Assicurazione professionale odontoiatra ConTe: caratteristiche e coperture

Con l’entrata in vigore della legge Gelli, tutte le strutture sanitarie pubbliche e private (studi professionali compresi), devono obbligatoriamente essere provviste di copertura assicurativa per responsabilità civile verso terzi (R.C.T.), nonché provvedere a stipulare una polizza (R.C.O.) per la tutela del personale a qualunque titolo operante nel proprio ambito, sia dipendente che in regime di collaborazione libero professionale.

Perché l’assicurazione professionale è fondamentale per l’odontoiatra

Si è trasferita buona parte dei costi dell’errore medico su chi fattura la prestazione, costringendo le strutture, grandi e piccole, a fare i conti con questa ulteriore voce di spesa, con conseguenti ricadute sulle tariffe delle cure e/o sui compensi previsti per i collaboratori.

Il paziente danneggiato da un tuo collaboratore può chiedere il risarcimento direttamente a te, in qualità di titolare dello studio. L’art. 7, comma 1, della Legge Gelli-Bianco stabilisce che la struttura sanitaria - e quindi anche il tuo studio odontoiatrico - risponde delle condotte dolose o colpose dei sanitari di cui si avvale ai sensi degli artt. 1218 e 1228 del codice civile, anche se non sono dipendenti e anche se scelti dal paziente.

A questo si somma il rischio che corri come professionista: errori di diagnosi, complicanze chirurgiche, contestazioni su impianti o protesi, danni biologici, violazioni privacy, perdita di documenti clinici.

studio odontoiatrico e polizza

Tipologie di polizza e concetto di claims made

È inoltre divenuta obbligatoria la tipologia di polizza tipo claims made che garantisce la copertura anche di periodi precedenti non assicurati, nonché tutelati da compagnie non più operanti nel settore Medical Malpractice (MEDMAL) o che sono uscite dal mercato.

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Attenzione anche a escludere garanzie per attività che non si intendono più svolgere, quali a esempio direzione sanitaria, medicina estetica, implantologia. Se infatti venisse avanzata una richiesta di risarcimento da parte di un paziente curato quando la polizza includeva la garanzia necessaria, ma successivamente all’eliminazione della condizione di tutela, il sinistro verrebbe respinto dalla compagnia in essere al momento della sua notifica; per il principio del claims made occorre infatti essere assicurati non tanto quando si esegue l’intervento ma quando il paziente lo contesta.

Conformemente al principio claims made risulta inoltre necessario mantenere la copertura assicurativa anche una volta terminata l’attività professionale. La legge Gelli prevede al riguardo un periodo di “postuma”, che si attiva alla fine dell’attività pagando un premio alla cessazione della stessa. Anche per la direzione sanitaria è applicabile il concetto di claims made e quindi, una volta cessato l’incarico presso una struttura, è importante verificare che nella propria polizza R.C. professionale o in quella analoga della struttura sia presente una postuma per il direttore sanitario.

Postuma e cessazione dell’attività

Conformemente al principio claims made risulta inoltre necessario mantenere la copertura assicurativa anche una volta terminata l’attività professionale. La legge Gelli prevede al riguardo un periodo di “postuma”, che si attiva alla fine dell’attività pagando un premio alla cessazione della stessa.

documenti polizza e clausola postuma

Distinzione tra R.C. professionale e R.C. (conduzione)

Spesso noi dentisti confondiamo la copertura R.C. professionale con quella R.C. Per portare alcuni esempi, la polizza R.C. per conduzione assicura il paziente che scivola in sala d’attesa, il furto da questi subito durante la sua permanenza nei locali dello studio, i danni da allagamento di appartamenti contigui per rottura di tubazioni.

La polizza R.C.T., la polizza R.C.O., il ramo R.C. per conduzione e la R.C. professionale hanno ambiti di tutela differenti e complementari: è quindi imprescindibile verificare che, oltre alla R.C.T. e alla R.C.O. previste dalla legge, siano presenti coperture specifiche per le attività cliniche svolte nella struttura.

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Studi associati: rischi e necessità di polizze ad hoc

Particolare menzione meritano gli Studi Associati, che agli effetti della Legge Gelli sono equiparabili a Società e quindi in caso di sinistro a essere chiamato è il Legale Rappresentante, che non sempre è dotato di una polizza personale adeguata.

Se per esempio quello di uno studio associato che eroga prestazioni di implantologia è un ortodontista che, in quanto tale, ha stipulato una polizza personale R.C.T. che non contempla gli impianti, qualora pervenisse una richiesta danni allo studio associato a seguito di intervento implantare, si troverà non tutelato. È quindi necessario che ogni studio associato stipuli una polizza ad hoc, che preveda garanzie per tutte le tipologie di prestazioni eseguite nella struttura.

studi associati e responsabilità

Collaboratori: chi deve assicurarsi e con quale copertura?

La scelta della polizza R.C. vale per le strutture ma anche per l’odontoiatra che esercita in qualità di collaboratore: ma quale polizza assicurativa è opportuno stipuli un dentista non dotato di studio proprio?

A “rigor di Legge”, qualora questi sia un collaboratore puro, potrebbe dotarsi di una polizza ad esclusiva garanzia della colpa grave. Questa evenienza potrebbe verificarsi qualora la struttura non gestisca il sinistro: ne sono esempi i fallimenti e le chiusura improvvise, come purtroppo si è visto accadere recentemente.

