
L'Articolazione Temporo Mandibolare è una delle articolazioni più delicate del nostro corpo, allo stesso tempo è molto utilizzata ed è spesso soggetta a situazioni di sovraccarico articolare. Ogni giorno la utilizziamo migliaia di volte senza rendercene conto: quando parliamo, mastichiamo, deglutiamo, sbadigliamo o semplicemente serriamo i denti. L’articolazione temporo mandibolare, spesso indicata anche con la sigla ATM, è l’articolazione della mandibola che mette in comunicazione la mandibola con l’osso temporale del cranio.
La parola ATM è la semplificazione di Articolazione Temporo Mandibolare dove appunto si ha la coopresenza dell'osso temporale del cranio e della mandibola. E' un articolazione facilmente palpabile perchè superficiale: è sufficiente mettere il polpastrello del dito indice in prossimità dell'orecchio durante l'apertura e la chiusura della bocca per avvertirne il movimento. Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) inizia la sua azione intorno alla 10°settimana di gestazione: la prima funzione fisiologica al momento della nascita, infatti, non è il respiro ma il riflesso di suzione. Verso la 13°settimana di gestazione il feto inizia il riflesso di deglutizione. Dalla nascita in poi la suzione si sviluppa con sempre più forza muscolare e con una azione che avviene circa 1200 volte in un giorno.
L'ATM è un'articolazione molto complessa, con funzioni molto importanti per la vita e sempre in movimento: basti pensare alla funzione della masticazione, del linguaggio, della respirazione. L'ATM è un'articolazione bilaterale, costituita dal condilo mandibolare e dalla fossa glenoidea dell'osso temporale del cranio. È una diartrosi doppia perché l’articolazione è divisa in due parti dalla presenza di un disco fibrocartilagineo (menisco). Il disco articolare è la struttura anatomica più importante dell'ATM. È una struttura fibrocartilaginea biconcava situata tra il condilo mandibolare e la componente ossea temporale dell’articolazione. Il disco è tutto attaccato alla capsula articolare ad eccezione dei forti fasci che fissano direttamente il disco ai poli condilari mediali e laterali, assicurando che disco e condilo si muovono insieme in protrusione e retrusione.
La capsula fibrosa è un sottile manicotto di tessuto che circonda completamente l’articolazione. I legamenti dell'articolazione temporo-mandibolare hanno la funzione di rafforzare la capsula articolare e di stabilizzare l’articolazione stessa. I legamenti principali sono: il legamento temporo-mandibolare, il legamento collaterale, il legamento sfeno-mandibolare e il legamento stilo-mandibolare. L’innervazione è limitata ai tessuti associati all’articolazione, ovvero alla capsula articolare e alla porzione di tessuto connettivo lasso posteriore del menisco; le strutture ricevono l’innervazione dai rami del V3 (nervo mandibolare del trigemino). La vascolarizzazione dell’articolazione è garantita dall’arteria temporale superficiale, arteria mascellare interna e arteria meningea anteriore.
Gli elementi scheletrici dell’articolazione temporo-mandibolare sono l’osso mandibolare, che presenta al suo apice due protuberanze chiamate condili, e l’osso temporale con la sua fossa glenoidea che ospita il condilo mandibolare durante i movimenti di scivolamento. Le superfici articolari dell'ATM sono coperte da fibrocartilagine invece della cartilagine ialina, caratteristica che la differenzia da molte altre articolazioni.
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I muscoli più importanti sono quelli della masticazione: massetere, temporale, pterigoidei, i quali sono maggiormente presi in esame per il trattamento delle disfunzioni. I muscoli sopraioidei (digastrico, genioioideo e miloioideo) contribuiscono all’apertura della bocca. I muscoli pterigoidei laterali sono fondamentali per i movimenti di protrusione e lateralità; la coppia di ventri inferiori dei pterigoidei laterali è principalmente responsabile per spostare la mascella in avanti e per i movimenti laterali durante la masticazione. I muscoli linguali, mimici e faringei non possono essere dimenticati in quanto influenzano la funzione globale. Il massetere è il muscolo più potente del nostro corpo.
Il movimento dell’articolazione temporo-mandibolare è composto da una iniziale rotazione seguita da una traslazione del condilo mandibolare: il movimento complessivo è un rotoscivolamento. La rotazione avviene nella porzione inferiore dell’articolazione, tra il margine inferiore del menisco e il condilo; la traslazione avviene nella porzione superiore, tra il margine superiore del menisco e la cavità glenoidea. L’articolazione permette movimenti di apertura, chiusura, retrusione, protrusione e lateralità; movimenti simmetrici e asimmetrici cooperano per consentire funzioni complesse come masticazione e linguaggio.
La patologia dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM) è un termine generico per un gruppo di condizioni muscolo-scheletriche e neuromuscolari che coinvolgono l’articolazione, i muscoli masticatori e tutte le strutture associate. Non esiste una causa specifica per i disturbi dell’ATM: l’eziologia può essere ricercata in un pregresso trauma alla mandibola o direttamente all’ATM, tendenza del paziente a digrignare i denti durante il sonno (bruxismo) e patologie sistemiche come l’artrite. Tra le possibili cause di sindrome temporo-mandibolare vi sono anche: traumatica, posturale, occlusale, ormonale, visiva, disfunzionale, artritica, infettiva, neoplastica e psicologica.
