Funzionamento e tipologie di avvitatore per viti ortodontiche

Le microviti sono piccole viti che vengono inserite nell’osso e che vengono temporaneamente utilizzate come ancoraggio in alcuni trattamenti ortodontici oppure per compiere degli spostamenti dentari che sono molto difficili da ottenere con le classiche tecniche ortodontiche. Dopo l’applicazione di un’anestesia locale, il Dr Christian inserirà gentilmente la vite di piccole dimensioni (7-9 mm di lunghezza) nella gengiva addormentata e la posizionerà nell’osso tra le radici dei denti oppure al centro del palato. La procedura è molto rapida e sarà completata ancora prima che tu te ne accorga. Durante l’inserimento, la sola sensazione che proverai sarà una leggera pressione nell’osso, che scomparirà nell’arco di pochi giorni. Questa piccola vite rimarrà fino a quando non sarà più necessaria per l’allineamento dei denti.

Perché usare mini-viti (TAD) e principi biomeccanici

Il trattamento ortodontico si basa sull'applicazione di forze generate da apparecchi ortodontici per spostare i denti nelle loro posizioni desiderate. Queste forze sono dirette verso specifiche aree anatomiche che fungono da zone di supporto. Tuttavia, le forze utilizzate per muovere i denti creano anche reazioni uguali e opposte su queste strutture di supporto, il che può portare a movimenti indesiderati. L'ancoraggio in ortodonzia si riferisce alla resistenza fornita dalle strutture anatomiche per contrastare queste forze reattive, garantendo un movimento controllato e prevedibile dei denti.

L'introduzione dell'ancoraggio scheletrico ha trasformato l'ortodonzia moderna offrendo un metodo affidabile ed efficiente per il movimento dei denti senza il rischio di forze reciproche indesiderate. I dispositivi di ancoraggio temporaneo (TAD), in particolare le mini-viti, hanno guadagnato ampia popolarità grazie alla loro natura minimamente invasiva, alla facilità di posizionamento e all'adattabilità in vari scenari clinici. L'uso di impianti come mezzo per garantire l'ancoraggio ortodontico offre vantaggi significativi nel trattamento ortodontico eliminando la necessità di apparecchi tradizionali intraorali ed extraorali.

Materiali, struttura e capacità di carico

Le mini-viti sono tipicamente realizzate in leghe di titanio (ASTM grado 5, Ti-6Al-4V), note per la loro resistenza e biocompatibilità. L'aggiunta di altri metalli migliora le proprietà meccaniche come la resistenza. La capacità di carico degli TAD dipende dalle loro dimensioni e composizione materiale. Le mini-viti in lega di titanio, ad esempio, possono sopportare forze di 200-400 grammi, sebbene impianti aggiuntivi o tecniche di splintaggio possano aumentare il loro potenziale di carico.

Ogni vite è composta da tre parti principali: Testa: Progettata per applicazioni ortodontiche, consente l'attacco di legature o elastici. Corpo: La parte centrale che fornisce stabilità. Filettatura: Avvolta attorno al corpo, facilita l'ingaggio osseo.

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Le viti variano in diametro (da 1,2 mm a 2,0 mm) e lunghezza (da 5 mm a 9 mm), con viti più lunghe utilizzate in aree con tessuto gengivale più spesso.

Tipologie di avvitatori e modalità di inserimento

I miniscrews sono categorizzati in: Auto-perforanti (senza trapano): Questi hanno una flauto di taglio all'estremità, che consente l'inserimento senza pre-foratura, riducendo il trauma osseo. Pre-forati (con trapano): Questi richiedono un foro pilota prima del posizionamento, tipicamente utilizzati in aree di osso denso.

Per l'inserimento sono necessari strumenti specifici: Trapano Pilota: Utilizzato per la pre-foratura in aree di osso denso. Driver Manuale: Uno strumento manuale per un'inserzione controllata. Driver a Contrangolo: Utilizzato con un manipolo a bassa velocità per un posizionamento preciso. Punch per Tessuti: Crea un'apertura piccola nella gengiva quando necessario. Pinzette o Forbici: Per maneggiare e posizionare il mini-screw. Chiave di Coppia: Misura la coppia di inserzione per garantire una stabilità adeguata.

