
L’estrazione del dente del giudizio è un intervento comune e, benché di routine per il dentista, può suscitare ansia e dubbi nel paziente sul comportamento post-operatorio. Il comportamento del paziente gioca un ruolo cruciale: seguire poche ma precise regole permette di accelerare la guarigione e scongiurare complicazioni fastidiose.
I denti del giudizio - chiamati anche terzi molari o “ottavi” - sono gli ultimi denti permanenti a comparire nelle arcate dentarie, generalmente tra i 17 e i 25 anni. I denti del giudizio sono un residuo di un'epoca molto lontana in cui le persone vivevano come cacciatori-raccoglitori. Con l’evoluzione della dieta e la progressiva riduzione delle dimensioni delle mascelle umane, questi denti sono diventati funzionalmente superflui.
Se non crescono in maniera corretta, infatti, solitamente per mancanza di spazio, possono determinare problemi anche seri, come l’affollamento dentale, dolore e infezioni. L’estrazione dei denti del giudizio si rende necessaria in presenza di dolore, infezioni, carie estese, ascessi odontogeni o su prescrizione ortodontica.
La complessità dell’intervento varia enormemente in base alla posizione del dente e alla sua relazione con le strutture anatomiche circostanti. Il caso più impegnativo è l’estrazione di un dente completamente incluso nell’osso, che prevede un’osteotomia più estesa e possibile sezione del dente (odontotomia).
Grazie alle moderne tecnologie, l'anestesia locale è sufficiente per consentire al dentista di estrarre i denti del giudizio senza provocare alcun dolore. Il paziente avverte solo una leggera sensazione di pressione. Il protossido di azoto ha un effetto ansiolitico ed euforizzante. Nella sedazione crepuscolare i pazienti vengono messi in uno stato di sonno e di profondo rilassamento utilizzando un cocktail di antidolorifici, sedativi e sonniferi. L'anestesia generale spegne completamente il paziente e deve essere utilizzata solo in caso di interventi molto complessi o in caso di estrema ansia dentale.
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Il sanguinamento è del tutto normale e può essere attenuato applicando una garza sul sito dell’estrazione nei 30 minuti successivi all’intervento. È normale avere un leggero sanguinamento dopo l’estrazione. Durante il primo giorno, anche a seconda della grandezza del dente estratto, è normale che il sanguinamento continui. Se il sanguinamento è particolarmente intenso, posizionare una garza sterile e mantenerla premuta per 30-60 minuti.
Il gonfiore tende a raggiungere il picco dopo 48-72 ore. L’applicazione di ghiaccio nelle prime 24-48 ore aiuta a contenere l’edema: effettuare degli impacchi di ghiaccio esterni a intermittenza (applicare per 20 minuti e lasciare a riposo per i 20 minuti successivi, quindi ripetere) per due giorni.
Una volta svanito l’effetto dell’anestesia è normale che compaia del dolore, ma generalmente è di un’intensità che si può tenere sotto controllo. Per alleviare il dolore, il dentista di solito prescrive antidolorifici come l'ibuprofene o il paracetamolo. Alcuni studi hanno dimostrato che una combinazione di 400 mg di ibuprofene e 1000 mg di paracetamolo allevia il dolore meglio dei rispettivi analgesici da soli; la dose va discussa con il proprio dentista. Gli antibiotici vanno presi solo se prescritti dal dentista.
Mantenere i denti puliti è importante anche dopo un'estrazione e quindi non va tralasciato né l’uso dello spazzolino né quello del filo interdentale, evitando però la zona dell’estrazione nelle prime 24 ore. Dopo 12-24 ore è possibile effettuare sciacqui delicati con collutori diluiti o con una soluzione di acqua e sale tiepida. Se indicato, iniziare il collutorio a base di clorexidina (solitamente 0,12% o 0,20%) dopo 24 ore, per 7-14 giorni secondo le indicazioni del dentista.
Nei primi giorni è consigliato seguire una dieta morbida e fresca. Prediligere cibi freddi o a temperatura ambiente: budini, creme, uova, purea di patate, vellutate, frullati, yoghurt senza zucchero, formaggi spalmabili e verdure passate. Terminato il sanguinamento, è necessario assumere molti liquidi, tiepidi o freddi, per evitare la disidratazione.
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Evitate per almeno una settimana cibi caldi, piccanti, acidi (come succo d'arancia o pomodoro) e alimenti con semi o granella che possono incastrarsi nell’alveolo (kiwi, fragole, pane al sesamo, frutta secca). Non è consigliato mangiare pastina o riso che possono rimanere impigliati nella ferita.
Nella maggior parte dei casi, è possibile riprendere le normali attività dopo il primo giorno, ma sarebbe meglio aspettare almeno una settimana in caso di interventi complessi. Lo sport e gli sforzi fisici intensi sono sconsigliati per almeno una settimana; lo sforzo fisico aumenta il flusso sanguigno e può causare emorragie secondarie o aprire le suture. Evitare lo sport agonistico per sei settimane e immersioni subacquee per quattro settimane, se consigliato dal chirurgo.
È necessario contattare il dentista se si verificano:
In caso di alveolite, il trattamento dal chirurgo porta sollievo rapido e talvolta richiede medicazioni locali e antibiotici solo su indicazione clinica.
Il processo di guarigione richiede solitamente da 3 a 7 giorni per la fase iniziale; l’alveolo si chiude parzialmente in circa 2 settimane, mentre l’osso sottostante impiega fino a 2-3 mesi per guarire del tutto. I punti di sutura, se presenti, vengono rimossi o riassorbiti dopo 7-14 giorni.
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Bisogna togliere i denti del giudizio anche se non danno fastidio? No, non sempre. L’indicazione assoluta all’estrazione esiste solo in caso di ascessi odontogeni o quando l’ortodontista la prescrive; negli altri casi il dente può essere mantenuto sotto controllo con visite e radiografie periodiche.
L’estrazione è dolorosa? No, l’intervento viene eseguito in anestesia locale e il paziente non avverte dolore durante la procedura; il fastidio post-operatorio è gestibile con analgesici e si attenua progressivamente nei 3-5 giorni successivi, salvo complicazioni.
Quanto dura la ripresa? Il recupero iniziale richiede 3-7 giorni; la completa guarigione dell’alveolo richiede 4-6 settimane e l’osso può impiegare 2-3 mesi.
L’estrazione dei denti del giudizio è una procedura da considerare seriamente, ma occorre affrontarla senza timori. Le informazioni qui riportate hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere medico. Dopo l’estrazione, l’odontoiatra fornirà istruzioni personalizzate basate sulla complessità dell’intervento: è importante seguire questi consigli per ridurre il rischio di complicanze e favorire una rapida guarigione.
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