
La Becca dei Quattro Denti è l’ultima elevazione di una cresta che dalla Punta Feluma si dirama verso nord-ovest ed è caratterizzata dalla presenza di quattro “denti” rocciosi al colletto poco prima della vetta. Durante la salita la vista spazia sulla testata della Valgrisenche e sulla Testa del Rutor.
Si percorre la A-5 Torino-Aosta, si oltrepassa la barriera di Aosta est e si esce al casello successivo di Aosta ovest. Si prende la direzione per Aosta e giunti al semaforo si svolta a sinistra verso Courmayeur; proseguendo per alcuni chilometri si arriva ad una rotonda dopo Arvier dove si seguono le indicazioni per la Valgrisenche. Da Aosta seguire la Strada Statale n. 26 in direzione Courmayeur sino al paese di Arvier, dove, in corrispondenza di una rotonda, si svolta a sinistra per la Valgrisenche. Dal casello autostradale di Aosta Ovest svoltare in direzione di Courmayeur.
Proseguire lungo la strada statale sino a raggiungere Arvier, alla rotonda svoltare a sinistra in direzione di Valgrisenche. Seguire quest'ultima sino al Capoluogo, dove si può posteggiare all'inizio dell'abitato. In alternativa, si può proseguire in auto per circa 700 metri oltre il paese e andare a posteggiare in prossimità del Foyer de Montagne. Raggiungiamo Valgrisenche e parcheggiamo l’auto.
Se si è posteggiato all’inizio del Capoluogo, attraversarlo a piedi sino al ponte che attraversa la Dora di Valgrisenche e passare sulla sponda opposta del torrente, dove inizia una strada poderale. Allo stesso punto si perviene dal Foyer de Montagne, dopo aver attraversato la Dora in corrispondenza di un altro ponte ed essere tornati indietro verso Nord attraverso alcuni prati.
Dall’area pic-nic si imbocca la sterrata sulla destra che con qualche tornante si innalza sino alla baita di Joux (1735 m) la quale si passa sulla destra seguendo l’indicazione sul suo muro. Dall'auto proseguire lungo la strada asfaltata in direzione di Plonté, appena dopo al secondo tornante inizia sulla destra il bel sentiero che dopo aver attraversato il prato si inoltra nel bosco.
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Il sentiero si alza con buona pendenza nel fitto bosco passando accanto ad un rudere per poi dirigersi verso sud attraversando la folta vegetazione e passando accanto ad una presa per l’acqua (1916 m); in questo tratto si attraversano numerosi ruscelli ed il sentiero a volte è coperto dalla bassa vegetazione. Seguirlo sino a raggiungere Verconey Desot ed un pò dopo Verconey Damon.
Si segue adesso una strada rurale che con alcuni tornanti prende quota. Dopo un traverso, ad un tornante, lasciare la strada rurale e prendere il sentiero che attraversa il ripido versante della vallata sino a raggiungere il sentiero che sale dal capoluogo di Valgrisenche. A questo bivio prendere a sinistra e seguire i resti della vecchia strada militare che, con ripide svolte, conduce alla Becca dei quattro denti ed al bivacco Testafochi.
Continuando la salita si arriva in spazi più aperti dove il bosco comincia a farsi più rado e si attraversa un canale erboso dove di solito scendono valanghe lasciando gli alberi abbattuti; arrivati al termine del canale si incrocia il sentiero dell’alta via 2 che arriva da sinistra e prosegue a destra verso un’altra presa d’acqua ed in questo punto si deve, ignorando questo sentiero, salire direttamente per una traccia che rimonta per intero un ampio canale erboso.
Anche in questo tratto la traccia a volte sembra scomparire tra la bassa vegetazione ma, intuitivamente e con l’ausilio di qualche bollo giallo, si rimonta la larga distesa percorrendola a zig-zag; il sentiero si trasforma ora in una larga traccia, forse una vecchia mulattiera, e spostandosi sulla destra arriva a lambire la dorsale rocciosa che scende proprio dalla vetta meta dell’escursione.
Ora il sentiero continua con ampi tornanti che ad inizio stagione, in presenza di qualche nevaio, si possono tagliare puntando sempre dove il vallone si stringe nella sua parte alta per poi spostarsi sulla destra e risalendo gli ultimi tratti pietrosi si arriva al colletto dove si trovano quattro “denti” di roccia e dove è situato anche un vecchio rudere (2634 m). Proseguiamo la traccia evidente che abbiamo di fronte: ci troviamo così a passare giusto sotto ai “denti” che danno il nome alla becca.
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Si prosegue di fianco al rudere sulla destra e si arriva dove si ci sono delle rocce gradinate che adducono ad una crestina la quale si percorre arrivando in breve alla piccola vetta dove si trova un ometto di pietre; qualche decina di metri sotto la vetta si trova una croce che da un promontorio erboso domina l’abitato di Valgrisenche. La salita a questa cima si abbina anche alla salita del bivacco Testafochi che si trova qualche decina di metri sopra di essa sulla cresta.
