
Il bite dentale è un dispositivo medico che consiste in una placca di resina acrilica che va a interporsi tra le due arcate dentali. Con la tipica forma a mascherina, è una placca occlusale in resina acrilica che ha la funzione di intervenire su alcuni disturbi dell’apparato stomatognatico, salvaguardando la salute dei denti e alleviando i sintomi correlati.
Il bite ripete la forma dell’arcata sulla quale è posizionata, è di spessore variabile tra i 2 e i 6 millimetri, può essere liscio o indentato; quindi, non si deve confondere con le semplici mascherine. Il bite dentale è una placca occlusale in resina acrilica realizzata in materiale rigido. La scelta della resina acrilica come materiale di elezione è conseguente alla sua durabilità, comfort e facilità di pulizia.
È lo specialista gnatologo che, avendo competenze specifiche relative alle articolazioni della bocca, dei muscoli della mandibola, della faccia e delle parti del corpo connesse tra di loro in queste patologie, può individuare i disturbi da trattare con il bite e definire la tipologia necessaria. Considerate le necessarie indagini diagnostiche eseguite sul paziente, è chiaro come il bite sia effettivamente un sistema terapeutico individualizzato.
Esso è realizzato su misura dal medico dentista non soltanto grazie alla presa delle impronte della bocca, ma considerando anche la risonanza, studiando la radiografia panoramica, la teleradiografia e applicando un iter diagnostico che consente di capire qual sia il bite più corretto alla particolare patologia da trattare. Oltre all’impronta dentale, si eseguono test specifici che riproducono i movimenti della mandibola e le relazioni delle varie parti della bocca, grazie a uno strumento specifico chiamato articolatore. Alla realizzazione del bite seguono delle fasi di laboratorio per garantirne la perfetta aderenza alla bocca del paziente.
I bite dentali presenti sul mercato si differenziano in:
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I bite personalizzati, pur avendo un costo maggiore, sono consigliati poiché sono costruiti sulla base delle caratteristiche e dei disturbi della persona. I bite preformati e automodellanti, solitamente finalizzati a trattamenti di breve durata, si possono acquistare in farmacia ad un modico costo. Attenzione però: è importante sottolineare che questi bite possono creare problemi occlusali, muscolari e di postura, oltre a originare un vero e proprio spostamento dei denti.
Il bite ha la funzione di risolvere i problemi dell’apparato masticatorio legati al digrignamento dei denti, alla dislocazione mandibolare, alla malocclusione dentale e al russamento. In altre parole, è il primo passo verso la risoluzione delle patologie masticatorie che colpiscono l’apparato stomatognatico, formato da denti, gengive, mascella, muscoli della masticazione, epitelio, articolazioni temporo-mandibolari e nervi.
Questo apparato è responsabile della masticazione, della deglutizione e della fonazione, ma è anche strettamente legato al sistema posturale. Ecco perché un malposizionamento o il digrignamento dei denti potrebbero provocare dolori all’apparato muscolo-scheletrico, disturbi della postura, oltre che il consumo dello smalto dentale.
Il bruxismo è il serramento e il digrignamento involontario dei denti durante il giorno e la notte. Il bite per il bruxismo ha il compito di “mettersi in mezzo” e di evitare che le due arcate dentali si tocchino. Il serramento o lo strisciamento dei denti durante il giorno va invece considerato come un automatismo di cui il paziente può prendere consapevolezza tramite un iter definito con il proprio dentista.
Il bite più frequentemente impiegato per intervenire sui fenomeni di bruxismo notturno è un bite rigido che ha una serie di obiettivi: mantenere uno spazio tra i denti; scaricare la forza esercitata dai muscoli sulla placca di resina, salvaguardando i denti; cercare di rilassare i muscoli mandibolari e cervicali; preservare lo stato dei denti impedendo l’aggravarsi del loro deterioramento.
