
L’atrofia ossea mascellare è una condizione patologica che può influire gravemente sulla funzionalità del sistema masticatorio e può avere anche importanti conseguenze estetiche sul volto. Quando manca un dente, l’osso in quella zona inizia a riassorbirsi progressivamente - un processo chiamato atrofia ossea. Più tempo passa dalla perdita del dente, più osso viene perso.
Quando l’osso si riduce si possono verificare una serie di sintomi, tra cui dolore, difficoltà nella masticazione, mobilità degli elementi dentari residui, problemi di stabilità delle protesi dentarie e alterazioni dell’aspetto facciale. L’atrofia ossea mascellare interessa il mascellare superiore, ovvero la struttura ossea che sostiene i denti superiori e che contribuisce alla forma e al supporto del viso. Questo tipo di atrofia può compromettere non solo la funzione masticatoria, ma anche l’equilibrio estetico del volto, causando un aspetto incavato o un collasso della zona periorale. Senza un’adeguata struttura ossea, diventa difficile o impossibile posizionare impianti dentali, compromettendo la capacità di masticare correttamente e influenzando negativamente la salute dell’apparato digerente.
È importante distinguere tra l’atrofia ossea mascellare e l’atrofia ossea mandibolare. L’atrofia ossea mascellare coinvolge il mascellare superiore, mentre l’atrofia ossea mandibolare interessa la mandibola. Sebbene entrambe le forme abbiano cause simili, come edentulia prolungata o parodontite avanzata, il trattamento può variare in base alla localizzazione.
La visita odontoiatrica è necessaria per determinare la causa specifica e sviluppare un piano di trattamento adeguato. Il percorso diagnostico prevede esami strumentali come l’ortopantomografia e la tomografia computerizzata cone beam per visualizzare con precisione millimetrica la forma e la densità dell’osso residuo. Il dentista esamina attentamente la condizione dell’osso residuo, la salute generale delle gengive e l’occlusione del paziente, per poi procedere con una pianificazione digitale avanzata.
Non esiste un’unica soluzione valida per tutti. Grazie a tecniche avanzate è possibile ottenere denti fissi e stabili anche con osso scarso, spesso evitando lunghi e complessi innesti ossei.
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Gli impianti zigomatici sono impianti più lunghi di quelli tradizionali, ancorati all’osso zigomatico invece che al mascellare. Indicati per atrofie severe della mascella superiore, consentono spesso di ottenere denti fissi senza innesti ossei preliminari. Impianti più lunghi ancorati all’osso zigomatico (lo zigomo), molto più robusto del mascellare. Gli impianti zigomatici sono la soluzione d’elezione per i pazienti con atrofia ossea grave della mascella superiore. La procedura permette di ottenere denti fissi in tempi brevi, spesso senza necessità di innesti ossei.
Gli impianti pterigoidei sono posizionati nella zona posteriore del mascellare superiore e si ancorano alle lamine pterigoidee - una struttura ossea densa e mineralizzata. Permettono di evitare il rialzo del seno mascellare in quella zona e consentono una riduzione dei tempi di ripresa e la possibilità di riabilitazione dell’intera arcata con carico immediato.
Se ci troviamo di fronte ad un’arcata completamente edentula, una possibile soluzione è rappresentata dall’All-on-Four, ovvero “tutto su quattro impianti”. Grazie a posizionamenti strategici e talvolta all’utilizzo di impianti inclinati che evitano le aree con poco osso, è possibile offrire una riabilitazione completa anche con volume osseo ridotto.
Il rialzo del seno mascellare è una procedura chirurgica che aumenta l’altezza dell’osso nella mascella superiore inserendo materiale da innesto. Dopo un periodo di guarigione - in genere da 4 a 9 mesi - l’osso rigenerato è sufficientemente solido per accogliere gli impianti. La capacità di sfruttare l’osso residuo per ridare denti fissi al paziente è prerogativa dei clinici più esperti.
Il ricorso alla rigenerazione ossea deve essere preso in esame quando non esistono altre soluzioni. In alcuni casi si preleva osso autologo dal paziente (cranio, cresta iliaca) oppure si utilizza materiale da donatore. La rigenerazione ossea guidata e gli innesti permettono di recuperare volume sufficiente per inserire impianti standard.
