del sale grosso caldo. Fanne scaldare un cucchiaio in un pentolino (senza acqua) per un minuto o poco più. Poi avvolgi i grani arroventati in una garza o in un fazzoletto di cotone e attendi che la temperatura sia più sopportabile prima di applicare la medicazione, per un paio di minuti, sulla parte infetta. Il calore aumenterà la dilatazione del canale che, aprendosi nuovamente, provocherà la fuoriuscita del liquido. Ripeti il trattamento 2-3 volte al dì, per 3-4 giorni.
Trattamenti topici - Alcuni trattamenti topici naturali forniscono un sollievo immediato dall'ascesso. Sebbene non vi siano prove scientifiche a riguardo, le persone si fidano dell'uso di questi rimedi. I trattamenti più popolari sono: Olio di melaleuca - Poiché l'olio di melaleuca ha proprietà antibatteriche naturali, una miscela di olio di melaleuca e olio di ricino fa drenare l'ascesso. Si usa una garza per applicare la miscela in posizione. La parte superiore della garza ha un impacco caldo che viene tenuto in posizione per almeno 15 minuti.
Farmaci antidolorifici - Attività come sedersi e camminare possono essere facilitate con l’aiuto di alcuni farmaci da banco. Trattamento febbre - Un ascesso di Bartolini è solitamente accompagnato da febbre. I pazienti che soffrono di ascesso di Bartolini devono recarsi immediatamente dal medico per il trattamento.
Nella nostra pratica clinica, una volta esclusa la componente legata a indumenti stretti, gli elementi che di solito sono compromessi o alterati sono quelli di tipo nutrizionale, di tipo disbiosico (Candidosi vaginale o intestinale), e quelli di carente integrazione vitaminico-minerale. Le vitamine C e D, alimenti probiotici sono ottimi rimedi naturali per la bartolinite. Le vitamine C e D sono tra le principali alleate del sistema immunitario e aiutano il corpo a combattere eventuali infezioni batteriche. Un altro rimedio naturale efficace per la bartolinite è lo zenzero, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie.
Alcuni medici e pazienti riportano benefici dall'uso di integratori minerali: l’assunzione di Zinco, Rame e Manganese per migliorare le capacità antinfettive dell’organismo; l'integrazione minerale per un lungo periodo viene talvolta proposta (es. una dose al giorno di integratori specifici). Il trattamento immediato, ai primi segni di gonfiore o dolore locale, va effettuato con una sostanza naturale ad azione antinfiammatoria, come l’Olio di Perilla in perle da 750 mg (4/5 al giorno) riducendo poi l’assunzione in relazione al beneficio ottenuto.
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Consulta il medico se sospetti di avere un ascesso di Bartolini. Se hai la febbre o se il dolore influenza le attività quotidiane, dovresti cercare assistenza medica subito. Se l'ascesso di Bartolini non viene curato, i batteri si diffondono in altre sedi e causano infezioni. Non è possibile curare completamente l'ascesso di Bartolini senza il giusto intervento quando indicato. Nella maggior parte dei casi, grazie alle terapie farmacologiche, la bartolinite si può risolvere nell'arco di quattro o cinque giorni.
Il periodo di recupero è breve una volta drenato l'ascesso. Se il tuo ascesso richiede la rimozione chirurgica, la durata dell'operazione dipenderà dal tipo di trattamento. Assicurati di riposare a sufficienza e di attenerti ai consigli del tuo medico. In caso di recidive frequenti (per esempio 2 o 3 volte all’anno) si può intervenire con la cosiddetta marsupializzazione, procedimento che crea un'apertura permanente per prevenire nuovi accumuli.
Le neoplasie della ghiandola di Bartolini possono raramente essere confuse con le cisti. Una biopsia dovrebbe essere eseguita per escludere il cancro, specialmente nelle persone di età superiore ai 40 anni.
| Situazione | Trattamento consigliato | Note |
|---|---|---|
| Cisti asintomatica | Osservazione | Spesso non richiede trattamento |
| Cisti dolorosa o ascesso lieve | Impacchi caldi, bagni, analgesici | Può drenare spontaneamente |
| Ascesso con pus e dolore intenso | Drenaggio chirurgico ± antibiotici | Incisione in anestesia locale; possibile inserimento di catetere |
| Recidiva frequente | Marsupializzazione | Creazione di un'apertura permanente per prevenire recidive |
| Recidiva persistente o fallimento terapie | Escissione della ghiandola | Intervento più complesso, anestesia generale |
Se sospetti una bartolinite o hai dubbi su un rigonfiamento genitale, rivolgiti al tuo medico o al ginecologo. È importante un'accurata valutazione e, quando necessario, un trattamento tempestivo per ridurre il dolore e prevenire complicanze.
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