
L’azitromicina è un antibiotico appartenente alla classe dei macrolidi, caratterizzato da un’elevata capacità di penetrazione nei tessuti e da una lunga emivita, che permette cicli di terapia brevi. Il suo impiego è indicato esclusivamente per il trattamento di infezioni causate da batteri sensibili alla molecola. È fondamentale sottolineare che l’azitromicina non è efficace contro i virus (come quelli del raffreddore o dell’influenza).
In ambito dentale la maggior parte delle infezioni batteriche viene trattata, quando serve un antibiotico, con la famiglia delle penicilline: la più nota è l'amoxicillina, da sola o in associazione con acido clavulanico (il farmaco che molti conoscono con il nome commerciale Augmentin). Non è però l'unica strada possibile. I macrolidi (azitromicina, claritromicina) sono una famiglia di antibiotici diversa, chimicamente non imparentata con la penicillina. I due nomi che il dentista può nominare più spesso sono l'azitromicina e la claritromicina.
La scelta dell'antibiotico non è mai automatica. Prima di tutto il dentista valuta se un antibiotico serva davvero: molte situazioni dentali si risolvono con il gesto clinico giusto (drenaggio di un ascesso, devitalizzazione, estrazione, terapia parodontale) e non con una pastiglia. Solo quando l'infezione lo richiede si arriva alla prescrizione.
I macrolidi possono avere effetti sullo stomaco e sull'intestino, e soprattutto sono noti per interagire con diversi altri farmaci: per questo è essenziale riferire tutti i medicinali che si assumono. In alcune persone e in alcune condizioni cardiache vanno usati con particolare cautela. Sono valutazioni che spettano al professionista, non al paziente.
Un importante limite all'uso di antibiotici sistemici è il problema planetario dell’aumento delle resistenze batteriche: l'abuso di questi farmaci favorisce lo sviluppo di ceppi resistenti e riduce l'efficacia delle terapie future. Abusare degli antibiotici, assumerli nel modo sbagliato o peggio prenderli di propria iniziativa è una delle cause principali della resistenza agli antibiotici di molti batteri.
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Studi prestigiosi hanno evidenziato anche possibili rischi cardiovascolari: uno studio ha dimostrato come il trattamento di 5 giorni con azitromicina possa incrementare modestamente il numero di decessi associati a patologie cardiovascolari, unicamente nel campione ad alto rischio. La capacità dell'Azitromicina di allungare l'intervallo QT rappresenta un limite importante all'uso di questo antibiotico in pazienti affetti da patologie cardiache o in terapia con farmaci cardioattivi.
L'uso prolungato di azitromicina potrebbe determinare l'insorgenza di patologie intestinali e, nei casi più gravi, la colite pseudomembranosa da Clostridium difficile, a causa delle alterazioni indotte a carico della microflora intestinale.
Le infezioni orofacciali di origine odontogena richiedono spesso la prescrizione di antibiotici da parte dei dentisti. Tuttavia, studi recenti indicano che circa un terzo delle prescrizioni di antibiotici sono inutili o potenzialmente dannose. La maggior parte delle malattie orali, come pulpiti, infezioni periapicali e infiammazioni croniche del parodonto, non richiedono antibiotici ma interventi operativi.
Gli ascessi facciali richiedono una terapia antibiotica tempestiva per evitare la diffusione dell’infezione. Le penicilline, come l’amoxicillina e l’amoxicillina con acido clavulanico, sono i farmaci di riferimento. Le parodontiti e gli ascessi parodontali possono essere trattati con una combinazione di penicilline e metronidazolo. La formulazione più utilizzata in letteratura per la parodontite è la combinazione di amoxicillina + metronidazolo, seguita dall’uso del solo metronidazolo e dall’azitromicina.
Gli antibiotici sistemici hanno il vantaggio, rispetto ai topici, di raggiungere tutte le superfici e i fluidi orali, e in aggiunta di avere come target terapeutico i tessuti del parodonto potenzialmente invasi dai patogeni parodontali. Le evidenze disponibili confermano un effetto aggiuntivo degli antibiotici sistemici in associazione alla terapia non chirurgica parodontale, con miglioramenti clinici misurabili a sei mesi e a un anno.
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MACROZIT® (aztromicina): generalmente l'assunzione di 500 mg giornalieri di Azitromicina in monosomministrazione per tre giorni risulta sufficiente nel controllare la maggiorparte delle infezioni sostenute da microrganismi sensibili a questo antibiotico. In taluni casi tuttavia potrebbe essere necessario l'uso di dosaggi doppi. Le compresse vanno deglutite intere con acqua.
Tempistica: Assumere il farmaco preferibilmente almeno 1 ora prima dei pasti o 2 ore dopo. Zitromax deve essere assunto almeno un’ora prima o due ore dopo i pasti. Può essere assunto indifferentemente a stomaco vuoto o dopo i pasti. La dose totale massima consigliata per qualsiasi terapia pediatrica è di 1500 mg.
Aderenza: È indispensabile completare l’intero ciclo prescritto dal medico, anche se i sintomi migliorano o scompaiono dopo la prima dose. Ciclo breve non significa "cura più leggera". Un ciclo più breve non autorizza a interrompere di testa propria: la terapia va portata a termine esattamente come è stata prescritta, anche se i sintomi migliorano prima.