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All’interno delle articolazioni della bocca c’è un piccolo disco, o menisco, che talvolta si può spostare dalla sua sede facendo comparire rumori, definiti click. Se invece il menisco si sposta totalmente dalla sua sede, compaiono dei blocchi, ovvero il paziente non riesce ad aprire completamente la bocca. Il bite ortotico, poiché ha una funzione ortopedica, permette di riposizionare la mandibola nella sua corretta posizione, oltre a decontrarre la muscolatura.
È chiaro che nelle varie patologie i bite cambiano la loro forma e l’altezza, pertanto possiamo avere: bite di ricattura che serve quando il menisco si è leggermente spostato dalla sua sede e bite di distrazione quando è presente molto dolore da compressione dell’articolazione.
Il bite per evitare il russamento è composto da due mascherine gemelle che portano la mandibola in una posizione tale da eliminare le ostruzioni dell’aria tra il naso e la laringe. L’odontoiatra o gli specialisti della medicina del sonno, in caso di russamento e apnee lievi o moderate, possono applicare un dispositivo intraorale individuale a scopo terapeutico.
Spesso il bite dentale notturno però non svolge solo la funzione di allineamento dei denti delle due arcate e il conseguente alleggerimento delle tensioni mandibolari, ma va a contrastare un altro problema che è quello del russamento.
In campo odontoiatrico si parla di malocclusione quando i denti dell’arcata superiore non coincidono in modo armonico ed equilibrato con quella inferiore. La malocclusione può essere dovuta a una conformazione genetica, un intervento odontoiatrico non eseguito correttamente o abitudini scorrette come succhiarsi il dito in età infantile. Il bite permette di scaricare le forze occlusali in modo più bilanciato e simmetrico e, nella fase iniziale, può essere impiegato per poi proseguire, ove possibile, con la terapia ortodontica della malocclusione.
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Molte persone con problemi di bruxismo o malocclusione soffrono di tensioni muscolari al collo e alle spalle. L’apparato masticatorio è legato attraverso l’articolazione temporo-mandibolare al sistema posturale. Ecco perché il digrignamento dei denti e la malocclusione dentale possono causare mal di schiena e mal di testa.
È il dentista naturalmente a prescrivere l’utilizzo del bite dentale che può essere tenuto durante il giorno oppure essere un bite dentale specificatamente notturno, da indossare prima di andare a dormire. La scelta del medico dentista o gnatologo viene fatta valutando una serie di elementi come la natura del problema e la sua entità.
La terapia con il bite dentale viene progettata su misura in base alle esigenze di ogni paziente, e la sua durata dipende dai problemi da trattare e dagli obiettivi terapeutici. La durata può variare da pochi mesi a diversi anni, a seconda della gravità dei disturbi da correggere. La costanza gioca un ruolo chiave: indossare il bite per il tempo prescritto dal dentista garantisce benefici duraturi e riduce il rischio di recidive.
Il bite dentale, diurno e notturno, pur essendo uno strumento terapeutico abbastanza semplice da utilizzare, non è esente da possibili controindicazioni. Innanzitutto bisogna distinguere tra il bite rigido, solitamente realizzato su misura, e quello morbido preconfezionato o automodellante: il primo è più efficace nel combattere contemporaneamente i sintomi legati a malocclusione e bruxismo, il secondo è efficace solo contro il bruxismo perché preserva i denti dall’usura ma non è altrettanto efficace per contrastare i problemi legati alla malocclusione.
In entrambi i casi occorre ricordare che il bite dentale notturno migliora solo la sintomatologia e non risolve i problemi funzionali. Se non fatto a regola d’arte e dopo una serie di esami che solo il dentista può prescrivere, è possibile accusare una serie di disturbi muscolari nella zona temporo-mandibolare e persino un peggioramento della sintomatologia.