Il collaboratore puro quindi paga il corrispettivo che onorava prima dell’avvento della legge Gelli ma in caso di sinistro l’assicurazione oggi non lo assiste più. L’auspicata riduzione dei premi assicurativi per i collaboratori puri, conseguenza naturale della riduzione di responsabilità e quindi di rischio assicurativo, purtroppo non sta avvenendo.

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Pratiche consigliate per i collaboratori

  • Verificare sempre se la struttura ha R.C.O. e R.C.T. adeguate e se queste coprono anche i collaboratori a partita IVA.
  • Considerare una polizza personale che comprenda la postuma, soprattutto se si prevede di cessare l’attività o cambiare incarico.
  • Analizzare il proprio coinvolgimento nel sinistro prima di aprire la pratica con la compagnia per evitare contestazioni successive e il rischio di disdetta per eccessiva sinistrosità.
intervista su polizze claims made per sanitari

Problemi pratici ed effetti della legge Gelli sull’odontoiatria

In buona sostanza a sette anni dalla sua entrata in vigore non ritengo che la legge Gelli abbia giovato all’Odontoiatria: a trarne vantaggio sono state solo le Compagnie che riscuotono molti premi per polizze a copertura globale ma molto spesso partecipano al risarcimento solo in presenza di colpa grave.

Danneggiati sono in primo luogo i pazienti che vedono dilatarsi i tempi di risoluzione del contenzioso a causa del ricorso sempre più frequente a soluzioni giudiziali, laddove le compagnie dei collaboratori non partecipano alle iniziative conciliative pre-contenzioso.

Intanto le ricadute della legge Gelli sull’odontoiatria sono quelle di una “tempesta perfetta” durante una navigazione: in caso di richiesta danni infatti la struttura richiede la partecipazione al collaboratore, il quale attiva la sua compagnia convinto di esserne tutelato, ma questa rigetta il sinistro in quanto non ravvisa colpa grave.

Non dimentichiamo poi che prima di aprire il sinistro il collaboratore deve operare un’adeguata analisi del proprio coinvolgimento, onde evitare di vedersi in seguito disdettata la polizza per eccessiva sinistrosità (a riguardo il nuovo decreto attuativo fortunatamente limita le possibilità di recesso da parte della Compagnia).

Consigli pratici per la scelta della polizza (riferiti a ConTe e al mercato)

Peraltro riguardo la tutela in ambito sanitario, come in tutte le altre tipologie di assicurazione privata, dovrebbe valere la regola: più paghi e più sei tutelato. In realtà non è sempre così! Oggi sul mercato assicurativo italiano buona parte delle polizze R.C. offrono soluzioni diverse e bisogna leggere attentamente le clausole.

  • Verificare che la polizza sia di tipo claims made e che includa la postuma, se necessario.
  • Controllare le esclusioni e accertarsi che attività praticate (implantologia, medicina estetica, direzione sanitaria) non siano escluse.
  • Per gli studi associati, stipulare una polizza che copra tutte le tipologie di prestazioni eseguite nella struttura e tuteli il legale rappresentante.
  • Per i collaboratori, valutare polizze personali complementari alla copertura della struttura, specialmente in caso di attività a partita IVA o collaborazioni multiple.

Tabella riepilogativa: coperture chiave da verificare

Copertura Cosa tutela Da verificare
R.C.T. Responsabilità verso terzi (pazienti e terzi non sanitari) Presenza obbligatoria per struttura
R.C.O. Tutela del personale sanitario operante nella struttura Include collaboratori dipendenti e non
R.C. professionale (claims made) Errori diagnostici, terapeutici, danni biologici Verificare postuma, esclusioni per attività specifiche
R.C. conduzione Danni derivanti dalla gestione dei locali (scivolamenti, allagamenti, furti) Copertura separata dalla R.C. professionale
icona checklist polizza odontoiatra

Domande utili da porre al proprio assicuratore

  1. La polizza è di tipo claims made e prevede la postuma? Quale durata e quali condizioni?
  2. Quali attività sono esplicitamente escluse (implantologia, estetica, direzione sanitaria)?
  3. La polizza della struttura copre anche i collaboratori a partita IVA? In che termini?
  4. Qual è la definizione di colpa grave ai fini della copertura e quali sono gli esempi pratici?
  5. Esistono limiti di indennizzo per singolo sinistro o per periodo assicurativo?
  6. Quali sono le procedure di gestione del sinistro e la partecipazione alle iniziative conciliative pre-contenzioso?

Indicazioni finali per l’odontoiatra

È quindi necessario che ogni professionista e ogni struttura facciano una valutazione puntuale delle proprie esigenze assicurative, leggano attentamente le clausole e verifichino che le polizze in essere coprano tutte le attività svolte. La corretta interpretazione del principio claims made, la verifica della presenza di postuma e la chiarezza sulle esclusioni sono elementi fondamentali per evitare spiacevoli sorprese in fase di sinistro.

Non affidarsi a supposizioni: verificare sempre per iscritto le coperture, prevedere polizze ad hoc per studi associati e collaboratori, e considerare l’eventualità di una polizza personale supplementare quando la propria attività non è interamente coperta dalla polizza della struttura.

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