Durante il trattamento antibiotico, l’equilibrio della flora batterica intestinale può essere alterato. È fortemente consigliata l’integrazione con probiotici (fermenti lattici) di qualità, da assumere a distanza di almeno 2-3 ore dalla dose di antibiotico, per prevenire episodi di diarrea e supportare il sistema immunitario.
L'uso di Azitromicina andrebbe limitato ai casi di inevitabile necessità nelle donne in gravidanza e nella successiva fase di allattamento. Tale limitazione risulterebbe determinata dalla capacità del principio attivo sia di attraversare la barriera placentare che di accumularsi nel latte materno.
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Al fine di ridurre ai minimi termini l'incidenza di effetti collaterali o alterazioni impreviste dell'efficacia terapeutica sarebbe opportuno evitare la contestuale assunzione di Azitromicina e anticoagulanti orali, ciclosporine, digossina e principi attivi cardioattivi. Qualora risultasse inevitabile, sarebbe opportuno sempre consultare il proprio medico.
MACROZIT® contiene lattosio e glucosio; risulta pertanto controindicato nei pazienti affetti da deficit enzimatico di lattasi, intolleranza al lattosio e sindrome da malassorbimento glucosio-galattosio. L'uso di Azitromicina risulta controindicato nei pazienti affetti da patologie epatiche, cardiache e nei pazienti ipersensibili ai macrolidi ed ai relativi eccipienti.
Sono possibili numerosi effetti collaterali, riscontrati in una persona su 100 o meno, cui si rimanda al foglietto illustrativo per un elenco dettagliato. Nonostante l'uso di MACROZIT® risulti generalmente sicuro e ben tollerato, in taluni casi si sono manifestati sintomi quali diarrea, nausea, vomito, dolori addominali crampiformi, cefalea, irritabilità, alterazioni sensoriali, ipotensione, alterazioni della funzionalità epatica e dolori osteo-articolari.
L'uso prolungato di MACROZIT® potrebbe al contempo determinare l'insorgenza di patologie intestinali e nei casi più gravi la colite pseudomembranosa da Clostridium Difficile, a causa delle alterazioni indotte a carico della microflora intestinale.
Un principio vale per tutte le famiglie di antibiotici: si assumono solo su prescrizione, dopo una visita. Mai per iniziativa personale, mai recuperando avanzi di confezioni vecchie, mai copiando la terapia di un parente o di un amico. Che si tratti di una penicillina o di un macrolide, l'antibiotico agisce sull'infezione batterica, non sulla causa dentro il dente. Spegne o tiene sotto controllo i batteri, ma il problema di fondo, la carie profonda, il nervo infiammato, l'ascesso, la tasca parodontale, resta lì finché il dentista non interviene con la cura vera e propria. Per questo l'antibiotico è quasi sempre un supporto, non una soluzione.
La prescrizione di antibiotici sistemici non è necessaria nel caso di pulpiti irreversibili, polpa necrotica, ascessi acuti localizzati. In queste situazioni infatti, l’assenza di un microcircolo sanguigno all’interno del canale radicolare non permette agli antibiotici di penetrare e di rimuovere i microorganismi. L’odontoiatra deve comunque monitorare ascessi acuti che possano evolvere in celluliti e quindi nella diffusione dell’essudato purulento e del trasudato negli spazi interstiziali e nei tessuti.
Ci sono inoltre situazioni in cui non bisogna aspettare e occorre rivolgersi subito a un professionista o al pronto soccorso: parlane con lo studio del tuo dentista se hai dolore, gonfiore o ascesso e non sai se davvero ti serva un antibiotico, o quale sia adatto a te se sei allergico alla penicillina.
Studi su azitromicina in ambito parodontale hanno evidenziato un triplice ruolo del farmaco: sopprime gli agenti patogeni, espleta un'attività antinfiammatoria e ottimizza la persistenza di macrofagi e fibroblasti nel tessuto interessato. Le revisioni sistematiche sulla terapia parodontale con antibiotici sistemici mostrano un effetto aggiuntivo rispetto alla sola terapia non chirurgica, con miglioramenti misurabili nella profondità di sondaggio media e nel guadagno di attacco clinico a sei mesi e a un anno.
Tuttavia, in virtù dell'emergenza delle resistenze batteriche, le linee guida per il trattamento della parodontite hanno posto l'accento sulla necessità di non utilizzare in forma routinaria gli antibiotici sistemici nel trattamento della parodontite, riservandoli ai casi selezionati e ben motivati.
La data di scadenza è chiaramente indicata sulla confezione. I farmaci non devono mai essere buttati nel cassonetto della raccolta indifferenziata. Possono essere molto dannose per la salute dell’ambiente e dell’uomo. È per questo che sono raccolti e trattati separatamente rispetto agli altri rifiuti. Ogni Regione - spesso ogni Comune - decide dove raccoglierli. È bene informarsi.
| Antibiotico | Famiglia | Ruolo tipico |
|---|---|---|
| Amoxicillina | Penicilline (beta-lattamici) | Prima scelta per molte infezioni odontogene |
| Amoxicillina + acido clavulanico (Augmentin) | Penicilline + inibitore beta-lattamasi | Quando è sospetta produzione di beta-lattamasi |
| Metronidazolo | Nitroimidazoli | Ottimo contro anaerobi, spesso in combinazione |
| Azitromicina | Macrolidi | Alternativa in caso di allergia alla penicillina; cicli brevi |
| Clarithromicina | Macrolidi | Alternativa ai macrolidi, usata in alcuni casi |
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