Per la Spider Screw K1-K2 e SL1-SL2 è consigliabile l’inserimento manuale. Mediante il driver pick up manuale DSP-5052S + DSX-1690S prelevare la vite dal suo alloggiamento e trasferirla nel sito opportunamente preparato. Durante l’inserimento, per evitare un torque d’avvitamento eccessivo, è consigliabile procedere alternando all’avvitamento fasi di svitamento. Mediante il DPQ-2820 collegato al manipolo a bassa velocità (20-40 giri/min), prelevare la vite dal suo alloggiamento e trasferirla nel sito opportunamente preparato. Per la Spider Screw SL1-S e la Spider Screw SL2-S è consigliabile l’inserimento manuale. Mediante il Driver Pick Up manuale DSP-5652S + DSX-1690S o DST-1600 + DSP-5652S.prelevare la vite dal suo alloggiamento e trasferirla nel sito opportunamente preparato. Durante l’inserimento, per evitare un torque d’avvitamento eccessivo, è consigliabile procedere alternando all’avvitamento fasi di svitamento. Mediante il DPQ-3420 collegato al manipolo a bassa velocità (20-40 giri/min), prelevare la vite dal suo alloggiamento e trasferirla nel sito opportunamente preparato.

Per la Spider Screw Regular Plus è consigliabile l’inserimento manuale. Prelevare la Spider Screw Regular Plus dal suo alloggiamento e trasferirla nel sito opportunamente preparato. Per la Spider Screw C1 e PIN è necessario praticare il foro utilizzando le frese dedicate (FSC-1210 e FSC-0910 rispettivamente).

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Protocolli di posizionamento e pianificazione

Il posizionamento riuscito dei mini-screws richiede una pianificazione adeguata e l'adesione a protocolli specifici: Selezione del Sito: I siti ideali includono spazi interradicolari, la cresta infrazigomatica e la regione palatale. Valutazione Preoperatoria: L'imaging CBCT è raccomandato per valutare la densità ossea e le limitazioni anatomiche. I TAD devono essere posizionati in aree con uno spessore corticale sufficiente per garantire la stabilità primaria. Tecnica di Posizionamento: I mini-screws possono essere inseriti con un approccio auto-perforante o pre-forato, a seconda della densità ossea. Il posizionamento è generalmente senza lembi, ma può essere effettuata una piccola incisione nella gengiva non cheratinizzata per prevenire l'intrappolamento dei tessuti molli. Protocollo di Carico: Il carico immediato o ritardato è determinato dalla stabilità primaria e dalle esigenze cliniche.

Un piano di trattamento efficace richiede di dare priorità ai movimenti dentali, progettare un sistema di forze appropriato e garantire un controllo tridimensionale del posizionamento dei denti. Due tipi principali di meccanica sono impiegati: Meccanica Basata sulla Forza: Utilizza un sistema di forza singolo per risultati prevedibili, ideale per l'intrusione dei molari e movimenti dentali significativi. Meccanica Basata sulla Forma: Si basa sulle configurazioni dell'arco, utile per affinare le posizioni dei denti ma meno efficace per movimenti complessi.

Siti anatomici e zone sicure per l'inserimento

I siti più comuni per l'integrazione delle mini-viti includono l'area palatale, la pendenza palatale dell'arcata alveolare nella mascella superiore, la regione retromolare nella mascella inferiore e la placca corticale buccale di entrambe le mascelle. Fattori anatomici critici da considerare quando si sceglie un sito di impianto includono l'anatomia dei tessuti molli, la distanza inter-radicolare, la morfologia del seno mascellare, la posizione dei tronchi nervosi e la profondità buccale-linguale del tessuto osseo.

