
Analizziamo le cause e la cura del bruxismo nei bambini. Se hai notato di recente una tendenza nel tuo bambino a serrare le mascelle e digrignare i denti e hai la preoccupazione che questa inclinazione possa danneggiare la salute della sua bocca, abbiamo scritto questo articolo per darti delle indicazioni utili sulla cura del bruxismo nei bambini.
Per bruxismo si intende quella serie di attitudini, movimenti e atteggiamenti che coinvolgono i muscoli masticatori, la lingua, le labbra e le guance, spesso portando i denti a contatto, serrandoli e/o digrignandoli. Si tratta di movimenti ritmici, regolari, che il bambino compie principalmente durante le ore notturne, mentre dorme: tendenza a digrignare i denti con sfregamento dell’arcata superiore contro l’arcata inferiore, serrando con forza la mascella.
È un disturbo tipicamente infantile che rientra nell’ambito degli automatismi motori ed è definito “disturbo del movimento nel sonno”. Una manifestazione alla quale prestare la giusta attenzione è il cosiddetto “bruxismo”, quello “strano rumore” che il bambino generalmente produce di notte, digrignando i dentini. I bambini che digrignano i denti di notte, infatti, producono un caratteristico rumore metallico a volte talmente forte da poter essere udito attraverso le pareti.
Il bruxismo si verifica in circa il 20% dei bambini sotto i 12 anni, anche se spesso non viene diagnosticato e nemmeno notato dai genitori. Si tratta, infatti, di un fenomeno piuttosto diffuso nei soggetti in età prescolare: si stima che circa nel 37% dei bimbi si sia manifestata almeno una volta la tendenza a stringere i denti nel sonno.
Non è mai stata individuata un’unica causa cui attribuire la comparsa del bruxismo. Qualunque fattore disturbante in grado di generare micro-risvegli nel bambino può dunque venire considerato una concausa. Le cause del bruxismo notturno nei bambini possono essere molteplici; non è stata evidenziata, in realtà, una ragione univoca per questo comportamento, ma piuttosto un insieme di concause.
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Un altro fattore scatenante della propensione nei bambini a digrignare i denti di notte può essere individuato nell’infestazione ad opera di vermi denominati “ossiuri”, parassiti che si insediano generalmente nel tratto fra il colon e l’orifizio anale.
Il parassita in questione è l’Enterobius vermicularis, comunemente denominato ossiuro, un vermetto di colore bianco che ha come sedi abituali il tratto tra il colon e l’ano. La femmina produce circa 10.000 uova e nelle ore notturne migra verso l’orifizio anale, deposita le uova e muore. Le larve che nascono dalla schiusa possono risalire fino al colon oppure, per effetto dello sfregamento scatenato dal prurito, possono passare alle mani e alla bocca.
Il sintomo più evidente è l’intenso prurito, che si acuisce durante la notte: viene avvertito nella zona perianale, a volte è tanto intenso che il reiterato grattarsi provoca lesioni cutanee con possibili sovra-infezioni batteriche. L’infestazione da ossiuri si accompagna spesso a disturbi intestinali di varia natura: produzione di gas (meteorismo), feci poco formate o diarrea franca, enuresi, dolori addominali ricorrenti, tosse secca e stizzosa, agitazione che si può manifestare con il bruxismo notturno (digrignare i denti).
Il prurito e l’irritazione causati dal proliferare di questi vermi possono essere un fattore scatenante del bruxismo nei bambini, soprattutto nelle ore notturne, quando il fastidio nella zona perianale tende ad aumentare. Una volta diagnosticata e curata l’infezione, molto probabilmente anche il digrignamento dei denti scomparirà da sé.
Quando si ha il sospetto di un’infestazione da ossiuri è bene ispezionare accuratamente la zona anale e perianale dove è possibile (nelle prime ore del mattino) reperire le femmine degli ossiuri che appaiono come piccoli e mobili filamenti biancastri. Per la conferma della diagnosi il vostro pediatra può avvalersi del cosiddetto scotch-test: un nastro adesivo trasparente applicato sull’apertura anale.
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I farmaci utilizzati (prescritti rigorosamente dal proprio pediatra nella dose appropriata al peso e all’età del bimbo) sono in grado di eliminare i parassiti nella loro forma vitale ma non le uova. Per questo motivo è necessario somministrare due dosi (una appena fatta la diagnosi e una dopo due settimane per eliminare i vermi nati dalle uova rimaste nella zona anale). Nonostante il trattamento adeguato, è possibile il ripetersi dell’infestazione le cui cause sono da ricercarsi nella mancata o ritardata somministrazione della seconda dose o, più frequentemente, nel contagio che avviene nella vita di gruppo (famiglia, scuola o comunità in generale), quando un componente non abbia eseguito la stessa terapia in contemporanea con il soggetto infetto.
Il bruxismo durante il sonno (SB) è purtroppo un fenomeno sempre più comune anche nei bambini. Alcuni comportamenti legati al sonno, come il russare, la respirazione orale, il sonno irrequieto, la perdita di saliva durante il sonno, la posizione del corpo durante il sonno e il tempo di sonno inadeguato sono stati individuati come fattori di rischio o fattori associati al bruxismo SB nei bambini.
La quantità e la qualità di sonno adeguati sono fondamentali per la salute dei bambini, poichè influenzano il comportamento emotivo così come la capacità di apprendimento e l'attenzione durante il giorno. Si è visto inoltre che alterare le abitudini legate al sonno (ad esempio, leggere o guardare la TV prima di andare a dormire, il dormire nel proprio letto o coi genitori) potrebbe portare all'insorgenza di disturbi del sonno nei bambini.
