
L’ascesso nasale è una condizione infiammatoria potenzialmente pericolosa che richiede attenzione medica tempestiva per prevenire complicanze. L’infiammazione può originare dall’accumulo di pus all’interno della mucosa nasale o del vestibolo, spesso correlato a infezioni batteriche come Staphylococcus aureus. La vestibolite nasale rappresenta una forma iniziale che, se non adeguatamente trattata, può evolvere in cellulite, sinusite o complicanze più estese. L’obiettivo del trattamento è favorire il drenaggio, controllare l’infezione e ristabilire la fisiologia nasale per garantire un drenaggio efficace.
Un ascesso nasale si manifesta con ostruzione nasale, dolore localizzato, arrossamento e tumefazione della mucosa settale o vestibolare. Può evolvere con gonfiore della punta nasale, calore locale e dolore pulsante, soprattutto in aree con elevata densità vascolare. In casi avanzati, può comparire febbre, secrezione purulenta e, talvolta, diffusione dell’infiammazione ai seni paranasali. La diagnosi clinica si basa sull’esame obiettivo e sull’anamnesi accurata, con eventuale tampone per identificare MRSA o altri patogeni.
La vestibolite nasale è una patologia comune che può risolversi con terapia topica ma, in alcuni casi, evolve in complicanze come cellulite o sinusite. La diagnosi è clinica e si basa sull’esame dell’area vestibolare. Il trattamento di prima linea include pomate antibiotiche locali (mupirocina, bacitracina) due volte al giorno per circa due settimane, evitando traumi o sfregamenti e limitando l’esposizione a irritanti. In presenza di MRSA, è indispensabile tampone mirato e terapia antibiotica mirata. Se si sviluppa un ascesso o cellulite diffusa, l’intervento dell’otorinolaringoiatra per drenaggio è necessario. In rari casi, l’infezione può diffondersi a politomia neurologica o sistemica, richiedendo ricovero ospedaliero.
Per piccoli ascessi, il drenaggio spontaneo o mediante impacchi caldi può favorire la rottura e drenaggio, ma è essenziale monitorare l’evoluzione e ricorrere a trattamento medico se l’infezione persiste. Per ascessi più grandi o profondi, si ricorre all’incisione e drenaggio chirurgico con tamponamento per assorbire ulteriore pus e permettere la guarigione. In parallelo, si possono utilizzare antibiotici sistemici per controllare l’infezione. Nei casi complessi, l’antibiogramma guida la scelta dell’antibiotico più efficace e mirato al patogeno specifico.
Le complicanze includono diffusione dell’infezione, cellulite estesa, sinusite secondaria e, in rari casi, trombosi del seno cavernoso. È fondamentale consultare un medico se l’infezione si estende oltre il vestibolo nasale, se la febbre è presente o se si osservano segni di invasione sistemica. Misure preventive includono igiene delle mani, proteggere ferite, evitare condivisione di oggetti personali, mantenere le ferite pulite e asciutte, e trattare rapidamente condizioni cutanee che aumentano la suscettibilità alle infezioni. In presenza di diabete o immunosoppressione, la gestione richiede sorveglianza medica più attenta.
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La sinusite è un’infiammazione dei seni paranasali, spesso associata a rinite. Può essere acuta, subacuta o cronica, e può interessare i seni mascellari, frontali, etmoidali o sfenoidali. I sintomi tipici includono dolore facciale, congestione, secrezione purulenta, cefalea e riduzione olfattiva. La diagnosi combina valutazione clinica, endoscopia nasale e TC dei seni paranasali. Il trattamento mira a migliorare drenaggio, ridurre l’infiammazione e trattare eventuali infezioni batteriche ricorrenti o complicanze. Le terapie includono irrigazioni nasali saline, spray corticosteroidi intranasali, decongestionanti solo per brevi periodi e, se necessario, antibiotici mirati per riacutizzazioni batteriche.
Nei casi di rinosinusite cronica refrattaria, si ricorre a interventi come la chirurgia endoscopica funzionale (FESS) o la balloon sinuplasty per ripristinare il drenaggio e la ventilazione. In forme gravi di poliposi nasale, possono essere impiegati corticosteroidi sistemici brevi cicli, terapia biologica mirata (es. Dupilumab) e trattamenti locali mirati. L’obiettivo è ridurre l’infiammazione persistente e migliorare la funzione delle vie aeree superiori.
La gestione dell’ascesso nasale richiede: valutazione clinica accurata, possibile tampone microbiologico, drenaggio quando indicato, e terapia antibiotica mirata se necessario. Per vestibolite nasale, terapia topica antibiotica locale con osservazione. Per sinusite associata, trattamento volto al drenaggio e controllo dell’infezione, con opzioni chirurgiche in caso di recidiva o cronica. Per pazienti immunocompromessi o con diabete, attenzione particolare e controllo stretto per prevenire complicanze sistemiche.
La sinusite cronica è spesso etichettata come rinosinusite, poiché l’infiammazione coinvolge sia le mucose nasali sia quelle dei seni paranasali. La diagnosi richiede conferma oggettiva oltre ai sintomi, tramite endoscopia nasale e TC. La differenza principale tra forme acute e croniche risiede nella durata dei sintomi: meno di 4 settimane per l’acute, oltre 12 settimane per la cronica. L’approccio moderno privilegia una gestione multidisciplinare che va dalla terapia farmacologica al ricorso a procedure endoscopiche per ripristinare drenaggio e funzionalità nasale.
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