Studi di scansioni di tomografia computerizzata delle mascelle superiore e inferiore dei pazienti sono stati condotti per definire le “zone sicure” per il posizionamento delle mini-viti. Le zone più favorevoli per il posizionamento delle mini-viti nella mascella superiore sono state identificate sul lato palatale tra il secondo premolare e il primo molare, e tra il primo e il secondo molari; sul lato vestibolare tra il canino e il primo premolare, e tra il primo e il secondo premolari. In generale, lo studio ha concluso che più mesiale e superiore è la zona di impianto, più è sicura. Per la mascella inferiore, le zone sicure per il posizionamento delle mini-viti sono state identificate tra il primo e il secondo premolari, e tra il primo e il secondo molari.

mappa zone sicure posizionamento miniviti palatali e interradicolari

Applicazioni cliniche principali

I mini-impianti hanno trovato un ampio utilizzo nel trattamento di varie anomalie dentofacciali, inclusa la protrusione bilaterale degli incisivi, la disocclusione verticale degli incisivi, così come per allineare le posizioni assiali, l'intrusione degli incisivi, la distalizzazione dei molari e la trazione dei denti inclusi. A differenza delle meccaniche convenzionali, che spesso producono forze estrusive, i TAD facilitano l'intrusione essendo posizionati strategicamente in posizioni apicali rispetto ai brackets. Questa capacità li rende altamente efficaci per il controllo verticale e la correzione del morso aperto.

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Intrusione dei Molari con TAD: L'intrusione dei molari è spesso indicata per correggere morso profondo, morso aperto o discrepanze del piano occlusale. L'overcorrezione e i miglioramenti funzionali (ad es., il controllo della spinta della lingua) sono essenziali per la stabilità a lungo termine. I TAD consentono meccaniche a forza, che sono altamente efficienti per questo scopo. Per l'intrusione dei molari mascellari, il controllo delle radici palatali è fondamentale, poiché il centro di resistenza si trova sul lato palatale. Nella mandibola, le forze linguali sono meno necessarie a causa dell'inclinazione linguale naturale dei molari.

Distalizzazione dei Molari con TAD: La distalizzazione dei molari è comunemente utilizzata per affrontare l'affollamento o le malocclusioni di Classe II. La distalizzazione è ideale per i casi che richiedono fino a 3 mm di spazio per lato. I TAD consentono un controllo preciso delle forze di distalizzazione. I TAD palatali nella mascella sono particolarmente efficaci per applicare forze di distalizzazione dirette mentre controllano l'asse mesiodistale del molare. I TAD buccali sono più semplici da posizionare e possono ottenere un movimento distale significativo.

Protrusione dei molari con TAD: La protrusione dei molari è spesso utilizzata per chiudere spazi edentuli. Tuttavia, fattori biologici, come la qualità dell'osso alveolare e la salute gengivale, giocano un ruolo significativo nel successo. Nella mandibola, la protrusione è più impegnativa a causa di un turnover osseo più lento e di maggiori rischi di perdita di attacco.

schema applicazioni cliniche intrusione distalizzazione trazione canini

Cura post-operatoria e selezione del paziente

Selezione del paziente e istruzioni post-operatorie: Per ridurre al minimo i rischi correlati all’applicazione delle miniviti bisogna valutare e selezionare attentamente i pazienti che soddisfano i requisiti necessari per l’utilizzo di questo dispositivo. Le miniviti ortodontiche sono state approvate dalla US Food and Drug Administration (FDA) per soggetti adulti e adolescenti (con età superiore ai 12 anni), mentre sono sconsigliate nei fumatori e nei soggetti che presentano disfunzioni del metabolismo osseo. Una corretta igiene orale è indispensabile per minimizzare le complicanze a carico delle miniviti. È punto chiave per il buon esito della terapia il mantenimento igienico durante il follow up.

Nei primi 7 giorni è consigliabile eseguire sciacqui con collutorio, o applicare gel a base di clorexidina allo 0,12%. Si può procedere alla pulizia della testa della vite con uno spazzolino normale, durante le consuete procedure di igiene domiciliare. Per eventuali problemi di discomfort o lievi sintomatologie algiche si può intervenire somministrando ibuprofene o un suo equivalente, e in genere non è necessario l’utilizzo di antibiotici. Un controllo periodico verrà eseguito dall’odontoiatra che segue il caso fino al momento della rimozione dell’apparecchiatura.

Complicazioni, rischi e loro gestione

Sebbene le mini-viti abbiano un alto tasso di successo, le complicazioni potenziali includono: Infiammazione e infezione dei tessuti molli; Mobilità o fallimento della mini-vite a causa di stabilità inadeguata; Contatto con la radice, che porta a riassorbimento o perdita di ancoraggio; Ipersviluppo dei tessuti molli, che richiede riaggiustamento o rimozione.

