Iter cambiom nome studio odontoiatrico: analisi, motivazioni e percorsi

È di venerdì scorso la notizia dell’attivazione del percorso che potrebbe portare ad una nuova formulazione del nome del corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria. Ad annunciarlo è stato il presidente nazionale CAO Andrea Senna, a questo link il nostro approfondimento.

Per il prof. Giovanni Lodi, che da direttore scientifico di Dental Cadmos nel 2023 dedicò un editoriale al tema, la denominazione del corso non riflette né la realtà della professione né la sua evoluzione. “Odontoiatria e protesi dentaria” sembra attribuire alla protesi una centralità ingiustificata, trascurando discipline come parodontologia, endodonzia, ortodonzia o chirurgia orale. Inoltre la congiunzione “e” suggerisce che la protesi sia qualcosa di distinto dall’odontoiatria, non una sua parte integrante.

La questione è descritta come culturale: quel nome racconta un’odontoiatria ancorata a una filosofia interventista e tecnicistica, focalizzata sulla riparazione del danno più che sulla prevenzione. Le parole non sono neutre: descrivono la realtà, ma la influenzano e la cristallizzano. Una possibile soluzione proposta è “Odontoiatria e salute orale”, titolo che sposta l’attenzione dalla tecnica alla cura, dalla riparazione alla prevenzione.

In aprile si raduneranno a Catania docenti che insegnano odontoiatria nelle università italiane, insieme ad altri colleghi, per discutere di intelligenza artificiale e della salute orale come componente essenziale della prevenzione e della cura complessiva. Il dibattito non è solo linguistico: è anche politico, scientifico e gestionale, in quanto incide sul modo di formare, praticare e comunicare la professione.

Il dibattito sul cambio di nome coinvolge figure autorevoli come il prof. Roberto Di Lenarda, past president del Collegio dei Docenti, che sottolinea l’intento di integrare medicina e odontoiatria fin dai primi due anni di corso e di consentire la possibilità di conseguire la seconda laurea in medicina per odontoiatri, o in odontoiatria per medici. L’idea è di rendere lo studio odontoiatrico parte di una professione pienamente integrata con la medicina, riflettendo una visione olistica della salute.

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La discussione riguarda anche i temi organizzativi e formativi: cambio di nome della classe di laurea, revisione degli ordinamenti e potenziali percorsi comuni con medicina per i primi anni. La CAO potrebbe svolgere un ruolo fondamentale nel coordinare questa sinergia tra le Conferenze permanenti dei Corsi di Laurea in Odontoiatria e Portesi Dentaria.

Trasformazione dello studio: da studio monoproffissionale a struttura complessa

La trasformazione dello studio dentistico in struttura complessa comporta un passaggio da una gestione di tipo professionale a una gestione imprenditoriale. Può realizzarsi verso diverse forme societarie (SS, SNC, SAS, SAPA, SPA, SRL, cooperative) o tramite conferimento dell’attività in una nuova realtà societaria.

La giurisprudenza ha discusso a lungo la possibilità di conferire in un’azienda complessa un complesso organizzativo appartenente a un professionista; dal 2010 si è affermata una visione più flessibile, che consente trasformazioni “eterogenee progressive” o conferimenti con continuità patrimoniale e/o fiscale, mantenendo però diverse partite IVA e contratti antecendenti.

Quali sono i motivi pratici per passare a una SRL odontoiatrica? Spesso il ragionamento riguarda aumento di efficienza, responsabilità professionale e gestione degli obblighi normativi, oltre alla possibilità di aprire nuove sedi, ragionare su costi e strutture e ottenere vantaggi fiscali o di patrimono.

La trasformazione può richiedere valutazioni complesse: dall’amministrativo e fiscale all’impianto di gestione, passando per la conformità normativa, la sicurezza e la privacy. È fondamentale distinguere tra conferimento e trasformazione: nel primo caso si apporta attività a una nuova entità, nel secondo si cambia ragione sociale mantenendo continuità patrimoniale.

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Trasferimento dell’attività: costi, tempistiche e buone pratiche

Eventi come trasferimenti dell’ambulatorio comportano costi amministrativi (aggiornamento di valutazione dei rischi, privacy e protezione incendio, autorizzazioni sanitarie), costi contrattuali (telefonia, energia, gas, rifiuti, manutenzioni) e costi tangibili legati al trasloco (imbalaggio, spostamento di apparecchiature e arredi).

La gestione del crono-programma è cruciale: tempi di trasferimento e coordinazione tra maestranze, progettazione delle opere, imbiancature e segnaletica richiedono pianificazione accurata per evitare ritardi e costi imprevisti. Una corretta programmazione minimizza anche disagi per i pazienti durante la transizione.

