Relazione tra bolo isterico e malocclusione dentale

La sensazione di "nodo alla gola" o bolo isterico è un sintomo sgradevolissimo che il paziente descrive come la sensazione di avere un corpo estraneo in gola, che rende difficile e a volte dolorosa la deglutizione, e provoca quindi un senso di soffocamento.

Il bolo isterico - anche definito "nodo alla gola" - è una condizione clinica nella quale il paziente percepisce una sensazione di corpo estraneo a livello della gola. Spesso e volentieri, questa sensazione è accompagnata da un'intensa preoccupazione da parte del paziente, che teme che il disturbo possa essere scatenato da gravi patologie.

Diagnosi e inquadramento clinico

Si calcola comunque che il 2% delle richieste di visita specialistica otorinolaringoiatrica riguardi questo sintomo, che in effetti può accompagnarsi a varie malattie, ma può essere anche l’unico riferito. Il più delle volte, fortunatamente, i responsi in tal senso sono negativi, e il paziente viene inviato all’otorino e al gastroenterologo al fine di escludere una disfagia oro-faringea di origine neurologica e secondaria a patologie quali morbo di Parkinson, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, o a reflusso gastro-esofageo, ma escluse anche queste ipotesi, la diagnosi si orienta verso il Bolo Isterico, cioè verso un problema psicosomatico.

Poiché si tratta di una diagnosi di esclusione, è necessario però aver escluso tutte le possibili cause non psicologiche: può infatti trattarsi di un disturbo funzionale della deglutizione, che, in quanto disfunzionale, non si accompagna ad alcun quadro anatomico francamente patologico: in pratica la gola non ha nulla, ma “non funziona bene”. Non si può parlare nemmeno di disfagia anzi il sintomo diminuisce o scompare quando si riesce a deglutire.

Il bolo isterico consiste nella percezione di un senso di ostruzione alla gola, che sembra essere provocato dalla presenza di un corpo estraneo. In realtà, nella maggior parte dei casi il problema è di tipo psicologico e l'intensità del fenomeno tende ad aumentare con l'aumentare della preoccupazione dello stesso paziente.

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Fattori organici e funzionali da valutare

Fra queste patologie, ricordiamo: il reflusso gastroesofageo, gli spasmi esofagei, l'acalasia esofagea, le discinesie idiopatiche, i disturbi neuromuscolari (come, ad esempio, la miastenia gravis) e le neoplasie benigne o maligne della faringe e dell'esofago.

Il reflusso laringofaringeo può contribuire molto a questo sintomo: l’irritazione cronica della mucosa della gola altera la sensibilità locale e dà la percezione di corpo estraneo, blocco o difficoltà a deglutire, anche se il passaggio del cibo è in realtà libero. La risalita dei gas prodotti è causa spesso di questa situazione poichè causa una discesa di muco retro nasale.

La deglutizione è controllata da nervi cranici quindi un problema della cervicale potrebbe a catena infastidire tali nervi, per cui si possono presentare questi sintomi. Il diaframma, che è il muscolo principale della respirazione, è collegato all’esofago e alle strutture del collo tramite fasce e muscoli.

Se gli esami fatti non hanno evidenziato problemi importanti, il disturbo della deglutizione potrebbe essere legato a una tensione funzionale e non a una malattia vera e propria. Quando questa rigidità coinvolge diaframma, tratto cervicale e sistema nervoso autonomo può dare la sensazione esattamente di nodo alla gola, di blocco alla deglutizione anche in assenza di patologia.

Ruolo della malocclusione e dell'apparato stomatognatico

L’apparato stomatognatico è un complesso anatomo-funzionale costituito da organi e tessuti i quali svolgono funzioni digestive (salivazione, masticazione, deglutizione), respiratorie e di relazione (fonazione, mimica). La deglutizione è una funzione molto delicata, che si verifica da 1500 a 2500 volte al giorno, e che coinvolge lingua, guance, labbra, e un sistema muscolare molto complesso, che deve attivarsi in piena sinergia.