La perdita (rigetto) di una mini-vite ortodontica non porta a cambiamenti irreversibili come con gli impianti dentali, ma richiede all'ortodontista di modificare il piano di trattamento o posizionare una nuova mini-vite, tipicamente in un'area diversa. I rischi e le complicanze associati all’utilizzo delle miniviti diminuiscono o non si presentano se vengono rispettate le modalità di inserimento, i tempi di carico, se viene mantenuta un’ottima igiene orale e se il clinico ha una buona esperienza nel maneggiare gli strumenti necessari all’inserimento.

Complicanze durante l’inserimento: Trauma al legamento parodontale o alla radice dentale: Nel posizionamento interradicolare delle miniviti si rischia di traumatizzare il legamento parodontale o la radice dentale. È dimostrato che le radici dentali danneggiate dalle miniviti vanno incontro a una riparazione completa sia del dente che del legamento parodontale, in un tempo che varia dalle 12 alle 18 settimane a partire dalla rimozione del dispositivo dalla superficie. Nel caso di frammentazione radicolare il dente può andare incontro ad anchilosi dentoalveolare.

Slittamento della minivite: Nel caso non si riuscisse a perforare l’osso corticale durante l’inserzione, la minivite potrebbe scorrere al di sotto del tessuto mucoso lungo il periostio. Le zone ad alto rischio di scivolamento delle miniviti comprendono i piani ossei inclinati nella mucosa alveolare, come il processo zigomatico, il trigono retromolare e le esostosi mascellari qualora fossero presenti.

Lesioni nervose: La lesione dei nervi può avvenire durante l’inserimento delle miniviti sul palato, sul processo alveolare vestibolare della mandibola e nel trigono retromolare. Una parte delle lesioni nervose non portano danni irreversibili; spesso comportano neuroprassia e assonotmesi, con sintomatologia transitoria e un tempo di guarigione che può arrivare fino a 6 mesi.

Enfisema sottocutaneo: I sintomi principali dell’enfisema sottocutaneo sono l’immediato rigonfiamento mucoso, con o senza il riscontro di crepitii. Durante il posizionamento delle miniviti si deve controllare la mucosa alveolare retromolare, la zona vestibolare posteriore della mandibola e la regione zigomatica del mascellare. Se si prevede di effettuare un foro pilota bisogna evitare di utilizzare la pistola aria-acqua.

Perforazione del seno nasale e mascellare: La perforazione del seno nasale e dei seni mascellari può accadere durante il posizionamento della minivite nell’area degli incisivi, nel processo alveolare posteriore del mascellare e nella regione zigomatica. Se il seno mascellare viene perforato, per il piccolo diametro della minivite, è necessario procedere alla sua rimozione. La terapia può continuare e il paziente dovrà essere controllato e seguito per il potenziale sviluppo di sinusiti e di mucocele.

Deformazione, frattura e stress torsionali delle miniviti: L’aumento dello stress torsionale durante il posizionamento delle miniviti può portare alla loro deformazione o frattura, o produrre microfratture dell’osso peri-implantare compromettendo la stabilità primaria. Le miniviti autoperforanti devono essere inserite con controllo della forza adeguato (torque di inserimento consigliato tra i 30 e i 50 Ncm) in modo da garantire il massimo contatto tra osso e minivite.

Dispositivi e protocolli avanzati: esempi clinici e planning digitale

Il Sistema HDC Spider Screw comprende una serie di viti endossee automaschianti di diversa progettazione e dimensione per particolari applicazioni nel settore ortodontico. La Spider Screw HDC è prodotta in lega di titanio, materiale ad alto grado di biocompatibilità fornito da aziende internazionalmente certificate. La Spider Screw può essere caricata immediatamente dopo l’inserimento. E’ possibile applicare forze dai 50g ai 300 g in relazione alla qualità dell’osso e al movimento ortodontico desiderato. La forza caricata non deve mai eccedere i 300g.