Dallo studio pubblicato sul Journal of Dentistry di novembre 2017 è emerso che l'adottare regolari abitudini legate al sonno e regolari orari di coricamento, sveglia mattutina e durata del sonno sono tutti fattori importanti per ridurre il rischio di insorgenza dei disturbi del sonno. Tra i vari comportamenti del sonno in esame, alcuni disturbi e parasonnie sembrano essere associati a bruxismo infantile riportato dai genitori (difficoltà respiratorie, agitazione notturna, ansia notturna).
La diagnosi di bruxismo nei bambini è spesso difficoltosa per l’assenza di criteri o test diagnostici specifici per confermarla. Il primo passo consiste in un’accurata valutazione della storia clinica del paziente. Il pediatra deve quindi fare affidamento sull’anamnesi raccolta attraverso i genitori e un esame obiettivo accurato della cavità orale.
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È necessario ricordare che la diagnosi precisa può richiedere esami specialistici: la polisonnografia è l’esame d’elezione (gold standard) eseguito in centri specializzati, che monitora simultaneamente l’attività cerebrale, cardiaca, respiratoria e muscolare durante la notte. L’elettromiografia (EMG) utilizza sensori che registrano l’attività elettrica dei muscoli masticatori durante il sonno.
Il segno clinico più indicativo di bruxismo nei bambini è l’usura dentaria che interessa principalmente gli incisivi e i canini e che può essere anche molto severa, determinando ipersensibilità al caldo o al freddo. Altro segno indicativo che può aiutare i genitori a capire se il bambino è affetto da bruxismo è il dolore o senso di fastidio che il piccolo prova a livello della mandibola soprattutto al mattino. Anche cefalea e blocco dell’articolazione mandibolare al risveglio possono essere segni di bruxismo notturno del bambino.
Se ti sei accorto che il tuo bimbo soffre di bruxismo, tuttavia, non disperare e rivolgiti al tuo medico di famiglia per individuare con sicurezza quale sia la causa di tale disturbo: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di fattori legati alle piccole ansie e, magari, cambiamenti della vita quotidiana. La cura del bruxismo nei bambini necessita di un approccio multidisciplinare in cui possono essere coinvolti pediatri, dentisti e psicologi.
Un altro prezioso alleato è sicuramente il tuo dentista di fiducia, che sarà in grado di indicarti le soluzioni migliori per porre rimedio al bruxismo del tuo bambino. Tra i rimedi a cui si ricorre, solitamente c’è il bite per bambini, un dispositivo in resina trasparente che serve ad ostacolare lo sfregamento delle arcate dentali l’una contro l’altra.
Si tratta di mascherine protettive da indossare nelle ore di sonno, studiate appositamente per evitare che lo sfregamento possa causare una progressiva consunzione dello smalto dentale. La cosa migliore è rivolgersi ad un dentista specializzato, in grado di modellare un bite per il tuo bambino che sia su misura e possa quindi correggere il tipo di difetto che si sia instaurato ed, eventualmente, riallineare le mandibole in maniera corretta.
Generalmente, l’utilizzo del bite assicura un sollievo immediato, aiutando a rilassare i muscoli coinvolti nel fenomeno. Qualunque sia la causa scatenante del bruxismo nel bambino, se esso porta a erosione dentaria, possono essere utilizzati dei device che proteggano i denti dal continuo sfregamento, cioè i bite dentali. In questi casi è opportuno che un odontoiatra pediatrico visiti il bambino per prescrivere il supporto più adatto e per programmare delle visite di controllo.
Le controindicazioni più frequenti all’utilizzo dei bite sono le apnee ostruttive notturne e l’epilessia. L'obiettivo principale del trattamento non è necessariamente la “guarigione” definitiva, ma la protezione delle strutture dentarie, la riduzione del dolore e il miglioramento della qualità del sonno.
Se i sintomi si manifestano in maniera chiara e continuativa si parla di bruxismo probabile: in questo caso è necessario sottoporre il piccolo paziente a un controllo odontoiatrico e, se indicato, a valutazioni aggiuntive. La diagnosi di bruxismo non si basa su un singolo test, ma su un approccio multidisciplinare che coinvolge l’odontoiatra e, in alcuni casi, lo specialista in medicina del sonno.
Il primo passo consiste in un’accurata valutazione della storia clinica del paziente. Il medico o l’odontoiatra indagheranno la presenza di sintomi tipici e il racconto di eventuali partner che notano il rumore del digrignamento. Poiché il bruxismo è strettamente correlato ai disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM), la diagnosi include spesso la palpazione dell’articolazione per rilevare scrosci, click o limitazioni nell’apertura della bocca.
Il bruxismo, soprattutto notturno, è un disturbo che colpisce molti bambini in età pediatrica e che poi in età adulta tende progressivamente a ridursi. Il bruxismo occasionale nei bambini sembra essere “fisiologico” in quanto costituisce una forma comune di risposta allo stress e sembra avere anche un ruolo nello sviluppo dell’apparato masticatorio. In questi casi il bruxismo diventa sempre più infrequente fino a scomparire del tutto con la crescita.
| Fattore | Possibile intervento |
|---|---|
| Stress emotivo | Supporto psicologico, routine rilassanti |
| Ossiuri | Scotch-test, terapia farmacologica in due dosi, igiene |
| Malocclusione | Valutazione ortodontica, bite, apparecchi |
| Disturbi del sonno | Valutazione del sonno, polisonnografia, correggere abitudini |
Se ti sei accorto che tuo figlio digrigna i denti e stai cercando un dentista, puoi rivolgerti senza esitazioni a uno specialista in odontoiatria pediatrica. Lo staff sarà lieto di rispondere ad ogni tua domanda e indicare la soluzione più idonea.
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