Tra le possibili controindicazioni o fastidi troviamo sensazione di ingombro in bocca, aumento temporaneo della salivazione, leggera tensione muscolare e possibile irritazione delle gengive se non è perfettamente adattato. Se un bite non è ben aderente o calibrato potrebbe dar origine a piccole irritazioni che coinvolgono lingua, guance o le labbra o far comparire piccole afte nella mucosa della bocca.
Per una corretta igiene, si consiglia di lavare il bite prima di indossarlo e dopo l’uso, strofinandolo delicatamente con spazzolino da denti e dentifricio. La pulizia del bite deve esser eseguita quotidianamente con uno spazzolino dalle setole morbide (meglio se dedicato esclusivamente a questo utilizzo) e dentifricio non abrasivo o sapone neutro. Esistono in commercio anche soluzioni liquide studiate appositamente per questo scopo.
È assolutamente sconsigliata l’immersione del bite in soluzioni come l’amuchina, l’anticalcare o similari, la sua bollitura o lavaggio in lavastoviglie. Inoltre, è importante tenere il bite immerso in collutorio per almeno dieci minuti prima di riporlo in una custodia non chiusa ermeticamente per evitare il proliferare di batteri.
La durata media di un bite dentale personalizzato varia tra 1 e 5 anni, a seconda della frequenza di utilizzo, del tipo di materiale e della cura dedicata alla sua manutenzione. Segnali come deformazioni, incrinature del materiale o fastidi durante l’uso possono indicare che è arrivato il momento di sostituirlo.
I costi dei bite variano in base alla tipologia e al livello di personalizzazione. I bite preformati, acquistabili in farmacia, sono i più economici e il loro costo solitamente è nell’ordine delle decine di euro. I bite automodellanti costano tra i 40 e i 120 euro. I bite su misura, realizzati da un dentista o gnatologo dopo un’attenta valutazione clinica, rappresentano la scelta più indicata nei casi moderati o gravi e il prezzo dipende dalla complessità del caso clinico, dai materiali e dalle tecnologie impiegate.
Un bite su misura rappresenta un investimento nella tua salute a lungo termine. Affidarti a un dentista esperto ti garantisce un dispositivo adeguato alle tue necessità, evitando sprechi di denaro su soluzioni poco efficaci.
Per quanto riguarda il bambino generalmente non si parla mai di bite rigidi. Nel bambino si preferisce non impiegare bite rigidi perché, con una situazione occlusale in continuo cambiamento, non è possibile impiegare un mezzo statico tra le arcate. Più frequentemente l’orientamento è verso l’utilizzo di apparecchiature in resine morbide modellabili dette bioattivatori.
Definiti elastodontici, in quanto dispositivi funzionale ortodontici e ortopedici, intervengono a livello neuromuscolare, occlusale e posturale, consentendo di riequilibrare globalmente la postura e la crescita dell’intero apparato buccale, contribuendo inoltre al ripristino di una corretta respirazione nasale e posizione linguale durante la deglutizione in modo mini-invasivo con forze leggere.
Il bite non dovrebbe essere portato a tempo indeterminato, ad eccezione di casi particolari. Affinché il bite dentale possa avere gli effetti desiderati, è necessario sottoporre l'apparecchio a frequenti controlli dallo gnatologo, soprattutto nella fase iniziale della terapia. Un componente essenziale della terapia è il controllo regolare da parte del dentista. Con visite periodiche, lo specialista può monitorare i progressi, verificare la corretta funzionalità del dispositivo e apportare modifiche se necessario.
In caso di rottura, il bite potrà esser riparato dall’odontotecnico con lo stesso materiale con cui è stato realizzato. In casi accertati di allergia ad alcune componenti del bite, come per esempio i metacrilati, è importante che il paziente avvisi il medico dentista per valutare i materiali ipoallergenici più adatti per la costruzione del dispositivo.
Il bite dentale è un piccolo grande alleato per il benessere della bocca e non solo. Grazie al bite dentale è possibile migliorare il benessere quotidiano e prevenire danni a lungo termine.
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