Le applicazioni di viti chirurgiche sono procedure che richiedono una conoscenza specifica dell’anatomia e della tecnica, per cui è indispensabile che vengano eseguite da persone specificamente addestrate. La vite una volta utilizzata non deve essere riutilizzata. La HDC Spider Screw® è stata pulita, decontaminata e sterilizzata con raggi gamma ed è pertanto pronta all’uso. La confezione sterile contenente la Spider Screw deve essere aperta sopra una superficie sterile. La vendita di questo dispositivo medico è regolata dalle disposizioni della direttiva 93/42/CEE del 14/06/1993 e dal D.LGS. Questo dispositivo medico non deve essere riutilizzato. Il suo riutilizzo può causare contaminazioni incrociate, irritazioni ed infezioni, nonché la rottura. In tal caso, il produttore declina ogni responsabilità.

dimostrazione inserimento minivite e uso driver manuale e contrangolo

Pianificazione digitale e sistema REPLICA

Il Sistema REPLICA si basa su software certificati di Classe IIa che sono Viewbox (dHAL Software, Kifissia, Grecia) e Appliance DesignerTM (3Shape A/S, Copenhagen, Danimarca) le cui funzioni vengono integrate per ottenere un sistema versatile in grado di pianificare inserzione di miniviti di ogni provenienza, con radiografie sia da cone beam computed tomography (CBCT) che da teleradiografia del cranio in proiezione latero-laterale. Il sistema è primariamente concepito per protocolli one-visit e utilizza al massimo le potenzialità del digitale, riducendo al minimo le fasi di lavorazione manuale e il tempo alla poltrona.

Dal punto di vista operativo, viene eseguito il matching tra la radiografia (bidimensionale o tridimensionale) e il modello delle arcate dentarie (derivato da scansione intra-orale o su modello). Una volta eseguito il matching vengono posizionate le miniviti in base alla disponibilità di osso e tipologia di dispositivo. Successivamente viene disegnato il corpo della dima e aggiunti i tubi guida con relativi analoghi virtuali. Sia il modello che la dima virtuali a questo punto sono pronti per la prototipazione.

I casi clinici descritti mostrano come il protocollo one-visit con dima guidata permetta l’inserzione precisa delle miniviti palatali e il montaggio immediato di dispositivi quali distalizzatori o barre per trazione di canini inclusi, riducendo tempi e aumentando l'accuratezza del trattamento.

Linee guida cliniche e impatti sul timing del trattamento

Il controllo dei vettori biomeccanici e l’ancoraggio stabile sono la chiave del successo del trattamento ortodontico. Il timing di trattamento viene ulteriormente migliorato se si riescono a ridurre gli effetti indesiderati e ad avere la massima collaborazione del paziente. Nel corso della pratica clinica sono stati proposti diversi ausili di ancoraggio intraorale quali miniplacche di osteosintesi, impianti a lama, impianti osteointegrati e onplant palatali. Le miniviti ortodontiche nascono come evoluzione ultima di questi dispositivi al fine di velocizzare la terapia e minimizzare gli svantaggi sia delle tecniche ortodontiche tradizionali sia degli altri sistemi di ancoraggio intraorale.

Le miniviti, anche perché di dimensioni ridotte, sono molto ben tollerate dal paziente adolescente e adulto. Il loro utilizzo prevede protocolli chirurgici standardizzati per l’inserimento che richiede la collaborazione tra ortodontista e chirurgo orale. Lo scopo di questo lavoro è di fornire un aggiornamento sulla gestione delle complicanze che potrebbero insorgere in qualunque momento del trattamento con miniviti, tale da fornire un ausilio all’ortodontista che le utilizza.

FaseStrumenti/DeviceObiettivo
ValutazioneCBCT, teleradiografia, scansione intraoraleSelezione sito e planning
PreparazioneTrapano pilota, punchForo pilota in osso denso
InserimentoDriver manuale, driver a contrangoloPosizionamento controllato della vite
CaricoForze 50-300 gApplicazione biomeccanica desiderata
Follow-upVisite periodiche, igieneMonitorare infezioni, mobilità

In sintesi, i TAD forniscono un ancoraggio stabile integrandosi con l'osso, consentendo l'applicazione di forze ortodontiche senza fare affidamento sui denti adiacenti per il supporto. Questo elimina il rischio di perdita di ancoraggio, che è una limitazione comune nei trattamenti ortodontici tradizionali.

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