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Quando si deglutisce, i muscoli elevatori della mandibola si contraggono e i denti vengono a contatto fra loro. Una intercuspidazione scorretta, però, può generare un adattamento posturale della mandibola, che può risultare dislocata sia in senso sagittale (retrusione o protrusione) sia in senso verticale (morso profondo e morso aperto) che in senso latero-laterale (morso laterodeviato o crociato).

Ciò crea uno sbilanciamento dei muscoli della masticazione, del viso e del collo, potenzialmente in grado di sostenere cefalee e cervicalgie, e configurare il quadro di così detto “Disordine Cranio Mandibolo-Vertebrale”. Può però coinvolgere anche il delicato sistema muscolare che interviene nella deglutizione: una malposizione mandibolare legata ad una scorretta occlusione dentaria può infatti coinvolgere anche i muscoli della deglutizione, in particolare i muscoli costrittori del faringe superiore e medio, che sono in rapporto con la mandibola, o per inserzione diretta, o mediata dall’osso ioide e dai muscoli sopraioidei.

Si può di conseguenza verificare un conflitto fra le parti molli del retrobocca e della gola, simile a quello che sostiene il russare notturno, e generare la sensazione di crampo e/o di atipico dolore alla gola o di presenza di corpo estraneo: il “nodo alla gola”, appunto, che in questi casi potremmo chiamare “pseudobolo da disfunzione cranio-mandibolo-vertebrale”.

Connessioni anatomiche rilevanti

L’Articolazione Temporo-Mandibolare (ATM) è una diartrosi condiloidea doppia che si stabilisce tra i due condili della mandibola e le fosse mandibolari delle due ossa temporali. Le superfici articolari che si affrontano sono discordanti e i movimenti mandibolari avvengono per una azione combinata di rotazione e traslazione dei condili, nei tre piani dello spazio.

L’osso ioide, situato nel collo, al di sopra della laringe e al di sotto della mandibola, costituisce il punto di appoggio per i movimenti di apertura della mandibola, partecipa alla deglutizione, alla fonazione ed alla respirazione; attraverso le sue connessioni muscolo-fasciali è in grado di influenzare tutte le regioni corporee correlate (cranio, mandibola, sterno, scapola, vertebre cervicali).

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I muscoli masticatori (massetere, temporale, pterigoidei) e i muscoli sopraioidei e sottoioidei, oltre ai muscoli costrittori faringei, sono tutti coinvolti nella masticazione e nella deglutizione; quindi alterazioni della loro tensione o posizione possono alterare la coordinazione della deglutizione senza creare un vero ostacolo meccanico, ma dando una sensazione anomala, intermittente e molto fastidiosa.

Schema anatomico ATM, osso ioide e muscoli della deglutizione

Interazione con fattori psicosomatici e postura

Il bolo isterico è spesso correlato a stati ansiosi o a stress emotivi del paziente. L’ansia, anche quando il paziente “si sente tranquillo”, gioca comunque un ruolo importante. Non è la causa unica, ma amplifica la percezione del sintomo e interferisce con un gesto automatico come la deglutizione.

Descritto anche in ambito ortopedico come “stato miotensivo psicogeno”, lo stato di tensione muscolare cronica rappresenta il processo forse più evidente con cui l’Io esprime i propri vissuti emotivi nel corpo. La formazione della "corazza corporea" avviene attraverso l’innalzamento del tono basale; se questa perdura nel tempo viene interessata anche la porzione connettivale dando luogo all’accorciamento del sistema muscolare e all’alterazione della corretta successione articolare.

Il sistema tonico posturale regola il tono muscolare in base a input provenienti dal piede, occhio, apparato stomatognatico, cute e altro; pertanto una malocclusione dentale può influire sugli input propriocettivi e, indirettamente, sulla postura e sul tono muscolare cervicale, contribuendo al mantenimento di tensioni che alterano la funzione della deglutizione.