Ritornati al rudere si continua sulla elementare cresta per un sentiero che la percorre quasi sul filo ed in breve si arriva al bivacco Testafochi (2700 m) che domina l’alta Valgrisenche essendo situato su un panoramico spartiacque che scende da un’anticima della Punta Feluma e dove si trova una targa commemorativa del passaggio di Giovanni Paolo II ed un altorilievo con l’effige della Madonna. 2638 mslm, incastonato tra il colletto e le propaggini rocciose occidentali di Punta Feluma, il Bivacco Testafochi era a sua volta un ricovero militare risalente a fine Ottocento - la posizione giustificava pienamente anche il ruolo di osservatorio.
L'alta Valgrisenche, essendo zona di confine, ha diversi fabbricati che erano utilizzati a scopi militari. Questa escursione conduce ad un colletto dove erano situati alcuni di questi. Torniamo sul colletto, dove troviamo un secondo edificio (questo però con il tetto sfondato).
La discesa avviene sul versante SudOvest, opposto a quello di salita, dapprima su pendii abbastanza ripidi (35° o poco meno) per poi raggiungere il fondo del vallone nella zona di Catin e Plontaz, dove ci si ricongiunge con il classico itinerario del Sigaro. Di qui scendere sino alla strada che fiancheggia la destra orografica della diga, eventualmente sfruttando la strada poderale che percorre il vallone di Praz Londzet.
Per il ritorno si raggiunge di nuovo il rudere sotto la punta e si scende alla sua sinistra seguendo l’evidente sentiero che perde rapidamente quota verso il vallone sottostante sino ad incrociare (2398 m) la poderale che lo percorre; si continua sino al sottostante alpeggio di Catin (2332 m) sotto al quale, sempre sulla strada, si trova un rudere poco più avanti del quale si stacca in corrispondenza di un ruscello sulla destra una traccia (2313 m) poco visibile ma segnalata da un basso ometto di pietre.
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Ci si indirizza verso un’evidente roccia sormontata da un muretto diroccato e si continua sempre verso destra scendendo per uno stretto canale pieno di rododendri: in questo tratto bisogna prestare molta attenzione alla direzione della traccia che tende a scomparire tra la folta vegetazione aiutati da qualche raro ometto di pietre. Nella discesa, dopo aver superato un paio di ruscelletti, si arriva all’unico vecchio bollo giallo (2137 m) recante uno sbiadito numero 18 dopo il quale la traccia scende più decisamente con stretti tornanti ed arriva ad incrociare (2054 m) il sentiero proveniente dal capoluogo.
Lo si percorre sino a sfiorare la strada asfaltata e si continua sino al prossimo incrocio con la strada che si percorre solo per pochi metri e si riprende il sentiero che entra di nuovo nel bosco ed in breve arriva nei pressi dell’area sportiva. Si raggiunge ora in breve il capoluogo e si svolta a destra sul ponte che conduce all’area pic-nic, punto di partenza dell’escursione.
| Località di partenza | Chez-Carral (Valgrisenche) |
|---|---|
| Difficoltà | Facile (alcuni passaggi esposti brevi) |
| Periodo migliore | Luglio, Agosto, Settembre |
| Quota di partenza | 1620 m |
| Quota di arrivo | 2691 m (bivacco Testafochi ~2700 m) |
| Dislivello in salita | 1071 m |
| Lunghezza totale | 12.800 m |
| Tempo di salita | 3h 15' |
| Tempo di discesa | 2h 00' |
| Segnavia | 5, 4, 6 |
| Esposizione | 0 (itinerario con tratti esposti brevi) |
| Percorribile con cane | Sì |
La croce giubilare della becca dei Quattro Denti (2600 metri) è stata posizionata nell’agosto del 2000 per volere del consiglio pastorale della parrocchia di Valgrisenche. Realizzata in ferro dalla ditta Turcotti e Vona di Pollein, è alta 4,50 metri e pesa 160 chilogrammi.
Il 17 agosto la croce e il materiale per fissarla sono stati trasportati dall’elicottero in cima alla becca dove diversi volontari hanno provveduto a costruire il basamento e a fissare la base della croce sulla viva roccia della montagna. Il 19 agosto, in una bellissima giornata di sole, un centinaio di persone si sono radunate in cima alla becca e il parroco don Angelo Pellissier ha celebrato la Santa Messa.
Montagna VdA e Aostacronaca.it hanno dato vita ad un progetto editoriale per favorire la conoscenze delle eccellenze dell'ambiente e della natura valdostani. L'obiettivo più generale l'obiettivo è la promozione dell'escursionismo in Valle d'Aosta.
Questa escursione conduce ad un colletto dove erano situati alcuni manufatti militari e offre la possibilità di visitare il bivacco Testafochi, osservare i resti storici e godere di panorami sulla testata della Valgrisenche e sul massiccio del Rutor. A questo punto, c’è la parte più bella dell’escursione: camminiamo lungo una traccia quasi in quota, sospesa su un versante erboso che aggira lo spigolo roccioso della Becca. Sulla sinistra, l’onnipresente Rutor, il suo ghiacciaio purtroppo brillante di scioglimento.
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