Aspetti contabili e fiscali

La trasformazione implica un diverso peso organizzativo: passi dall’assetto professionale a quello imprenditoriale richiedono nuove competenze contabili e fiscali. È essenziale valutare la convenienza economica e l’aderenza ai requisiti minimi dell’ambulatorio, oltre a considerare le implicazioni della continuità contrattuale e dei debiti pregressi.

La giurisprudenza ha mostrato che l’azienda non è automaticamente conferibile in una SRL od STP-SRL senza attenzione alla distinzione tra complesso aziendale e attività professionale. La trasformazione richiede, quando possibile, un adeguamento strutturale che comporti nuove partite IVA e nuove responsabilità contrattuali.

Implicazioni pratiche per odontoiatri e odontotecnici

La trasformazione, oltre agli aspetti legali, include considerazioni pratiche sull’organizzazione interna: gestione del personale, responsabilità professionale e obblighi di conformità. La scelta del nome e la coerenza del branding assumono rilievo anche in ottica di marketing istituzionale e comunicazione sanitaria.

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In contesto europeo, si nota una tendenza verso una struttura complessa, che potrebbe offrire maggiore sicurezza per pazienti e operatori, controllo di qualità e gestione della privacy. Questo spinge molti professionisti a considerare una gestione associata o una trasformazione in SRL STP o altre forme societarie.

Eredità linguistica e prospettive future

Il dibattito sul cambiamento di nome della professione e del corso di laurea si intreccia con la necessità di riflettere la realtà clinica odierna e l’evoluzione delle esigenze di salute. Le proposte di riforma mirano a rendere semanticamente evidente il ruolo centrale del medico odontoiatra nella presa in carico del paziente, integrando l’aspetto medico e odontoiatrico all’interno di una cornice più ampia di cura della salute sistemica.

La discussione resta aperta, con un clima di sinergia tra diverse istituzioni accademiche e professionali. Le soluzioni potrebbero prevedere un biennio comune con medicina all’inizio dei percorsi formativi e l’opzione di percorsi congiunti o di doppia laurea, oltre a una possibile ridefinizione della classe di laurea e del nome della professione.

Idee pratiche per chiamare uno studio odontoiatrico e per il branding

Come chiamare uno studio dentistico non è solo una questione di branding: è un atto che comunica etica, leggi e responsabilità professionale. Un nome dovrebbe ispirare fiducia, competenza e professionalità, essere breve, memorabile e coerente con i valori del brand. L’integrazione di parole chiave strategiche può migliorare la visibilità online, ma è cruciale evitare nomi generici o fuorvianti.

Alcune idee includono: utilizzare nome personale (es. Studio Dentistico Rossi), descrizioni mirate (Implantologia Avanzata, Sorrisi Perfetti), o soluzioni emozionali che evocano accoglienza e cura. È utile testare il nome con pazienti e colleghi, controllare la disponibilità online e valutare la coerenza con branding, sito web e materiali di comunicazione.

In ogni caso, la scelta del nome deve riflettere i principi etici e legali vigenti in Italia, nonché la missione di offrire una salute orale integrata e centrata sul paziente. La normativa in tema di comunicazione sanitaria impone attenzione all’accuratezza e alla veridicità delle denominazioni utilizzate.

Infografica: percorsi di trasformazione dello studio odontoiatrico
Schema: differenze tra conferimento e trasformazione
Mappa concettuale: come scegliere un nome per studio odontoiatrico

Se vuoi capire da dove partire nella definizione del nome e nel positioning del tuo studio, puoi considerare un check-up strategico con esperti di branding e gestione odontoiatrica.

Video: come valutare il naming e la brand identity per uno studio odontoiatrico
  • Valutare intelligenza artificiale e dinamiche di mercato nel contesto odontoiatrico.
  • Verificare coerenza tra nome, logo e messaggio di comunicazione.
  • Considerare percorsi formativi integrati con medicina e possibilità di doppia laurea.
  • Analizzare costi e tempi di trasferimento o trasformazione della struttura.
Aspetto Descrizione
Trasformazione Passaggio da studio professionale a struttura complessa (es. SRL odontoiatrica) con continuità o discontinuità patrimoniale possibile.
Conferimento Versamento di attività in una nuova entità con continuità patrimoniale, possibile senza atto notarile in certi casi.
Costi principali Aspetti amministrativi, contrattuali, trasloco, adeguamenti e crono-programma.
Obiettivo Garantire sostenibilità operativa, conformità normativa e crescita professionale.

In conclusione, cambiare nome e riorganizzare lo studio odontoiatrico richiede una visione integrata tra etica, normativa, economia e branding. La scelta del nome giusto non è solo una questione di marketing, ma una dichiarazione di responsabilità verso i pazienti e la professione.

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