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Gli impianti subperiostei o iuxtaossei rappresentano oggi un’alternativa concreta anche nei casi più severi di atrofia ossea. Questi impianti si appoggiano alla superficie ossea esistente, appena sotto il periostio, senza dover essere inseriti profondamente nell’osso stesso. La vera rivoluzione è arrivata con l’introduzione delle tecnologie digitali avanzate: il nuovo protocollo digitale prevede impianti in titanio personalizzati, plasmati su misura del paziente e impianti sub-periostali iuxta-3D.
Il processo inizia con una scansione 3D completa della bocca del paziente. Utilizzando la cone beam, i medici possono visualizzare con precisione millimetrica la forma e la densità dell’osso residuo. Partendo dalla TC e dal modello tridimensionale del mascellare viene costruita una struttura personalizzata con tecnica CAD-CAM, da ancorare all’osso mascellare con viti da osteosintesi. Gli impianti iuxtaossei sono una delle tipologie che permettono di riabilitare il sorriso di persone che presentano una grave atrofia ossea.
Alla Dental Unit di Clinica Privata Villalba utilizziamo la metodica AMSJI (Additively Manufactured Subperiosteal Jaw Implant), un impianto sottoperiosteo completamente personalizzato e realizzato con tecniche e materiali innovativi. L’AMSJI è costituito da due ali fissate con viti da osteosintesi a parti stabili del cranio e permette di caricare una prima protesi provvisoria lo stesso giorno dell’intervento. Dopo circa due mesi si potrà sostituire la protesi provvisoria con quella definitiva.
I tempi dipendono dalla tecnica scelta. Impianti zigomatici e pterigoidei possono portare a denti fissi in tempi relativamente brevi: l’intervento dura indicativamente 2-4 ore; il giorno dopo il paziente può ricevere una protesi provvisoria ed entro 72 ore quella definitiva; la guarigione completa dell’impianto nell’osso richiede generalmente circa 3 mesi. Il rialzo del seno mascellare richiede invece 4-9 mesi di guarigione ossea prima dell’inserimento degli impianti.
Le procedure vengono eseguite in anestesia locale o con sedazione cosciente. Il dolore post-operatorio è gestibile con comuni antidolorifici e si risolve in pochi giorni. Il costo varia in base alla tecnica, al numero di impianti e alla complessità del caso; una valutazione personalizzata è il primo passo per un preventivo preciso e trasparente.
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La chirurgia maxillo-facciale svolge un ruolo fondamentale nel trattamento dell’atrofia ossea mascellare, soprattutto nei casi di atrofie ossee gravi o di condizioni tumorali. Lavorando a stretto contatto con il chirurgo orale, gli ortodontisti e altri specialisti si pianificano ed eseguono interventi complessi come la ricostruzione ossea, al fine di ripristinare funzionalità ed estetica e riabilitare protesicamente l’arcata interessata. Gli studi che offrono un servizio completo dispongono di sale chirurgiche attrezzate e della collaborazione di anestesisti per monitorare i parametri vitali del paziente durante gli interventi.
La scelta tra innesto osseo e soluzioni di bypass (zigomatici, pterigoidei, iuxtaossei) dipende dal grado di atrofia e dalle condizioni cliniche generali. In molti casi non è necessario l’innesto: impianti zigomatici e pterigoidei permettono di bypassare la carenza ossea. Tuttavia, quando l’atrofia non consente alcuna opzione di ancoraggio sicuro, la ricostruzione con innesti rimane una soluzione valida.
Per migliaia di pazienti che si erano rassegnati a protesi mobili instabili, gli impianti subperiostei, zigomatici e le nuove tecnologie digitali rappresentano una seconda possibilità. Molti pazienti tornano a gustare i loro piatti preferiti e recuperano la fiducia sociale ed estetica. L’adozione di materiali biocompatibili come il titanio e la progettazione digitale avanzata aumentano l’affidabilità e la durata delle soluzioni proposte.
Se soffri di atrofia ossea mascellare e desideri ripristinare la funzionalità e l’estetica del sorriso, il primo passo è una valutazione clinica approfondita. Ogni paziente riceve un piano di trattamento su misura, studiato in una ottica multidisciplinare per ripristinare la funzionalità masticatoria e migliorare l’estetica del viso. Le informazioni contenute in questo articolo sono a scopo informativo e non sostituiscono la visita specialistica: si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata.
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