
Purtroppo, ci sono diverse variabili in grado di danneggiare la dentatura e dunque l’aspetto del nostro sorriso. Una di queste variabili è l’ingiallimento dei denti. In questo articolo parleremo della soluzione a questo tipo di problema, ovvero lo sbiancamento dentale: è davvero efficace o è dannoso?
Partiamo dalle cause dell’ingiallimento, per le quali i denti possono perdere il loro aspetto candido e brillante. Innanzitutto, con il passare degli anni e il normale invecchiamento, lo smalto bianco di copertura dei denti diventa sottile, lasciando trasparire la dentina sottostante. Quest’ultima, d’altra parte, si inspessisce via via, assumendo un colore giallognolo. Anche le abitudini alimentari influiscono sulla colorazione dei denti: bere caffè, tè o consumare vino rosso porta ad una mutazione del colore, essendo alimenti ricchi di coloranti. Per iniziare, se hai il sospetto che i tuoi denti stiano ingiallendo, è bene rivolgersi al dentista di fiducia per una consulenza di conferma. Non è detto che serva per forza uno sbiancamento: la detartrasi può essere la soluzione in alcuni casi.
Lo sbiancamento professionale è una tecnica ad alto rendimento praticata negli studi dentistici grazie all’applicazione sull’arcata esterna di un gel a base di perossido di idrogeno, noto anche come acqua ossigenata ad alta concentrazione. Una volta posizionato il gel, si procede accendendo una lampada LED, lasciando in posa il tutto per circa mezz’ora. L’intero trattamento ha una durata compresa tra i 30 e i 60 minuti. La base di partenza è fondamentale: i risultati candidi e brillanti che spesso si vedono sui giornali non sono sempre raggiungibili per tutti, e la durata dell’efficacia dipende dalle abitudini alimentari e personali: un fumatore noterà un nuovo ingiallimento prima di un non fumatore.
Esistono principalmente tre modalità:
Non esistono controindicazioni assolute universali, ma prima di procedere il dentista valuta stato di salute di denti e gengive, presenza di carie, sensibilità o infiammazioni e stabilisce se il trattamento è indicato. Se ci sono carie, parodontopatie o forte sensibilità, potrebbero essere necessarie trattazioni preliminari o alternative. Inoltre, i protettivi gengivali o altre misure proteggono i tessuti molli durante la procedura.
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Gli effetti indesiderati più comuni includono sensibilità dentale temporanea e leggera irritazione gengivale, entrambi generalmente transitori e gestibili con indicazioni post-trattamento. È fondamentale che il trattamento sia eseguito da un professionista esperto che possa monitorare e adattare il protocollo alle esigenze individuali. Inoltre, la terapia deve essere accompagnata da una corretta igiene orale e da follow-up regolari.
La domanda “lo sbiancamento rovina i denti?” trova risposta nel fatto che, se eseguito dopo una valutazione odontoiatrica e con prodotti adeguati, non danneggia lo smalto né la dentina, e non consuma la superficie del dente. Tuttavia, l’eccessiva frequenza o l’uso di prodotti non professionali possono causare errori, compromissioni o risultati non armonici con i restauri presenti nel sorriso.
Meglio affidarsi allo sbiancamento professionale per sicurezza e risultati: è più controllato, pianificato dopo una visita e protegge denti e gengive. I rimedi fai-da-te, come white strips, dentifrici sbiancanti o penne, possono avere efficacia limitata, causare abrasione dello smalto e non sempre rispettare la salute orale. Inoltre, alcuni prodotti disponibili in commercio contengono concentrazioni aggressive o non adeguate alle condizioni cliniche individuali.
Prima di iniziare lo sbiancamento è consigliabile una pulizia dei denti per rimuovere placca e tartaro e preparare lo smalto. La pulizia non sostituisce lo sbiancamento, ma aiuta a ottenere risultati migliori. Dopo il trattamento è utile seguire una dieta bianca nelle prime 72 ore: limitare caffè, tè, vino rosso, alimenti pigmentanti e alcolici, e bere tramite cannuccia quando possibile. Una buona igiene orale quotidiana e controlli periodici facilitano la longevità del risultato.
Lo sbiancamento professionale può durare da diversi mesi fino a 2 anni, a seconda delle abitudini alimentari e della igiene orale del paziente. Per mantenere al meglio l’effetto sbiancante, è utile limitare cibi e bevande che macchiano e attenersi alle istruzioni del dentista per la fase post-trattamento.
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Lo sbiancamento professionale utilizza gel più concentrati e una luce attivante (LED o laser) per risultati immediati e duraturi, mentre lo sbiancamento domiciliare usa mascherine personalizzate e gel meno concentrati, richiedendo settimane o settimane di trattamento e supervisione professionale. Entrambi i metodi possono offrire risultati soddisfacenti se gestiti correttamente, ma il professionale è preferibile per sicurezza e controllo sui tessuti dentali e gengivali.
Il nostro consiglio è evitare trattamenti fai-da-te, poco efficaci e che prescindono da una valutazione medica. Per chi cerca un trattamento affidabile e professionale, consultare uno studio dentistico qualificato è la scelta sicura per ottenere un sorriso più luminoso senza compromettere la salute orale.
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