Valutazione e approcci terapeutici

Prima di emettere una diagnosi affrettata è dunque necessario coinvolgere nello studio del caso anche un dentista - gnatologo: l’intercettazione della malocclusione dentaria e il riequilibrio della postura mandibolare con adeguati apparecchi intraorali, costituisce in breve tempo conferma dell’ipotesi diagnostica e prima fase terapeutica, e può risultare molto utile ad affrontare e spesso a risolvere il problema.

Dal punto di vista clinico, se gli esami clinici (otorinolaringoiatrici e gastroenterologici) hanno escluso patologie organiche significative, è opportuno considerare un approccio multidisciplinare che includa:

  • valutazione gnatologica e, se indicato, riequilibrio occlusale;
  • valutazione e trattamenti manuali (osteopatia, fisioterapia) mirati su cervicale, ATM, diaframma e catena miofasciale che collega collo, mandibola e torace;
  • valutazione logopedica per la funzione deglutitoria (disfagia funzionale vs. organica);
  • gestione del reflusso laringofaringeo atta a ridurre l’irritazione locale;
  • supporto psicoterapico o strategie per la gestione dell’ansia quando presente.

L’osteopatia e la fisioterapia manuale possono migliorare la mobilità e ridurre le tensioni muscolo-fasciali, restituendo al sistema la capacità di rilassarsi e coordinarsi; in molti pazienti già dopo la prima seduta si nota un miglioramento della fluidità della deglutizione e della percezione di ostacolo.

Non esiste un farmaco specifico per il bolo isterico; il trattamento è spesso sintomatico e multimodale. È importante continuare le terapie indicate per eventuali cause organiche concomitanti (ad esempio terapia per il reflusso) e infine valutare interventi reversibili e non invasivi per i disordini temporomandibolari, come raccomandato da criteri diagnostici contemporanei (DC/TMD).

Flusso diagnostico e approccio terapeutico multidisciplinare

Quando allarmarsi e follow-up

Se compaiono difficoltà reali a deglutire, calo di peso, dolore importante o episodi di soffocamento, è necessario un controllo rapido dallo specialista. Poiché il bolo isterico è una diagnosi di esclusione, occorre aver adeguatamente esplorato le possibili cause organiche e neurologiche prima di attribuire i sintomi a fattori funzionali e psicologici.

In assenza di segni di allarme, la valutazione integrata (ORL, gastroenterologia, odontoiatria/gnatologia, logopedia, fisioterapia/osteopatia, psicologia) consente nella maggior parte dei casi di identificare i fattori contribuenti (reflusso, malocclusione, tensione cervicale, ansia) e di ottenere un significativo miglioramento con trattamenti mirati.

Tabella riassuntiva: fattori che possono contribuire al bolo isterico e interventi consigliati

Fattore Meccanismo Interventi consigliati
Reflusso laringofaringeo Irritazione mucosa, aumento sensibilità Trattamento gastroenterologico, dieta, farmacoterapia anti-reflusso
Malocclusione / disordini ATM Malposizione mandibolare, tensione muscoli masticatori Valutazione gnatologica, bite o apparecchi reversibili
Tensioni cervicali e diaframma Ridotta mobilità spazio retroviscerale, alterata coordinazione Osteopatia/fisioterapia manuale, esercizi posturali
Ansia / stress Amplificazione percezione, stato miotensivo Psicoterapia, tecniche di rilassamento, mindfulness
Intervento multidisciplinare per il nodo alla gola: esempi di valutazione e trattamento

È fondamentale che ogni intervento venga concordato e calibrato sul singolo paziente dopo una accurata valutazione clinica. In particolare, la collaborazione tra specialisti (ORL, gastroenterologo, dentista/gnatologo, fisioterapista/osteopata, logopedista e psicologo) aumenta le possibilità di identificare e trattare correttamente tutte le componenti che concorrono al sintomo.

In molti casi l’approccio integrato e mirato alle cause individuate consente una riduzione significativa dei sintomi e un ritorno alla normale funzione deglutitoria; la sensazione di nodo alla gola è spesso reversibile se si interviene sui fattori predisponenti e mantenenti.

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