I sintomi includono dolore localizzato alla zona dell’orecchio, della mandibola o delle tempie, rumori articolari (click, crepitii), limitazione o deviazione nell’apertura della bocca, cefalee muscolo-tensive, dolore cervicale e talvolta sintomi otologici come acufeni o sensazione di orecchio ovattato.
Il dentista o il medico, sulla base di un'accurata anamnesi e dell'esame obiettivo, riescono a sospettare un disordine dell’ATM. Quasi sempre il dentista o il medico formulano una diagnosi solo sulla base dell’anamnesi medica e dentale e dell’esame obiettivo. Parte dell’esame prevede di esercitare una leggera pressione sul lato del viso o di posizionare il mignolo nell’orecchio del paziente premendo delicatamente in avanti mentre questi apre e chiude la bocca, e ascoltare con uno stetoscopio eventuali rumori, premere sui muscoli masticatori per rilevare dolore o sensibilità e osservare la traiettoria mandibolare. Talvolta sono necessari esami di diagnostica per immagini (radiografie, ortopantomografia, TC, risonanza magnetica) o esami specifici come la polisonnografia nel sospetto di bruxismo notturno o disturbi del sonno.
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La valutazione è la fase più importante perchè permette di individuare le caratteristiche disfunzionali da affrontare per la soluzione giusta. Le strategie e le tecniche riabilitative differiranno quindi da caso a caso ma anche in base al momento specifico del paziente con la necessità di modificare continuamente in base all'evoluzione.
La terapia manuale consiste in particolari mobilizzazioni effettuate dal fisioterapista specializzato, con obiettivo di correzione del movimento. Il trattamento non è finalizzato alla sola articolazione ma comprende anche l'intervento sulla cervicale e sul cingolo scapolare. Il tipo di mobilizzazione che viene effettuato non è solo articolare ma anche fasciale e sui muscoli. Ci possiamo avvalere dell'applicazione di tecniche osteopatiche, miofasciali e miotensive: molto utile è il trattamento dei trigger point e delle contratture muscolari (in particolare dei muscoli masticatori).
Gli esercizi specifici, in relazione al problema da risolvere, sono fondamentali. Molto spesso dobbiamo effettuare esercizi per stabilizzare e rinforzare i muscoli deboli affinché il movimento mandibolare avvenga in modo simmetrico e in equilibrio tra i due lati. Le automobilizzazioni sono necessarie per insegnare al paziente come gestire quotidianamente il problema insorto. A seconda della difficoltà, verranno insegnati esercizi di mobilità, di rafforzamento specifico, di rilassamento e di riequilibrio.
Gli esercizi posturali sono molto importanti per l'apprendimento di posture corrette da mantenere durante il giorno e in particolare durante l'attività lavorativa. L'approccio miofunzionale è necessario laddove i movimenti della lingua possono aiutare a stabilizzare e mobilizzare l'ATM.
Nei casi più gravi la terapia prevede il coinvolgimento multidisciplinare del chirurgo maxillo-facciale, dello gnatologo, dell'osteopata e del fisioterapista. Collaborando e ottenendo la diagnosi corretta grazie al medico specialista (odontoiatra e/o maxillo-facciale), il fisioterapista si concentra sulla muscolatura che muove tale articolazione. Un approccio neuro mio fasciale consente di considerare il paziente nella sua globalità, tenendo conto delle connessioni tra bocca, postura e benessere generale.
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Considerata la correlazione di questa articolazione ad altre parti del corpo come la testa, la colonna cervico-dorsale, il cingolo scapolare e la postura in toto (con le catene fasciali), la prevenzione vedrà come protagonista il piano occlusale ma indubbiamente anche una buona postura. L'indicazione migliore è quindi un controllo con il fisioterapista in modo tale, proprio in assenza di dolori, da poter ricevere consigli per il mantenimento di un buono stato di salute e il monitoraggio di eventuali cambiamenti per evitare l'insorgenza del problema. È importante anche identificare e correggere abitudini parafunzionali (serramento, digrignamento, masticazione di gomme) e gestire fattori di stress che possono contribuire al bruxismo.
Quando si manifestano sintomi riconducibili all’articolazione temporo mandibolare, è fondamentale rivolgersi allo specialista giusto. Lo specialista che si occupa dell’articolazione temporo mandibolare è lo gnatologo. La visita gnatologica comprende un’accurata anamnesi, l’analisi dei movimenti mandibolari, la valutazione dei muscoli masticatori e cervicali e, quando necessario, l’utilizzo di esami strumentali specifici. L’obiettivo è individuare la causa del disturbo e non solo alleviare i sintomi.
L’articolazione temporo-mandibolare è una delle strutture più importanti e, allo stesso tempo, più sottovalutate del nostro corpo. Quando questa articolazione non funziona correttamente, può diventare la causa di disturbi anche molto fastidiosi che influenzano la qualità della vita. Conoscere l’anatomia, le funzioni, le possibili patologie e le strategie di prevenzione e trattamento è il primo passo per una diagnosi tempestiva e un percorso terapeutico efficace.
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